Famiglia

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Famiglia eschimese: madre, padre e figlio, fotografati a Noatak, in Alaska, da Edward S. Curtis (circa 1929)
Famiglia nucleare occidentale negli anni '70, composta da padre, madre, figlio e figlia

La famiglia è l'istituzione fondamentale in ogni società umana, fondata sul matrimonio o la convivenza, con i caratteri della esclusività, della stabilità e della responsabilità, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale.

Il termine "famiglia" procede dal latino famīlia, "gruppo di servi e schiavi patrimonio del capo della gens", anche derivato da famŭlus, "servo, schiavo". Nel campo semantico di famīlia sono inclusi anche la sposa e figli del pater familias, a cui appartenevano legalmente.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Nella cultura occidentale una famiglia spesso è definita in modo specifico come un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali, come il matrimonio o l'adozione o la discendenza da progenitori comuni. Molti antropologi sostengono che la nozione di "consanguineo" deve essere intesa in senso metaforico; alcuni sostengono che ci sono molte società di tipo non occidentale in cui la famiglia è intesa attraverso concetti diversi da quelli del "sangue".

L'art. 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo afferma:

  1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.
  2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
  3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

L'art. 29 della Costituzione italiana "riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare"[1].

La famiglia attraverso le culture[modifica | modifica sorgente]

La funzione primaria della famiglia è quella di riprodurre la società[2] da un punto di vista socio-culturale. Per questo famiglia e società cambiano vicendevolmente, a seconda delle epoche e delle regioni del mondo. Per quanto riguarda la funzione di riproduzione della cultura della società da parte della famiglia, si parla di famiglia dell'orientamento per riferirsi al ruolo che essa ha verso i figli, per i quali la famiglia determina la collocazione sociale, e influisce fortemente sulla loro formazione culturale e nella loro socializzazione.

Dal punto di vista sociologico, secondo le più recenti formulazioni scientifiche, la famiglia[3] è quella specifica relazione sociale che lega la coppia ai figli, cioè interseca i rapporti fra i sessi con i rapporti fra le generazioni. Pur trattandosi di relazioni interpersonali di mondo vitale, che delimitano una sfera privata, la famiglia ha importanti funzioni per la società[4], e quindi ha una valenza pubblica. Le forme familiari sono state storicamente molto variabili, tuttavia, nessuna società ha mai potuto abolire la famiglia. Quando ha cercato di farlo, quella società è scomparsa, oppure ha dovuto ridare spazio alla famiglia. La ragione fondamentale consiste nel fatto che la famiglia è una struttura sociale (alcuni parlano di un ‘genoma sociale della famiglia'[5]) che ha il compito di umanizzare le persone attuando il passaggio dalla natura alla cultura.

Classificazione di forme di famiglia[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione delle tipologie di famiglie in occidente (stati uniti) dal 1970 al 2000. Si nota col tempo una maggiore diversificazione dei tipi di famiglie e una diminuzione del modello "tradizionale".[6]

La paleoantropologia ipotizza che la nascita della famiglia nucleare sia la conseguenza di una riduzione nella taglia degli animali, che potevano dunque essere cacciati senza richiedere un grande numero di persone che dovevano necessariamente vivere insieme collaborando.[senza fonte]

La più antica testimonianza finora trovata di una famiglia umana è la cosiddetta Famiglia di Eulau, che proviene da una tomba trovata a Eulau (Sassonia), datata 4600 anni fa, contenente i resti di un uomo, una donna (con una eta' stimata di circa trent'anni) e due bambini di circa 5 e 9 anni di vita. L'analisi del loro DNA ha confermato il legame di parentela familiare suggerito dalle peculiarità della sepoltura: i corpi erano abbracciati fra di loro. L'analisi sugli scheletri ha indicato, infatti, una causa di morte violenta, assieme a quella di altre nove persone nella medesima tomba, con i corpi ricomposti dopo il decesso[7].

La teoria conflittualista[modifica | modifica sorgente]

I teorici del conflitto considerano la famiglia come un'unità nella quale sono continuamente in gioco tensioni di diverso genere. Giocoforza il conflitto di potere tra uomini e donne all'interno della famiglia è uno dei problemi più studiati dai teorici del conflitto: la famiglia pare, infatti, essere l'istituzione sociale in cui più di ogni altra si svolge la lotta quotidiana tra i sessi. Già Friedrich Engels aveva sostenuto che il matrimonio rappresenta “la prima forma di lotta di classe che appare nella storia in cui il benessere e lo sviluppo di un gruppo sono acquisiti attraverso la miseria e l'oppressione dell'altro”.

I rapporti tra coniugi nel matrimonio, affermava il medesimo autore, sono il modello sul quale si sono fondate le altre forme di oppressione, e in particolare tra capitalisti e proletari. Questa idea è stata sviluppata tra gli altri da Randall Collins, il quale ritiene che all'origine della conquista del potere ci sia la forza fisica, presente in quantità maggiore negli uomini, che permette a questi di rivendicare diritti sessuali sulle donne.

Il matrimonio sarebbe originariamente un contratto che impone il rispetto di tale pretesa. Infatti, già nell'antica Roma la moglie era proprietà del marito (mancipatio), mentre nelle società feudali, dove l'istituzione familiare controllava la politica, le donne erano più sfruttate. Ancora fino agli anni sessanta del XX secolo, in alcuni stati americani alle donne non era concessa la capacità giuridica.

Ma il fatto che le donne si siano trovate per lungo tempo in una posizione fortemente subordinata in tutti i sistemi familiari trascorsi non significa che una tale struttura familiare sia di per sé immutabile. In alcune società industriali avanzate, infatti, stanno emergendo forti tendenze alla parità tra i coniugi. Sempre secondo la visione conflittualista a causa delle mutate condizioni economico-sociali (le donne fanno parte dell'attività produttiva come gli uomini) e culturali, nelle società occidentali attuali la posizione contrattuale delle donne è migliorata all'interno della famiglia sia sul piano sociale che economico.

Tipi di famiglia[modifica | modifica sorgente]

Peter Laslett, storico, fondatore del celebre Gruppo di Cambridge ha delineato cinque tipi di famiglie, ormai utilizzate da tutti i sociologi:

  • Nucleare è una famiglia formata da una sola unità coniugale;
  • Estesa è una famiglia formata da una sola unità coniugale e uno o più parenti conviventi;
  • Multipla è una famiglia formata da due o più unità coniugali;
  • Senza struttura coniugale è una famiglia priva di un'unità coniugale (vi sono persone che convivono);
  • Solitario è una famiglia formata da una sola persona.

In sociologia si classificano tre tipi di famiglie, composte da membri che vivono insieme:

  • Coniugale, composta dal/i genitori e dal/i proprio/loro figli
    • Monogama, quando vi sono solo due genitori (la più diffusa, soprattutto in aree urbane)
    • Poliginica, quando non vi è una distinzione tra la genitrice naturale e le altre donne appartenenti al proprio gruppo parentale e un solo padre
    • Poliandrica, quando non vi è una distinzione tra il genitore naturale e gli altri uomini appartenenti al gruppo parentale e una sola madre
    • Poliginandrica, o del matrimonio di gruppo, quando vi sono più madri e padri conviventi
  • Consanguinea, sinonimo di famiglia estesa, composta dai genitori, dalle loro famiglie di origine e dai loro discendenti
  • Monogenitoriale, composta da un solo genitore e dai suoi figli, generati o adottati.
  • Omogenitoriale, quando i genitori sono dello stesso sesso.

La poliginandria risulta praticata solo presso la popolazione Caingang in Brasile, seppur non sia la più comune. Alcuni matrimoni di gruppo avvennero occasionalmente in diverse comunità fondate tra il XIX e XX secolo.

Un esempio particolarmente longevo è quello della comune di Oneida fondata dal pastore congregazionalista John Humphrey Noyes nel 1848. Noyes asseriva che lui ed i suoi seguaci avessero ricevuto un'immediata santificazione; quindi era impossibile per loro commettere peccato e dunque il matrimonio (visto come proprietà privata) fu abolito poiché espressione di gelosia ed esclusività. La comune di Oneida praticava comunismo sessuale, condivideva le responsabilità genitoriale, e funzionò a tutti gli effetti come un gruppo matrimoniale fino al 1879-1881 circa. La Comune Kerista praticò il matrimonio di gruppo a San Francisco dal 1971 al 1991.

Una famiglia nucleare consiste in due genitori e i loro figli legittimi, composizione che la rende ben distinta dalla famiglia estesa. Le famiglie nucleari formano l'unità di base familiare in ogni società. Sono tipiche in quelle società dove le persone risultano relativamente mobili – cacciatori-raccoglitori e società a stampo industriale. A partire dalle rivoluzioni del '68, l'educazione all'unità familiare, soprattutto la consapevolizzazione della sacralità di quest'ultima che aveva caratterizzato buona parte dell'Europa (tanto da essere disciplinata dal Codex iuris canonici), vennero smantellate da una strenua lotta per la sua secolarizzazione.

Buona parte del mutamento della struttura parentale si deve all'emancipazione femminile che includeva oltre all'indipendenza economica, anche uno spirito imitativo del comportamento sessuale maschile, distruggendo le differenze sociali tra uomo e donna anche nei costumi, nell'abbigliamento, nel rapporto tra vita privata (la casa) e la vita pubblica. Quindi il matrimonio perse il compito di rendere l'unione sessuale come esclusiva di una coppia. Nonostante alcuni sociologi ritengano «l'istituzione famigliare come modello garante della socielizzazione e dell'adattamento alle norme dei suoi componenti»[8], il modello tradizionale sta diminuendo in Europa. Secondo l'analisi di Michel Foucault, in occidente:

« il dispositivo familiare [quello basato su padre, madre e prole], in quel che aveva appunto d'insulare e di eteromorfo rispetto agli altri meccanismi di potere, ha potuto servire da supporto alle grandi "manovre" per il controllo malthusiano della natalità, per le spinte popolazioniste, per la medicalizzazione del sesso e la psichiatrizzazione delle sue forme non genitali. »
(Michel Foucault, Storia della sessualità vol I, cap. IV, sez. Metodo', regola 3, p.89)

L'importanza della famiglia: (il fallimento dei Kibbutzim) L'esperimento del kibbutz avvenuto in Israele, era inizialmente effettuato allo scopo di dimostrare che i bambini potevano essere cresciuti comunitariamente, dunque non in un'unità nucleare. Ma ha avuto l'inatteso risultato che i bambini una volta cresciuti, si guardassero l'un l'altro come a fratelli consanguinei, e non a partner potenziali. Dunque cercavano compagni al di fuori del kibbutz, abbandonandolo e formando delle proprie famiglie nucleari. Quindi fallì come esperimento sociale, non risultando autoalimentante.

Evoluzione, riformulazione ed estensione del concetto di famiglia nelle società occidentali[modifica | modifica sorgente]

La Costituzione italiana, definendo la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, ne riconosce i diritti (articolo 29). Ci sono interpretazioni molto diverse che sono date a questo così come altri articoli che trattano di famiglia: alcuni vedono una definizione specifica altri invece no, alcuni vedono una limitazione in senso eterosessuale di cos'è famiglia e di cos'è matrimonio e altri invece no.

Attualmente emerge il fenomeno delle convivenze (sono in crescita anche le coppie cosiddette LAT ovvero coppie non conviventi sotto lo stesso domicilio), come è in notevole crescita l'emancipazione di molte persone omosessuali le quali chiedono di poter scegliere anche loro se sposare o meno la persona amata; in questo contesto ci sono delle rivendicazioni, come le richieste di una maggior tutela e di un riconoscimento giuridico delle formazioni sociali extra-matrimoniali (Vedi DICO) e quelle di porre fine all'esclusione dei gay dalla possibilità di contrarre un regolare matrimonio col proprio partner (vedi: Matrimonio omosessuale).

Queste rivendicazioni hanno trovato - e stanno sempre più trovando - totale o progressiva realizzazione in gran parte dei Paesi europei e occidentali in generale, si pensi a realtà come quella francese, inglese, spagnola, tedesca, svedese, olandese, israeliana, canadese, californiana, newyorkese, sudafricana, australiana, neozelandese, taiwanese, etc. In Italia, tali rivendicazioni sono comparse da relativamente poco tempo nello scenario mediatico-politico quotidiano, tuttavia, le ricerche Eurispes "Rapporto Italia" dal 2003 ad oggi mostrano che, soprattutto quelle relative alla tutela e al riconoscimento delle coppie di fatto, stanno guadagnando il consenso dell'opinione pubblica, laica o cattolica che sia.

Separazione e divorzio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Divorzio.

Quando la coppia genitoriale decide di separarsi, o anche un solo membro lo decide unilateralmente, possono nascere dispute sulle modalità con cui i due genitori separati continueranno ad occuparsi della prole.

Nelle famiglie di fatto, non ratificate con atto di matrimonio, risulta competente il Tribunale per i Minorenni per regolare l'affido dei minori. Nel caso di famiglie ratificate con atto di matrimonio, civile e religioso concordatario, risulta competente il Tribunale Ordinario per compiere la separazione e, quindi, il divorzio dei coniugi.

Affidamento dei figli in Italia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Affidamento dei figli.

In Italia, dopo l'introduzione della legge sul divorzio (art 155 c.c. 1974) si è sviluppata la consuetudine di affidare la prole alla mamma in via esclusiva, riducendo il legame dei figli verso il padre a un orario di visita limitato (spesso corrispondente ad un pomeriggio alla settimana e due fine settimana al mese). Nasce così il termine famiglia monogenitoriale. La proprietà domiciliare è sempre assegnata al coniuge affidatario su semplice richiesta dello stesso, a titolo di utilizzo gratuito, indipendentemente dalla proprietà dell'immobile.

L'incremento delle separazioni (con un rapporto di una ogni tre matrimoni nel 2002 e di una ogni due nel 2004 secondo i dati Istat) ha posto in discussione l'attuale regolamentazione giuridica del divorzio a causa delle sofferenze che provoca ai figli ed ai genitori non affidatari. Nel febbraio 2006 è stata promulgata la nuova legge sull'affido condiviso.

Negli ultimi decenni, la realtà dei fatti ha profondamente alterato ruoli e compiti specifici della coppia genitoriale. Si è creata una situazione di maggiore equilibrio sul piano affettivo e su quello economico che consente un pieno coinvolgimento di entrambi i genitori nella educazione dei figli. Sono, quindi, nate associazioni per la tutela del rapporto dei figli con entrambi i genitori nella separazione volte a garantire due genitori a ogni bambino anche quando la coppia si separa.

Dai lavori delle associazioni di categoria sono nate diverse proposte di legge che hanno l'obiettivo di minimizzare l'affidamento esclusivo a un solo genitore promuovendo invece due regimi di affido, congiunto e condiviso, che mantengono entrambi i genitori nel loro ruolo esercitando insieme la patria potestà anche dopo la separazione.

In particolare l'affido condiviso ha l'obiettivo di garantire il principio di bigenitorialità anche quando esiste conflitto fra gli ex-coniugi. Inoltre, esso tende a riportare su un piano di pari dignità entrambi i genitori, cancellando così dal nostro ordinamento giuridico le figure di genitore affidatario e genitore non affidatario.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fonte: http://www.governo.it/Governo/Costituzione/1_titolo2.html
  2. ^ Pollo M. (2004) Manuale di pedagogia sociale, Milano, Angeli, p. 263
  3. ^ Manuale di sociologia della famiglia, Roma-Bari, Laterza, 2006 - Pierpaolo Donati.
  4. ^ Famiglia risorsa della società, Bologna, il Mulino, 2012 - AA.VV.
  5. ^ La famiglia. Il genoma che fa vivere la società”, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2013 - Pierpaolo Donati.
  6. ^ Brian Williams, Stacey C. Sawyer, Carl M. Wahlstrom, Marriages, Families & Intinamte Relationships, Boston, MA, Pearson, 2005, ISBN 0-205-36674-0.
  7. ^ Wolfgang Haak, Guido Brandt, Hylke N. de Jong, Christian Meyer, Robert Ganslmeier, Volker Heyd, Chris Hawkesworth, Alistair W. G. Pike,Harald Meller, Kurt W. Alt, Ancient DNA, Strontium isotopes, and osteological analyses shed light on social and kinship organization of the Later Stone Age Proceedings of the National Academy of Sciences, 17 November 2008 pnas.0807592105
  8. ^ Malagoli Togliatti M. (1995) Famiglie divise. I diversi percorsi fra giudici, consulenti e terapeuti, Milano, Angeli, p. 17

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Forme di famiglia:

Famiglia e prole:


Altri concetti correlati alla famiglia:

Discipline:

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]