Eparchia di Lungro

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Eparchia di Lungro
Eparchia Lungrensis
Chiesa italo-albanese
Regione ecclesiastica Calabria
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Eparca Donato Oliverio
Eparchi emeriti Ercole Lupinacci
Sacerdoti 41 di cui 41 secolari
802 battezzati per sacerdote
Religiosi 28 donne
Diaconi 1 permanenti
Abitanti 33.000
Battezzati 32.900 (99,7% del totale)
Superficie 493 km² in Italia
Parrocchie 29
Erezione 13 febbraio 1919
Rito bizantino
Cattedrale Cattedrale di San Nicola di Mira
Indirizzo Corso Skanderbeg 54, 87010 Lungro (CS), Italia
Sito web www.eparchialungro.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2010 * *
Chiesa cattolica in Italia

L'eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi (in latino: Eparchia Lungrensis) è una sede della Chiesa cattolica italo-albanese di rito orientale immediatamente soggetta alla Santa Sede e appartenente alla regione ecclesiastica Calabria. Nel 2009 contava 32.900 battezzati su 33.000 abitanti. È attualmente retta dall'eparca Donato Oliverio.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

L'eparchia di Lungro degli Albanesi d'Italia continentale comprende la città di Lungro e ventinove parrocchie:

Sede eparchiale è la città di Lungro, dove si trova la cattedrale di San Nicola di Mira.

Il territorio dell'eparchia è perciò suddiviso in 29 parrocchie, tra cui, la più lontana da Lungro è quella di Villa Badessa (PE)[1]. Nell'eparchia di Lungro funziona il seminario minore a San Basile, l’altro seminario eparchiale è a Cosenza. Rilevanti gli storici contatti culturali-religiosi con l'altro seminario eparchiale di Piana degli Albanesi. Per il liceo-ginnasio gli alunni sono accolti al seminario Benedetto XV di Grottaferrata e, per completare gli studi universitari, nel Pontificio Collegio greco-bizantino di Roma.

Nel territorio eparchiale sono presenti ordini religiosi di rito orientale: la congregazione delle Suore basiliane figlie di Santa Macrina e i monaci Basiliani.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Con la prima diaspora albanese nel XV secolo, gli albanesi in Italia preservarono il proprio patrimonio etnico, linguistico, culturale e spirituale orientale. Le comunità albanesi, a causa della loro professione di fede, ebbero progressivamente conflitti e rapporti ostici con i latini, che diffidavano delle comunità albanofone. Nel primo periodo gli albanesi d’Italia, inoltre, dipendevano ancora dal Patriarcato di Ocrida e dal metropolita ortodosso. Successivamente al Concilio di Trento (1563), che determinò l’entrata delle comunità arbëreshe nelle giurisdizioni latine, i rapporti andarono inasprendosi, e non pochi furono i contrasti e le incomprensioni con i vescovi latini dell’epoca che cercarono di "latinizzare" in ogni modo la fede degli albanesi d'Italia. Di lì a poco avrebbero perso definitivamente il rito greco a favore di quello latino molte comunità albanesi.

Nel XVIII secolo si poneva prepotentemente il problema della preparazione culturale, teologica e pastorale dei sacertoti italo-albanesi. Dal 10 giugno 1732, con la bolla Superna Dispositione del Papa Clemente XII, era possibile avere propri vescovi per la funzione di ordinare i sacerdoti di rito greco-bizantino per le comunità albanesi di Calabria e Sicilia.

Solo agli inizi del XIX secolo la Santa Sede rivolse una maggiore attenzione alla situazione dei fedeli albanesi di rito bizantino in Italia, da più di quattro secoli strettamente legati al rito degli orientali ortodossi, per le continue richieste da essi avanzate nella nomina di un vescovo proprio di rito greco in Calabria e in Sicilia con pieni poteri territoriali.

L'eparchia di Lungro degli Albanesi dell'Italia continentale è stata eretta il 13 febbraio 1919 con la bolla Catholici fideles di papa Benedetto XV. Il riconoscimento costituì il primo passo per una analoga soluzione per gli albanesi di Sicilia, che ebbero poco dopo, per varie cause realizzata più tardi, l'eparchia per i fedeli insulari. Esse segnarono per gli albanesi d'Italia una tappa importante per una ripresa oltre che rituale anche delle tradizioni albanesi. In precedenza gli italo-albanesi di rito bizantino erano soggetti all'ordinario di rito latino e dal 10 giugno 1732 le ordinazioni sacerdotali erano celebrate da un vescovo titolare appositamente nominato secondo la bolla Superna dispositione di papa Clemente XII.

Cronotassi degli eparchi[modifica | modifica sorgente]

Vescovi ordinanti per gli Albanesi dell'Italia continentale[modifica | modifica sorgente]

Sede di Lungro degli Italo-Albanesi[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

L'eparchia al termine dell'anno 2009 su una popolazione di 33.000 persone contava 32.900 battezzati, corrispondenti al 99,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 40.900 41.000 99,8 38 30 8 1.076 4 34 24
1970 36.900 37.000 99,7 38 31 7 971 8 43 24
1980 34.500 34.866 99,0 34 29 5 1.014 6 55 26
1990 33.000 33.500 98,5 35 33 2 942 1 3 40 27
1999 32.500 32.965 98,6 31 30 1 1.048 1 1 35 27
2000 32.450 32.850 98,8 30 30 1.081 1 35 27
2001 32.200 32.600 98,8 30 30 1.073 1 35 27
2002 31.950 32.328 98,8 30 30 1.065 1 34 27
2003 31.850 32.200 98,9 30 30 1.061 1 33 27
2004 32.800 33.182 98,8 31 30 1 1.058 1 1 33 29
2009 32.900 33.000 99,7 41 41 802 1 28 29

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Villa Badessa di Rosciano (PE)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Sito ufficiale dell'eparchia
  • Breve storia, www.arbitalia.it. URL consultato il 24 aprile 2004.
  • Jemi Il portale per gli arbëreshë in Italia e nel mondo dell'Associazione Italo-Albanese dell'Eparchia di Lungro
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