Tribunale ordinario

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Il tribunale ordinario (comunemente noto come tribunale), nell ordinamento giudiziario italiano, è l'organo giurisdizionale competente, in primo grado, per le cause civili e penali che non rientrano nella competenza di altri giudici e, in appello, per quelle su cui si è già pronunciato il giudice di pace. La sua competenza è limitata ad una circoscrizione territoriale denominata circondario.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tribunale monocratico, Tribunale per i minorenni e Tribunale fallimentare.

Come avviene anche per altri organi giurisdizionali, il termine tribunale ordinario può riferirsi tanto al giudice in senso stretto, ossia all'organo monocratico o collegiale di fronte al quale si svolge un determinato processo, quanto all'ufficio giudiziario del quale lo stesso fa parte.

Composizione monocratica e collegiale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tribunale in composizione monocratica (ordinamento civile italiano).

Il tribunale, inteso come giudice, può giudicare:

  • in composizione monocratica, ossia come organo composto da un solo magistrato (il giudice unico);
  • in composizione collegiale, ossia come collegio composto da tre magistrati, il presidente e due giudici a latere.

La composizione monocratica costituisce la regola, mentre la composizione collegiale è prescritta nei soli casi tassativamente previsti dalla legge.

Tribunale dei ministri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tribunale dei ministri.

Presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d'appello è istituito un collegio, comunemente noto come tribunale dei ministri, composto di tre membri effettivi e tre supplenti, estratti a sorte tra tutti i magistrati in servizio nei tribunali del distretto che abbiano da almeno cinque anni la qualifica di magistrato di tribunale o qualifica superiore, competente per i reati commessi dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai ministri nell'esercizio delle loro funzioni (cosiddetti reati ministeriali), secondo le norme contenute nella legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.

Ufficio tavolare[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'art. 75 del R.D. 28 marzo 1929, n. 499 ("Disposizioni relativa ai libri fondiari dei territori delle nuove provincie") nelle zone dove vige il sistema tavolare - principalmente in Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia - presso ogni tribunale e sezione distaccata di tribunale è costituito un ufficio tavolare, incaricato della conservazione dei libri fondiari, cui è preposto un giudice (giudice tavolare) designato dal presidente del tribunale. Ogni ufficio è competente alla conservazione dei libri fondiari riguardanti gli immobili che sono situati, in tutto o nella loro parte preminente, nella rispettiva circoscrizione.

Funzioni[modifica | modifica sorgente]

Il tribunale ordinario giudica in prima istanza:

In appello, il tribunale ordinario decide sulle impugnazioni contro le sentenze pronunciate dal giudice di pace in materia civile o penale. Anche in questo caso il tribunale è giudice di merito, in quanto decide su tutti gli aspetti della causa, tanto sulle questioni di fatto quanto su quelle di diritto, confermando la pronuncia impugnata o riformandola, ossia sostituendola, in tutto o in parte, con la propria.

Le sentenze, in materia civile o penale, pronunciate del tribunale come giudice di prima istanza sono impugnabili davanti alla corte d'appello; quelle pronunciate come giudice d'appello sono, invece, impugnabili solo con ricorso per cassazione.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]