Stricnina

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Stricnina
formula di struttura della stricnina
modello ad asta e sfera
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C21H22N2O2
Massa molecolare (u) 334.41 g/mol
Aspetto cristallino incolore
Numero CAS [57-24-9]
PubChem 441071
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossicità acuta pericoloso per l'ambiente

pericolo

Frasi H 300 - 310 - 410
Consigli P 264 - 273 - 280 - 301+310 - 302+350 - 310 [1]

La stricnina è un alcaloide molto tossico a complessa struttura chimica (nella quale è comunque ben identificabile il nucleo dell'indolo): la dose mortale media (più esattamente la LD50) è di 1 mg/kg. Generalmente le dosi letali orali risultano comprese fra 0,5 e 5 mg/kg di alimento ingerito. Pura si presenta in forma cristallina di prismi rombici, incolori, inodori, caratterizzati da sapore amaro, persistente. È praticamente insolubile in acqua ed è una delle sostanze più amare conosciute: è possibile sentirne il gusto alla concentrazione di 1 ppm.

Presenza in natura[modifica | modifica wikitesto]

La stricnina viene estratta normalmente dai semi di due Loganiacee del genere Strychnos, ovvero Strychnos nux-vomica, noce vomica e Strychnos Ignatii, fava di S. Ignazio, ed in particolare dalla farina ottenuta da questi semi.

Meccanismo di avvelenamento[modifica | modifica wikitesto]

La stricnina agisce come potente eccitante del sistema nervoso centrale, e causa il blocco di particolari terminazioni nervose, i recettori post sinaptici per la glicina. Questo fa sì che ogni stimolo causi convulsioni.

La morte sopravviene per blocco respiratorio o per esaurimento fisico.

Sintomi di avvelenamento e trattamento[modifica | modifica wikitesto]

In caso di avvelenamento, entro un'ora (a volte anche dopo 10-20 minuti) si irrigidiscono i muscoli del collo e del viso.

L'irrigidimento dei muscoli si diffonde a tutto il corpo e si tramuta in spasmi, che acquistano frequenza crescente. La schiena si inarca continuamente. Alla fine, si blocca anche la respirazione. La coscienza rimane lucida.

Il trattamento comprende benzodiazepina come il diazepam, nonché carbone attivo o sostanze equivalenti per eliminare eventuali residui nell'apparato digerente. Le possibilità di recupero sono buone se il paziente sopravvive alle prime 24 ore.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

La stricnina è stata usata come veleno per topi, volpi e altri piccoli animali vertebrati.

Nella prima metà del Novecento, piccole dosi di stricnina erano usate in medicina come stimolanti, come lassativi e come rimedi per altri disturbi dell'apparato digerente. I suoi effetti stimolanti la portarono a essere usata anche come doping nello sport[2]. A causa della sua alta tossicità e della tendenza a causare convulsioni, l'uso della stricnina in medicina fu in seguito abbandonato a favore di più sicure alternative.

Negli ultimi anni la stricnina trova alcune applicazioni in omeopatia; viene inoltre aggiunta a certe sostanze stupefacenti[3].

In rarissimi casi, la stricnina si utilizza per "tagliare" determinate sostanze stupefacenti, come l'eroina e la cocaina.

Dettagli chimici[modifica | modifica wikitesto]

La stricnina deriva chimicamente dagli iridoidi, questi cominciano a riempirsi di funzioni ossigenate che non sopportano chimicamente, e si aprono, a questo punto avviene la reazione con l'ammina derivante dal triptofano (triptamina).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 13.01.2012
  2. ^ Vedi ad esempio un articolo sulla maratona delle Olimpiadi di Saint Louis del 1904
  3. ^ Viene anche citata nel famoso film "Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean De Maleissye, Storia dei veleni. Da Socrate ai giorni nostri, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-6288-019-0.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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