Pasquale Squitieri

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sen. Pasquale Squitieri
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Napoli
Data nascita 27 novembre 1938
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione regista
Partito Alleanza Nazionale
Legislatura XII

Pasquale Squitieri (Napoli, 27 novembre 1938) è un regista e sceneggiatore italiano.

Indice

Biografia [modifica]

Attività cinematografica [modifica]

Laureato in Giurisprudenza, debutta nel cinema come regista e sceneggiatore con Io e Dio (1969), prodotto da Vittorio De Sica, con Josè Torres e Gregorio Di Lauro e, sulla falsariga di registi come Sergio Leone (artista stimato da Squitieri), si dedicherà brevemente al genere spaghetti western con Django sfida Sartana (1970) e La vendetta è un piatto che si serve freddo (1971). Entrambe le pellicole sono da lui firmate con lo pseudonimo "William Redford".

In seguito, Squitieri abbandona il suo nome d'arte e si occupa di tematiche più attuali e realtà allora poco raccontate della società italiana. Pellicole come L'ambizioso (1975) e Corleone (1978) riguardano i contatti tra mafia e politica; Viaggia, ragazza, viaggia, hai la musica nelle vene (1974) e Atto di dolore (1990) hanno come tema principale la droga; Gli invisibili (1989) il terrorismo; L'avvocato de Gregorio (2003) le cosiddette “morti bianche” ; Razza selvaggia (1980) e Il colore dell'odio (1990) affrontano l'argomento dell'immigrazione.

Squitieri è più che altro noto per i suoi film storico-politici, di cui alcuni gli valsero non poche critiche. Tra questi sono da citare I guappi (1973), Il prefetto di ferro (1977), Claretta (1984) e Li chiamarono... briganti! (1999), film sul brigantaggio postunitario che narra la storia del suo maggior rappresentante Carmine Crocco. Quest'ultima fu una delle sue opere più discusse, tanto da essere immediatamente ritirata dalle sale cinematografiche.

Nel 2001 è stato membro del comitato scientifico che ha organizzato la settima edizione della "Città del libro", rassegna nazionale degli editori, a Campi Salentina (Lecce).

Attività politica [modifica]

Nel 1971 sottoscrisse la lettera aperta a L'Espresso sul caso Pinelli, anche nota come appello contro il commissario Calabresi. Nell'ottobre dello stesso anno fu tra i firmatari di un'autodenuncia pubblicata su Lotta Continua in cui esprimeva solidarietà verso alcuni militanti e direttori responsabili del giornale inquisiti per istigazione a delinquere a causa del contenuto violento di alcuni articoli, impegnandosi a «combattere un giorno con le armi in pugno contro lo Stato»[1][2]

Fu candidato ed eletto senatore, nelle liste di Alleanza Nazionale nel 1994 nel collegio di Andria-Barletta[3]. In quella legislatura fece parte delle commissioni Industria, commercio, turismo, e vigilanza Rai [4]. Nel 1996 si è ricandidato al Senato con il Polo per le Libertà nel collegio di Nola, ma ha ottenuto solo il 40,2% dei voti ed è risultato sconfitto dal rappresentante de l'Ulivo, Aldo Masullo. È iscritto al Partito Radicale Transnazionale.[5]

Vita privata [modifica]

Squitieri è legato sentimentalmente all'attrice Claudia Cardinale, la quale ha anche recitato in molti suoi film come Il prefetto di ferro, Corleone, Claretta, Li chiamarono... briganti! e I guappi.

Filmografia [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ "I falsi profeti del Sessantotto" di Michele Brambilla.
  2. ^ "Caso Calabresi" di Antonio Socci
  3. ^ archiviostorico.corriere.it
  4. ^ sito Senato
  5. ^ http://coranet.radicalparty.org/pressreleases/press_release.php?func=detail&par=8225

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