Andrea Finocchiaro Aprile

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Bandiera italiana
Parlamento Italiano
Assemblea costituente
On. Andrea Finocchiaro Aprile
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Luogo di nascita Lercara Friddi
Data di nascita 26 giugno 1878
Luogo di morte Palermo
Data di morte 15 gennaio 1964
Titolo di studio dottore in giurisprudenza
Professione avvocato
Partito Movimento per l'Indipendenza della Sicilia
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Gruppo Misto
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Collegio XXX (Palermo)
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari

Membro della Commissione per la Costituzione e della Seconda Sottocommissione

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Andrea Finocchiaro Aprile (Lercara Friddi26 giugno 1878 – Palermo15 gennaio 1964) è stato un politico italiano, esponente di primo piano del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia (MIS).

Indice

[modifica] Biografia

Fu figlio di Camillo Finocchiaro Aprile, politico liberale e ministro di Grazia e Giustizia del governo Fortis.

[modifica] Primi incarichi politici

Iniziò la propria attività politica con l'elezione a deputato nel 1913 come liberale. Nel 1920 fu nominato sottosegretario alla Guerra e alle Finanze nel governo Nitti quindi, dopo il primo governo Mussolini, partecipò alla fase di normalizzazione del consenso popolare al nascente regime fascista.

La sua figura in questo primo periodo appare controversa, prima liberale e poi fascista. Secondo alcuni si oppose allo stato fascista mentre, secodo altri, cercò addirittura un ruolo politico di primo piano, rivolgendosi direttamente a Mussolini per ottenere una nomina a senatore. Ma probabilmente l'episodio più oscuro della sua carriera fu quando, negli anni '30, avrebbe denunziato, nel tentativo di far assegnare a sé l'incarico di direttore del Banco di Sicilia, l'allora dirigente Giuseppe dell'Oro perché ebreo. La denunzia non ebbe però gli effetti sperati e Finocchiaro Aprile fu costretto a ritirarsi dalla vita politica sino alla caduta del fascismo.

[modifica] L'adesione all'indipendentismo siciliano

Ritornò in politica dopo lo sbarco degli alleati nel 1943 fondando il Movimento Indipendentista Siciliano e collaborando poi con l'Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia (EVIS). Mantenne anche stretti contatti con i servizi segreti sia inglesi che americani, ufficialmente per cercare l'appoggio di queste nazioni nel processo d'indipendenza. Nel 1944 scampò ad un attentato nel corso di una manifestazione organizzata dal Movimento Indipendentista Siciliano a Regalbuto (EN) ma, nello stesso anno, fu arrestato per ordine del governo Parri. Il MIS nel 1944 arrivò a contare quasi mezzo milione d'iscritti. Ritornò libero nel 1945 ma, nell'ottobre dello stesso anno, fu nuovamente arrestato insieme al suo braccio destro Antonino Varvaro ed inviato al confino politico a Ponza dove rimase sino all'aprile del 1946.

Nel 1946 fu eletto deputato all'Assemblea Costituente nelle liste del Movimento Indipendentista Siciliano. Nel 1948, rifiutata la carica di Senatore di diritto, affrontò nuovamente le urne per le prime elezioni del Parlamento Repubblicano, ma non risultò eletto, ed il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia perdette così ogni rappresentanza parlamentare. Successivamente, sarà membro di diritto dell' Alta Corte per la regione Siciliana.

[modifica] Dopo l'era del Separatismo

Sfaldatosi il MIS, si ritirò dalla politica attiva. Un effimero ritorno si verificò nel 1953, quando accettò, senza peraltro risultare eletto, di essere il capolista dell'Alleanza Democratica Nazionale, la cui lista, animata da esponenti liberali e centristi e promossa dal Partito Comunista Italiano, svolse la funzione di "antidoto" alla "legge-truffa" elettorale.

[modifica] Bibliografia

  • G. C. Marino. Storia del separatismo siciliano 1943-1947. Roma, Editori Riuniti, 1979.
  • A. Finocchiaro Aprile (a cura di Massimo Ganci). Il Movimento Indipendentista Siciliano. Palermo, Libri Siciliani, 1966.
  • S. Musumeci. Tra Separatismo ed Autonomia - il Movimento per l'Indipendenza della Sicilia. Messina, Armando Siciliano Editore, 2005.
  • Il Movimento per l'indipendenza della Sicilia - Memorie del Duca di Càrcaci S.F. Flaccovio Editore, Palermo 1977

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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