Michael Cimino

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Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior film 1979
Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior regista 1979

Michael Cimino (New York, 3 febbraio 1939) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore statunitense.

Il debutto avviene con il film Una calibro 20 per lo specialista, con Clint Eastwood, insieme al quale scrive la sceneggiatura, ma il grande successo arriva con la sua seconda pellicola, Il cacciatore, di cui è anche sceneggiatore, che riscuote un enorme successo di critica e pubblico, vincendo 5 Oscar (su 9 nomination ricevute), compreso quello per il miglior film e la miglior regia.

Su queste basi, la United Artists gli dà carta bianca per il film successivo, I cancelli del cielo. Il risultato è un disastro commerciale, che porta lo studio cinematografico alla bancarotta.[1]

Nessuna delle opere successive di Cimino raggiunge il successo di pubblico e di qualità artistica de Il cacciatore, film che gli dà la gloria. Nonostante ciò il suo stile ha lasciato il segno: le sue inquadrature e i movimenti della cinepresa hanno dimostrato di creare un forte impatto visivo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Michael Cimino nasce a New York, proveniente da una famiglia borghese di origini italiane. Sin da giovanissimo si dedica agli studi di architettura, pittura, musica e letteratura.

Nel 1956 si diploma alla Westbury High School, a Long Island, si laurea in Arti Grafiche alla Michigan State University di East Lansing e consegue un dottorato di pittura alla Università Yale.

Nel 1962 Cimino si arruola nell'esercito per sei mesi prima di tornare a studiare pittura alla Università Yale e cominciare a realizzare per la televisione numerosi documentari e spot pubblicitari di successo. Studia all'Actors Studio nel corso di recitazione di John Lehne, insegnante di Al Pacino, Dustin Hoffman e Meryl Streep.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Nel 1971 Cimino si trasferisce a Hollywood entrando nel mondo del cinema prima come cosceneggiatore di film come 2002: la seconda odissea e Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan che vede Clint Eastwood ancora protagonista nei panni del duro e severo poliziotto di strada.

Una calibro 20 per lo specialista[modifica | modifica sorgente]

Nel 1974 debutta come regista grazie a Clint Eastwood con Una calibro 20 per lo specialista che ebbe un buon successo. Oltre Clint Eastwood, il film si segnala per la presenza del giovane Jeff Bridges.

Il cacciatore[modifica | modifica sorgente]

Nel 1978 è con Il cacciatore, che Cimino entra prepotentemente nella storia del cinema. Il film vince 5 Premi Oscar, tra i quali miglior film e miglior regia, innalzando Cimino come regista di grande prestigio. Nel 1996 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. È considerato uno dei massimi capolavori del cinema mondiale e uno dei migliori di guerra (benché non sia ritenuto propriamente un 'war-movie').

I cancelli del cielo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1979 il film I cancelli del cielo segna l'inizio di un apparente declino per la carriera di Cimino. I cancelli del cielo si rivela un flop di pubblico e riceve molte critiche negative, arrestando in parte la carriera del regista. Quello che doveva essere un potente affresco di un'epoca si rivelò un fallimento. Un'opera incompiuta, imperfetta, che comunque mantiene, nonostante gli squilibri e gli eccessi, una carica emozionale altissima, e con il passare del tempo è diventata un cult.

Gli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Negli anni ottanta il regista riesce a realizzare tra molte difficoltà solo tre film: L'anno del dragone, splendido affresco sulla mala cinese adattato dal regista con Oliver Stone. E proprio Stone dice di Cimino: "Lui non dorme mai. È una personalità ossessiva. È il più faraonico dei registi con i quali ho mai lavorato. (...) Il suo sguardo è fisso sul futuro, sulla storia. Non dà importanza alle sottigliezze". Gli altri film diretti da Michael Cimino sono stati Il siciliano e Ore disperate.

Nessuno di questi film raggiunse il grandissimo successo de Il cacciatore.

Verso il sole[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996, Cimino ritorna dietro la cinepresa e gira Verso il sole, film che ha come protagonista Woody Harrelson. Un lavoro strano che all'apparenza può essere visto come un film di strada e di inseguimento, una sorta di road-movie, ma in realtà è un viaggio profondo, tragico verso quelle radici dell'America spesso dimenticate e tanto care al regista.

Verso il sole è stato presentato in concorso al 49º Festival di Cannes.

Estetica e stile[modifica | modifica sorgente]

Nella sceneggiatura il regista crea un forte legame tra la vita quotidiana, il sacro e il mondo descritto nella sua crudeltà. Cimino dirige gli attori in modo molto simile a come fanno William Friedkin e altri registi: per rendere i loro movimenti e le loro espressioni più credibili tende a stimolarli con metodi poco ortodossi ma efficaci (per esempio ne Il cacciatore, nella famosa scena della roulette russa, gli schiaffi del vietcong erano veri e nel finale della pellicola Christopher Walken sputò realmente in faccia a Robert De Niro). Molte volte in contrasto con i produttori, dei quali non sopportava le pressioni e i limiti alla propria libertà creativa, il regista è stato inoltre criticato negli USA dalle comunità asiatiche per delle presunte discriminazioni razziali nei loro confronti presenti sia ne Il cacciatore sia ne L'anno del dragone.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Produttore[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1981 vince il Razzie Awards quale peggiore regia dell'anno per I cancelli del cielo.
  • Da menzionare che Cimino ha lavorato ben tre volte con Mickey Rourke nella sua carriera.
  • Cimino ha affiancato ai numerosi progetti cinematografici l'attività di romanziere. Ha scritto tre libri, il più recente dei quali, Big Jane, è stato pubblicato anche in Italia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il misterioso Michael Cimino, ilpost.it, 31 agosto 2012. URL consultato il 7 settembre 2014.

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