Salvatore Giuliano

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Salvatore Giuliano (Montelepre16 novembre 1922 – Castelvetrano5 luglio 1950) è stato un bandito e indipendentista siciliano, capo di un gruppo di separatisti le cui gesta ebbero luogo a partire dalla fine della seconda guerra mondiale..

Indice

[modifica] Biografia

Fu una figura molto controversa: di umili origini, la sua latitanza inizia nel 1943 quando, fermato ad un posto di blocco mentre trasporta due sacchi di frumento (80 kg) caricati su un cavallo, gli vengono sequestrati cavallo e frumento e, lasciato solo, tenta di allontanarsi, ma i militari gli sparano sei colpi di moschetto. Due proiettili lo colpiscono al fianco destro. Un militare gli si avvicina per dargli il colpo di grazia.Reagisce uccidendo un giovane carabiniere e si dà alla macchia.

Dal 1945 diede alle proprie imprese una copertura politica di ispirazione separatistica grazie ai contatti inizialmente con il Movimento Indipendentista Siciliano (MIS), entrando, poi, spinto da esponenti dell'intelligence U.S.A. nell'E.V.I.S.(Esercito Volontario per la Indipendenza Siciliana) il cui maggiore esponente era l'avv. Antonio Canepa ucciso il 17 giugno 1945 in uno scontro con i Carabinieri a Randazzo. Fu Concetto Gallo a portare Giuliano nell'Evis, che vi ebbe il grado di colonnello. L'E.V.I.S. operò contro l'esercito italiano nel biennio 1945 - 1946.

Successivamente ci fu un accordo tra il movimento separatista e il governo italiano, con la concessione di autonomia alla Sicilia, gli americani abbandonarono l'E.V.I.S. e "il colonnello Giuliano".[citazione necessaria]

Il M.I.S. decise di entrare nella legalità e di partecipare alle elezioni per il parlamento nazionale dopo, però, avere avute le garanzie del riconoscimento dello Statuto Speciale Siciliano conferito da Re Umberto II alla Sicilia nel 1945, ben 17 giorni prima del referendum che trasformerà l'Italia in Repubblica e che divenne parte integrante della Costituzione Italiana (legge costituzionale n° 2 del 26/02/1948). Giuliano non accettò l'accordo e continuò la lotta con la sua banda. Le imprese di Giuliano, da allora, furono trasmesse all'opinione pubblica come veri e propri atti di criminalità comune, di "brigantaggio". Molti membri delle forze dell'ordine caddero in agguati ed imboscate.

Fu accusato della strage di Portella della Ginestra (1947), presso Piana degli Albanesi (PA), contro una folla di comunisti del Blocco del Popolo e di sindacalisti riunita per i festeggiamenti in occasione del 1° Maggio.

In realtà la strage era in programma, da circa un anno prima, nel caso in cui le sinistre avessero avuto la maggioranza. Il temuto sorpasso avvenne con 29 seggi alle sinistre e 24 alla DC. Lo scopo dell'azione era il monito della DC e dell'America che mandò degli agenti della CIA, muniti di lancia granate, a lanciare sulla folla le "SPECIAL WEAPONS" (Atti desecretati dela CIA LA REPUBBLICA ANNO 10 N°6 del 10/02/2003). Mentre sei mitra Beretta calibro 9 furono consegnati a sei mafiosi di San Giuseppe Jato dall'ispettore di Polizia Ettore Messana. Dalle perizie balistiche e necrospiche risulta che le vittime furono colpite con proiettili di calibro 9, mentre Salvatore Giuliano ed i suoi uomini avevano armi di calibro 6,5. Dopo tali imprese, Giuliano divenne personaggio scomodo, probabilmente anche per coloro che lo avevano utilizzato e protetto;[citazione necessaria]

Operò ancora per alcuni anni in contesti sempre più ristretti, prima di essere trovato ucciso in un cortile di via Mannone a Castelvetrano (TP) il 5 luglio 1950, dove era andato attratto dal luogotenente Gaspare Pisciotta che avrebbe dovuto farlo imbarcare su un sommergibile USA per farlo riparare negli Stati Uniti. Dell'omicidio venne accusato Gaspare Pisciotta, che fu poi avvelenato nel carcere di Viterbo, con un caffè alla stricnina, prima di rendere la sua testimonianza sulla strage di Portella della Ginestra.

Pisciotta sosteneva di aver raggiunto un accordo con il colonnello Ugo Luca, comandante delle forze anti banditismo in Sicilia, di collaborare e uccidere Giuliano, a condizione che non fosse condannato e che Luca sarebbe intervenuto in suo favore qualora fosse stato arrestato. Il colonnello Luca sarebbe stato autorizzato a accettare tale accordo dal Ministro dell'Interno Mario Scelba. Sulla morte di Giuliano esistono almeno cinque differenti versioni ed il SEGRETO DI STATO FINO AL 2016. La versione più attendibile è comunque quella che sostiene che ad uccidere Giuliano furono uomini dell'intelligence USA aiutati dalle autorità italiane, per mettere fine alla lotta separatista in Sicilia eliminandone appunto il maggiore esponente.[citazione necessaria]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Filmografia

L'assassinio di Giuliano dall'omonimo film di F.Rosi (1962)
L'assassinio di Giuliano dall'omonimo film di F.Rosi (1962)

[modifica] Bibliografia

  • Il siciliano di Mario Puzo,1984, da cui è stato tratto l'omonimo film di Michael Cimino.
  • Carlo Ruta Il binomio Giuliano-Scelba. Un mistero della Repubblica?, Rubbettino editore, Soveria Mannelli 1995
  • Carlo Ruta Giuliano e lo Stato. Documenti sul primo intrigo della Repubblica, Edi.bi.si., Messina 2004
  • Carlo Ruta Il processo. Il tarlo della Repubblica. Eranuova, Perugia 1994

Mio Fratello Salvatore Giuliano (di Giuseppe Sciortino Giuliano) Arnone Editore

[modifica] Collegamenti esterni

www.castellodigiuliano.it

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