Assemblea regionale siciliana
| Assemblea regionale siciliana | ||
|---|---|---|
| Il palazzo dei Normanni, sede dell'assemblea regionale siciliana | ||
| Operativo dal | 25 maggio 1947 | |
| Sede | Palermo | |
| Indirizzo | Piazza del Parlamento, 1 | |
| Sito Internet | http://www.ars.sicilia.it/ | |
| Presidente | Francesco Cascio | |
L'Assemblea regionale siciliana dal 1947 è l'organo legislativo della Regione, come previsto dal suo statuto speciale.[1] In virtù del suo particolare stato legislativo e storico, è l'unica assemblea regionale all'interno dello Stato Italiano a fregiarsi del titolo di parlamento e i suoi componenti sono definiti deputati.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Le assise normanne
Il parlamento siciliano viene considerato uno dei più antichi del mondo[2][3] (assieme a quello islandese[4] e faroese[5]): nel 1097 ci fu la prima assise a Mazara del Vallo convocata da Ruggero I di Sicilia, di un parlamento inizialmente itinerante. Il parlamento siciliano era costituito da tre "rami" ("feudale", "ecclesiastico" e "demaniale"). Il ramo feudale era costituito dai nobili rappresentanti di contee e baronie, il ramo ecclesiastico era formato da arcivescovi, vescovi, abati e archimandriti, mentre il ramo demaniale era costituito dai rappresentanti delle 42 città demaniali della Sicilia. Il primo parlamento normanno non era deliberativo, ed aveva solamente una funzione consultiva e di conferma dell'attività del sovrano, specialmente nella tassazione, nell'economia e nelle guerre. I deputati erano scelti fra i nobili più potenti.
Ma fu nel 1130 con al convocazione delle Curiae generales da parte di Ruggero II a Palermo, nel Palazzo dei Normanni con la proclamazione del Regno di Sicilia che si può parlare di primo parlamento in senso moderno[6]. Primo cambiamento radicale si ebbe con Federico II di Svevia, che permise l'accesso parziale anche alla società civile.
[modifica] Dagli angioini ai borboni
Dopo un periodo in secondo piano durante il regno degli Angioini, il parlamento divenne il fulcro fondamentale della organizzazione del Vespro siciliano. Il 3 aprile 1282, durante la sollevazione, la bandiera gialla e rossa con la triscele al centro venne adottata dal parlamento e ancora oggi costituisce la bandiera siciliana[7]. Il 16 ottobre 1282 viene convocata la prima assemblea siciliana di Pietro d'Aragona cui parteciparono i sindaci del Val di Noto nella sede del Castello Ursino a Catania[8], in seguito sede della residenza reale. Con il Vespro ed il successivo insediamento di Federico III d'Aragona che nel 1296 fu proclamato dal parlamento convocato a Palermo[9], nel 1297 rafforzò il proprio ruolo centrale. In quest'epoca era composto prevalentemente da feudatari, sindaci delle città, dai conti e dai baroni, era presieduto e convocato dal re. Il parlamento costituzionalmente aveva il compito di eleggere il re e di svolgere anche la funzione di organo garante del corretto svolgimento della giustizia ordinaria esercitata da giustizieri, giudici, notai e dagli altri ufficiali del regno.
Nel 1410 il parlamento siciliano tenne al palazzo Corvaja di Taormina, alla presenza della regina Bianca di Navarra, una storica seduta per l'elezione del re di Sicilia in seguito alla morte di Martino II e nel 1446 ancora a Castello Ursino una seduta con Alfonso V d'Aragona. Con i successivi sovrani aragonesi la Sicilia perse la sua autonomia politica e un viceré governò l'isola.
Con Carlo V nel 1532 fu di nuovo convocato a Palermo un parlamento, che continuò a riunirsi anche sotto Filippo II (nel 1556 a Messina e nel 1567 ancora a Palermo[9]), conservando una sua autorevolezza nei confronti del viceré, che risiedeva al palazzo Reale di Palermo.
Nel 1734, Carlo di Borbone, mosse alla conquista del Regno di Sicilia sottraendolo alla dominazione austriaca, che di fatto fu unito a Napoli. I reali di Borbone tornarono a Palermo, a Palazzo Reale, nel 1806 a causa dell'invasione francese. Ferdinando IV, nel 1810, riunì il Parlamento siciliano domandando personalmente aiuti adeguati per la salvaguardia del regno minacciato dai Francesi, ma la rivolta esplose nell'isola. Lord William Bentinck, il comandante delle truppe britanniche nell'isola, lo costrinse a promulgare la costituzione siciliana del 1812 mentre il figlio Francesco I venne nominato reggente il 16 gennaio 1812, e un nuovo governo fu insediato con i notabili siciliani. Con il trattato di Vienna del 1815 Ferdinando IV fu proclamato nel 1816 Ferdinando I delle Due Sicilie, e tornò a Napoli.
[modifica] Il parlamento del 1848
Con i Borboni la Sicilia si ritrovò governata da Napoli e la funzione del parlamento si ridusse via via notevolmente sino alla rivoluzione seguita ai moti del 1820 e soprattutto del 1848, quando riacquistò la sua centralità. A Palermo infatti, il 25 marzo dello stesso anno, si riuniva il "Parlamento generale di Sicilia", con un governo rivoluzionario composto da un presidente ed i ministri eleggibili dallo stesso presidente. Vincenzo Fardella di Torrearsa fu eletto presidente del parlamento e Ruggero Settimo capo del governo. Si dichiarò decaduta la dinastia borbonica, proclamato il Regno di Sicilia e si offrì il trono vacante di Sicilia al Duca di Genova Alberto Amedeo di Savoia, figlio secondogenito di Carlo Alberto di Savoia, che non accettò. La vita del Parlamento del 1848-49 durò 15 mesi, mentre con il cosiddetto "decreto di Gaeta" del 28 febbraio 1849 Ferdinando di Borbone iniziò a riprendere possesso della Sicilia, e l'assise si sciolse il 14 maggio 1849.
[modifica] La nascita dell'Assemblea
La ricostituzione del parlamento si ebbe con la fine del secondo conflitto mondiale, quando, per depotenziare il vasto movimento indipendentista siciliano, fu concessa un'autonomia speciale nel 1946 e rinacque, il 25 maggio 1947, come "Assemblea regionale siciliana". Fino al 1970 (data di nascita dei Consigli delle regioni ordinarie) è stata l'assemblea legislativa italiana più importante per poteri e numero di abitanti amministrati, dopo le due Camere.
Nel 1997 l'assemblea ha celebrato il suo 900º anniversario dalla prima assemblea, convocata nel 1097. Il 26 gennaio 2008, per la prima volta nella storia repubblicana, l'assemblea viene sciolta anticipatamente, a causa delle dimissioni del presidente della Regione Salvatore Cuffaro.
[modifica] Sede
| Per approfondire, vedi la voce Palazzo dei Normanni. |
L'assemblea ha la sua sede nell'antico palazzo reale, sorto nell'XI secolo con la conquista normanna della Sicilia e oggetto di diversi interventi di ampliamento e risistemazione. Il palazzo ha ospitato i sovrani di Sicilia, compreso Federico II di Svevia e, successivamente i viceré di Spagna. Celebre è la Cappella palatina. I servizi turistici del palazzo e della Cappella palatina sono affidati alla Fondazione Federico II.
[modifica] Composizione
L'assemblea si compone di novanta deputati eletti a suffragio universale diretto dagli elettori siciliani ogni cinque anni. Si riunisce nella "sala d'Ercole" all'interno del palazzo dei Normanni di Palermo. Dal 25 maggio 1947 ad oggi si sono susseguite XV legislature, inizialmente della durata di quadriennale, mentre dal 1971 quinquennale. La XIV legislatura per la prima volta si è conclusa anticipatamente nel 2008, a causa delle dimissioni del presidente della regione, Salvatore Cuffaro.
Il meccanismo elettorale, che comprende uno sbarramento del 5% di lista, prevede l'elezione nei collegi provinciali di 80 deputati, più il presidente eletto e il candidato a presidente più votato tra i non eletti. I restanti 8 seggi vengono assegnati alla maggioranza fino a raggiungere quota 54 deputati, altrimenti, se questa li ha già raggiunti, vengono assegnati come premio di minoranza (come è avvenuto nel 2008).
| Gruppo | Presidente | Seggi | |
|---|---|---|---|
| Partito Democratico | Antonello Cracolici | 26 | |
| Il Popolo della Libertà | Innocenzo Leontini | 19 | |
| Movimento per l'Autonomia | Francesco Musotto | 14 | |
| Unione di Centro | Giulia Adamo | 8 | |
| Alleati per la Sicilia | Nunzio Cappadona | 6 | |
| Forza del Sud | Giambattista Bufardeci | 5 | |
| Futuro e Libertà per l'Italia | Livio Marrocco | 4 | |
| I Popolari di Italia Domani | Raimondo Luigi Bruno Maira | 4 | |
| Misto | Cataldo Fiorenza | 4 | |
| Totale | 90 | ||
Il 25 gennaio 2011 viene costituito un intergruppo del Nuovo Polo per l'Italia, cui fanno parte i 30 deputati regionali di MpA, UdC, Alleati per la Sicilia, e FLI.
[modifica] Presidenti dell'Assemblea
[modifica] Note
- ^ Lo statuto è stato approvato con regio decreto il 15 maggio 1946, divenuta poi legge costituzionale n. 2 del 1948
- ^ Storia del Parlamento - Il Parlamento
- ^ Enzo Gancitano, Mazara dopo i Musulmani fino alle Signorie - Dal Vescovado all'Inquisizione, Angelo Mazzotta Editore, 2001, p. 30.
- ^ Hurstwic: Viking-age Laws and Legal Procedures
- ^ The Faroese Parliament
- ^ Salvo Di Matteo, Storia della Sicilia, 2007, Palermo, pag.134
- ^ legge 1 2000
- ^ «Era il 2 ottobre della 11ª ind. [1282 ndr] quando il re [Pietro ndr] fu accolto a Messina. Il 16 successivo andò a Catania, dove convocò immediatamente e gli si presentarono i sindaci del Val di Noto. Egli parlò con ciascuno di loro, esortandoli ad avvertire tutta la Sicilia del suo arrivo...» Bartolomeo da Neocastro, Historia sicula a morte Fridirici II imp. et Siciliae regis hoc est ab anno MCCL ad MCCXCIV denucta, auct. Bartholomaei de Neocastro J.C. Messanensis... nunc primum e mss. codicibus in lucem prodit in RR.II. SS. tom. XIII, Mediolani 1728, coll. 1007-1196 cit. in Vito Maria Amico, Catana illustrata, sive sacra et civilis urbis Catanae Historia, ex typographia Simonis Trento, Catanae 1740-1746.
- ^ a b AAVV, Il Lungo Cammino della democrazia, Fondazione Federico II, Palermo, 1999, pag. 52
