Office of Strategic Services

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Office of Strategic Services
Office of Strategic Services Insignia.svg
Distintivo dell'OSS
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo servizio segreto
Sigla OSS
Istituito 13 giugno 1942
Soppresso 20 settembre 1945
Successore Central Intelligence Agency
Impiegati 13 000 stimati[1]

L'Office of Strategic Services (OSS) era un servizio segreto statunitense operante nel periodo della seconda guerra mondiale. Fu il precursore della Central Intelligence Agency (CIA).

Fu istituito nel giugno 1942 con lo scopo di coordinare la gestione della raccolta di intelligence militare a livello centrale, assumendo in ciò un ruolo sovraordinato ad ogni altra analoga struttura già esistente nelle forze armate americane (ognuna delle quattro forze aveva infatti, e tuttora possiede, un proprio servizio di intelligence), in particolare per quanto concerneva le operazioni oltre le linee nemiche,[2] venendo poi sciolto nel 1945.

Tra lo scioglimento dell'OSS e la nascita della CIA vi fu un breve periodo (1946-1947) di operatività del Central Intelligence Group (CIG), un organismo creato da Truman avvalendosi con disinvoltura di poteri presidenziali previsti per il tempo di guerra, quindi al di fuori dei casi consentiti. Esperti dell'amministrazione USA ritennero "illegale" tale situazione, poi sanata con l'istituzione dell'attuale CIA.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prima della formazione dell'OSS, l'intelligence americana era stata svolta estemporaneamente dai vari ministeri del governo, tra cui il Dipartimento di Stato, quello del Tesoro, della Marina e della Guerra. Non vi era alcuna alcuna forma di direzione, coordinamento o controllo. Lo US Army e la US Navy avevano organismi di decrittazione separati: Signals Intelligence Service e OP-20-G. (Una precedente operazione di criptoanalisi, MI-8, diretta da Herbert Yardley, era stata soffocata nel 1929 dal Segretario di Stato Henry Stimson, che la giudicò un'attività sconveniente per la branca diplomatica, in quanto "le persone per bene non leggono la posta altrui".[3]) L'FBI era competente per la sicurezza interna e le operazioni di controspionaggio.

Il presidente Roosevelt era preoccupato per le carenze americane in tema di intelligence. Su consiglio di William Stephenson, responsabile britannico dell'intelligence per l'emisfero occidentale, Roosevelt chiese a William Joseph Donovan di tracciare un piano per un servizio segreto ispirato ai britannici Secret Intelligence Service (MI6) e Special Operations Executive (SOE). Il colonnello Donovan ebbe l'incarico di valutare la posizione militare globale al fine di indicare le esigenze dell'intelligence americana, posto che gli Stati Uniti non avevano un organo centrale di intelligence. Dopo aver consegnato il suo studio, "Memorandum of Establishment of Service of Strategic Information", il colonnello Donovan fu designato "Co-ordinator of Information" (COI) l'11 luglio 1941. In seguito l'organizzazione fu sviluppata con l'assistenza britannica; Donovan aveva responsabilità ma non poteri effettivi e gli organismi di intelligence USA già esistenti erano scettici, quando non proprio ostili. Fino ad alcuni mesi dopo Pearl Harbor, il grosso dell'intelligence OSS veniva dal Regno Unito. I primi agenti OSS furono addestrati dalla British Security Coordination (BSC)[4] in Canada, finché non vennero istituite basi addestrative negli USA dirette da istruttori BSC, che tra l'altro diedero spiegazioni di come fosse costituito e gestito il SOE. I britannici misero immediatamente a disposizione la loro capacità di trasmettere in onde corte in Europa, Africa ed Estremo Oriente e fornirono le relative apparecchiature agli agenti americani sinché la produzione nazionale di questi ultimi non fu avviata.[5]

L'Office of Strategic Services fu costituito con un decreto militare del presidente Roosevelt durante la seconda guerra mondiale il 13 giugno 1942, per raccogliere ed analizzare le informazioni strategiche necessarie al Joint Chiefs of Staff e per svolgere operazioni speciali non affidate ad altri organismi. Durante il conflitto l'OSS fornì alle autorità politiche dati e previsioni, ma l'OSS non ebbe mai la supervisione generale di tutte le attività di intelligence svolte all'estero. L'FBI era preposto allo spionaggio in America Latina mentre esercito e marina curavano le situazioni di rispettiva competenza. Venne poi sciolto con decreto del presidente Harry S. Truman nel 1945.

Attività[modifica | modifica sorgente]

Il generale William J. Donovan passa in rassegna a Bethesda (Maryland) i membri del Gruppo Operativo in partenza per la Cina nel 1945.
Missioni e basi OSS in Estremo Oriente

Durante la seconda guerra mondiale, l'OSS condusse molteplici missioni e attività, tra cui l'acquisizione di informazioni per mezzo di spie, l'esecuzione di atti di sabotaggio, azioni di guerra attraverso la propaganda, organizzazione e coordinamento di gruppi di resistenza antinazista in Europa, addestramento di guerriglieri anti nipponici in Asia, solo per citare i compiti principali.[6] Al culmine del suo sviluppo nell'ultimo conflitto mondiale, l'OSS impiegava almeno 24 000 persone.[7] Tra gli altri compiti, l'OSS si occupò di propaganda, spionaggio, sovversione e pianificazione del dopoguerra.

Dal 1943–1945, l'OSS giocò un ruolo fondamentale nell'addestrare le truppe del Kuomintang in Cina e Birmania, e reclutò Jingpo ed altre forze irregolari indigene per azioni di sabotaggio o come guide per le forze alleate che si opponevano all'esercito giapponese nel teatro operativo tra Cina, Birmania e India. Fra le altre attività, l'OSS collaborò ad armare, addestrare e rifornire movimenti di resistenza, tra cui l'Esercito Popolare di Liberazione di Mao Tse-tung e il Viet Minh nell'Indocina francese, in zone occupate dalle Potenze dell'Asse durante la Seconda guerra mondiale. L'ufficiale OSS Archimedes Patti fu determinante per le operazioni OSS nell'Indocina francese ed ebbe frequenti contatti con Ho Chi Minh nel 1945.[8]

Agenti OSS entrarono in contatto anche con gruppi di resistenza giapponesi in Cina allo scopo di studiare i loro programmi di guerra psicologica contro il Giappone. La Dixie Mission, composta da 20 persone tra cui due agenti OSS, prese contatto con Sanzo Nosaka e la sua Nippon Jinmin Kaihō Renmei, un gruppo giapponese comunista di resistenza costituito di prigionieri di guerra giapponesi rieducati da Sanzo.[9] L'OSS si mostrò interessato pure a Wataru Kaji e alla sua Nihonjin Hansen Domei, composta di prigionieri di guerra giapponesi rieducati da Kaji ed altri capi della Nihonjin Hansen Domei. Kaji sarebbe stato interrogato dai soldati nisei Koji Ariyoshi della Dixie Mission e Karl Yoneda del servizio segreto militare USA.[10]

Uno dei più grandi successi dell'OSS nella Seconda guerra mondiale fu l'infiltrazione di propri agenti nella Germania nazista. L'OSS aveva il compito di addestrare elementi austriaci e tedeschi per missioni in Germania. Tra questi agenti vi erano varie figure fuoriuscite, come membri del partito comunista socialista, attivisti sindacali, prigionieri di guerra antinazisti e rifugiati tedeschi ed ebrei. L'OSS reclutò e gestì inoltre una delle più importanti spie del conflitto, il diplomatico tedesco Fritz Kolbe.

Il primo tenente OSS George Musulin dietro le linee nemiche nella Serbia occupata dai tedeschi, camuffato da cetnico, durante la sua prima missione nel novembre 1943. La sua seconda missione fu l'Operation Halyard.

Nel 1943 l'OSS avviò delle operazioni ad Istanbul,[11] e verso la fine del 1944, acquistò codici e materiale di cifratura sovietici (o informazioni finlandesi in proposito) da ufficiali dell'esercito finlandese emigrati. Il Segretario di Stato Edward Reilly Stettinius eccepì che questo comportamento violava un accordo che il presidente Roosevelt aveva concluso con l'URSS, impegnandosi a non interferire dagli USA nel traffico cifrato sovietico. Il generale Donovan poteva aver copiato le carte prima di restituirle il successivo gennaio, ma non c'è alcuna traccia che Arlington Hall (sede principale del Signals Intelligence Service dell'esercito) le avesse ricevute, e gli archivi di CIA e NSA non ne hanno copie superstiti. Questo libro di codici fu di fatto utilizzato nell'operazione di criptoanalisi Progetto Venona, che contribuì a far emergere una ramificata attività spionistica sovietica nel Nordamerica.[12]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dawidoff, p. 240
  2. ^ Sito della U.S.I.C.
  3. ^ Stimson, Henry L. On Active Service in Peace and War (1948). per Bartlett's Familiar Quotations, 16th ed.
  4. ^ Si trattava di un'organizzazione sotto copertura creata dal MI6 nel maggio 1940 a New York su autorizzazione di Winston Churchill. Aveva lo scopo di curare gli interessi strategico-politici della Gran Bretagna nelle Americhe, ma anche di influenzare coerentemente l'opinione pubblica USA, eventualmente con la diffusione di notizie propagandistiche inventate. La sua attività ufficiale (paravento) era il "controllo dei passaporti britannici".
  5. ^ The Secret History of British Intelligence in the Americas, 1940-1945, p27-28
  6. ^ Smith, R. Harris. OSS: The Secret History of America's First Central Intelligence Agency. Berkeley: University of California Press, 1972.
  7. ^ "Chef Julia Child, others part of WWII spy network", CNN, 2008-08-14
  8. ^ Interview with Archimedes L. A. Patti, 1981, http://openvault.wgbh.org/catalog/vietnam-bf3262-interview-with-archimedes-l-a-patti-1981
  9. ^ http://www.40thbombgroup.org/memories/Memories14.pdf
  10. ^ The Thought War: Japanese Imperial Propaganda By Barak Kushner Page 141 - 143
  11. ^ Hassell and McCrae, p.158
  12. ^ Andrew, Christopher and Mitrokhin, Vasili, The Mitrokhin Archive, Volume 1: The KGB in Europe and the West, 1999.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Albarelli, H.P. A Terrible Mistake: The Murder of Frank Olson and the CIA’s Secret Cold War Experiments (2009) ISBN 0-9777953-7-3
  • Aldrich, Richard J. Intelligence and the War Against Japan: Britain, America and the Politics of Secret Service (Cambridge: Cambridge University Press, 2000)
  • Alsop, Stewart and Braden, Thomas. Sub Rosa: The OSS and American Espionage (New York: Reynal & Hitchcock, 1946)
  • Bank, Aaron. From OSS to Green Berets: The Birth of Special Forces (Novato, CA: Presidio, 1986)
  • Bartholomew-Feis, Dixee R. The OSS and Ho Chi Minh: Unexpected Allies in the War against Japan (Lawrence : University Press of Kansas, 2006)
  • Bernstein, Barton J. "Birth of the U.S. biological warfare program" Scientific American 256: 116 – 121, 1987.
  • Brown, Anthony Cave. The Last Hero: Wild Bill Donovan (New York: Times Books, 1982)
  • Casey, William J. The Secret War Against Hitler (Washington: Regnery Gateway, 1988)
  • Chalou, George C. (ed.) The Secrets War: The Office of Strategic Services in World War II (Washington: National Archives and Records Administration, 1991)
  • Dawidoff, Nicholas. The Catcher was a Spy: The Mysterious Life of Moe Berg ( New York: Vintage Books, 1994)
  • Dulles, Allen. The Secret Surrender (New York: Harper & Row, 1966)
  • Dunlop, Richard. Donovan: America’s Master Spy (Chicago: Rand McNally, 1982)
  • Ford, Corey. Donovan of OSS (Boston: Little, Brown, 1970)
  • Grose, Peter. Gentleman Spy: The Life of Allen Dulles (Boston: Houghton Mifflin, 1994)
  • Hassell, A, and MacRae, S: Alliance of Enemies: The Untold Story of the Secret American and German Collaboration to End World War II, Thomas Dunne Books, 2006
  • Hunt, E. Howard. American Spy, 2007
  • Jakub, Jay. Spies and Saboteurs: Anglo-American Collaboration and Rivalry in Human Intelligence Collection and Special Operations, 1940–45 (New York: St. Martin's, 1999)
  • Jones, Ishmael. The Human Factor: Inside the CIA's Dysfunctional Intelligence Culture (New York: Encounter Books, 2008, rev 2010)
  • Katz, Barry M. Foreign Intelligence: Research and Analysis in the Office of Strategic Services, 1942–1945 (Cambridge: Harvard University Press, 1989)
  • Kent, Sherman. Strategic Intelligence for American Foreign Policy (Hamden, CT: Archon, 1965 [1949])
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  • McIntosh, Elizabeth P. Sisterhood of Spies: The Women of the OSS (Annapolis, MD: Naval Institute Press, 1998)
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