Stricnina
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| Stricnina | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C21H22N2O2 |
| Massa molecolare (u) | 334.41 g/mol |
| Aspetto | cristallino incolore |
| Numero CAS | |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
|---|---|
La stricnina è un alcaloide molto tossico: la dose mortale media (più esattamente la LD50) è di 1 mg/kg. È anche una delle sostanze più amare conosciute: è possibile sentirne il gusto alla concentrazione di 1 ppm.
Indice |
[modifica] Presenza in natura
La stricnina viene estratta normalmente da un albero tropicale, Strychnos nux-vomica (noce vomica), della famiglia delle Loganiacee, ed in particolare dalla farina ottenuta dai semi.
[modifica] Meccanismo di avvelenamento
La stricnina agisce come potente eccitante del sistema nervoso centrale, e causa il blocco di particolari terminazioni nervose, i recettori post sinaptici per la glicina. Questo fa sì che ogni stimolo causi convulsioni.
La morte sopravviene per blocco respiratorio o per esaurimento fisico.
[modifica] Sintomi di avvelenamento e trattamento
In caso di avvelenamento, entro un’ora (a volte anche dopo 10-20 minuti) si irrigidiscono i muscoli del collo e del viso.
L'irrigidimento dei muscoli si diffonde a tutto il corpo e si tramuta in spasmi, che acquistano frequenza crescente. La schiena si inarca continuamente. Alla fine, si blocca anche la respirazione. La coscienza rimane lucida.
Il trattamento comprende benzodiazepina come il diazepam, nonché carbone attivo o sostanze equivalenti per eliminare eventuali residui nell'apparato digerente. Le possibilità di recupero sono buone se il paziente sopravvive alle prime 24 ore.
[modifica] Usi
La stricnina è stata usata come veleno per topi e altri piccoli animali vertebrati.
Nella prima metà del Novecento, piccole dosi di stricnina erano usate in medicina come stimolanti, come lassativi e come rimedi per altri disturbi dell'apparato digerente. I suoi effetti stimolanti la portarono a essere usata anche come doping nello sport[1]. A causa della sua alta tossicità e della tendenza a causare convulsioni, l'uso della stricnina in medicina fu in seguito abbandonata a favore di più sicure alternative.
Negli ultimi anni la stricnina trova alcune applicazioni in omeopatia[senza fonte]; viene inoltre aggiunta a certe sostanze stupefacenti[2] ed è per questo una delle cause maggiori di morte per overdose[senza fonte].
[modifica] Note
- ^ Vedi ad esempio un articolo sulla maratona delle Olimpiadi di Saint Louis del 1904
- ^ Viene anche citata nel famoso film "Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino"
[modifica] Dettagli chimici
La stricnica deriva chimicamente dagli iridoidi, questi cominciano a riempirsi di funzioni ossigenate che non sopportano chimicamente, e si aprono, a questo punto avviene la reazione con l'ammina derivante dal triptofano (triptamina).
[modifica] Bibliografia
- Jean De Maleissye, Storia dei veleni. Da Socrate ai giorni nostri, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-628-8019-0.

