Corte suprema di cassazione
La Corte suprema di cassazione è il giudice di legittimità delle sentenze emesse dalla magistratura in Italia.
Essa è unica sul territorio nazionale e ciò costituisce un'ulteriore garanzia per la sua funzione nomofilattica, la quale consiste nell'assicurare l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione delle norme di diritto. In tal senso le sue sentenze costituiscono un criterio orientatore della giurisprudenza nazionale, la quale nell'assumere le proprie decisioni può, e in alcuni casi deve, tenere conto delle sentenze emesse della Corte.
Infatti presso la Cassazione è incardinato un ufficio noto come Ufficio del Massimario, la cui funzione è quella di enucleare i principi di diritto espressi dalla Corte nelle sue pronunce.
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Storia [modifica]
Circa le origini della cassazione (fondamentali per capire la definizione sopra riportata) vi furono dispute tra chi ne ricercava tracce nel diritto romano o nel diritto intermedio e coloro che ne affermavano l'assoluta originalità. Da sempre si è sentita l'esigenza di giustizia nel senso più profondo del termine. Ma ciò non basta per scoprirne la derivazione. C'è qualcosa di più, sotteso dalla stessa definizione dell'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario (regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12).
La cassazione è nata dal travaglio della rivoluzione francese. In Francia già esisteva il Conseil des parties, istituito nel 1578 come una sezione speciale del Consiglio del Re, per assicurare e conservare la legge. Ma l'Assemblea legislativa volle creare qualcosa di nuovo sulla base della filosofia espressa da Montesquieu prima e Rousseau poi.
Era ben nota la disputa circa la separazione dei poteri a seguito delle antiche lotte tra sovrano e parlamenti. Il problema della istituenda cassazione si presentò come alternativa tra potere legislativo e organo giurisdizionale. Si preferì il primo tanto era il timore di chiamare i componenti della Cassazione "giudici". Ciò di cui si aveva bisogno era un organo che sorvegliasse il potere giudiziario e non che giudicasse.
Questa concezione ebbe una base razionale nel decreto dell'Assemblea nazionale costituente del 1 maggio 1790 col quale veniva sancito all'articolo 3 che vi sarebbero stati soltanto due gradi di giurisdizione in materia civile. Ciò escludeva che la cassazione potesse essere giudice di terzo grado. Fu così che nacque con il decreto 27 novembre 1790 il Tribunal de Cassation (la denominazione attuale, Cour de cassation, risale al 1804).
Presto però non si poté fare a meno di riconoscere carattere giurisdizionale all'istituto con l'estensione del controllo della cassazione agli errores in judicando ed errores in procedendo. Oggi il problema è ancora vivo e attuale, ma sotto l'aspetto dei rapporti tra giudizio di cassazione e giudizio di rinvio. In quanto appare ovvio che il giudice del rinvio debba essere vincolato alla decisione della cassazione, ma si assistette a ogni sforzo per evitare questo vincolo.
L'Italia dall'Unità fino al 1923 ebbe cinque corti di cassazione territoriali, eredi degli stati pre-unitari. In quell'anno furono unificate con la denominazione ufficiale di Corte suprema di cassazione. Nel nostro ordinamento non vi è dubbio che la Corte di cassazione, per come la conosciamo, sia la derivazione italiana dell'analoga istituzione francese.
Funzioni [modifica]
L'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario (regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12) definisce il compito della Cassazione in questo modo:
| « La corte suprema di cassazione assicura l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni; regola i conflitti di competenza e di attribuzioni ed adempie gli altri compiti ad essa conferiti dalla legge » |
La Corte di cassazione è il vertice della giurisdizione ordinaria, essendo il tribunale di ultima istanza nel sistema giurisdizionale ordinario (penale e civile) italiano. Assicura l'uniforme applicazione e interpretazione delle norme giuridiche (c.d funzione nomofilattica) e coordina i rapporti tra le varie giurisdizioni. Attualmente ne è primo presidente Giorgio Santacroce dall'8 maggio 2013, che succede a Ernesto Lupo, nominato nel 2010. La Corte si articola in cinque sezioni civili, tra cui quelle del lavoro e tributaria, e in sette sezioni penali. Ogni Collegio giudicante è composto di cinque membri, compreso il suo Presidente. Nei casi più importanti o in quelli per i quali vi siano orientamenti contrastanti delle diverse sezioni, la Cassazione si riunisce in Sezioni Unite (SS.UU.) con la presenza di nove membri compreso il Primo Presidente o un magistrato da questi delegato a presiederle. Le decisioni assunte dalla Corte di cassazione in tale composizione sono di un'autorevolezza tale da somigliare a dei "precedenti vincolanti", concetto altrimenti estraneo all'ordinamento italiano. Per regolamento della Suprema Corte, un giudice non può emettere una sentenza di avviso diverso da una precedente delle Sezioni Unite, senza la preventiva autorizzazione di queste.
Di regola, giudica in seguito a un gravame successivo a una pronuncia di una Corte d'appello, fintantoché il gravame sia possibile, e cioè finché la questione non sia coperta da giudicato. Ai sensi dell'art. 111, comma 7 della Costituzione è sempre ammesso il ricorso per cassazione per violazione di legge contro le sentenze dei giudici ordinari e speciali, nonché contro i provvedimenti (per esempio: sentenze penali con condanna a pena detentiva, ordinanze in materia di misure cautelari personali, decreto di trattenimento emesso ex art. 12 § V bis del D. Lgs. n. 286/1998) che incidano sulla libertà personale. Tuttavia, per espressa disposizione costituzionale (art. 111, comma 8), contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso è ammesso per soli motivi inerenti alla giurisdizione.
Non giudica sul fatto ma sul diritto: è giudice di legittimità. Ciò significa che non può occuparsi di riesaminare le prove, bensì può solo verificare che sia stata applicata correttamente la legge e che il processo nei gradi precedenti si sia svolto secondo le regole (vale a dire che sia stata correttamente applicata la legge processuale, anche in relazione alla formazione e valutazione della prova, oltre che quella del merito della causa).
A differenza che negli ordinamenti di Common Law, le pronunce della Cassazione (in quanto tribunale di ultima istanza) non sono vincolanti che per il giudizio cui si riferiscono. Tuttavia esse sono di regola seguite dai giudici dei gradi inferiori (in particolare le pronunce delle Sezioni Unite). In ciò si esprime la cosiddetta funzione nomofilattica della Corte di cassazione, con la quale si intende il ruolo della Cassazione di armonizzare l'interpretazione giurisprudenziale delle norme di applicazione ermeneutica più ambigua.
La Cassazione riunita in Sezioni Unite, inoltre, ha il compito di "giudice della giurisdizione": essa deve cioè esprimersi ogni qual volta vi sia un conflitto di giurisdizione (tra giurisdizione ordinaria e giurisdizioni speciali, come quella amministrativa). In questi casi le decisioni della Corte rappresentano, invece, un precedente vincolante per le giurisdizioni.
Primi presidenti della Corte di cassazione di Roma dall'anno 1876 [modifica]
- Giuseppe Miraglia dal 25 novembre 1876 al 12 aprile 1891
- Lorenzo Eula dal 13 aprile 1891 al 28 luglio 1893
- Francesco Ghiglieri dal 29 luglio 1893 al 25 ottobre 1900
- Battista Pagano Guarnaschelli dal 26 ottobre 1900 al 31 marzo 1911
- Oronzo Quarta dal 15 aprile 1911 al 4 maggio 1915
- Lodovico Mortara dal 25 settembre 1915 al 12 novembre 1923
- Mariano D'Amelio dal 15 novembre 1923 al 3 novembre 1941
- Ettore Casati dal 6 novembre 1941 al 14 agosto 1945
- Giuseppe Pagano dal 15 settembre 1945 al 11 novembre 1947
- Andrea Ferrara dal 12 novembre 1947 al 11 novembre 1952
- Antonio Azara dal 12 novembre 1952 al 17 gennaio 1953
- Vincenzo Galizia dal 19 gennaio 1953 al 15 ottobre 1954
- Ernesto Eula dal 16 ottobre 1954 al 26 giugno 1959
- Luigi Oggioni dal 6 ottobre 1959 al 20 marzo 1962
- Silvio Tavolaro dal 11 aprile 1962 al 25 ottobre 1970
- Gaetano Scarpello dal 1 settembre 1973 al 19 gennaio 1974
- Mario Stella Richter dal 7 febbraio 1974 al 12 dicembre 1976
- Orlando Calogero Vinci dal 27 dicembre 1976 al 5 luglio 1978
- Tommaso Novelli dal 20 luglio 1978 al 23 aprile 1981
- Mario Berri dal 24 aprile 1981 al 6 ottobre 1982
- Giuseppe Mirabelli (giudice) dal 7 ottobre 1982 al 12 luglio 1985
- Giuseppe Tamburrino dal 13 luglio 1985 al 19 novembre 1986
- Antonio Brancaccio dal 20 novembre 1986 al 16 gennaio 1995
- Vittorio Sgroi dal 24 marzo 1995 al 29 ottobre 1998
- Ferdinando Zucconi Galli Fonseca dal 30 ottobre 1998 al 24 giugno 1999
- Andrea Vela dal 9 luglio 1999 al 17 agosto 2001
- Nicola Marvulli dal 24 agosto 2001 al 30 ottobre 2006
- Vincenzo Carbone dal 24 luglio 2007 al 12 luglio 2010
- Ernesto Lupo dal 13 luglio 2010 al 13 maggio 2013
- Giorgio Santacroce dal 13 maggio 2013
Bibliografia [modifica]
- Giuseppe Di Federico, La Corte di cassazione: la giustizia come organizzazione, Bari, Laterza, 1969.
Voci correlate [modifica]
- Corte di Cassazione
- Ricorso per cassazione (ordinamento italiano)
- Ufficio del Massimario
- Funzione nomofilattica
- Palazzo di Giustizia (Roma)
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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