Papa Pio XII
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| Pio XII Papa della Chiesa cattolica |
|
|---|---|
| Opus iustitiae pax | |
| Al secolo: | Maria Giuseppe Giovanni Eugenio Pacelli |
| Nato | Roma, |
| Elezione al pontificato |
2 marzo 1939 |
| Consacrazione: | 12 marzo 1939 |
| Fine del pontificato: |
9 ottobre 1958 |
| Deceduto | |
| Segretario personale: |
{{{segretario}}} |
| Predecessore: | papa Pio XI |
| Successore: | papa Giovanni XXIII |
| Cardinali creati: | vedi categoria |
| - | |
| « Nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra. » | |
Papa Pio XII, nato Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli e detto il "Pastore Angelico" (Roma, 2 marzo 1876 – Castel Gandolfo, 9 ottobre 1958), è stato il 260° papa della Chiesa cattolica.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] Nascita e studi
Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli nacque a Roma il 2 marzo 1876, terzogenito dell'avvocato della Sacra Rota Filippo Pacelli (1837-1916) e di Virginia Graziosi (1844-1920). I titoli nobiliari della famiglia Pacelli (nobili di Acquapendente e di Sant'Angelo in Vado, titoli concessi alla famiglia nel 1853 e 1858 erano recente conseguenza dei tempi della seconda Repubblica Romana (1848-1849) quando il papa-re Pio IX fu esiliato a Gaeta e Marcantonio Pacelli (1804-1890) da Onano (Viterbo), nonno paterno di Eugenio, che aveva seguito il Papa nella cittadina laziale, fu premiato con i titoli di principe e di marchese sia per la sua fedeltà che per aver operato dopo la fine della Repubblica, nel ruolo di Sostituto del Ministro dell'Interno, una feroce repressione nei confronti dei patrioti italiani che si opponevano al governo papalino. Lo stesso Marcantonio fu, successivamente, tra i fondatori dell'Osservatore Romano (1861).
Dopo le elementari frequentate in una scuola privata cattolica e la frequenza al liceo di Stato "Ennio Quirino Visconti", Eugenio Pacelli entrò nel Collegio Capranica e poi, dal 1894 al 1899, studiò teologia alla Gregoriana presso cui si dottorò nel 1901, quando già da due anni era stato ordinato sacerdote (1899). Del 1902 è la laurea in giurisprudenza in utroque iure (vale a dire, sia in diritto civile, sia in quello canonico), anche se non ebbe mai modo di praticare l'avvocatura, strada che seguì suo fratello Francesco, giurista per la Santa Sede e uno dei principali negoziatori dei futuri Patti Lateranensi del 1929. Eugenio sentì sin da piccolo la "vocazione": pare che nei momenti liberi amasse far finta di celebrare la Messa.
[modifica] Carriera ecclesiastica
Dietro raccomandazione del cardinale Vincenzo Vannutelli, che più tardi sarebbe diventato decano del Sacro Collegio, Pacelli iniziò una rapida carriera nella Curia romana come segretario del cardinale Pietro Gasparri (futuro segretario di Stato), all'epoca sottosegretario della Congregazione per gli Affari Ecclesiastici straordinari. Nel 1904, dopo la specializzazione accademica in relazioni fra Stato e Chiesa, fu promosso e divenne monsignore-ciambellano del papa Pio X. Pacelli vide con favore l'introduzione del Giuramento Antimodernista da parte di Pio X, preoccupato per le influenze libertarie che stavano contagiando il clero italiano, e si applicò con zelo alla stesura di un nuovo codice di diritto canonico e, a partire dal 1911, alla carica di consultore presso il Sant'Uffizio e nello stesso anno divenne sottosegretario della congregazione per gli affari ecclesiastici straordinari.
In questa veste fu artefice del concordato stipulato tra il Regno di Serbia e la Santa Sede il 24 giugno del 1914, pochissimi giorni prima dell'inizio della Grande Guerra. Se da un lato tale accordo garantiva finanziamenti statali all'episcopato cattolico in Serbia, dall'altro fu una delle cause dell'accentuarsi delle tensioni tra quello Stato e il confinante impero austro-ungarico, che culminarono poi nello scoppio del conflitto bellico.
Il 13 maggio 1917 (lo stesso giorno della prima apparizione della Madonna a Fatima), Benedetto XV lo ordinò vescovo elevandolo in pari tempo alla dignità arcivescovile col titolo di arcivescovo titolare di Sardi e lo nominò nunzio apostolico in Baviera. Dopo la consacrazione, il neovescovo disse che mentre passeggiava nei Giardini Vaticani avrebbe assistito stupefatto al "miracolo del sole". Questa fu una delle cause della forte devozione di Papa Pacelli nei confronti della Madonna di Fatima. [1] Dal 1925 Pacelli fu anche nunzio apostolico in Prussia. In tale veste egli concluse i concordati con i due Länder: in Baviera nel 1924, in Prussia nel 1929.
Sempre nel 1929, l'11 febbraio, Mussolini e il cardinal Gasparri firmarono i Patti Lateranensi, frutto della mediazione di Domenico Barone e di Francesco Pacelli, mancato un mese prima.
Contemporaneamente, dal 1920, fu primo nunzio per l'intera Germania con sede nella nuova nunziatura di Berlino. Durante questi tredici anni Pacelli si avvicinò molto al mondo tedesco e conobbe bene la realtà politica della Repubblica di Weimar.
Il 19 aprile 1919, durante la cosiddetta rivoluzione promossa dalla Lega spartachista, la nunziatura di Monaco di Baviera fu accerchiata da un gruppo di rivoluzionari, che intendevano farvi irruzione. Il leader del gruppo, un ebreo comunista di nome Siedl, estrasse una pistola e la puntò al petto di Pacelli, il quale si era personalmente posto a difesa dell'entrata della nunziatura. Sebbene scosso, il nunzio non intendeva cedere, affiancato da una coraggiosa suora tedesca, Pascalina Lehnert che si era interposta tra i rivoluzionari e il nunzio. Siedl non se la sentì di andare avanti e ordinò agli spartachisti di ritirarsi. Pacelli scriverà a riguardo:
| « Sono dei veri e propri russi bolscevichi.[2] » |
[modifica] Cardinale e segretario di Stato
Eugenio Pacelli fu nominato cardinale da Pio XI il 16 dicembre 1929; il 7 febbraio 1930 divenne segretario di Stato.
Al fine di regolare le relazioni tra la Santa Sede e gli altri Stati, difendere le attività di scuole e ospedali cattolici, garantire le tasse ecclesiastiche e i beni materiali della Chiesa, negoziò diversi concordati con il Baden nel 1932, l'Austria nel 1933, la Jugoslavia nel 1935.
Il più discusso tuttavia fu quello firmato a Roma il 20 luglio 1933 con la Germania del cancelliere Adolf Hitler, il Reichskonkordat. Questo concordato, che seguiva di pochissimi giorni la sigla del Patto a quattro, avvenuta sempre a Roma, fu particolarmente discusso in quanto insieme all'altro dava - pochi mesi dopo l'ascesa di Hitler al potere (30 gennaio 1933), la fine di ogni vita democratica in Germania e la proibizione di tutti i partiti politici. compreso quello cattolico del Centro (Zentrumspartei) - ulteriore riconoscimento internazionale al regime nazista.
Secondo molte testimonianze, Pacelli avrebbe ricercato con costanza un concordato sin dal periodo della sua nunziatura, negli anni venti. Heinrich Brüning, leader della Deutsche Zentrumspartei, partito cattolico di centro, dichiarò nelle sue memorie che Pacelli, in occasione di un incontro del 1931 (quando Brüning era cancelliere), avrebbe insistentemente premuto per la dissoluzione dell'accordo di coalizione con il partito socialdemocratico, ponendola quasi come una condizione per la stipula del concordato, ma il cancelliere avrebbe respinto la sollecitazione considerando che il prelato fosse in grave errore di valutazione sulla situazione politica tedesca e, in particolare, sul peso del nascente partito nazista.
In ogni caso il Reichskonkordat, malgrado le apparenti garanzie per la Chiesa (soppresse nell'Ottocento per il Kulturkampf) e i fedeli tedeschi, fu sistematicamente violato dai nazisti e Pacelli stesso inviò 55 note di protesta per la violazione da parte del Reich nel periodo 1933-1939: la Chiesa cattolica nella Germania nazista avrebbe lamentato di dover agire in condizioni difficili. Questo tentativo fallito di venire a patti con il nazismo (sono del 1936 le pressioni fatte anche dalla Chiesa verso Hitler perché aiutasse i falangisti di Francisco Franco a rovesciare il governo liberal socialista in Spagna[3]) condusse Pio XI a stilare un'ammonitoria enciclica nel 1937, dal titolo Mit brennender Sorge (Con viva preoccupazione).
Tra il 1937 e il 1939 si esplicita pienamente una differenza tra Pio XI e il suo segretario di Stato, Eugenio Pacelli, il quale è sempre deciso a seguire una via diplomatica di mediazione con il regime nazista – via che, del resto, cercherà di recuperare ansiosamente appena salirà al soglio pontificio – mentre le posizioni di papa Ratti sembrano propendere per la rottura.[4] Come Segretario di Stato, fu spesso in viaggio sia con una serie di importanti missioni diplomatiche negli Stati Uniti nel 1936, sia con la partecipazione a una serie di congressi eucaristici in Ungheria e Argentina, o a manifestazioni religiose a Lourdes o Lisieux, viaggi che gli permisero, tra l'altro, di farsi conoscere dalle gerarchie cattoliche esterne alla Curia Romana. Pacelli fu tra i primi prelati ad usare l'aereo per i suoi spostamenti e per questo un giornale americano lo soprannominò il "cardinal volante".
[modifica] Pontificato
Pio XI morì il 10 febbraio 1939. In qualità di camerlengo, toccò proprio a Pacelli dirigere il conclave che ne seguì. Il 2 marzo 1939, dopo solo tre scrutini e un giorno di votazioni, la scelta ricadde sullo stesso Pacelli, che si impose il nome di Pio XII, a simboleggiare la continuità dell'operato con il precedente capo della Chiesa. Fatto insolito per un conclave, fu eletto colui che, alla vigilia, aveva le migliori possibilità di diventare papa. In effetti Pacelli rappresentava un'ottima scelta politica in quanto era il più esperto in diplomazia tra i cardinali del Collegio. Pacelli fu il primo segretario di Stato dal 1667 (Clemente IX) e il secondo camerlengo (dopo Leone XIII) a venir eletto papa.
L'elezione e l'incoronazione di Pacelli ebbero un'accoglienza mista in Germania. Da parte di alcuni settori della stampa tedesca, giunsero commenti alquanto ostili: il Berliner Morgenpost scrisse che «l'elezione di Pacelli non è accolta favorevolmente in Germania poiché egli è sempre stato ostile al nazionalsocialismo»; la Frankfurter Zeitung scrisse che «molti dei suoi discorsi hanno dimostrato che non comprende del tutto le ragioni politiche e ideologiche che hanno iniziato la loro marcia vittoriosa in Germania».[5] D'altra parte l'elezione è accolta favorevolmente in ambienti diplomatici: il capo del Dipartimento degli Affari vaticani presso il Ministero degli Affari esteri del Reich, il consigliere Du Moulin, redige un memorandum sulle tendenze politiche e sulla personalità del nuovo pontefice ove si descrive il neo eletto come «molto amico della Germania». A Berlino ci si ricorda che Pacelli fu il promotore del Concordato fra la S. Sede e il Terzo Reich e che quando le relazioni fra Chiesa e regime nazionalsocialista si fecero tese, l'atteggiamento del segretario di Stato fu sempre, secondo i dispacci dell'ambasciatore Bergen, molto più conciliante di quello di Pio XI. Il giorno stesso della elezione del nuovo pontefice, il conte Ciano, ministro italiano degli Affari esteri, annotava nel suo diario che alla vigilia, Pignatti di Custoza, ambasciatore d'Italia presso la S. Sede, gli aveva detto essere Pacelli il cardinale favorito dai tedeschi.[6]
Uno dei primi atti di Pio XII dopo la sua elezione fu, nell'aprile del 1939, quello di togliere dall' Indice i libri di Charles Maurras, animatore del gruppo politico di estrema destra, antisemita e anticomunista, Action Française (che aveva molti simpatizzanti e seguaci cattolici), ai cui aderenti revocò, tra l'altro, anche l'interdizione dai sacramenti irrogata da Pio XI. Alcuni storici tendono a leggere questo episodio non tanto in chiave antisemita quanto pragmaticamente anticomunista, stante la necessità di favorire gruppi e aggregazioni che sapessero competere, quanto a organizzazione e rapidità di azione politica, con quelli di ispirazione marxista, la cui capacità di mobilitazione nelle Brigate Internazionali nella recente Guerra di Spagna era chiaramente emersa. Altri storici, comunque, sono del parere che il provvedimento sarebbe stato in linea con una minore riprovazione nei confronti del pregiudizio antisemita, in un periodo storico in cui anche l'Italia iniziava a dar concreta applicazione alle c.d. leggi per la difesa della razza.[7] Secondo la sociologa e storica francese Jeannine Verdès-Leroux, i discorsi antisemiti divulgati da L'Action Française hanno contribuito «a rendere "possibile", "accettabile" l'introduzione dello statuto degli ebrei nell'ottobre 1940;[8] l'assuefazione ai discorsi di Maurras e dei suoi accoliti – discorsi che si erano diffusi, avevano oltrepassato la cerchia degli adepti – ha attenuato, in qualche modo, il carattere mostruoso di quelle misure».[9]
Nella sua prima enciclica Summi Pontificatus (1939), Pio XII attaccò genericamente qualsiasi forma di totalitarismo.
Sempre nel 1939, proclamò san Francesco d'Assisi e santa Caterina da Siena patroni d'Italia.
Nel 1940 riconobbe definitivamente le apparizioni di Fatima e consacrò nel 1942 il mondo intero al Cuore Immacolato di Maria. Inoltre incontrò più volte suor Lucia e le ordinò di trascrivere i famosi segreti di Fatima diventando quindi il primo pontefice a conoscere il famoso terzo segreto che ordinò però di far restare nascosto.
[modifica] La seconda guerra mondiale
Eletto in un periodo di grandi tensioni internazionali, con il regime nazista che iniziava ad occupare molti territori europei, il Papa tentò invano di scongiurare il rischio di una nuova guerra mondiale con diverse iniziative fra cui la più famosa è il discorso alla radio del 24 agosto 1939 in cui pronunciò la frase simbolo del suo pontificato: "Nulla è perduto con la pace; tutto può essere perduto con la guerra". Tuttavia furono inutili. Il 1° settembre, la Germania invade la Polonia e il 3, Francia e Gran Bretagna rispondono all'attacco: è la seconda guerra mondiale. Papa Pacelli tentò con altri appelli di far cessare le ostilità e organizzò aiuti alle popolazioni colpite e creò l'ufficio informazioni sui prigionieri e sui dispersi. Cercò, inoltre di distogliere il fascismo dall'idea di far entrare in guerra l'Italia ma nonostante ciò il 10 giugno del 1940 anche l'Italia entrò in guerra.
Vari e ripetuti furono gli appelli del Papa in favore della pace. Vanno ricordati in particolare i radiomessaggi natalizi di Pio XII del 1941, 1942 e 1943, in cui Pacelli delineava anche un nuovo ordine mondiale basato sul rispetto reciproco fra le Nazioni e i popoli.
Nel 1942, nel tentativo di fermare la guerra, appoggiò l'operazione "Orchestra Nera", formata da dissidenti nazisti, esponenti democratici, sacerdoti cattolici, pastori protestanti con l'obiettivo di assassinare Hitler e fermare la guerra. Pio XII, si fece garante presso gli Alleati e chiese loro di sostenere l'Orchestra Nera. Tuttavia i britannici non appoggiarono l'operazione e questa naufragò. [10]
Nel 1941 trasforma la Commissione delle Opere Pie, nata nel 1887, nell'Istituto per le Opere di Religione (IOR), diventando una banca con fini di lucro. Una delle accuse più gravi che si rivolgono a Pio XII è di non aver mai condannato né di essersi impegnato per fermare le deportazioni degli Ebrei nei campi di concentramento, di cui era forse a conoscenza. Tuttavia, secondo stime indipendenti, la Chiesa cattolica avrebbe salvato circa 600.000 ebrei (più di tutte le altre organizzazioni umanitarie e chiese cristiane messe insieme) grazie all'opera nascosta di sacerdoti, frati, suore, laici, i quali operarono sicuramente con la benedizione segreta di papa Pio XII. [11] Si ricordi che i futuri papi Roncalli, Luciani e Wojtyla salvarono e nascosero ai Tedeschi gruppi e famiglie ebraiche. Il Papa stesso offrì rifugio a numerosi Ebrei nei palazzi del Vaticano e nelle chiese romane. [12]
| Per approfondire, vedi la voce Controversia storiografica sulla figura di Pio XII e l'Olocausto. |
La controversia sul ruolo di Pio XII durante le persecuzioni naziste nei confronti degli ebrei è, comunque, tuttora lungi dall'essere chiusa: lo Yad Vashem, il museo dell'Olocausto di Gerusalemme, ospita dal 2005 una fotografia di Pio XII, la cui didascalia in calce ne definisce «ambiguo» il comportamento di fronte allo sterminio degli ebrei. A seguito di formale richiesta di modifica di tale didascalia nel 2006 i responsabili del museo si mostrarono disposti a riesaminare la condotta di Pio XII a condizione che ai propri ricercatori venisse concesso di poter accedere agli archivi storici del Vaticano; tale permesso non fu mai accordato. Più recentemente, il nunzio apostolico mons. Antonio Franco dapprima declinò, poi decise di accettare, l'invito a partecipare alla commemorazione della Shoah tenutasi al museo il 15 aprile 2007. Nell'occasione il direttore del museo stesso, Avner Shalev, promise che avrebbe riconsiderato la maniera in cui Pio XII era descritto nella didascalia[13]. Al momento tuttavia la didascalia non ha mai subìto alcuna modifica.
Durante l'occupazione nazista dell'Italia, dopo l'8 settembre, offrì asilo politico presso la Santa Sede a molti esponenti politici antifascisti tra cui Alcide De Gasperi e Pietro Nenni, appellandosi al fatto che la Città del Vaticano era uno Stato sovrano. Non sempre i Tedeschi rispettarono l'extraterritorialità di alcune altre aree a Roma, di pertinenza della Santa Sede: nell'inverno del 1943 i Tedeschi fecero irruzione nella Basilica di San Paolo fuori le Mura dove arrestarono chi vi si era rifugiato, ed è stato scoperto di recente un piano segreto di Hitler che prevedeva l'occupazione del Vaticano e l'arresto di Pio XII, il quale secondo il dittatore nazista ostacolava i piani della Germania [14]. A questo proposito, per evitare che Hitler tenesse prigioniero il Papa, Pacelli preparò una lettera di dimissioni da utilizzare in caso di propria cattura, dando istruzioni di tenere un successivo Conclave a Lisbona. Nel 1943, quando i tedeschi imposero agli Ebrei romani di versare oro in cambio di una effimera e temporanea salvezza, il Vaticano contribuì fornendo 20 dei 50 chili d'oro richiesti[15]. Secondo molti storici, i tedeschi avrebbero poi organizzato il ratto del ghetto di Roma proprio per affronto a papa Pacelli[16]. Il 19 luglio 1943 dopo il violento bombardamento di San Lorenzo a Roma, si recò nei quartieri colpiti, uscita eccezionale del Pontefice dal Vaticano (allora il Papa usciva dal suo Stato in casi estremamente rari).. Il 4 giugno 1944, dopo la liberazione ricevette in Vaticano i soldati alleati. La domenica successiva i Romani si recarono in massa a Piazza San Pietro a salutare e a festeggiare il Papa, che, di fatto, era l'unica autorità rimasta nella capitale dopo l'8 settembre[17].
[modifica] Il dopoguerra
Neutrale durante il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, dovette a guerra finita fronteggiare la nascita della guerra fredda e della divisione del mondo in due blocchi contrapposti. In questo caso, però, il Papa non si mantenne sopra le parti ma si schierò decisamente contro il comunismo, di cui fu un fermo ma tenace oppositore. Nelle elezioni del 1948 si schierò con determinazione a favore della Democrazia Cristiana, favorendone la schiacciante vittoria, e appoggerà sempre con slancio questo partito anche se non condivise alcune scelte di Alcide De Gasperi, tra cui il rifiuto di quest'ultimo di collaborare con i partiti di destra. Nel 1949, dimostrò un certo interesse alle opere di carità - ricevette in visita il sacerdote Giulio Facibeni, noto per aver fondato l'Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa - e tolse la sospensione a divinis a Don Zeno, fondatore della comunità di Nomadelfia. Inoltre, impose al Sant'Uffizio di "lasciar stare Padre Pio".
L'anno successivo, con un atto clamoroso a livello mondiale, scomunicò tutti i comunisti e, in seguito alle persecuzioni dei cristiani nell'Europa dell'Est, i capi di governo ad essi riferiti. Inoltre cercò di attivare contatti e di salvare i cattolici dalle deportazioni nei gulag sovietici, pur senza riuscirci. Ma in un mondo ancora segnato dalle ferite della guerra, intuì che più che un Papa politico, la gente aveva bisogno di un "pastore angelico che porta il suo gregge sulle vie della pace". Con questi intenti, Pio XII proclamò il Giubileo del 1950, cui molti si dichiararono contrari. In tanti, sostenevano che l'Italia ancora distrutta dalla guerra non era in grado di reggere ad una manifestazione di respiro mondiale. Invece, il Giubileo con il suo messaggio di riconciliazione, speranza e pace fu un vero trionfo con oltre un milione e mezzo di pellegrini che tra l'altro contribuì a far conoscere le bellezze italiane all'estero, favorendo i primi boom turistici. Durante il Giubileo con la bolla Munificentissimus Deus istituì il dogma dell'Assunzione di Maria ricorrendo per l'unica volta in tutto il Novecento all'infallibilità papale.
Inoltre, venendo incontro alle numerose richieste dei fedeli, proclamò santa Maria Goretti, sebbene fossero passati solo due anni dalla sua beatificazione (all'epoca il diritto canonico prevedeva che passassero almeno vent'anni). Tuttavia, in molti videro questa canonizzazione come un gesto anti-femminista.
[modifica] Gli anni cinquanta
Negli anni successivi, Pio XII, anche per il suo carattere schivo e introverso, s'isolò molto, non convocando più nuovi concistori e ridusse all'osso l'organizzazione della Curia Romana (dal 1944 non nominò nessun nuovo Segretario di Stato). Tuttavia fu un Papa particolarmente amato dalla gente: istituì l'Angelus domenicale dalla finestra di Piazza San Pietro e fu il primo Papa ad essere trasmesso in televisione (sul cui uso emise anche un'enciclica). Grazie alle sue numerose conoscenze linguistiche fu uno dei primi a rivolgersi in lingua straniera ai pellegrini che venivano a Roma. Nel 1951 affermò nella Humani Generis la compatibilità tra fede cattolica ed evoluzionismo. Nel 1952 in un famoso discorso alle ostetriche ammise che i coniugi avessero rapporti sessuali durante il periodo di sterilità naturale della donna che è ancora oggi l'unico mezzo di contraccezione riconosciuto dalla Chiesa. Inoltre in molti discorsi ai giovani sposi, rilanciò il ruolo della famiglia e del matrimonio e indicò la Sacra Famiglia come modello di santità per le famiglie. Venendo incontro alle richieste del mondo moderno autorizzò diversi provvedimenti, preludio delle riforme del Concilio Vaticano II: permise la celebrazione della Messa nelle ore serali, apportò modifiche alla lettura dei Salmi nel Breviario dei sacerdoti, riorganizzò l'ufficio del digiuno eucaristico riducendolo a tre ore per i cibi solidi, a un'ora per le bevande, a zero ore per l'acqua e i medicinali.
Consapevole dei benefici apportati dal progresso, ma anche dei pericoli insiti in esso, aggravati dall'instabilità della situazione internazionale dovuta alla guerra fredda, Pio XII era convinto che la vera pace avrebbe potuto scaturire solo da un nuovo ordine cristiano del mondo. Un tale ordine gli sembrava minacciato dalla perdita del senso di responsabilità individuale, schiacciato dalla massificazione sociale, in cui ognuno era come diventato una semplice ruota di organismi privi di consapevolezza, e in cui la libertà risultava dunque svuotata:
| « È però un fatto doloroso che oggi non si stima e non si possiede più la vera libertà. [...] Questa è la condizione dolorosa, la quale inceppa anche la Chiesa nei suoi sforzi di pacificazione, nei suoi richiami alla consapevolezza della vera libertà umana [...] Invano essa moltiplicherebbe i suoi inviti a uomini privi di quella consapevolezza, ed anche più inutilmente li rivolgerebbe ad una società ridotta a puro automatismo. Tale è la purtroppo diffusa debolezza di un mondo che ama di chiamarsi con enfasi "il mondo libero". Esso si illude e non conosce se stesso. » | |
La salute di Pio XII si aggravò durante la fine del decennio: fu afflitto per molto tempo da un singhiozzo continuo, dovuto forse ad una gastrite. Poi nel 1956 una malattia lo portò in fin di vita ma sopravvisse. Secondo alcune testimonianze, durante la malattia ebbe un'apparizione di Cristo che lo avrebbe miracolosamente guarito. Pare che papa Pacelli gli abbia chiesto di "portarlo via" («Voca me») ma Gesù abbia replicato che «non è ancora arrivato il momento». L'Osservatore Romano confermò la notizia dell'apparizione.
Tra i suoi ultimi atti ufficiali, l'enciclica Fidei Donum (1957) con la quale invitò la Chiesa intera a riprendere lo slancio missionario soprattutto condividendo i sacerdoti con le giovani chiese.
[modifica] Morte
Pio XII morì a Castel Gandolfo alle 3:52 del 9 ottobre 1958 a seguito di un'ischemia circolatoria e di collasso polmonare, all'età di 82 anni. L'archiatra papale, Riccardo Galeazzi Lisi, scattò di nascosto delle fotografie al Papa agonizzante e le vendette a prezzo d'asta ai giornali, insieme al resoconto degli ultimi giorni di vita del Pontefice. Fu uno scandalo e il collegio cardinalizio lo licenziò in tronco ma le foto avevano già fatto il giro del mondo.
Dal Vaticano venne fatta richiesta al comune di Roma per il prestito di una sontuosa carrozza funebre con parecchi cavalli bianchi. Il Campidoglio, che non disponeva di tali mezzi di trasporto, fornì un carro funebre motorizzato. La salma di Pio XII venne trasportata in Vaticano con tale mezzo.
Per l'imbalsamazione della sua salma, lo stesso Galeazzi Lisi decise di adottare un nuovo metodo; la tecnica applicata sul corpo del pontefice si rivelò però un completo fallimento. Il risultato: si assistette alla più veloce e ributtante decomposizione che la storia della medicina legale ricordi. Durante l'esposizione si assistette in diretta decomposizioni sotto l'occhio dei fedeli e dei Cardinali, con il conseguente nauseabondo odore di morte. Le guardie Pontificie dovettero fare frequenti turni di Guardia al feletro, per evitare svenimenti per causa del forte odore. Col passare dei giorni il cadavere di Papa Pacelli di gonfiò a dismisura. Durante il trasporto a Roma della salma si udi un sinistro scoppio squaciando il cadavare[senza fonte]. Per rimediare, venne convocato davanti alla salma, che giaceva ancora nella basilica, un gruppo di medici legali esperti nel campo dell'imbalsamazione. Gli esperti eseguirono una nuova imbalsamazione utilizzando ovatta e formalina, riuscendo a rallentare il processo di decadimento organico. Ma nonostante il nuovo intervento la situazione era oramai compromessa; ciò costrinse gli addetti a posare sul volto del papa una maschera di cera (cerone mischiato a composti alcalini). Molti fedeli ricordano che il cadavere di Pio XI perse il setto nasale ritirandosi poi i muscoli facciali risaltava la chiostra dei denti in “una risata agghiacciante”.[senza fonte]
Eugenio Pacelli è sepolto nelle Grotte Vaticane vicino alla tomba di Pietro, che egli contribuì a individuare. Il 18 ottobre 1967, nove anni dopo la sua morte, Paolo VI ne aprì il relativo processo diocesano per la causa di beatificazione e canonizzazione. In tempi più recenti la Congregazione delle Cause dei Santi ha dato, come prevede l'iter, il nulla osta al riconoscimento dell'eroicità delle virtù esercitate da Pio XII, il quale ha ricevuto il titolo di Venerabile[19]. Pier Paolo Pasolini gli dedicò in morte un epigramma : A un Papa[20] (1959), pubblicato in La religione del mio tempo (1961), che si conclude con queste parole "Lo sapevi, peccare non significa fare il male: / non fare il bene, questo significa peccare. / Quanto bene tu potevi fare! E non l' hai fatto: / non c'è stato un peccatore più grande di te."
[modifica] Pio XII e l'evoluzionismo
| « ... se il corpo umano ha la sua origine nella materia viva che esisteva prima di esso, l'anima spirituale è immediatamente creata da Dio » |
Pio XII fu il primo ponteficie che, a distanza di un secolo, aprì alle teorie sviluppate da Charles Darwin e all'evoluzionismo.
[modifica] Critiche e aspetti controversi
| Per approfondire, vedi la voce Controversia storiografica sulla figura di Pio XII e l'Olocausto. |
Il pontificato di Pio XII coincise con alcuni degli eventi storici più gravi e significativi del XX secolo. Salito al soglio pontificio nel 1939, alla vigilia della seconda guerra mondiale, egli - in ragione della peculiarità del suo ufficio - si trovò in una posizione particolare nel quadro della grande tragedia costituita dall'Olocausto perpetrato dalla Germania nazista. A guerra finita fu uno dei protagonisti - sia a livello mondiale, sia relativamente alla politica italiana - della forte contrapposizione ideologica (simboleggiata dalla c.d. Cortina di Ferro) sviluppatasi nell'ambito della Guerra Fredda. Sopravvisse per cinque anni a Stalin (†1953), del quale fu, in virtù del suo anticomunismo, uno dei più fieri avversari tra i leader occidentali.
Le difficoltà e l'importanza cruciale delle scelte connaturate all'attraversamento, durante il suo pontificato, d'un periodo storico caratterizzato da scontri ideologici e militari tra i più duri che la storia ricordi, non potevano che porre Pio XII al centro d'una controversia storiografica - ben lungi dall'esser conclusa - e d'aspre critiche e polemiche relative al suo operato (vedi bibliografia), sorte già alla fine del secondo conflitto mondiale.
In particolare, a seguito dell'uscita di parte dei documenti ufficiali della Santa Sede nel periodo bellico e della loro controversa interpretazione, sono stati mossi rilievi a Pacelli circa la sua presunta connivenza con i regimi nazi-fascisti - e, ultimamente, di organica collaborazione alla fuga di gerarchi nazisti al termine della seconda guerra mondiale - specialmente per quanto riguarda il suo presunto «colpevole silenzio» di fronte all'Olocausto, anche se l'opinione di alcune personalità ebraiche, talora di rilievo, parrebbe smentire i documenti ufficiali e accreditare a Pio XII e alla Chiesa cattolica lo svolgimento, durante la guerra, di attività caritatevoli e umanitarie a salvaguardia e protezione di coloro che erano minacciati dalla prospettiva dei campi di sterminio (in stragrande maggioranza ebrei). Anche la conversione al Cattolicesimo del rabbino capo di Roma durante il periodo della II Guerra Mondiale Eugenio Pio Israel Zolli è legata a Eugenio Pacelli; significativamente Zolli si fece battezzare nel 1945 con il nome di Eugenio Pio[21][22].
In tal senso andrebbe poi l'emanazione da parte di Pio XII all'indomani del rastrellamento del Ghetto di Roma, il 25 ottobre del 1943, di una direttiva riservata a tutti gli ecclesiastici italiani in cui di indicava come necessario «ospitare gli ebrei perseguitati dai nazisti in tutti gli istituti religiosi, ad aprire gli istituti o anche le catacombe». [23]
[modifica] Onorificenze
[modifica] Note
- ^ Giovanni Serafini "I Papi e la Madonna di Fatima"
- ^ La Grande Storia; puntata del 29 dicembre 2006 Il Principe di Dio. Il video
- ^ Il Vaticano fece pressioni affinché Franco, che garantiva il ripristino delle proprietà della Chiesa in Spagna, fosse aiutato da Italia e Germania. Dirà Hitler, dopo l'instaurazione della dittatura franchista, che quello spagnolo era «un regime di plutocrati sfruttatori in combutta con i preti» per poi aggiungere: «In Spagna, tra i cosiddetti "rossi" c'erano pochissimi comunisti [...] Se fossi stato al corrente della realtà dei fatti non avrei mai consentito che nostri aerei venissero usati per uccidere degli affamati e per ripristinare i privilegi medievali dell'aristocrazia e del pretume spagnolo» (M.A. Rivelli. Dio è con noi!. Milano 2002).
- ^ Emma Fattorini, Pio XI, Hitler e Mussolini, Einaudi, Torino, 2007
- ^ John Cornwell, Il Papa di Hitler, Garzanti, Milano, 2000
- ^ Saul Friedländer, Pio XII e il Terzo Reich, Feltrinelli, Milano, 1965. Secondo Friedländer, è possibile che tali reazioni contrastanti siano dovute a una divergenza di opinioni tra Goebbels e Ribbentrop in merito all'atteggiamento che il segretario di Stato di Pio XI avrebbe assunto verso il Reich, nel caso fosse stato eletto papa.
- ^ Michael Phayer, La chiesa cattolica e l'olocausto, Newton & Compton, Roma, 2001, pp.35-36.
- ^ Fin dall'indomani della sua costituzione, il governo di Vichy emanò alcuni decreti che facevano chiaramente presagire le sue intenzioni riguardo gli ebrei. Tra il luglio e l'agosto del 1940 infatti fu disposta la revisione delle naturalizzazioni accordate dopo il 1927 e venne abrogato il decreto Marchandeau che puniva l'ingiuria "verso un gruppo di persone che, per la loro origine, appartengono a una determinata razza o religione". Nell'ottobre del 1940 il governo di Vichy avvia una politica antiebraica con lo Statuto degli ebrei e la Legge sugli stranieri di razza giudaica. Gli ebrei vengono allontanati dalla scuola, dalla pubblica amministrazione e dalle professioni liberali, i loro beni sono "arianizzati", cioè espropriati. Gli israeliti stranieri vengono internati nei campi di concentramento. In seguito, previo accordo con i tedeschi, il governo di Vichy permetterà la deportazione degli ebrei, stranieri e francesi, nei campi di sterminio, ove ne saranno massacrati 75.000 (Roberto Finzi, L'antisemitismo: dal pregiudizio contro gli ebrei ai campi di sterminio, Giunti, Firenze, 1997; Giovanni Miccoli, I dilemmi e i silenzi di Pio XII, Rizzoli, Milano, 2000).
- ^ Jeannine Verdès-Leroux, Refus et violences: politique et littérature à l'extrême droite des années trente aux retombées de la Libération, Gallimard, Parigi, 1996, pag.55; Giovanni Miccoli, I dilemmi e i silenzi di Pio XII, Rizzoli, Milano, 2000, pag.297.
- ^ La Grande Storia, puntata del 29 dicembre 2006; "Il Principe di Dio"
- ^ Terenzio Bosco "Terra pianeta che sanguina" Ed. SEI
- ^ La Grande Storia; puntata del 29 dicembre 2006 "Il Principe di Dio"
- ^ «Nunzio apostolico, sì a cerimonia su Shoah». il Corriere della Sera, 16-4-2007. URL consultato in data 16/7/2008.
- ^ La Grande Storia; puntata del 29 dicembre 2006 "Il Principe di Dio"
- ^ Il Piccolo di Trieste, 15/10/2007, "Gli ebrei e l'olocausto a Trieste - La ricostruzione storica degli anni terribili - della guerra nella morsa nazifascista - Gli ebrei e l'olocausto a Trieste In esclusiva per «Il Piccolo»: i documenti inediti di Londra" di Fabio Amodeo e Mario J. Cereghino, citato in "Rassegna Stampa" dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
- ^ La Grande Storia; puntata del 29 dicembre 2006 "Il Principe di Dio"
- ^ Enzo Biagi "Racconto di un secolo" 1999 Ed. Rai-Eri
- ^ Il testo del radiomessaggio
- ^ Si veda, tra gli altri, [1]
- ^ http://www.pierpaolopasolini.org/poe_papa.htm
- ^ Time Magazine, necrologio in memoria di Eugenio Zolli
(EN) « Died. Eugenio Zolli, 74, onetime (1940-45) Chief Rabbi of Rome, who became a Roman Catholic after World War II, changed his first name from Israel to Eugenio as a gesture of gratitude to Pope Pius XII (Eugenio Pacelli) for his sympathetic attitude toward the Jews during the Nazi and Fascist persecutions; in Rome. »(IT) « Morto. Eugenio Zolli, 74 [anni d'età], già (1940-45) Rabbino capo di Roma, che divenne cattolico dopo la seconda guerra mondiale, cambiando il suo nome da Israel a Eugenio come gesto di gratitudine verso papa Pio XII (Eugenio Pacelli) per il suo atteggiamento affettuoso verso gli ebrei durante le persecuzioni naziste e fasciste; a Roma [luogo della morte]. »(Time Magazine, 12 maggio 1956 ) - ^ Borrelli, Antonio. Eugenio Pio Zolli (Israel Zoller) Rabbino, cattolico convertito. Enciclopedia dei Santi
- ^ (EN) . Directive from Pius XII ordered shelter for Rome's Jews (19 aprile 2007) dal sito web «Catholic World News». Riportato il 16 maggio 2007.
[modifica] Encicliche di Pio XII
| Per approfondire, vedi la voce Elenco delle encicliche#Pio XII (1939-1958). |
- Summi Pontificatus (20 ottobre 1939) [2], programma del pontificato.
- Sertum Laetitiae (1° novembre 1939) [3], 150° anniversario della gerarchia ecclesiastica negli Stati Uniti d'America.
- Saeculo Exeunte Octavo (13 giugno 1940) [4], sull'attività missionaria portoghese.
- Mystici Corporis Christi (29 giugno 1943) [5], sul corpo mistico di Gesù Cristo.
- Divino Afflante Spiritu (30 settembre 1943) [6], sul modo più opportuno di promuovere gli studi biblici.
- Orientalis Ecclesiae (9 aprile 1944) [7], su san Cirillo di Alessandria nel XV centenario della morte.
- Communium Interpretes Dolorum (15 aprile 1945) [8], pubbliche preghiere per la pace fra i popoli.
- Orientales Omnes Ecclesias (23 dicembre 1945) [9], 350° anniversario dell'unione della chiesa rutena alla sede apostolica di Roma.
- Quemadmodum (6 gennaio 1946) [10]: sull'assistenza ai fanciulli indigenti.
- Deiparae Virginis Mariae (1 maggio 1946) [11], proposta di definizione del dogma dell'Assunzione della Beata Vergine Maria.
- Fulgens Radiatur (21 marzo 1947) [12], per il XIV centenario della morte di San Benedetto.
- Mediator Dei (20 novembre 1947) [13], sulla sacra liturgìa.
- Optatissima Pax (18 dicembre 1947) [14], pubbliche preghiere sulla pacificazione dei popoli.
- Auspicia Quaedam (1° maggio 1948) [15], preghiere nel mese di maggio per la concordia delle nazioni.
- In Multiplicibus Curis (24 ottobre 1948) [16], nuove pubbliche preghiere per la pacificazione della Palestina.
- Redemptoris Nostri Cruciatus (15 aprile 1949) [17], sui luoghi santi della Palestina.
- Anni Sacri (12 marzo 1950) [18], preghiere per il rinnovamento cristiano e la concordia dei popoli.
- Summi Maeroris (19 luglio 1950) [19], nuove preghiere per la pace e la concordia dei popoli.
- Humani Generis (22 agosto 1950)[20], circa alcune false opinioni che minacciano di sovvertire i fondamenti della dottrina Cattolica.
- Mirabile Illud (6 dicembre 1950) [21], nuove pubbliche preghiere per la pace nel mondo.
- Evangelii Praecones (2 giugno 1951) [22], per un rinnovato impulso delle missioni.
- Sempiternus Rex Christus (8 settembre 1951) [23], nel XV centenario del concilio ecumenico di Calcedonia.
- Ingruentium Malorum (15 settembre 1951) [24], la recita del rosario mariano specialmente nel mese di ottobre.
- Orientales Ecclesias (15 dicembre 1952) [25], sulla condizione delle Chiese orientali.
- Doctor Mellifluus (24 maggio 1953) [26], nell'VIII centenario della morte di San Bernardo.
- Fulgens Corona (8 settembre 1953) [27], indizione dell'anno mariano.
- Sacra Virginitas (25 marzo 1954) [28], sulla consacrata verginità.
- Ecclesiae Fastos (5 giugno 1954) [29], nel XII centenario della morte di San Bonifacio.
- Ad Sinarum Gentem (7 ottobre 1954) [30], paterne esortazioni alla Chiesa cattolica in Cina.
- Ad Caeli Reginam (11 ottobre 1954) [31], sulla dignità regale della Vergine Maria.
- Musicae Sacrae (25 dicembre 1955) [32], sulla musica sacra.
- Haurietis Aquas (15 maggio 1956) [33], sulla devozione al Sacro Cuore.
- Luctuosissimi Eventus (28 ottobre 1956) [34], pubbliche preghiere per il popolo ungherese.
- Laetamur Admodum (1° novembre 1956) [35], pubbliche preghiere per la pace fra i popoli.
- Datis Nuperrime (5 novembre 1956) [36], condanna dei luttuosi avvenimenti in Ungheria.
- Fidei Donum (21 aprile 1957)[37], sulla situazione delle missioni cattoliche, soprattutto in Africa.
- Invicti Athletae Christi (16 maggio 1957) [38], nel III centenario del martirio di Sant'Andrea Bobola.
- Le Pèlerinage de Lourdes (2 luglio 1957) [39], nel centenario delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes.
- Miranda Prorsus (8 settembre 1957) [40], su cinema, radio e televisione.
- Ad Apostolorum Principis (29 giugno 1958)[41], esortazioni e norme per la Chiesa Cattolica in Cina.
- Meminisse Iuvat (14 luglio 1958) [42], pubbliche preghiere nella novena dell'Assunta.
[modifica] Genealogia episcopale e successione apostolica
- Cardinale Scipione Rebiba
- Cardinale Giulio Antonio Santorio
- Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
- Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
- Cardinale Ludovico Ludovisi
- Cardinale Luigi Caetani
- Cardinale Ulderico Carpegna
- Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
- Papa Benedetto XIII O.P.
- Papa Benedetto XIV
- Papa Clemente XIII
- Cardinale Marcantonio Colonna
- Cardinale Hyacinthe Sigismond Gerdil
- Cardinale Giulio Maria della Somaglia
- Cardinale Carlo Odescalchi, S.J.
- Cardinale Costantino Patrizi Naro
- Cardinale Lucido Maria Parocchi
- Papa San Pio X
- Papa Benedetto XV
- Papa Pio XII
[modifica] Bibliografia
| Per approfondire, vedi la voce Bibliografia su Pio XII. |
[modifica] Voci correlate
- Conclave del 1939
- Conclave del 1958
- La leggenda nera del Papa di Hitler (saggio del 2005)
- Pio XII e l'Olocausto
- Pio XII e Alcide De Gasperi - Una storia segreta (saggio del 2003)
- Reichskonkordat
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Papa Pio XII
[modifica] Collegamenti esterni
- Pio XII nel sito del Vaticano
- La storia renderà giustizia a Pio XIIIntervista dell'Osservatore Romano a Paolo Mieli, pubblicata sul sito di Sandro Magister
- Dossier di Avvenire sul caso francese
- Dossier del Corriere della Sera
- Gli aspetti controversi dal sito dei gesuiti
- Recensione al libro «Dio è con noi!». La Chiesa di Pio XII complice del nazifascismo
- Pio XII e gli ebrei: nascita di una leggenda di Oscar Sanguinetti
- Pio XII amico e benefattore degli Ebrei - indice e testimonianze da FlosCarmeli.org
- Pio XII e gli ebrei. Una difesa di David Gil Dalin su Cristianità n. 304 (2001)
- La leggenda nera di Pio XII l'ha inventata un cattolico: Mounier di Sandro Magister su Chiesa.Espressonline.it
- Scheda biografica sul Servo di Dio Pio XII su SantieBeati.it
- [43] Pio XII e la shoah, dal libro di Maria Mantello, Ebreo, un bersaglio senza fine, Scipioni editore, 2002
- Opera Omnia in diverse lingue
| Predecessore: | Arcivescovo Titolare di Sardi | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giuseppe Aversa | 1917 - 1939 | Arthur Hinsley |
| Predecessore: | Nunzio apostolico per la Germania | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giuseppe Aversa | 1917 - 1930 | Alberto Vassallo-Torregrossa |
| Predecessore: | Cardinale presbitero dei Santi Giovanni e Paolo | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giuseppe Francica-Nava de Bontifè | 19 dicembre 1929 - 2 marzo 1939 | Francis Joseph Spellman |
| Predecessore: | Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Achille Ratti | dal 1929 al 1939 | Niccolò Canali |
| Predecessore: | Camerlengo della Camera Apostolica | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Pietro Gasparri | 1 aprile 1935 - 2 marzo 1939 | Lorenzo Lauri |
| Predecessore: | Cardinale Segretario di Stato | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Pietro Gasparri | 9 febbraio 1930 - 10 febbraio 1939 | Luigi Maglione |
| Predecessore: | Prefetto della Congregazione per i Vescovi | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Achille Ratti | 1939-1958 | Angelo Giuseppe Roncalli |
| Predecessore: | Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Achille Ratti | 1939-1958 | Angelo Giuseppe Roncalli |
| Predecessore: | Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Achille Ratti | 1939-1958 | Angelo Giuseppe Roncalli |


