Fabrizio Corona

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Fabrizio Corona nel 2009

Fabrizio Maria Corona (Catania, 29 marzo 1974) è un personaggio televisivo italiano.

Il nome di Corona è legato a una serie di indagini effettuate dalla Procura della Repubblica e in particolare figura, assieme a Lele Mora, agente di diversi "VIP" del mondo dello spettacolo successivamente prosciolto dalle accuse a suo carico come principale co-indagato nella indagine-scandalo denominata "Vallettopoli" per estorsioni ai danni di diversi personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport,l per le quali è stato condannato dalla Corte suprema di cassazione a 15 anni di reclusione, condanna che sta attualmente scontando nel carcere di massima sicurezza di Opera.

Indice

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Origini e inizi[modifica | modifica sorgente]

Fabrizio Corona nasce in una famiglia di giornalisti: i genitori sono Vittorio e Gabriella Corona, affermati nel mondo del giornalismo e vicini a Indro Montanelli, mentre lo zio Puccio era giornalista parlamentare. Fabrizio ha anche due fratelli, Francesco e Federico.[1] Quest'ultimo è anch'egli giornalista. Il suo bisnonno era il compositore siciliano Gaetano Emanuel Calì mentre il nonno è stato il capocronista del quotidiano La Sicilia di Catania.

Dopo aver frequentato il liceo a Milano, viene bocciato all'esame di maturità per aver apostrofato un professore "ciccione e omosessuale". Ha dichiarato di essersi comprato la patente con i soldi vinti al Casinò di Cannes.[2]

Papà Vittorio lo voleva giornalista come lui. Gli fa fare l'archivista in un'agenzia fotografica di Milano, poi gli trova un contratto a Milan Channel, nonostante Fabrizio sia ancora oggi un grande tifoso dell'Inter.[2]

L'incontro con Lele Mora, la Corona's e l'arresto di Vallettopoli[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998 incontra Lele Mora, agente dei VIP, e inizia a collaborare con lui. Inizia a girare e capisce che il mondo che ruota attorno all'agenzia di Mora è l'ideale per i gossip.

Nel 2001 a Milano fonda quindi la Corona's, agenzia fotografica che fallirà il 9 dicembre 2008.[2]

Diventa sempre più chiacchierato e popolare, tanto che viene soprannominato "Re dei Paparazzi", nonostante non abbia mai scattato una foto, come dichiarerà più volte nel corso degli anni.[3]

Corona viene arrestato il 13 marzo 2007 con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'estorsione nell'ambito dell'inchiesta potentina denominata Vallettopoli. Dopo essere finito ai domiciliari dopo 77 giorni di carcere e in seguito a un processo lungo sei anni in tutto, verrà poi condannato in via definitiva a 1 anno e sei mesi di reclusione per il filone di Milano nel 2011 e a 5 anni per quello di Torino nel 2013. Corona ha sempre detto che su circa 100 000 servizi realizzati, solo 7 sono stati venduti a privati. Ha inoltre detto che la Corona's, che aveva 34 dipendenti, fatturava 8 milioni di euro l'anno[4] e che un anno ne ha fatti perfino 12.[2]

Il post-Vallettopoli[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile del 2007 nasce la Fenice srl, società che realizza eventi nel campo della pubblicità, dell'arte e della moda.[2][5]

Dopo la notorietà mediatica dovuta agli scandali giudiziari, pubblica due libri autobiografici: Vita pericolosa di un fotoreporter randagio, diffuso come allegato dal quotidiano Libero nel gennaio 2007,[6] e La mia Prigione, pubblicato dalla Cairo Publishing sempre nel 2007. Nel 2010, sempre per l'editore Cairo, pubblicherà poi un giallo dal titolo Chi ha ucciso Norma Jean?, che ha come protagonista un "paparazzo" che indaga sull'assassinio di una sua vecchia fiamma.

Il 28 agosto 2007 Corona viene ospitato a Venosa, (in Basilicata) per volere della Pro Loco della città, nonostante l'opposizione del consiglio comunale e una petizione contro la sua accoglienza firmata da 4.000 cittadini. A causa di insulti e lanci di pomodori, riesce a salire sul palco solamente alle 2:30 del mattino, ove rivolge forti critiche a Woodcock e ai magistrati che indagavano su di lui.[7] Successivamente, Corona restituisce alla Pro Loco del comune lucano i 6.000 euro che aveva incassato per la serata.[8]

Il 13 novembre 2008 fonda la Toy Boy (società che opera nel campo dell'abbigliamento) di cui detiene il 100 % delle azioni e che viene amministrata dall'amico-collaboratore Marco Bonato.[2][5]

Il giorno 8 marzo 2009 comincia la sua avventura come partecipante nel reality show La fattoria, trasmissione in onda su Canale 5, condotta da Paola Perego, venendo però eliminato nel corso della terza puntata con il 56% dei voti.
Alcuni giorni dopo il tg satirico Striscia la notizia manda in onda un servizio secondo il quale la partecipazione dello stesso Corona era stata taroccata e lui sapeva esattamente quando sarebbe uscito da La fattoria, notizia confermata anche dal direttore del settimanale Chi, Alfonso Signorini, e dal fatto che il fotografo avesse programmato eventi e appuntamenti in varie discoteche per il periodo in cui avrebbe potuto essere ancora in Brasile nella fattoria. Inoltre è stata rivelata una misteriosa telefonata effettuata da Corona alla neofidanzata Belén Rodríguez dall'interno della fattoria.

Nel frattempo lancia la sua nuova linea di abbigliamento chiamata "106 Collection" (polo, t-shirt e cappellini) che si ispira al numero della cella a San Vittore in cui era stato recluso,[9] apre un bar-ristorante (Fabrizio Corona Ristobar) a Nardò (Lecce)[10] e un negozio di parrucchieri (Corona’s Vip Parrucchieri) in centro a Bologna.[11]

In estate Corona rischia il linciaggio da parte del pubblico di Marina di Gioiosa Jonica, in Calabria, dove era l’ospite d’onore del «Facebook party». La sua comparsa al lido Blu Marine era in scaletta per le ore 23 del 21 agosto. Corona, però, è salito sul palco quando erano da poco trascorse le 4 del mattino. Quando il pubblico ha iniziato a fischiarlo e a gridargli frasi di scherno, ha pensato bene di rivolgersi direttamente a uno di loro: «Il primo che vengo a prendere è quello lì, e gli faccio una faccia così». La frase ha scatenato l’ira della folla. Il pubblico, inferocito, l’ha atteso nella piazza e gli si è scagliato contro, riuscendo anche a colpirlo con schiaffi e calci.[12]

A novembre la società calcistica Associazione Calcio Sangiustese, militante in Lega Pro Seconda Divisione nel campionato 2009/10, annuncia la nomina di Corona come presidente onorario[13] e la vendita a lui di parte delle quote societarie da parte del patron Antonio Pantanetti.[14] Gli accordi, pur avendo portato alcune settimane di notorietà mediatica alla squadra e attirato ulteriormente l'attenzione su Corona, non saranno poi confermati.[15]

In seguito al programma Le Iene viene mandato in onda uno scherzo in cui la iena Paolo Calabresi fingeva di essere un importante regista americano della Metro-Goldwyn-Mayer che propose a Corona il ruolo di nemico di James Bond nel nuovo inesistente film 007, che sarebbe uscito nel 2010: gli venne detto che fosse un finto provino solo alcune ore dopo il termine delle riprese. Nel frattempo, per esigenze di copione, Corona si era dovuto lasciar frustare legato e accettare un bacio sulla bocca da un figurante.[16]

Nel mese di dicembre, il pugile Loris Stecca, vecchia gloria della boxe mondiale, infastidito dal comportamento e dalle dichiarazioni anti-italiane di Corona, lo ha sfidato pubblicamente, tramite un video diffuso su YouTube, ad un incontro di pugilato.

L'11 dicembre Corona partecipa al programma Matrix condotto da Alessio Vinci; a un certo punto accusando un ospite di dire il falso come poi dimostrato, Corona si alza di scatto e dà un pugno con forza contro la scenografia della trasmissione, procurandosi una sospetta frattura della mano destra.[17]

Nell'aprile 2010 in un'intervista a Panorama rivela che l'allora giocatore dell'Inter Mario Balotelli era convinto di essere la sua reincarnazione, voleva fortemente conoscere Cecilia Rodriguez, sorella della fidanzata di Corona Belen, e voleva entrare in famiglia. Alla fine Corona, notando che lui e il calciatore erano tipi diversi, gli ha proposto servizi fotografici e lo ha aiutato a diventare una star da copertina fino ad arrivare a consigliargli il gesto della maglia lanciata in campo alla fine della gara vinta per 3-1 contro il Barcellona in Champions League.[18][19] Immediatamente però Corona ad Adnkronos ha smentito dicendo che le sue dichiarazioni sono state travisate.[20]

Attore e cantante[modifica | modifica sorgente]

Corona è tra i protagonisti del film-documentario di Erik Gandini Videocracy - Basta apparire (2009), dove appare frontalmente nudo in una scena e si reputa una sorta di Robin Hood moderno che "prende ai ricchi, ma per dare a se stesso".
Ha partecipato poi alle riprese del remake del celebre Scarface con Al Pacino, da cui in seguito è stato cacciato.[21]

Sempre nel 2009 con il cantante rap Kalief, pubblica due canzoni: Corona non perdona e Pazzesco.

Corona è inoltre apparso sempre nel 2010 negli episodi quattro e otto della seconda stagione di Squadra antimafia - Palermo oggi e nel 2011 negli episodi nove e 10 della terza stagione interpretando il ruolo di Ivo Principe detto il Catanese, ex pugile e killer assoldato dei boss mafiosi in Sicilia.
In riguardo dichiara: "Per Squadra mi hanno dato solo 4000euro. Ma sono più bravo di George Clooney. E poi lui è gay, io sono bisessuale" L'allusione è alle voci sul suo presunto legame con Lele Mora.[2]

Attività recenti[modifica | modifica sorgente]

Dichiara di essere il consulente dell'ex premier Silvio Berlusconi, investito poi dallo "scandalo Ruby" insieme a Lele Mora, per il quale seguirebbe "olgettine" tra cui Sabina Began e Marysthell García Polanco.[2]

Nella primavera del 2011 fonda e inizia a dirigere il settimanale scandalistico Corona's star[22] che nel giro di pochi numeri diventa mensile e poi chiude.[2]

Il 2 aprile 2012 conduce il programma Libertà di parola - La fabbrica delle opinioni su Canale Italia.[23]

Sull'onda del tormentone Belén Rodríguez (tatuaggio di farfalla al Festival di Sanremo 2012 e relazione con Stefano De Martino) lancia la linea di borse e abbigliamento con appunto la farfalla e quella con il teschio della Rock N Roll per la Happiness is a $10 tee.[2]

Nel frattempo entra in affari con la famiglia Carvalho, imprenditori portoghesi che nel gennaio del 2013 lo ospiteranno durante la sua latitanza, cura il sito Socialchannel.it (magazine di gossip e attualità al quale lavorano 34 persone), crea Lover (rivista di gossip mensile di cui è editore), cura contenuti e editing grafico dei settimanali Eva e Vip,[24] e partecipa al videoclip della canzone del dj Steve Forest Belen, dedicata appunto all'ex compagna Belén Rodríguez.[2]

Attualmente amministra la Fenice srl (società che realizza eventi nel campo della pubblicità, dell'arte e della moda), detiene il 100 % della Toy Boy (società che opera nel campo dell'abbigliamento), è editore della rivista Lover.

La fuga in Portogallo, l'arresto e la detenzione[modifica | modifica sorgente]

Il 18 gennaio 2013, in seguito alla sentenza della Corte di Cassazione di Roma che lo condannava a 5 anni di reclusione per estorsione ai danni del calciatore David Trezeguet, Fabrizio Corona si dà alla fuga, trovando ospitalità a Cascais presso l'abitazione di alcuni amici. Dopo sei giorni di latitanza, si arrende alle forze dell'ordine; secondo gli agenti di polizia, si sarebbe loro consegnato solamente dopo essersi reso conto di essere braccato[25].

Viene estradato in Italia e condotto nel carcere di Busto Arsizio il 25 gennaio dove comincia a scontare una condanna in continuazione pari a 7 anni, 10 mesi e 17 giorni comprendente le sentenze definitive che lo hanno condannato a: 5 anni per il filone di Torino, 1 anno e cinque mesi per quello di Milano (tentata estorsione nei confronti di Coco e Adriano) e 1 anno e sei mesi per un altro processo (patteggiamento risalente al 2009 per detenzione e spendita di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola).

Nel frattempo il Tribunale di Sorveglianza gli conferma la revoca dell’affidamento in prova che aveva ottenuto nell'ottobre scorso quando aveva ottenuto appunto l'affidamento ai servizi sociali per il cumulo di condanne definitive sotto i tre anni con delle disposizioni che stabilivano orari precisi in cui potesse uscire e rientrare a casa.[26]

Durante la detenzione non smette di far notizia: tramite il sito di sua proprietà Socialchannel.it attacca i conduttori Massimo Giletti e Barbara d'Urso colpevoli di aver fatto una campagna mediatica contro di lui nei loro programmi,[27] e Umberto Brindani, direttore di Oggi, che non aveva espresso belle parole nei suoi confronti all'Arena di Giletti.

Corona fornisce poi tutte le cifre degli scoop venduti a Brindani: 50 000 euro per il caso Totti-Vento quando era direttore di Gente, 35 000 per Canalis-Christensen quando era direttore di Chi, sempre a Chi 80 000 euro per il servizio Passaro-Hunziker, 50 000 per l’intervista al trans di Lapo Elkann, 35 000 per le foto di Lapo a Miami mentre gioca a calcio con Christian Vieri, 90 000 per Lapo e Magda Gomes a Miami, 15 000 euro per Erika De Nardo, 5 000 per Amanda Knox sull’aereo.[28][29]

Il 21 marzo viene trasferito nel Carcere di Opera di Milano, nella stessa cella dove fino a poco tempo prima soggiornava Lele Mora. Qui Corona non potrà disporre di permessi di lavoro e avrà gli incontri con l'esterno ridotti.[30]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 si sposa con la top model Nina Morić, anch'essa poi coinvolta nello scandalo Vallettopoli,[31] dalla cui unione nel 2002 nasce il loro primo e unico figlio Carlos Maria. Il 2 aprile 2007 Nina Morić ha annunciato di aver chiesto la separazione legale.[32] La Moric in un'intervista del 2013 ha manifestato la volontà di chiedere l'annullamento del matrimonio con Corona a pochi giorni dalla sentenza della separazione prevista per il 14 febbraio perché vorrebbe risposarsi in Chiesa con un altro uomo.[33] Proprio il 14 febbraio Corona ottiene l'autorizzazione all'uscita dal carcere e così si presenta in Tribunale per l’udienza interlocutoria di divorzio, trovando un accordo che dovrebbe essere formalizzato alla prossima udienza prevista per il 17 aprile.[26]

La sua relazione con Belén Rodríguez, iniziata nel gennaio 2009[34] e terminata nell'aprile 2012,[35] è stata spesso al centro del gossip italiano suscitando varie polemiche e varie controversie: ad esempio, nell'aprile 2009 i paparazzi di Novella 2000 lo hanno fotografato nudo dopo un rapporto sessuale con la ragazza argentina consumato in luogo pubblico alle Maldive, stato in cui vige la legge islamica che vieta tale comportamento, e il servizio fotografico è stato pubblicato in Italia il 24 aprile[36] e ha suscitato varie polemiche.

Il 27 settembre 2010 Lele Mora, interrogato dai pm nell'ambito dell'inchiesta relativa al crac della Corona's srl, disse: "Ebbi una relazione con Corona, spesi per lui circa 2 milioni di euro nel periodo 2004-2006. I soldi provenivano da fatture false. Gli ho comprato 8 autovetture a partire da una Audi cabriolet per arrivare alla Bentley Continental. Anche l'appartamento a Milano in via De Cristoforis gliel'ho comprato io, o meglio, ho rifornito Corona di circa 1 milione 500 mila euro in contanti che doveva utilizzare per l’acquisto dell'appartamento".[37]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Fabrizio Corona

Fabrizio Corona è stato oggetto di numerosi procedimenti penali: tra il 2009 e il 2013 è stato condannato in via definitiva (ovvero passata in giudicato) per aggressione a pubblico ufficiale, estorsione e tentata estorsione, estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali, detenzione e spendita di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola.
Ha peraltro ancora dei procedimenti in corso per bancarotta ed evasione fiscale, corruzione, diffamazione, truffa e appropriazione indebita.

Elenco riassuntivo[modifica | modifica sorgente]

Dettagli sui procedimenti[modifica | modifica sorgente]

Aggressione a pubblico ufficiale: condanna definitiva al risarcimento (2002-2009)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 malmena un agente della Polizia Municipale. Per tale ragione nel 2009 è condannato definitivamente dalla sesta sezione penale della Corte di Cassazione al risarcimento della vittima.[38]

Infrazioni al codice della strada (2007-)[modifica | modifica sorgente]

Il 7 marzo 2007 viene arrestato a Milano da una pattuglia stradale dei Carabinieri per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e passa la notte in camera di sicurezza.[39]

Da allora, Corona è stato più volte oggetto di sanzioni amministrative a causa di eccessi di velocità, di guida senza casco, senza patente o con il foglio rosa ma senza guidatore esperto accanto.[40][41][42][43][44]

Processo Vallettopoli per estorsione (2007-2013)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vallettopoli.

Arresto, domiciliari (2007) e rinvio a giudizio (2008)[modifica | modifica sorgente]

Il 13 marzo 2007 Corona è arrestato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'estorsione,[45] nell'ambito dell'inchiesta potentina denominata "Vallettopoli", condotta dal PM Henry John Woodcock e successivamente trasferita a Milano. È stato in prigione 77 giorni, divisi fra il carcere di Potenza (33 giorni) e il Carcere di San Vittore (cella n.106) a Milano. Il 29 maggio gli vengono concessi gli arresti domiciliari.[46]

La vicenda è stata ampiamente seguita dai media italiani, sia in merito alle vicende strettamente giudiziarie che nei risvolti polemici e di gossip (attacchi di Corona ai magistrati inquirenti,[47] presunte conseguenze dell'accaduto sul suo rapporto matrimoniale, ecc.). Sfruttando l'onda di popolarità, Corona pubblica sia una canzone (Corona non perdona) sia un libro (La mia prigione).

Il 29 febbraio 2008 gli vengono tolti gli arresti domiciliari e viene rinviato a giudizio,[48] mentre Lele Mora viene prosciolto dalle accuse.[49]

Filone di Milano: condanna definitiva a 1 anno e 5 mesi di reclusione (2009-2011)[modifica | modifica sorgente]

Il 27 ottobre 2009 il PM di Milano Frank Di Maio chiede una condanna a 7 anni e due mesi di reclusione per Fabrizio Corona, accusato di estorsione e tentata estorsione per presunti fotoricatti ai danni di alcuni vip, tra cui Lapo Elkann e Adriano.[50]

Il 10 dicembre seguente Corona viene condannato a 3 anni e otto mesi di reclusione[51] dalla quinta sezione penale del Tribunale di Milano. I giudici hanno anche condannato il suo collaboratore Marco Bonato a 2 anni e quattro mesi di reclusione.

In appello, il 2 dicembre 2010, la condanna viene ridotta a 1 anno e cinque mesi per tentata estorsione ai danni dei calciatori Francesco Coco e Adriano.[52]

Il 21 ottobre 2011 la Corte di Cassazione conferma la condanna in appello a 1 anno e cinque mesi e la sentenza diventa quindi definitiva.

Filone di Roma: assoluzione[modifica | modifica sorgente]

Filone di Torino: condanna definitiva a 5 anni di reclusione (2010-2013)[modifica | modifica sorgente]

In un altro procedimento penale, il 12 marzo 2010, viene condannato a 3 anni e quattro mesi di reclusione in primo grado dal Tribunale di Torino per aver "ricattato" il calciatore della Juventus David Trezeguet. In realtà, è stato lo stesso Trezeguet a contattare l'imputato in merito ad alcune foto che lo ritraevano mentre consumava un rapporto fedifrago, dopo essere venuto a sapere degli scatti che sono stati prodotti da un collaboratore dell'agenzia di Corona; quest'ultimo, in cambio della cessione del servizio fotografico, ha chiesto allo sportivo venticinquemila euro emettendo regolare fattura. Il documento, dopo essere finito nelle mani degli inquirenti, ha portato all'incriminazione di Corona e alla conseguente condanna; a nulla è valsa la testimonianza di Trezeguet in cui veniva chiarita la natura amichevole della transazione.[53] Il PM aveva richiesto una condanna di tre anni e sette mesi.

Il 16 gennaio 2012 la Corte d'appello di Torino aumenta la condanna a 5 anni. Il 18 gennaio 2013 la Cassazione conferma in via definitiva la condanna a 5 anni di reclusione per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali; lo stesso giorno viene spiccato il mandato d'arresto.[54]

La fuga in Portogallo e l'arresto: condanna definitiva a 7 anni e 10 mesi in continuazione (2013)[modifica | modifica sorgente]

Il 18 gennaio la Seconda sezione penale della Cassazione conferma la sentenza della Corte d'Appello e la procura generale di Torino dispone l'ordine di arresto. Corona si dà alla fuga, trova ospitalità a Cascais (Portogallo) e dopo sei giorni di latitanza lì si consegna alle forze dell'ordine.[55][56] Processato per direttissima da un tribunale portoghese, Corona viene estradato in Italia e condotto nel carcere di Busto Arsizio. Viene poi trasferito nel Carcere di Opera, dove sta scontando una condanna a 7 anni, 10 mesi e 17 giorni comprendente le sentenze definitive che lo hanno condannato a: 5 anni per il filone di Torino, 1 anno e cinque mesi per quello di Milano (tentata estorsione nei confronti di Coco e Adriano), 1 anno e sei mesi per un altro processo (patteggiamento risalente al 2009 per detenzione e spendita di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola).[2]

Banconote false: 1 anno e 6 mesi in continuazione (2008-2009)[modifica | modifica sorgente]

Il 3 marzo 2008 è stato fermato dalla Polizia Stradale di Orvieto assieme a dei complici dopo aver tentato di pagare in un autogrill usando banconote false;[57] bloccati dagli agenti lungo l'autostrada, tentano di disfarsi di alcune banconote poi risultate false. Di conseguenza, Corona è stato tratto in arresto ed accompagnato alla sezione di polizia di Orvieto assieme ad altre due persone. Durante una perquisizione nella sua casa milanese sono state rinvenute altre banconote false e una pistola di piccolo calibro.[58][59]

Corona ha pagato con euro falsi anche il 28 febbraio 2008 in due bar dell'aeroporto di Fiumicino. Qui, oltre ai carabinieri dell'aeroporto, si sono messi al lavoro anche i colleghi del comando antifalsificazione monetaria secondo i quali le due banconote da 100 euro spese da Corona fanno parte di una partita già nota alle forze dell'ordine.[60]

Il 5 marzo seguente Corona patteggia una pena di 1 anno e sei mesi di reclusione per detenzione e spendita di denaro falso,[61] dopo aver scagionato le altre due persone coinvolte.

Il 12 ottobre 2009 viene condannato a 4 mesi di carcere e 300 euro di multa (pena convertita in una sanzione di 4.560 euro) per detenzione e spendita di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola. La condanna va in continuazione con la pena di 1 anno e sei mesi di reclusione patteggiata a Orvieto per la detenzione di banconote dello stesso stock che Corona aveva cercato di spendere ad un benzinaio.[62]

Bancarotta fraudolenta e frode fiscale: condanna definitiva a 3 anni e 10 mesi(2008-2013)[modifica | modifica sorgente]

Il 9 dicembre 2008, a seguito di un'istanza di fallimento presentata dalla Mondadori Pubblicità per una fattura di 45 000 euro non pagata, la sua società Corona's s.r.l. è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Milano.

Il 24 marzo 2009, è stato iscritto nel registro degli indagati per bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale.[63]

Il 29 luglio 2010 viene notificato a Corona l'avviso di chiusura delle indagini preliminari. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanzia di Milano contestano a Corona ed altri sette imputati (tra cui Lele Mora) un'evasione fiscale di 17 milioni di euro, frutto di una serie di false fatture emesse da un imprenditore genovese, tale Marcello Silvestri, il quale, grazie ad alcuni prestanome, avrebbe emesso fatture false per consentire a vari imprenditori (tra cui Mora e Corona) di ridurre il reddito imponibile delle rispettive società, abbassando quindi l'ammontare delle imposte dovute al Fisco.[64][65] Secondo gli inquirenti milanesi la LM Management di Mora e la Corona’s, fallite rispettivamente nel 2010 e nel 2008, tra il 2005 e il 2007, avrebbero evaso rispettivamente 4 e 3,8 milioni di euro.

Il 17 dicembre seguente viene chiesto il rinvio a giudizio.

Il 28 gennaio 2011 Corona chiede che il processo venga celebrato nelle forme del rito abbreviato e il 28 aprile seguente Corona viene condannato a 4 anni di carcere[66][67] mentre Mora ottiene che il processo venga trasferito a Bergamo per il criterio di competenza territoriale.

Il 7 giugno 2012 la Corte d'assise d'appello di Milano conferma la colpevolezza del Corona, riducendo però leggermente la pena a 3 anni e 10 mesi.[68]

Il 10 aprile 2013 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna d'appello che diviene quindi definitiva: Corona dovrà scontare in carcere 3 anni e 10 mesi, che si sommano alle precedenti condanne definitive.[69]

Corruzione: condanna definitiva a 1 anno e 2 mesi (2007-2013)[modifica | modifica sorgente]

Durante la permanenza in carcere per l'inchiesta Vallettopoli, corrompendo con 4.000 € un agente della Polizia Penitenziaria, tramite il proprio avvocato Corona si fa consegnare una macchina fotografica usa-e-getta, con la quale realizza un servizio da San Vittore, che riesce a pubblicare su alcune riviste di gossip e gli frutta circa 20 000 euro. Verrà poi condannato l'8 marzo 2010 per corruzione – con rito abbreviato – a 1 anno e otto mesi; la pena ha tenuto conto del risarcimento spontaneo di 8 000 euro al ministero della Giustizia. Sono stati condannati pure l'agente penitenziario e l'avvocato in questione.[70]

Il 26 marzo 2012 la Corte d'Appello di Milano conferma la colpevolezza del Corona, riducendo però la condanna ad 1 anno 2 mesi e cinque giorni.[71]

Il 4 giugno 2013 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna d'appello che diviene quindi definitiva: Corona dovrà scontare in carcere 1 anno 2 mesi e cinque giorni, che si sommano alle precedenti condanne definitive.[72]

Ricettazione: assolto (2010)[modifica | modifica sorgente]

Il 23 marzo 2010 è imputato davanti alla prima sezione del Tribunale di Milano per ricettazione; ciò sarebbe dovuto ad un assegno di 10 000 euro denunciato come rubato e incassato dallo stesso Corona.[73]

Il 15 luglio seguente viene assolto, come richiesto anche dal Pubblico Ministero.

Diffamazione a mezzo stampa[modifica | modifica sorgente]

Caso Simona Ventura: assolto (2010-2011)[modifica | modifica sorgente]

Il 31 maggio 2010 il PM di Milano Giancarla Serafini chiede il rinvio a giudizio per diffamazione per Corona, reo di aver prodotto le seguenti affermazioni in una lettera aperta inviata al settimanale "Chi" pubblicato il 26 agosto 2009: "Quanti pranzi e quante cene abbiamo condiviso in dodici anni di frequentazione che entrambi abbiamo avuto con Lele Mora? Potrei scrivere un libro sulla 'Simona segreta' e tu lo sai bene, molto bene. E anche Lele potrebbe farlo", affermazioni che secondo i legali di Simona Ventura avrebbero un intento chiaramente intimidatorio e diffamatorio, ragion per cui è stata sporta querela; chiesto il rinvio a giudizio anche per il direttore del rotocalco Alfonso Signorini, che avrebbe omesso i controlli necessari.

Il 20 settembre seguente il Gup Nicola Clivio rinvia a giudizio sia Corona che Signorini, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero. La Ventura si costituisce parte civile nei confronti di Corona.

Fabrizio Corona ha poi chiarito al processo: "Volevo dire che potrei raccontare un lato del suo carattere che non si conosce pubblicamente, ma non mi riferivo di certo a materiale fotografico o video".

Il 23 maggio 2011 Corona viene assolto in primo grado.[74]

Caso Barbara d'Urso (2010)[modifica | modifica sorgente]

Ad agosto era venuta alla luce un nuovo episodio di presunta diffamazione. La conduttrice Barbara d'Urso chiede infatti 100 000 euro di risarcimento a Corona, il quale nel dicembre del 2009 intervenne telefonicamente alla trasmissione Pomeriggio Cinque condotta dalla d'Urso e dove una giornalista presente in studio, Beatrice Baratto, riferiva di averlo querelato per truffa. Circostanza poi risultata reale. Tanto è che a seguito di quella vicenda Corona è stato poi condannato a 9 mesi dal Tribunale di Milano, più il risarcimento di tutti i danni. Nel corso della stessa trasmissione appunto il Corona ebbe un battibecco con la d'Urso dicendo: "Volevi un grande share? Te lo faccio fare adesso così andrai su tutte le televisioni d’Italia. Ti devi vergognare cara Barbara d’Urso, ti devi vergognare perché questo lavoro non sai neanche come si fa e non lo sai fare, e non sei stata e non sarai mai una giornalista. Se tu fossi una giornalista non avresti mandato in onda mio figlio senza un mio permesso e lì non vi ho querelato, hai fatto fare tutto quello che volevi alla mia ex moglie, sfruttando la mia questione personale per i tuoi interessi e facendo l'amica che non sei, e neanche amica di mio padre. Due: questa signora falsa e bugiarda (Beatrice Baratto) quando ti ha telefonato ha detto che due giorni fa ha fatto una denuncia. Dove ca**o è la denuncia? Tu la dovevi chiamare in studio oggi se portava una denuncia, e la denuncia non ce l'ha se no non potevi portarla, perché è una deontologia professionale".[75][76]

Nel gennaio 2013 la d'Urso durante il suo programma Domenica Live, alla presenza del fotografo Maurizio Sorge in studio, ha dichiarato: "Una delle cause che ho in ballo con lui è perché Corona ha preso la faccia di mio figlio e l'ha sbattuta in prima pagina facendo credere che quello che aveva in mano fosse uno spinello e non una sigaretta. Si è permesso di toccare mio figlio e proprio perché sono mamma non ho potuto accettarlo".[77]

Truffa[modifica | modifica sorgente]

Caso Baratto: 9 mesi in primo grado (2010-)[modifica | modifica sorgente]

Il 13 novembre 2012 il Tribunale di Milano in primo grado condanna Corona a 9 mesi di reclusione per aver incassato 10 000 euro dalla giornalista ligure Beatrice Baratto in cambio di collaborazioni giornalistiche e ospitate in televisione salvo poi non mantenere l'accordo preso nel 2010. Il giudice ha inoltre stabilito che Corona debba restituire quanto indebitamente incassato.[78]

Caso Castaldo (2011-)[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 2011 l'imprenditore Giuseppe Castaldo deposita contro Corona una querela al Tribunale di Milano per il reato di truffa contrattuale per aver versato 6 000 euro alla Fenice srl per la promozione del suo marchio di abbigliamento sportivo ("Vintage golf") con Sara Tommasi testimonial del marchio senza che poi Corona abbia rispettato il contratto. Come giustificazione per il mancato servizio con la Tommasi, gli è stato replicato che non poteva più essere utilizzata per via del suo coinvolgimento nell'inchiesta sulle serate-scandalo di Arcore con il premier Silvio Berlusconi.[79]

Violazione di domicilio: rinvio a giudizio (2011-)[modifica | modifica sorgente]

Per essere penetrato il 26 febbraio 2011 nell'abitazione di Concetta Serrano, madre della ragazza uccisa nel 2010 ad Avetrana, Corona viene rinviato a giudizio l'11 marzo 2013. L'inizio del processo, inizialmente fissato per il 2 luglio viene rinviato al 17 dicembre per un vizio di forma.
Corona, in un'intervista, aveva dichiarato di essere rimasto nell'abitazione degli Scazzi a chiacchierare amichevolmente per 30 minuti e di aver realizzato un’intervista con Ivano, amico di Sarah. Nel paese pugliese qualcuno gli avrebbe proposto delle immagini scottanti della povera ragazza.

Corona ha chiesto scusa alla signora, chiarendo che non aveva alcuna intenzione di spaventarla e che il suo obiettivo era quello di realizzare un’intervista esclusiva per alcuni settimanali, per la quale era pronto a offrire anche 50-100 000 euro.[80]

Appropriazione indebita: pagamento dei danni e ritiro della denuncia (2011-2013)[modifica | modifica sorgente]

Il 1º febbraio 2013 viene rinviato a giudizio dal Tribunale di Bolzano per appropriazione indebita: nell'agosto del 2011 non avrebbe pagato e riconsegnato nei termini previsti (tre giorni) un’Audi A8 dal valore di 80 000 euro presa in noleggio recapitandola con un ritardo di quindici giorni con annesse 25 multe. È quindi debitore di 5.800 euro nei confronti di Daniele Moschitta, amministratore dell'autonoleggio.[81][82] Il processo, inizialmente fissato per il 30 aprile 2013[83], è stato poi rinviato al 18 giugno. Durante l'udienza le parti hanno raggiunto un accordo per il ritiro della denuncia in seguito al pagamento di 7 300 euro. La giudice Cristina Ebner ha quindi disposto il non luogo a procedere per intervenuta remissione di querela.[84][85]

Oltraggio a magistrato e falsa testimonianza (2013-)[modifica | modifica sorgente]

Il 5 marzo 2013 Corona, sorvegliato dalla polizia penitenziaria che lo ha tradotto dal carcere al Tribunale di Como, depone come testimone nel processo su presunte fatture false ed episodi di peculato legati a spettacoli organizzati al casinò di Campione d'Italia. Corona, che era già stato convocato due volte dal tribunale nei mesi precedenti ma non si era mai presentato, ha prima cambiato versione sul fatto che Nina Moric e Alessia Fabiani non si sarebbero esibite al Casinò e poi ha avuto un lungo alterco con il PM Mariano Fadda ("Mi porti rispetto, esigo educazione nei miei confronti, mi deve guardare in faccia quando mi parla"), al termine del quale il magistrato ha chiesto al tribunale la trasmissione degli atti in procura per oltraggio al magistrato in udienza e per falsa testimonianza.[86][87]

Evasione fiscale[modifica | modifica sorgente]

Periodo d'imposta anno 2004: condanna definitiva ad 1 anno di carcere[modifica | modifica sorgente]

In data 8 gennaio 2014 la Suprema Corte di Cassazione in Roma condanna Fabrizio Corona ad un anno di carcere dichiarando inammissibile il ricorso presentato dai suoi legali. Secondo la Suprema Corte Corona avrebbe evaso 488.205 euro relativi al periodo di imposta 2004. La pena si va quindi a sommare immediatamente agli altri anni di carcere già inflittigli.[88]

Periodi d'imposta anni 2007 e 2008: assolto (2014)[modifica | modifica sorgente]

Il 12 giugno 2014 Fabrizio Corona viene assolto dal Tribunale di Milano per insussistenza dei fatti contestati[89][90] nell'ambito del procedimento, iniziato il 6 febbraio dello stesso anno, in cui era accusato di avere evaso il fisco, nel biennio 2007/2008, per un ammontare complessivo di circa 1,3 milioni di Euro.[91]

Detenzione d'arma: 5 mesi e 20 giorni in appello[modifica | modifica sorgente]

In data 11 giugno 2013 viene condannato dalla Corte d'Appello di Milano a 5 mesi e 20 giorni di carcere per detenzione di arma da fuoco e ricettazione (pena non convertibile in multa); in primo grado era stato condannato a 4 mesi con pena convertibile in sanzione pecuniaria.[92]

Violazione delle misure cautelari: 5 mesi in primo grado[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre 2013 viene condannato in primo grado, dal giudice monocratico del Tribunale di Taranto, a 5 mesi di reclusione per avere violato le misure di sorveglianza impostegli dal Tribunale di Milano. L'episodio risale all'ottobre del 2012 quando Corona si recò presso una discoteca di Martina Franca senza il permesso del Tribunale Milanese.[93]

Carriera nello spettacolo[modifica | modifica sorgente]

Apparizioni[modifica | modifica sorgente]

Documentari[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Videoclip[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fabrizio Corona, figlio di giornalisti
  2. ^ a b c d e f g h i j k l Alessandro Penna-Marianna Aprile, Ultimo atto: dalla Milano-bene ai guai passando per Belen in Oggi, 6 febbraio 2013, p. 16-26.
  3. ^ Corona attacca Vespa e Mentana. URL consultato il 21 marzo 2012.
  4. ^ Fabrizio Corona: Parrucchiere per vip
  5. ^ a b CORONA RISORGE COME LA FENICE (SRL) - IL TESORETTO DA 1,5 MLN DELL’IDOLO DI VALLETTOPOLI dagospia.com, 30 ottobre 2009
  6. ^ Vallettopoli, a Potenza la sfilata dei vip Caccia alle foto scottanti di Corona a Lugano, articolo de La Repubblica, del 26 marzo 2007
  7. ^ Corriere della sera, Corona contestato: «Buffone, vai via!», 2 dicembre 2010.
  8. ^ TGcom, Corona ridà soldi a Pro Loco Venosa, 2 dicembre 2010.
  9. ^ 106 Collection: La nuova linea di abbigliamento di Fabrizio Corona
  10. ^ FABRIZIO CORONA RISTOBAR
  11. ^ Fabrizio Corona diventa coiffeur a Bologna
  12. ^ La Repubblica, Folla inferocita contro Corona fuga da un lido della Locride, 22 agosto 2009.
  13. ^ Sangiustese, il... debutto di Corona, articolo de Il Resto del Carlino, del 7 dicembre 2009
  14. ^ Fabrizio Corona investe nel Calcio e compra la Sangiustese, articolo di ciaopeople.com, del 9 novembre 2009
  15. ^ Lega Pro, Corona molla la Sangiustese, articolo di calciomercato.it, del 2 aprile 2010
  16. ^ Fabrizio Corona incastrato dalla Iena Calabresi: la sua parte in 007 era uno scherzo
  17. ^ Corriere della Sera, Show di Corona in tv. Dà un pugno al muro e rischia la frattura, 12 dicembre 2009.
  18. ^ Corona e l'ex amico Balotelli - "Io dietro alla maglia gettata"
  19. ^ Corona su Balotelli: "La maglia gettata? Merito mio" tuttomercatoweb.com, 30 aprile 2010
  20. ^ Corona su Balotelli? 'Sono stato travisato'
  21. ^ E "il Kennedy italiano" diventato regista caccia Fabrizio Corona, 07/11/2010.
  22. ^ Belen, musa ispiratrice di Corona, articolo di TGcom, del 30 maggio 2011
  23. ^ Corona, conduttore di un «people show» in tv Corona, conduttore di un «people show» in tv]
  24. ^ Fabrizio Corona - Comunicazione e progetti fabriziocorona.it
  25. ^ l Fabrizio Corona si arrende e piange: si è costituito a Lisbona ilmessaggero.it
  26. ^ a b È San Valentino, Fabrizio Corona divorzia Il Secolo XIX, 14 febbraio 2013
  27. ^ Fabrizio Corona, dal carcere se la prende con Giletti, d’Urso e Brindani blitzquotidiano.it, 1 febbraio 2013
  28. ^ Corona vs Brindani, svela le cifre degli scoop gossip.it, 7 febbraio 2013
  29. ^ Fabrizio Corona nuovamente contro Umberto Brindani: “Ti devi vergognare” lanostratv.it, 10 febbraio 2013
  30. ^ A Opera nella cella in cui Lele Mora tentò il suicidio
  31. ^ Corriere della Sera, Vallettopoli Moric indagata per riciclaggio, 21 marzo 2007.
  32. ^ La Repubblica, Moric: "Mi separo da Fabrizio", 2 aprile 2007.
  33. ^ NINA MORIC A FABRIZIO CORONA: DIVORZIO, CHIEDO L'ANNULLAMENTO E MI RISPOSO
  34. ^ Belen Fabrizio Corona, love story al Ritz di Parigi in Corriere della Sera, 14 gennaio 2009, p. 27. URL consultato il 22 novembre 2009.
  35. ^ Redazione Online, Belen ammette: la mia storia con Corona è finita in Corriere della Sera, 22 aprile 2012. URL consultato il 22 aprile 2012.
  36. ^ Belen Rodriguez e Fabrizio Corona, sesso alle Maldive: le foto hot (pure troppo), 24 aprile 2009.
  37. ^ La Repubblica, Inchiesta vip, le rivelazioni di Mora
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    , 27 settembre 2010. URL consultato il 29 settembre 2010.
  38. ^ Aggredì il ghisa per una multa, Corona condannato a risarcirlo
  39. ^ Corriere della Sera, «Carabinieri di m...», nuovi guai per Corona, 8 marzo 2007.
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  41. ^ Corriere della Sera, Corona, due multe in poche ore per eccesso di velocità, 10 novembre 2009.
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  46. ^ La Repubblica, Inchiesta vip: Gip Potenza concede domiciliari a Corona, 29 maggio 2007.
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  51. ^ Tre anni e 8 mesi a Fabrizio Corona
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  72. ^ [2] ilfattoquotidiano.it, 4 giugno 2013
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  74. ^ Milano, assolto Fabrizio Corona repubblica.it, 23 maggio 2011
  75. ^ Barbara d’Urso chiede 100.000 euro di risarcimento a Fabrizio Corona sologossip.com, 1 agosto 2010
  76. ^ Corona alla d'Urso: «Ti farò guerra» corriere.it, 15 dicembre 2009
  77. ^ Barbara d’Urso vs Corona: “Disse che mio figlio fumava spinelli. Non lo accetto”
  78. ^ Fabrizio Corona condannato a 9 mesi per aver truffato Beatrice Baratto, pierre imperiese riviera24.it, 13 novembre 2012
  79. ^ Imprenditore denuncia: «Con i miei soldi Corona ha comprato l’anello di Belen» messaggeroveneto.gelocal.it, 20 luglio 2011
  80. ^ violazione di domicilio corriere del giorno, 11 marzo
  81. ^ Corona in tribunale: noleggia auto per un mese, prende 25 multe e non paga nulla ilgazzettino.it, 22 aprile 2012
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  84. ^ Accordo al processo Corona | salto.bz
  85. ^ Il re dei paparazzi si “arrende” e paga - Cronaca - Alto Adige
  86. ^ "Mi devi portare rispetto". Corona litiga con il pm di Como libero.it, 5 marzo 2013
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  93. ^ In fuga da Milano a Martina Franca - Corona condannato a cinque mesi in Nuovo Quotidiano di Puglia, 22 dicembre 2013. URL consultato il 12 giugno 2014.

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