Tony Sperandeo

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Tony Sperandeo
Tony Sperandeo in una scena del film Mery per sempre (1989)
Tony Sperandeo in una scena del film Mery per sempre (1989)
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica demenziale
Canzone napoletana
Periodo di attività 1990 – in attività
Etichetta Seamusica
Album pubblicati 6
David di Donatello David di Donatello per il miglior attore non protagonista 2001

Tony Sperandeo, pseudonimo di Gaetano Sperandeo (Palermo, 8 maggio 1953), è un attore e cantante italiano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gaetano Sperandeo non trascorre un'infanzia facile ma riesce a non farsi travolgere dalla criminalità tentacolare dei quartieri più poveri della sua città natale. Dapprima si dedica al cabaret e poi si lascia affascinare dal mondo del cinema e dalla recitazione in particolare, inizia a presentarsi ai casting più disparati trovando il coraggio di spostarsi fino a Roma e a Cinecittà.

Nel 1983 ottiene una piccola parte nel film a episodi Kaos diretto dai fratelli Taviani. Il film, nelle sale nel 1984, riscuote un discreto successo e verrà ricordato dalla critica come una delle pellicole che ha saputo sfruttare meglio il talento comico di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Dal 1985 la carriera di Sperandeo si divide fra cinema e televisione con un crescendo che lo porterà a ricevere riconoscimenti non solo dal pubblico ma anche dalla critica.

Diretto da Florestano Vancini entrerà a far parte della serie televisiva La Piovra 2 e, sempre nello stesso anno, sarà nei cinema con Pizza Connection di Damiano Damiani (regista della prima Piovra) e Il pentito di Pasquale Squitieri. Fin da questi primi film è facile capire quale sarà l'ambiente in cui Sperandeo si muoverà: la mafia e la criminalità organizzata diverranno il terreno ideale per il suo accento siciliano e il suo sguardo naturalmente truce e minaccioso.

« Io sono nato e cresciuto a Palermo. Conosco la mentalità, la gesticolazione, l'intonazione della voce, gli sguardi. Mia madre poi mi ha fatto questa faccia da duro. Bisogna entrare in tutti questi elementi per raccontare gli uomini tutti d'un pezzo. »

Nel 1987 farà una comparsata ne Il siciliano di Michael Cimino, storia del bandito Salvatore Giuliano, mentre nel 1989 e 1990 sarà uno dei protagonisti dei due film Mery per sempre e Ragazzi fuori di Marco Risi dedicati alla criminalità giovanile siciliana nella parte della guardia carceraria Turris. Sempre nel 1990 lo chiameranno nuovamente i Taviani per Il sole anche di notte, ispirato a un racconto postumo di Lev Nikolaevič Tolstoj. Durante tutti gli anni novanta il cinema italiano, soprattutto quello impegnato, pescherà a piene mani nelle risorse di un attore che iniziava a segnalarsi come uno dei caratteristi migliori,anche per la sua espressività diretta. Nel frattempo forma insieme a Giovanni Alamia il duo musicale Alamia & Sperandeo.

Sempre diretto da Marco Risi farà parte nel ruolo di un sottufficiale dell'aeronautica de Il muro di gomma, ricostruzione della tragedia di Ustica e dei misteri e delle vergogne che si nascondevano dietro di essa. Dopo una parte in Piedipiatti di Carlo Vanzina, film più che trascurabile, Roberto Benigni gli affida una parte gustosa (è uno dei picciotti del boss Cozzamara) nel suo Johnny Stecchino. Ritorna a recitare ne La Piovra 6 - L'ultimo segreto, prima di girare la pellicola La discesa di Aclà a Floristella incentrata sulla vita dei carusi delle miniere siciliane, prima regia cinematografica di Aurelio Grimaldi, già sceneggiatore di Mery per sempre e Ragazzi fuori.

Il film verrà stroncato dalla critica ma per Sperandeo sarà l'occasione per recitare al fianco di Rita Barbanera, attrice teatrale e doppiatrice che sarebbe diventata sua moglie, con la quale ha avuto due figli, Tony e Priscilla. La loro storia si sarebbe tinta dei colori della tragedia nel 2001, anno in cui la Barbanera muore suicida a soli trentadue anni, buttandosi dal balcone della loro casa di Palermo[1]. Proprio nel 2001, Sperandeo riceve un riconoscimento importante per la sua carriera: con la sua partecipazione al film I cento passi di Marco Tullio Giordana, vince infatti il David di Donatello come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione del boss mafioso Gaetano Badalamenti[2][3].

Nel 1993, Ricky Tognazzi gli affida un ruolo nel suo film La scorta: Sperandeo è uno dei quattro uomini cui viene affidata la protezione di un coraggioso giudice appena trasferitosi a Marsala. Una pellicola impegnata, realizzata sulla scia delle stragi in cui persero la vita i giudici Falcone e Borsellino avvenute l'anno precedente. Di fatto, ripercorrere la carriera di Tony Sperandeo significa ripercorrere la storia di quel cinema italiano dedicato alla ricostruzione storica ed agli atti di accusa contro lo Stato italiano, spesso dimostratosi impotente ed inerme davanti alla criminalità organizzata siciliana.

Nel 1994 recita una piccola parte in Segreto di stato di Giuseppe Ferrara e l'anno successivo in Palermo - Milano solo andata per la regia di Claudio Fragasso nel ruolo di un pentito della mafia che viene brutalmente assassinato in carcere. Nel 1995 partecipa al film L'uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore con una piccola parte comica e, sempre in un ruolo secondario, prosegue nella sua parentesi al di fuori dei suoi soliti ruoli criminali con Vesna va veloce di Carlo Mazzacurati. Sarà il produttore Claudio Bonivento, al suo debutto come regista, a riportarlo nell'ambiente della criminalità con il film Altri uomini del 1997, storia ambientata tra la malavita milanese degli anni settanta.

In questa lunga serie di partecipazioni cinematografiche non vanno dimenticate le sue parti negli sceneggiati televisivi: da Dio vede e provvede a Don Matteo, da Distretto di Polizia fino a Ultimo - L'infiltrato senza dimenticare il ruolo di Salvatore Sciacca ne La squadra, per non parlare degli ultimi capitoli della saga de La Piovra. Nel 2008 viene scritturato da Teatro Totò - Bruttini per Sesso chi legge, una commedia teatrale scritta da Tommaso Scarpato, Gaetano Liguori e Luciano Recano, interpretata con Rosaria De Cicco, Gennaro Silvestro e Rosario Minervini, per la regia di Gaetano Liguori; la commedia ha debuttato nell'aprile 2008 al teatro Totò di Napoli riscuotendo un soddisfacente successo di pubblico e di critica.

Nel 2009 viene chiamato a far parte del cast del reality show La fattoria condotto da Paola Perego su Canale 5 nella stagione primaverile; tuttavia, partecipando alla prima puntata in studio da Milano (sarebbe infatti entrato in gara dalla seconda puntata), Sperandeo appare in video in un evidente stato di alterazione per via di un furioso litigio avvenuto con Fabrizio Corona (altro concorrente del reality in quell'edizione) litigio che poi continua anche davanti alle telecamere, sempre con toni molto accesi, tanto che alla fine lo stesso Sperandeo decide di non partire per il Brasile (location del reality di quell'edizione) rinunciando così a gareggiare come concorrente.

Intervistato da Ok Salute nel novembre del 2008, Sperandeo ha ammesso di essere in crisi da quando, alcuni anni fa, la moglie Rita Barbanera si è suicidata: "Sono un morto che cammina, mi sto ammazzando piano piano. Mi serve aiuto. Per essere forti a un certo punto gli uomini devono ammettere la propria debolezza. Io finalmente ho il coraggio di dirlo."[4]

Il ruolo del mafioso[modifica | modifica wikitesto]

Sperandeo è noto soprattutto per aver ricoperto in alcune serie televisive il ruolo del boss mafioso. Santino Rocchi e Turi Mondello ne la Piovra, il vendicativo Vito Tonnara nella seconda stagione di Distretto di Polizia, Don Nicola De Rosa nel terzo episodio di Ultimo, il capofamiglia Totuccio Scalese nella serie Come un delfino e Don Baracca nella quinta stagione di Squadra antimafia. Nel film I cento passi presta il volto a Gaetano Badalamenti, vincendo grazie a questo ruolo il David di Donatello.

Parodie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 Fiorello nel programma radiofonico Viva Radio2 esegue una parodia in cui l'attore si cala, con risultati esilaranti, in ruoli diversi da quelli che abitualmente veste. È stato anche ospite della nota trasmissione radiofonica durante la quale ha dato prova di essere un potenziale comico ed un valente cantante, inoltre improvvisando un breve brano rap "sicilianizzato".

Alamia & Sperandeo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alamia & Sperandeo.

All'inizio degli anni novanta fino alla metà degli stessi Tony Sperandeo ha anche inciso alcuni dischi insieme al collega e amico Giovanni Alamia, sodalizio interrotto per la morte di quest'ultimo. Le loro canzoni, prevalentemente in dialetto palermitano e molto umoristiche, sono le parodie di famose canzoni italiane inserite in un contesto goliardico. I testi, che erano scritti dal duo insieme a Luigi Maria Burruano, riscuotono ancor oggi in Sicilia un buon successo[5].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia (Alamia & Sperandeo)[modifica | modifica wikitesto]

Premi e Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quotidiano la Repubblica del 29/04/2001 pag.39
  2. ^ david di donatello 2001 da movieplayer.it
  3. ^ david di donatello 2001 - i cento passi da italica.rai.it
  4. ^ Il grido d'aiuto di Sperandeo, "Sono un morto che cammina", Quotidiano.net.
  5. ^ Discografia Alamia & Sperandeo da Seamusica.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 76045561