Johnny Stecchino

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Johnny Stecchino
Johnny Stecchino.png
Roberto Benigni nei panni di Dante nella caserma dei carabinieri
Paese di produzione Italia
Anno 1991
Durata 122 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico, commedia
Regia Roberto Benigni
Soggetto Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
Sceneggiatura Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
Casa di produzione Cecchi Gori Group, Tiger Cinematografica, Penta Film, Silvio Berlusconi Communications
Fotografia Giuseppe Lanci
Montaggio Nino Baragli
Effetti speciali Fabrizio Sforza, Antonio Maltempo
Musiche Evan Lurie
Scenografia Paolo Biagetti
Interpreti e personaggi
Premi

Johnny Stecchino è un film del 1991 diretto e interpretato da Roberto Benigni. Successivamente del film fu scritto anche un libro omonimo da Benigni e Vincenzo Cerami che verrà pubblicato lo stesso anno.

In questo film sono evidenti molti omaggi a Totò e ai Fratelli Marx. Il personaggio di Johnny Stecchino è ispirato a Charlie Stecchino, un mafioso che viene ucciso da un clan rivale all'inizio del film A qualcuno piace caldo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Italia, fine maggio 1991.

In un'accogliente cittadina lombarda, Dante (Roberto Benigni) vive e lavora come autista di scuolabus per l'amico down Lillo e per ragazzi disabili. È sostanzialmente una brava persona, anche se froda la propria assicurazione inscenando un improbabile "tic", dovuto ad un fantomatico incidente che lo costringerebbe ad agitare in continuazione la propria mano destra senza sosta.

« Non posso fare più niente con questa mano, posso fare solo lo zabaione»
(Dante al perito assicurativo dottor Randazzo, interpretato da Ivano Marescotti)

Inoltre ha il vizio di distrarre i fruttivendoli per trafugare qualche banana. Ma è in tutte le altre cose onesto, oltre ad essere educato e gentile con tutti.

Una notte, dopo una festa tra amici, viene quasi investito da un'auto davanti a casa. La guidatrice è Maria (Nicoletta Braschi), in vacanza-weekend presso il lussuoso hotel Excelsior della Lombardia. Ella si è persa per le vie della città e rimane "incantata" nel vedere Dante (esclama infatti «Io sto sognando!»), per poi svenire.

Dante la reincontra durante il giorno, ancora di fronte a casa, e stavolta cominciano una bislacca conversazione che continua con visite per negozi ed ristoranti della città. Maria cambia progressivamente il look di Dante, comprandogli abiti eleganti, disegnandogli un neo sulla faccia e mettendogli in bocca uno stuzzicadenti. Comincia inoltre a chiamarlo sempre Johnny («Sarai il mio Johnny!» dice); anche senza capirne mai bene il perché, Dante asseconda questa sua volontà, perché la ama. Quando improvvisamente Maria scompare dalla città, Dante è molto giù di morale, fin quando non riceve un invito della donna a raggiungerla a Palermo, in cui lei afferma di vivere con il vecchio zio (Paolo Bonacelli) e che hanno riflettuto sull'invitarlo da lontano.

Dante si reca così in Sicilia, ed in auto è introdotto dal sedicente zio di Maria alle improbabili "piaghe" che soffocherebbero la zona e tutta l'isola agli occhi del mondo: l'Etna, la siccità ed il traffico.

« Jera una bella città... il sole il mare, i fichi d'india...Empedocle, Acchimede...puttroppo siamo famosi ne mondo pe quelle che voi chiamate Piaghe...una terribbile...e lei sa a cosa mi riferisco...je la siccità.. »
(Zio/Avvocato, Paolo Bonacelli)

Il protagonista è facilmente turlupinato dal suo zio-cicerone, che riesce anche a fargli credere che la cocaina che sniffa sia una medicina per il diabete. Progressivamente, però, si saprà la verità, che Dante-Johnny non scoprirà mai: Maria, che finge di amare l'ingenuo Dante, è la moglie di Johnny Stecchino, un mafioso italo-americano identico a Dante e lo "zio" è in verità il suo avvocato. In quanto pentito (ed in particolare per aver denunciato il boss Cozzamara, a cui ha assassinato la moglie), Johnny Stecchino teme la vendetta degli altri mafiosi e ha deciso di nascondersi e fuggire, facendosi sostituire dal suo sosia come capro espiatorio.

La situazione e l'ingenuità di Dante produce una serie di scene paradossali ed esilaranti, fra cui si ricordano:

  • Johnny finge di essere uno specchio quando si trova faccia a faccia con Dante;
  • dei mafiosi sparano contro Dante proprio mentre sta riprovando il trucco delle banane, portandolo così a confessare presso i carabinieri il suo "reato" per poi tornarci e smentire platealmente, incitato dal giudice Cataratta (responsabile del processo del vero Johnny), incontrato per caso, che lo invita a ritrattare il pentimento, pensando sia il vero mafioso e facendo credere a Dante tutta un'altra cosa (non pentirsi più della banana);
  • Johnny che abbaia come un cane per farsi portare del cibo nel suo nascondiglio in cantina, con Maria e lo zio/avvocato che, sotto lo sguardo stupito di Dante, preparano anche vino, bicchieri e posate;
« ma...il vino rosso? la maionese? »
(Dante, Roberto Benigni)
« Va matto pe la maionese...je un mastino palemmitano. »
(Zio/Avvocato, Paolo Bonacelli)

Originale: "È un mastino palermitano. Caramelle, croccanti, liquirizia, Cointreau.. e in buona sostanza è onnivoro. eh...il poveraccio cane malato è… "

  • Dante che viene portato da Maria ad uno spettacolo in teatro, dove tutti lo riconoscono come Johnny Stecchino e cominciano a gridargli contro «Assassino! Ladro! La devi pagare!» (riferendosi sia alle stragi da mafioso, sia al "tradimento" da quando era diventato collaboratore di giustizia): per l'appunto lui aveva preso una banana al bar del teatro e non aveva avuto il tempo di pagarla causa inizio spettacolo, con ulteriori esilaranti fraintendimenti;
« Questo è troppo! Brutti pezzenti maleducati straccioni accattoni puzzolenti schifosi tirchi maledetti tremendi! Maria non c'entra niente! Il primo che rinomina Maria... KAPUTT!! A lui e a tutta la sua famiglia!!! »
(Dante alla folla del teatro mentre difende Maria, che ritiene erroneamente accusata)
« Ma quanto costano le banane a Palermo!? Oh! »
(Dante si riferisce alla banana che aveva rubato al bar del teatro e che credeva che costasse più cinquemila lire perché il pubblico del teatro gli aveva detto che doveva "pagare" di più)
  • poco dopo aver incontrato ad una festa il dottor Randazzo, perito dell'assicurazione che ne scopre così il suo tic fasullo di handicap e minaccia multe giudiziarie per frode, Dante parla anche "col ministro". Quest'ultimo è un politico colluso con la mafia e cocainomane, che lo scambia per Johnny e ne domanda la sua assicurazione (di non tradirlo con gli inquirenti). Dante invece pensa si stia parlando del suo handicap, e d'aver di fronte un altro simulatore interessato a confondere le acque per evitare grane. Propone inoltre una busta di cocaina ricevuta dal ministro, come omaggio, quale medicina per il diabete, ad un alto ecclesiastico, di fronte a tutti i presenti e con grave scandalo.

Attraverso tutti questi frangenti Maria si rende conto però del valore e della bontà di Dante, rispetto alla meschinità e mancanza di scrupoli del vero marito (che si scopre vero assassino della moglie di Cozzamara, e alla fine anche dello zio/avvocato). Perciò, con un piccolo inganno con rossetto per farlo andare a lavare nell'autogrill dove lo aspettano gli altri vedendo il suo sosia falso, deciderà di consegnare ai mafiosi il vero Johnny Stecchino, prima della fuga in Sudamerica, mentre il sosia Dante, sempre inconsapevole, è "intrattenuto" dal resto della banda, che si affeziona a lui tramite canzoni che esso cantava sullo scuolabus. Così il vero Johnny Stecchino, sempre non notato da Dante, viene abbattuto dalle pistole dei mafiosi.

Dante torna infine a casa in Lombardia, e finalmente viene chiamato col suo reale nome da Maria vedova ed ormai, di lui, veramente innamorata, che però riparte per Palermo dopo un appassionato bacio, lasciando intendere che potrebbe tornare a trovarlo. Dante si rincontra con l'amico down Lillo, e gli racconta con grande entusiasmo la sua versione della storia. Gli offre inoltre i resti della falsa e famosa "medicina" per il diabete regalatagli dal ministro, malattia di cui Lillo soffre. Dunque, il film finisce con Lillo che, in preda ad un raptus, comincia ad urlare e correre per la strada esaltato dalla cocaina esaurita ed inseguito da Dante sempre attento e sensibile ma del tutto inconsapevole di quanto gli accade attorno.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Dante Ceccarini
  • Maria
  • Johnny Stecchino
  • Avvocato D'Agata/Zio
  • Il ministro
  • Il dottor Randazzo
  • Lillo

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Location[modifica | modifica wikitesto]

  • La scena del fruttivendolo siciliano è stata girata a Mazzeo, frazione di Taormina.
  • La scena in cui Johnny è dal barbiere è stata girata nel piccolo centro di Letojanni, in provincia di Messina.
  • La scena del rifornimento in autostrada non è stata girata lungo la strada da Palermo all'aeroporto bensì lungo l'autostrada Catania-Messina, nell'area di servizio autogrill IP (ora Q8) di Santa Teresa di Riva.
  • Le scene ambientate dentro il Teatro Massimo non sono girate al Massimo di Palermo, allora in ristrutturazione, bensì al Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania.
  • La villa in cui è nascosto il boss Johnny Stecchino è Villa Spedalotto.
  • La casa di Dante è a Cesena, in via Volterra, e il negozio di fruttivendolo in cui ruba due banane per sé e l'amico è sempre a Cesena, in via Viareggio, dove è stata girata anche la scena finale del film.
  • La scena in cui all'inizio del film Dante guida lo scuolabus carico di ragazzi è stata girata a Cesena, corso Cavour (ang. corso Roma) e una scena successiva in cui accompagna i ragazzi a scuola è stata girata davanti alla scuola elementare/media di via Certaldo a Cesena.
  • La caserma dei Carabinieri è l'edificio del comune di Giardini-Naxos ubicato in piazza Roma (ora Abate Cacciola).
  • L'albergo Excelsior in cui soggiorna Maria e nella hall del quale lei e Dante hanno il colloquio in "inglese" è il Grand Hotel di Rimini. Il vero hotel Excelsior è a Palermo, ma nel film decisero che era meglio, per luogo di riprese, metterlo confermato in Emilia-Romagna.
  • Il ristorante in cui i protagonisti pranzano, ed in cui Dante viene "ribattezzato" da Maria Johnny Stecchino,è quello dell'Hotel Villa Igiea di Palermo (riconoscibile dalle decorazioni in stile Liberty).
  • La villa della Festa a cui partecipa il Ministro e nella quale Dante viene beccato dall'ispettore dell'Assicurazione è Villa Malfitano Whitaker.
  • Il bar ove Dante incontra il giudice che gli raccomanda di ritrattare tutta la confessione è in piazza Roma a Giardini Naxos (ME).
  • il luogo dove Dante passeggia e vien visto dagli scagnozzi del boss concorrente (uno è Tony Sperandeo) e dove questi gli sparano inseguendolo sono, in sequenza, viale S. Maria Goretti, via Durante e via Vittorio Emanuele a Letoianni (ME).
  • Altri luoghi di ripresa sono stati Ravenna, Roma e Santarcangelo di Romagna.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Date di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono elencate, in ordine cronologico, le date di uscita del film ed il titolo (talvolta modificato) in alcuni stati del mondo.

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

Negli USA è stata censurata la scena finale, con Dante che fa sniffare la cocaina a Lillo, credendola un farmaco contro il diabete.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ebbe un buon successo al botteghino, ma la critica lo accolse tiepidamente.

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola incassò 42.000.000.000 di lire dell'epoca, che gli valsero il primo posto nella classifica cinematografica 1991-1992. Negli USA invece il film guadagnò solo 500.000 dollari.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti ad altri film[modifica | modifica wikitesto]

  • Sono presenti nella pellicola alcuni omaggi a film di Totò come il neo unica differenza tra i sosia (da Animali pazzi) e la cocaina scambiata per qualcos'altro (in questo caso un farmaco e da Totò in Totò, Peppino e... la dolce vita per borotalco).
  • Anche alcune gag dei Fratelli Marx come la valigia che Dante appoggia ad un carrello e perde alla stazione, o di Stanlio e Ollio come quando Maria si accorge dopo un sacco di tempo di essersi trovata davanti il sosia del marito, sono rese esplicite come omaggio filmico.
  • Nel 1992, l'anno successivo, è stato prodotto un film parodia, Pierino Stecchino interpretato da Alvaro Vitali e diretto da Claudio Fragasso, ma il film non è stato mai distribuito.

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