Michele Soavi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Michele Soavi

Michele Soavi (Milano, 3 luglio 1957) è un regista, attore e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Michele Soavi inizia a lavorare nel mondo del cinema grazie a Joe D'Amato, svolgendo per lui varie mansioni. In seguito è aiuto regista di Lamberto Bava e Dario Argento e inizia una carriera di attore.

La sua prima regia è Deliria, uno slasher prodotto da Joe D'Amato, che vince il Festival di Avoriaz. Il film ottiene un buon successo, e il secondo lavoro di Soavi, La chiesa, è prodotto e scritto da Dario Argento.

Nel 1989 Soavi è regista della seconda unità di Le avventure del barone di Münchausen, diretto da Terry Gilliam, quindi dirige nel 1991 La setta anche in questo caso prodotto da Argento.

Nel 1994, ormai considerato un degno erede di Argento, gira un film particolare e originale, un misto di elementi grotteschi, commedia nera e horror, Dellamorte Dellamore, tratto dall'omonimo romanzo di Tiziano Sclavi (noto anche per essere il creatore del fumetto Dylan Dog). Il film però non ottiene il successo sperato, e così Soavi abbandona il cinema per dedicarsi agli spot pubblicitari e alla televisione, per la quale dirige varie fiction che hanno un gran successo di pubblico.

Torna al cinema con Arrivederci amore, ciao (2006) e Il sangue dei vinti (2008), rispettivamente tratti da Massimo Carlotto e Gianpaolo Pansa ed entrambi interpretati da Michele Placido.

Del 2010 è la serie tv Caccia al Re - La narcotici, trasmessa nel gennaio-febbraio 2011 da RaiUno, con Gedeon Burkhard, Stefano Dionisi, Laura Glavan, Libero De Rienzo, Ricky Memphis, Raffaella Rea e Andrea Miglio Risi.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Regia seconda unità[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Brando Taccini, Stracult Horror. Guida al meglio (e al peggio) del cinema horror italiano anni '80, Quintilia, Roma, 2012, p. 458.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 29488494 LCCN: nr2005001838