Procuratore della Repubblica

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Il Procuratore della Repubblica è in Italia il magistrato che rappresenta gli interessi della collettività e dello Stato (quale Pubblico Ministero) innanzi a una corte di giustizia e, insieme ai suoi sostituti, promuove l'azione penale. È a capo della Procura della Repubblica.
I magistrati cui conferisce delega, ai sensi del d.lgs 20 febbraio 2006 n. 106, per la cura di specifici settori di affari vengono denominati "sostituti procuratori aggiunti". Per i procuratori è richiesta la qualifica di magistrato di cassazione nelle sedi più importanti.

Funzioni e competenze[modifica | modifica wikitesto]

Il procuratore della Repubblica dirige l'ufficio, ne organizza l'attività ed esercita personalmente le funzioni attribuite dalla legge al pubblico ministero o le assegna, sulla base di criteri prestabiliti, agli altri magistrati addetti all'ufficio. Può designare, tra i procuratori aggiunti, il vicario, che esercita le sue funzioni in caso di assenza, impedimento o posto vacante; in mancanza, la supplenza è esercitata dal procuratore aggiunto o dal sostituto con maggiore anzianità di servizio. Può, inoltre, delegare ad uno o più procuratori aggiunti ovvero anche ad uno o più magistrati addetti all'ufficio, la cura di specifici settori di affari, individuati con riguardo ad aree omogenee di procedimenti ovvero ad ambiti di attività dell'ufficio che necessitano di uniforme indirizzo.
Con l'atto di assegnazione per la trattazione di un procedimento, il procuratore della Repubblica può stabilire i criteri ai quali attenersi nell'esercizio della relativa attività. Se il magistrato non si attiene ai principi e criteri definiti in via generale o con l'assegnazione, ovvero insorge un contrasto circa le modalità di esercizio, il procuratore della Repubblica può, con provvedimento motivato, revocare l'assegnazione; entro dieci giorni dalla comunicazione della revoca, il magistrato può presentare osservazioni scritte al procuratore della Repubblica.
Il d.lgs 106/2006 prevede che il procuratore della Repubblica mantiene personalmente, ovvero tramite un magistrato dell'ufficio appositamente delegato, i rapporti con gli organi di informazione. Ogni informazione inerente alle attività della procura della Repubblica deve essere fornita attribuendola in modo impersonale all'ufficio ed escludendo ogni riferimento ai magistrati assegnatari del procedimento.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]