Regalbuto

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Regalbuto
comune
Regalbuto – Stemma
Regalbuto – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Enna-Stemma.png Enna
Sindaco Francesco Bivona (Lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°39′00″N 14°38′00″E / 37.65°N 14.633333°E37.65; 14.633333 (Regalbuto)Coordinate: 37°39′00″N 14°38′00″E / 37.65°N 14.633333°E37.65; 14.633333 (Regalbuto)
Altitudine 520 m s.l.m.
Superficie 169 km²
Abitanti 7 480[1] (31-3-2012)
Densità 44,26 ab./km²
Comuni confinanti Agira, Catenanuova, Centuripe, Gagliano Castelferrato, Randazzo (CT), Troina
Altre informazioni
Cod. postale 94017
Prefisso 0935
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 086016
Cod. catastale H221
Targa EN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 450 GG[2]
Nome abitanti regalbutesi
Patrono san Vito martire
Giorno festivo 11 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Regalbuto
Posizione del comune di Regalbuto nella provincia di Enna
Posizione del comune di Regalbuto nella provincia di Enna
Sito istituzionale

Regalbuto (Regarbutu in siciliano) è un comune italiano di 7.443 abitanti della provincia di Enna in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Regalbuto sorge su una collina a 525 m.s.l.m. Il comune di Regalbuto confina a nord con Troina, ad ovest con Gagliano Castelferrato ed Agira, ad est con il territorio dei comuni di Centuripe e Randazzo, mentre a sud confina con Catenanuova. Dista circa 15 km dallo svincolo autostradale di Catenanuova al km 156+800 dell'autostrada A19 Palermo-Catania.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Questa città che Plinio annovera fra quelle soggette a pagare lo stipendium (chiamate perciò stipendiarie) a Roma, Tolomeo la pone tra Agira, Centuripe e Mineo. Alcuni anzi ritengono che da essa abbia avuto origine Regalbuto. Ma checché ne sia di queste localizzazioni, che soltanto i rilevamenti sicuri potrebbero fare uscire dal campo delle ipotesi, è storicamente certo che Regalbuto non si riallaccia né con Ergezio, né con Amaselo, la quale non sembra essere stata ricostruita dopo la sua distruzione. Regalbuto nacque in epoca musulmana; fu un casale (in arabo, forse, Bayt) formatasi alla prima stazione (arabo Raḥl) sulla strada Catania-Palermo, dove ne derivò il nome di Raḥl bayt, cioè "stazione del Casale".[3] Gli abitanti erano tutti saraceni, come dice esplicitamente il Conte Ruggero nella denominazione al Vescovo di Messina (1090), che detiene ancora oggi, custodendo la tradizione storica ad esso legata, il titolo di Conte di Regalbuto, e riscuote un censo, gravante su molti fonti, derivate dall'antica decima. Il Conte stabiliva pure che "Butah" (ossia Bayt) anche ecclesiasticamente facesse parte della diocesi di Messina, quantunque si trovasse nel territorio della diocesi di Catania:

« se avverrà in futuro che lo stesso Casale venga ad essere abitato da Cristiani, e che siano esatte chiese in esso dal Vescovo di Messina »

Quest'ultima volontà, però, non fu adempiuta: Regalbuto dipese sempre da Catania, e solo nel 1556 il papa Paolo IV concesse al Presule di Messina il privilegio di fare uso delle prerogative di un Vescovo giurisdizionale durante la sua permanenza a Regalbuto. Il paesetto era allora sul declivio della contrada Monte; sulla sommità fu costruita la fortezza, sulle cui rovine venne eretta la chiesa di San Calogero (oggi un rudere), che dà il nome al monte (i ruderi della chiesa hanno l'aspetto di una torre mozzata, che è caratteristica del panorama di Regalbuto). Alcune scritture conservate nell'archivio della Matrice affermano che essa sia stata la prima Chiesa Madre del paese, edificata e dotata dal re Manfredi di Sicilia. I suoi procuratori intrapresero nel 1700 una vivace lite giudiziaria contro il vescovo di Catania per sottrarre la chiesa alla sua giurisdizione ritenendola Cappella Palatina, dipendente quindi dal Cappellano Maggiore. Per la sua fedeltà a Manfredi, Regalbuto fu distrutta nel 1261 dai centuripini che si erano ribellati allo Svevo. L'anno dopo Regalbuto venne ricostruita, dove sorge adesso, sul versante occidentale del monte S. Calogero e sul dorso che si protende a nord-est. I centuripini dovettero cedere, come risarcimento danni, i vasti territori di Sisto e Criscionà. Frattanto, anche a Regalbuto, si verificava il progressivo allontanamento dei musulmani, che lasciavano la Sicilia, e il continuo arrivo dei cristiani, i quali eressero la loro prima Chiesa dedicata al Crocifisso (ancora efficiente fino ai principi del XX secolo). Cresciuti con l'afflusso di centuripini, dopo la definitiva distruzione della loro città ad opera degli Angioini, i cristiani eressero la prima chiesa parrocchiale alla Madonna dell'Aiuto (S. Maria dell'Auxilio che è rimasta l'emblema della città), forse sul posto ove nel XV secolo gli Agostiniani costruirono il loro convento con l'ampia chiesa dedicata appunto alla Patrona.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il settore primario è caratterizzato da un'agricoltura prevalentemente cerealicola, coltivazioni olivicole ed agrumicole; la zootecnia è concentrata sull'allevamento di bovini, ovini e caprini da latte. Nel settore secondario fiorente è l'attività di lavorazione della plastica con stabilimenti che si occupano della produzione di attrezzature subacquee, tubi in polietilene per l'irrigazione, supporti per installazioni elettriche, prodotti per l'antinfortunistica; nel recente passato inoltre si è ben avviata la produzione locale di ceramiche e l'attività della decorazione a mano delle stesse. Per quel che concerne il settore terziario Regalbuto è sede della Banca di Credito Cooperativo La Riscossa di Regalbuto che conta 11 filiali ed agenzie dentro e fuori i confini provinciali; è in fase di realizzazione sul territorio del comune un impianto per la produzione di energia eolica costituito da 20 aerogeneratori per una potenza complessiva di 50 MW che si stima possa produrre 75000 MWh di energia ogni anno; era in itinere il progetto Parco Tematico di Regalbuto, il parco a tema più esteso d'Europa che doveva sorgere sulle rive del Lago Pozzillo, investimento turistico, questo, di oltre 600 milioni di euro cofinanziato dalla Regione Siciliana che non vedrà mai luce.

Persone legate a Regalbuto[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Regalbuto annovera le seguenti società sportive dilettantistiche che svolgono campionati di rilevanza nazionale:

La A.S.D. Regalbuto Calcio a 5 svolge l'attività calcio a cinque, disputa il campionato di serie A2 maschile nazionale, partecipa a tutte le attività giovanili e gestisce una scuola calcio a 5 per bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni.

Il G.S. Regalbuto svolge l'attività della pallamano, disputa il campionato nazionale femminile di serie A2 e svolge tutte le attività giovanili.

La A.P.D. Rahal Buthai svolge l'attività di calcio a cinque, milita nel campionato di serie C1.

La A.S.D. Basket Regalbuto partecipa al campionato di serie D e svolge attività giovanili in ambito pallacanestro.

Twirling Regalbuto A.S.D. partecipa al campionato italiano di serie B e C1 e svolge attività giovanili in ambito di ginnastica e di twirling.

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

San Vito martire Patrono di Regalbuto; simulacro ligneo del 1790, autore Giuseppe Picano. Venerato nella Chiesa Madre - festa 11 agosto

Particolarmente sentita è la festa patronale che si svolge in cinque giorni, dal sette all'undici agosto, la festa di San Vito Martire, che comprende la processione dell'alloro che si svolge l'otto agosto.

Un altro appuntamento di rilievo è il Raduno del Cavallo, il quale si svolge nei primi di maggio di ogni anno lungo le rive del lago Pozzillo nei pressi della Cittadella dello Sport e vede la partecipazione di numerosi cavalieri come avveniva due millenni fa, come ricorda Diodoro Siculo parlando nelle sue opere delle gare di cavalli che si facevano nella "Piana di Egirio" in onore di Eracle, dove oggi sorge il lago Pozzillo.

Si svolge inoltre il Carnevale di Regalbuto, manifestazione tra le più importanti della provincia e della regione, che vede la partecipazione di migliaia tra maschere a gruppo e singole.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Un'altra etimologia proposta afferma invece che il toponimo derivasse dall'espressione araba Raḥl ʿAbbūd, ossia "il casale di 'Abbud", a causa di un suo ipotetico costruttore o proprietario.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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