Carlo Ruta

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Carlo Ruta, nato a Ragusa nel 1953, giornalista e saggista.

Ha conseguito la laurea in filosofia presso l'università degli studi di Messina. Da vari decenni opera nei campi della storiografia e del giornalismo d'inchiesta. Fino ai primi anni novanta è stato direttore della rivista bibliografica "Libri meridionali". Ha pubblicato libri di investigazione storica e sociale come: Il binomio Giuliano-Scelba (Rubbettino 1995), Gulag Sicilia (Rubbettino 1993), Appunti di fine regime (Rubbettino 1994), Cono d'ombra. La mafia a Ragusa (La Zisa, Palermo 1997), Il processo come tarlo della Repubblica (Era Nuova, Perugia 1994) Politica e mafia negli Iblei (La Zisa, 1998), Giuliano e lo Stato (Edi.bi.si., Messina 2003), Segreti di banca. L'Antonveneta dai miracoli del nord-est agli intrighi siciliani (Edizioni Le Pietre, 2004), Morte a Ragusa (Edi.bi.si. 2005), sull'assassinio del giornalista de L'Ora e de L'Unità Giovanni Spampinato. Dirige alcune collane editoriali, in particolare "Biblioteca storica del viaggio in Sicilia" della casa editrice Edi.bi.si. di Messina. Per tale collana ha firmato diversi titoli, fra cui Viaggiatori in Sicilia nel Settecento. L'immagine dell'isola nel secolo dei lumi. Ha curato il sito accadeinsicilia.net[1], di cui è stato imposto l'oscuramento nel dicembre 2004. Dal febbraio 2005 cura il blog di documentazione storica e sociale leinchieste.com[2]. Collabora con il portale telematico per la pace "Peacelink" [3], con "L'Isola possibile", rivista-inserto mensile del quotidiano "Il Manifesto", e con il mensile "Casablanca" di Riccardo Orioles. È stato condannato per "stampa clandestina".

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