Unione civile

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"Discreet lovers": coppia lesbica

Si definiscono unioni civili tutte quelle forme di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici, che non accedono volontariamente all'istituto giuridico del matrimonio, o che sono impossibilitate a contrarlo, alle quali gli ordinamenti giuridici abbiano dato rilevanza o alle quali abbiano riconosciuto uno status giuridico. La classe delle unioni civili è molto variegata nel mondo e comprende un'estrema varietà di regole e modelli di disciplina: in particolare, le unioni civili possono riguardare sia coppie di diverso sesso sia coppie dello stesso sesso; il diritto non è rimasto indifferente all'evoluzione dei costumi ed esiste oggi un gran numero di provvedimenti legislativi che disciplinano le nuove unioni.

Una coppia gay unita simbolicamente in Pacs ad una manifestazione per le unioni civili.

Indice

Le unioni civili in Europa

La rilevanza statistica delle unioni civili, e l'ampio dibattito sulla parità dei diritti tra eterosessuali ed omosessuali promosso dagli attivisti LGBTQ, ha fatto si che numerosi Paesi si siano dotati, negli ultimi anni, di una legislazione per riconoscere e garantire diritti per i componenti dell'unione. Nell'Unione europea il quadro relativo alla legislazione sulle convivenze è oggi molto variegato:

  • Certi Paesi hanno adottato l'unione registrata, chiamata anche partnership o coabitazione registrata, che garantisce specifici diritti e doveri anche alle coppie dello stesso sesso oltre che alle convivenze formate da uomo e donna. I diritti e doveri possono essere identici, lievemente diversi o molto diversi da quelli delle coppie normalmente sposate. La registrazione è a volte aperta anche alle coppie etero non sposate; è il caso del Pacs ("Patto civile di solidarietà") approvato in Francia e dei DICO (mai approvati) in Italia. In alcuni casi invece l'unione civile è ammessa esclusivamente per coppie omosessuali (Germania, §1 Abs.1 LPartG)
  • Altri Paesi hanno scelto di regolarizzare le unioni civili con la coabitazione non registrata, con la quale alcuni diritti e doveri sono automaticamente acquisiti dopo uno specifico periodo di coabitazione. La coabitazione non registrata è valida, quasi esclusivamente, per le coppie etero non sposate.
  • Alcuni Paesi europei - ad oggi Paesi Bassi, Belgio e Spagna - oltre ad aver approvato il riconoscimento giuridico delle coppie non coniugate di qualunque sesso, hanno aperto il matrimonio alle coppie dello stesso sesso per realizzare la parità perfetta tra etero e omosessuali.
Situazione legislativa in Europa.

██ Matrimonio omosessuale

██ Unioni civili

██ Riconoscimento delle convivenze

██ Argomento in discussione parlamentare

██ Nessun riconoscimento o dati non disponibili


Paesi europei che non prevedono legislazioni specifiche

I seguenti paesi non prevedono alcuna legislazione specifica per la regolamentazione delle unioni civili:

Flag of Europe.svg Unione Europea

Nell'Unione Europea la questione delle unioni civili è entrata spesso a far parte di direttive riguardanti uno dei principi cardine dell'UE: Tutti i cittadini dell'Unione hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro origine, nazionalità, condizione sociale, dal loro credo religioso o orientamento sessuale. Già dal 1994[1] la Comunità Europea, infatti, ha emanato una risoluzione per la parità dei diritti dei gay e delle lesbiche. Un'iniziativa sintomo di quel generico favor che l'Unione mostra di nutrire nei confronti degli omosessuali. Nonostante, ad oggi si tratti ancora di una declaratoria avente un valore eminentemente politico, il Parlamento ha ribadito in più occasioni il suo convincimento. Così, nella Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani nell'Unione Europea, esso chiese agli Stati membri di "garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali". In epoca più recente, la Risoluzione del 4 settembre 2003 sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione Europea, il Parlamento ha rinsaldato le sue posizioni. Oltre alla richiesta, già formulata, di favorire il riconoscimento di coppie delle coppie di fatto, eterosessuali od omosessuali esse siano (punto 81), ha sollecitato gli Stati membri ad attuare il diritto al matrimonio e all'adozione di minori da parte di persone omosessuali (punto77). La problematica situazione del riconoscimento giuridico delle coppie de facto sussiste poi se considerata in rapporto agli Accordi di Schengen sulla libera circolazione delle persone. Cosa accade ad una coppia di fatto legalmente riconosciuta in uno stato ma residente in un altro? Soprattutto cosa accade in alcuni aspetti legali come l'eredità o l'adozione?

Flag of Austria.svg Austria

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo è intervenuta, nel 2003, sul caso di un cittadino austriaco[2], un omosessuale, che alla morte aveva designato quale erede il proprio partner. Il compagno però, alla morte di Karner, si vide negare l'eredità. La Corte ha stabilito che la coabitazione di partner dello stesso sesso ha il medesimo valore della coabitazione non registrata, riconosciuta in Austria per le coppie eterosessuali. Il 16 dicembre 2005 il ministro della Giustizia austriaco, la signora Karin Gastinger, esponente dell'Alleanza per il futuro dell'Austria (centro destra), ha dichiarato all'Ap austriaca che le coppie gay e lesbiche avrebbero potuto firmare un accordo di unione alla presenza di un notaio.

Il nuovo governo austriaco ha inizialmente presentato una legge sulle unioni civili che, di fatto, pareggiava le coppie gay a quelle eterosessuali, legge fortemente avversata dai partiti conservatori e della Chiesa; in seguito a tali contestazioni, si è raggiunto un compromesso legislativo su un disegno di legge che istituisce per le coppie omosessuali la possibilità di contrarre un'unione civile, registrata presso l'anagrafe, lasciando esclusa la possibilità di contrarre matrimonio e quella di adozione. La legge sulle unioni civili è entrata in vigore il 1º gennaio 2010.[3]

Flag of Belgium.svg Belgio - Cohabitation légale/wettelijke samenwoning

In Belgio il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 13 febbraio 2003.

Un primo passo per la regolamentazione delle unioni civili è stato fatto il 29 ottobre 1998 quando il parlamento belga ha approvato la Loi du 23 novembre 1998 instaurant la cohabitation légale[4] sulla convivenza legale (cohabitation légale). Tale legge è entrata in vigore il 1º gennaio 2000 (Statutory Cohabitation Contract, 4 gennaio 2000).

Sono compresi nell'istituto tutte le coppie senza condizioni riferite al sesso. Per ottenere la convivenza legale le parti devono non essere legate da un matrimonio o da altra convivenza legale. La dichiarazione di convivenza è fatta per mezzo di uno scritto consegnato dietro ricevuta all'ufficiale di stato civile del domicilio comune. Questi, dopo aver verificato che le due parti soddisfino le condizioni previste dalla legge, annota la dichiarazione nel registro della popolazione.

Alla convivenza si applicano, per analogia, tre articoli del Codice civile riguardanti il matrimonio e cioè:

  • Art. 215
Paragrafo 1 - Uno dei due sposi non può, senza accordo dell'altro, disporre fra i vivi a titolo oneroso o gratuito dei diritti che possiede sull'immobile adibito ad alloggio principale della famiglia, né ipotecare tale immobile.
Senza lo stesso accordo egli non può disporre fra vivi a titolo oneroso o gratuito dei mobili che occupano l'immobile adibito ad alloggio principale della famiglia, né darli in pegno.
Se lo sposo il cui accordo è necessario lo rifiuta senza motivi gravi, l'altro può farsi autorizzare dal tribunale di prima istanza e, in caso di urgenza, dal presidente di tale tribunale a stipulare da solo l'atto.
Note: La legge offre una modesta regolamentazione degli aspetti privatistici della relazione tra conviventi (omosessuali ed eterosessuali) e gli effetti giuridici che ne derivano sono circoscritti: ciascun partner è responsabile dei debiti contratti dall'altro (con l'eccezione di quelli irragionevoli), la coppia è obbligata a dividere i costi della convivenza e ai partner è vietato gestire la casa comune e i beni domestici senza il consenso dell'altro. Una proposta di legge precedente, del 1992, non diversa dalla legge poi entrata in vigore era stata ampiamente criticata nel dibattito parlamentare.
Paragrafo 2 - Il diritto alla locazione (bail) dell'immobile locato dall'uno o dall'altro sposo, anche prima del matrimonio, e adibito in tutto o in parte ad alloggio principale della famiglia appartiene congiuntamente agli sposi, nonostante qualsiasi patto contrario.
Le disdette e le notifiche relative a tale locazione devono essere indirizzate e consegnate separatamente a ciascuno sposo o emanate da entrambi.
Tuttavia ciascuno dei due sposi potrà far valere la nullità di tali atti indirizzati e consegnati all'altro o emanati da questo soltanto a condizione che il locatore abbia conoscenza del loro matrimonio.
Ogni contestazione fra di loro in merito all'esercizio di tale diritto è risolta dal giudice di pace.
Le disposizioni del presente paragrafo non si applicano né alle locazioni commerciali né a quelle agricole.
  • Art. 220
Paragrafo 1 - Se uno dei due sposi è assente, interdetto o nell'impossibilità di manifestare la sua volontà, l'altro può farsi autorizzare dal tribunale di prima istanza a stipulare da solo gli atti di cui al paragrafo 1 dell'art. 215.
  • Art. 224
Paragrafo 1 - Sono annullabili su richiesta di uno dei due sposi e senza pregiudizio per la concessione di un risarcimento dei danni:
1. gli atti compiuti dall'altro sposo in violazione delle disposizioni dell'art. 215.

Tra i contenuti salienti della legge del 1998, inoltre:

  • I conviventi legali contribuiscono agli oneri della vita comune in proporzione alle loro facoltà. Il contributo è da intendersi non solo in termini monetari ma anche nella forma di prestazioni di tipo domestico e professionale.
  • La legge obbliga solidalmente i conviventi per ogni debito contratto (se non eccessivo) da uno dei conviventi legali per le necessità della vita comune.
  • Ciascun convivente conserva i beni di cui può dimostrare la proprietà, i redditi procurati da tali beni e i redditi da lavoro.
  • I beni di cui non è possibile dimostrare la proprietà sono considerati indivisi.
  • I conviventi regolano le modalità della loro convivenza legale per via pattizia, davanti ad un notaio e il patto è menzionato nel registro della popolazione.
  • La convivenza legale per quanto riguarda il ricongiungimento familiare non facilita l'accesso al territorio belga né conferisce cittadinanza belga.

Il 20 aprile 2006 è stata approvata definitivamente la legge che consente alle coppie omosessuali sposate o conviventi l'adozione di bambini.

Flag of Denmark.svg Danimarca - Registreret partnerskab

La Danimarca è stato il primo Paese al mondo a dare la possibilità agli omosessuali di ufficializzare i rapporti di coppia attraverso una unione registrata simile al matrimonio, chiamata partnership registrata, approvata il 7 giugno 1989, la n. 372 (modificata dalla legge 360/1999)[5]. I contraenti assumono lo status di 'partner registrati', e da alcuni anni possono adottare i figli biologici del partner ma non accedere all'adozione congiunta. La prima unione registrata al mondo, quella fra Axel e Eigil Axgil, ha avuto luogo in Danimarca. Nel mese di marzo 2009 la Danimarca ha approvato l'adozione di figli anche per le coppie gay.

Flag of Finland.svg Finlandia - Rekisteröity parisuhde/registrerat partnerskap

In Finlandia è in vigore[6] dal marzo 2002 una legge per le unioni civili tra persone dello stesso sesso che garantisce molti dei diritti che acquisiscono le coppie eterosessuali che contraggono matrimonio civile a meno che le parti non dispongano diversamente. Tra questi, ad esempio, il diritto di immigrazione per il partner straniero. Sia la registrazione che la dissoluzione dell'unione si ottengono allo stesso modo che per il matrimonio. La convivenza si stipula dinnanzi alle stesse autorità preposte alla celebrazione del matrimonio e lo scioglimento della convivenza fa capo alle disposizioni previste per il matrimonio. Le leggi sulla paternità, l'adozione e la possibilità di usare un nome in comune non si applica alle convivenze registrate.

Flag of France.svg Francia - Pacte civil de solidarité

La legge n. 99-944 del 15 novembre 1999 (Du pacte civil de solidarité et du concubinage[7]) definisce la nuova forma di unione, distinta dall'istituto matrimoniale, il Patto civile di solidarietà, abbreviato in PACS, come un contratto tra due persone maggiorenni dello stesso sesso o di sesso diverso, al fine di organizzare la loro vita in comune.

Il PACS offre ampia tutela alla convivenza (diritti di rilevanza pubblicistica, regola il rapporto di locazione, contempla misure fiscali e altro). In particolare, il Pacs è un contratto, concluso con una dichiarazione congiunta scritta alla cancelleria del Tribunal d'instance nella giurisdizione di residenza. Il testo della convenzione è iscritto in un registro tenuto presso la cancelleria.

Il PACS comporta una serie di obblighi per i partner, quali:

  • impegno a condurre una vita in comune
  • aiuto reciproco materiale
  • responsabilità comune per i debiti contratti dalla firma del Pacs.

Il PACS, che non garantisce l'adozione, termina per la morte di uno dei partner, con il matrimonio per le coppie eterosessuali o dopo tre mesi dalla richiesta di entrambi i partner. I benefici del welfare e la riduzione delle tasse si acquisiscono dopo tre anni dalla stipulazione del PACS.

La legge francese prevede anche la convivenza (in francese "concubinage", da non confondere con l'italiano concubinaggio) (capitolo II, art. 515-8), che offre diritti molto limitati (affitto, immigrazione, salute ed assicurazione) ai partner che coabitano.

I PACS non sono rivolti soltanto alle persone omosessuali, ma anche alle coppie di sesso diverso che non vogliono contrarre matrimonio e preferiscono utilizzare uno strumento giuridico diverso dal matrimonio civile o religioso, senza però essere prive delle tutele e delle prerogative di cui gode una coppia "regolarmente" unita (assistere il proprio partner in ospedale, partecipare alle decisioni che riguardano la sua salute e la sua vita, lasciare in eredità il proprio patrimonio alla persona con cui si è condivisa l'esistenza, ottenere l'avvicinamento se un partner è extracomunitario e così via).

Secondo il Rapporto Demografico del 2004[8], stilato dal National Institute of Statistics and Economic Studies (INSEE), il numero dei matrimoni in Francia è precipitato, anno dopo anno, a partire dal 2000. Nel 2004 sono stati stipulati 266'000 matrimoni civili, un calo del 5,9% dal 2003. Al contrario, il Rapporto ha rivelato che il numero di coppie che scelgono i PACS è cresciuto ogni anno eccetto nel 2001. C'è stato un incremento del 29% nei PACS fra il 2001 e il 2002, ed un incremento del 25% fra il 2002 e il 2003. Nei primi 9 mesi del 2004 sono stati definiti 27'000 PACS, mentre nel 2003 sono stati 22'000. Il Rapporto ha rivelato che un PACS su dieci è stato dissolto. Un rapporto parlamentare del gennaio 2006 afferma che sono stati stipulati un totale di 170'000 PACS[9].


Flag of Germany.svg Germania - Eingetragene Lebenspartnerschaft

Il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle (a destra) e Michael Mronz. I due si sono uniti civilmente il 17 settembre 2010.[10][11]

L'istituto giuridico della convivenza registrata (Eingetragene Lebenspartnerschaft) è stato introdotto in Germania il 16 febbraio 2001 con la legge Gesetz über die Eingetragene Lebenspartnerschaft[12] - in vigore dal 1º agosto successivo.

Le unioni civili sono ammesse in Germania esclusivamente per coppie omosessuali (§ 1 Abs.1 LPartG).

La legge sulla convivenza registrata non equipara a tutti gli effetti la convivenza al matrimonio pur applicando ai conviventi disposizioni analoghe a quelle contenute nel codice civile tedesco per la disciplina del matrimonio.

  • Perché due persone che intendano dare vita ad una convivenza registrata devono dichiarare reciprocamente, personalmente e in contemporanea, d'innanzi all'autorità competente di voler condurre una convivenza a vita.
  • I conviventi possono scegliere un cognome comune.
  • I conviventi hanno obbligo di assistenza e sostegno reciproco che persiste anche dopo eventuale separazione.

La legge assicura pieno riconoscimento alla coppia dal punto di vista contributivo ed assistenziale, ciascun convivente può beneficiare ed essere inserito nell'assicurazione sulla malattia del compagno e conferisce gli stessi diritti del matrimonio in materia di cittadinanza (procedura agevolata per ottenere la naturalizzazione e diritto al ricongiungimento).

L'istituto giuridico è diverso dal matrimonio in materia di filiazione e di adozione. Ai conviventi non è riconosciuto il diritto di adozione congiunta ed inizialmente non permetteva l'adozione dei figli del convivente (tale possibilità è stata introdotta dal 2004). È stata introdotta però, una forma di potestà limitata tanto che i partner possono essere associati alle decisioni che riguardano la vita quotidiana del bambino e richiedere l'affidamento in caso di morte del genitore naturale.

Al convivente superstite, inoltre, sono attribuiti gli stessi diritti successori che il matrimonio conferisce ai coniugi, inoltre la legge prevede pensione di reversibilità, permesso di immigrazione per il partner straniero, reversibilità dell'affitto e l’obbligo di soddisfare i debiti contratti dalla coppia.

Il 22 ottobre 2009, la Corte costituzionale federale ha stabilito l'estensione di tutti i diritti ed i doveri del matrimonio alle coppie dello stesso sesso registrate.[13][14]

Flag of Ireland.svg Irlanda - Civil Partnership Bill

Nel 2005 è incominciato il lungo iter parlamentare della legge Civil Partnership Bill[15], tesa a regolamentare le unioni anche tra individui dello stesso sesso. Nel luglio del 2010 la legge è stata approvata dal Parlamento a larga maggioranza; il 19 luglio 2010 ha ricevuto la firma del Presidente della Repubblica, ed è divenuto operativo a partire dal 2011.

Il Civil Partnership Bill riconosce alle coppie conviventi, eterosessuali ed omosessuali, diritti e doveri in tema di coabitazione, proprietà della casa, agevolazioni fiscali, successione, eredità, immigrazione, senza però introdurre la possibilità di adozione dei figli.

Flag of Italy.svg Italia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Unione civile (ordinamento civile italiano) e DICO.
Manifestazione per i Pacs a Milano, gennaio 2005.
Manifestazione per le unioni civili Tutti in Pacs, piazza Farnese, Roma, 14 gennaio 2006.
Manifestazione per le unioni civili Tutti in Pacs, piazza Farnese, Roma, 14 gennaio 2006.

L'Italia non ha attualmente una legislazione effettiva per le unioni civili. Si parla pertanto di "coppia di fatto" in quanto non riconosciuta giuridicamente. Ciò non significa, tuttavia, che una unione stabile, sia pure "di fatto", non faccia sorgere in capo ai conviventi diritti e doveri. Il quadro è però frammentario, nel senso che i diritti e doveri non sono omogenei, non derivano da una normativa unitaria ed omogenea, come nel quadro del matrimonio, ma sono frammentari e soltanto quelli previsti da specifiche leggi. Un differenza fondamentale tra matrimonio e coppia di fatto riguarda l'eredità: se uno dei coniugi muore l'altro ne è erede per legge, mentre nel caso di coppia di fatto un convivente non è erede dell'altro, a meno che non lo sia per testamente del compagno/a defunto/a.[16]. Tra i conviventi, infatti, non esiste alcun diritto alla successione per legge. .[17].



I primi disegni di legge in proposito furono presentati nel 1986, grazie all'"Interparlamentare donne Comuniste" e ad Arcigay (associazione per i diritti degli omosessuali), la prima proposta di legge (mai calendarizzata) fu presentata da Alma Agata Cappiello, avvocato e parlamentare socialista, nel 1988.

Dagli anni novanta è aumentato il numero di proposte di legge per disciplinare le unioni civili presentate sia alla Camera che al Senato, così come sono diventati pressanti gli inviti del Parlamento Europeo alla parificazione dei diritti di coppie gay e coppie eterosessuali.

Sin dall'inizio, il dibattito politico ha registrato da parte della Chiesa cattolica forti obiezioni ed aspre critiche all'adozione di una legislazione per le unioni civili.

Durante il Governo Prodi II è stato discusso alla Camera dei deputati un disegno di legge di Franco Grillini, che richiama i Pacs francesi, teso a regolamentare le unioni anche tra individui dello stesso sesso[18].

A livello locale, il movimento LGBT, ha chiesto in diverse città italiane di istituire registri delle unioni civili. La registrazione anagrafica della convivenza ha solo un significato simbolico, a meno che il singolo Comune non decida di aggiungere al valore simbolico dell'unione diritti reali (ad esempio, accesso agli alloggi popolari).
I primi comuni a dotarsi di un registro furono Empoli (nel 1993) e Pisa (nel 1996): attualmente sono molto numerose le città italiane che si sono dotate di un registro anagrafico delle unioni civili[19].

Alcune Regioni italiane hanno approvato statuti che sarebbero favorevoli ad una legge sulle unioni civili, anche omosessuali: la Calabria (6 luglio 2004), la Toscana (19 luglio 2004), l'Umbria (2 settembre 2004) e l'Emilia-Romagna (14 settembre 2004).
La maggior parte degli statuti si rifà alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che all’articolo 9 sancisce, tra i diritti fondamentali della persona, il "Diritto di sposarsi e di costituire una famiglia".
Il secondo Governo Berlusconi (2001-2006), di centro-destra, ha impugnato per presunta illegittimità costituzionale gli statuti della Toscana, dell'Umbria e dell'Emilia-Romagna: i primi due ricorsi sono stati respinti.

La Spezia nel giugno 2006 è il primo comune italiano che ha deciso di aprire agli omosessuali il registro delle unioni civili. La mozione è stata votata da 23 consiglieri comunali su 30. Questo provvedimento determina l'equiparazione amministrativa delle coppie di fatto (diritto alle case popolari, etc.).

Oltre che eccezioni a livello geografico esistono anche delle eccezioni per alcune categorie di persone. I partner di giornalisti e onorevoli, anche se non sposati, possono usufruire del trattamento sanitario del partner appartenente a queste categorie, inoltre per gli onorevoli è possibile lasciare al proprio partner la pensione di reversibilità, anche se tra di loro non sussiste alcun legame matrimoniale.

L'8 febbraio 2007 il governo italiano ha approvato un nuovo disegno di legge che prevede i riconoscimenti delle unioni di fatto, non sotto la denominazione comune di PACS, bensì di DICO. Visti i problemi numerici al Senato, ed alcuni problemi di ordine tecnico giuridico, un comitato ristretto della commissione giustizia che ha come relatore il senatore Cesare Salvi (Sinistra Democratica), ha elaborato una nuova proposta di legge sul CUS (contratto di unione solidale). Questa proposta di legge, aperta a tutte le coppie etero e gay, verrebbe stipulata davanti al giudice di pace o dal notaio. Quest'ultimo comunicherebbe l'atto al giudice di pace, dove verrebbe trascritto in un pubblico registro. La caduta del Governo Prodi ha decretato, di fatto, il fallimento della proposta di legge.

Il 17 settembre 2008 il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ha proposto un riconoscimento sia per coppie eterosessuali che per coppie omosessuali chiamato DiDoRe (DIritti e DOveri di REciprocità dei conviventi). La proposta è stata presentata al parlamento l'8 ottobre 2008 ed è assegnata alla II Commissione Giustizia, che non l'ha ancora esaminata[20][21].

Flag of Luxembourg.svg Lussemburgo - Partenariat légal

In Lussemburgo è in vigore dal 2004 la partnership registrata[22]. Si applica alle coppie dello stesso e di sesso diverso e garantisce diritti simili a quelli delle coppie sposate in relazione al welfare e al fisco.

Flag of the Netherlands.svg Paesi Bassi - Geregistreerd partnerschap

Nei Paesi Bassi il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 2001.

Per quanto riguarda le unioni civili, già dal 1 gennaio 1998 la legge 5 luglio 1997 permetteva alle coppie dello stesso sesso, e di sesso diverso di registrarsi in appositi registri comunali delle unioni civili e ottenere gli stessi diritti delle coppie sposate[23]:

  • i partner sono obbligati alla fedeltà, aiuto e reciproca assistenza
  • sono obbligati a condividere la responsabilità per la cura e mantenimento dei minori
  • vi è obbligo di convivenza
  • a meno che non dispongano altrimenti si instaura un rigoroso sistema di comunione universale dei beni
  • sui partner grava reciproco obbligo di mantenimento
  • ogni partner ha il diritto di amministrare i beni che costituiscono il suo apporto alla comunione
  • vi è responsabilità solidale per i debiti contratti in comune
  • vi sono diritti di successione analoghi a quelli del matrimonio
  • i partner possono usare il nome dell'altro

L'unione registrata si scioglie per la morte di uno dei partner, per assenza o scomparsa di uno dei partner o per provvedimento di scioglimento del giudice. In caso di separazione è necessario prevedere l'eventuale corresponsione di alimenti al partner che non avesse risorse sufficienti.

Dal 1º luglio 1999, inoltre, è entrata in vigore una legge danese che autorizza il partner di una coppia registrata ad adottare il figlio dell'altro partner.

Il dibattito sulle unioni incomincia nei Paesi Bassi nel 1993 con la presentazione di un disegno di legge che non avrebbe consentito la registrazione alle coppie omosessuali sebbene un rapporto del 1991 prevedesse l'introduzione di un modello aperto a tutte le coppie. Nel 1995 si decise di avvicinare l'istituto il più possibile al matrimonio. Nel 1996 gruppi di pressione del movimento gay argomentando che l'unione così come concepita non garantiva l'uguaglianza portò una maggioranza esigua alla Seconda Camera a votare una mozione sul tema.

Il Consiglio istituì la seconda commissione Kortmann per esaminare le conseguenze sul diritto internazionale privato del matrimonio omosessuale. Nel 1997 la commissione sostenne la necessità di potenziare la disciplina giuridica della relazione tra i partner e i figli dell'altro partner.

Dal 1979, infine, erano riconosciuti diritti minimi su tasse, immigrazione, reversibilità delle pensione ecc. alle coppie dello stesso sesso coabitanti.

Flag of Portugal.svg Portogallo - União de facto

In Portogallo sono state approvate nel 2001 due leggi che hanno disciplinato, rispettivamente, le situazioni giuridiche della economia comum ("economia comune") e delle União de facto ("unioni di fatto"). Si tratta della Lei n. 1 6/2001, de 11 de maio, adopta medidas de protecção das pessoas que vivam em economia commum e della Lei n. 7/2001, de 11 maio, adopta medidas de protecção das uniões de facto

Le due leggi non si escludono a vicenda.

  • L'economia comune: La definizione economia commum data dalla legge all'art. 2, è "la situazione di persone che vivano in comunione di vitto e alloggio da più di due anni ed abbiano stabilito un genere di vita in comune basato sull'assistenza reciproca o la ripartizione delle risorse". La legge si applica a nuclei di due o più persone purché una di queste sia maggiorenne.

La legge prevede diritti riguardo al godimento di ferie, permessi e congedi familiari, diritto di preferenza nei trasferimenti riguardanti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, applicazione del regime delle imposte sul reddito, protezione particolare per la residenza in comune e diritto, nella trasmissione ereditaria, alla casa.

  • L'unione di fatto: La legge regolamenta, secondo l'art. 1 "la situazione giuridica di due persone, indipendentemente dal sesso, che vivano un un'unione di fatto da più di due anni".

I diritti che garantisce la legge sono gli stessi di coloro che vivono in un'economia comune a cui si aggiunge in caso di morte del convivente benefici economici erogati dal sistema della sicurezza sociale e pensione al coniuge superstite. L'unione si scioglie per la morte di uno dei due membri, per il matrimonio di uno dei due membri o per volontà di uno dei due membri. Nell'ultimo caso deve essere avviata la separazione legale affinché possano essere riconosciuti diritti come nel caso della separazione matrimoniale.

I diritti garantiti da entrambe le leggi sono limitati rispetto a quelli che offre il matrimonio. Il giorno 8 gennaio 2010 il parlamento portoghese ha approvato la proposta di legge per regolarizzare il matrimonio omosessuale, escludendo però la possibilità di adottare figli. Il primo ministro José Sócrates ha definito la votazione "un momento storico"[4]. Il presidente della repubblica Aníbal Cavaco Silva (membro del partito conservatore) ha deciso di non esercitare il proprio diritto di veto, che avrebbe potuto essere reso nullo da una nuova votazione favorevole del parlamento sullo stesso testo, ed ha firmato la legge il 17 maggio 2010 (vedi matrimonio fra persone dello stesso sesso alla voce Portogallo)

Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito - Civil partnership

Il Civil Partnership Act[24], entrato in vigore nel dicembre 2005 in tutto il Regno Unito, riconosce alle coppie dello stesso sesso la possibilità di vincolarsi in una unione registrata molto simile al matrimonio (ciononostante questo non è, dal punto di vista giuridico, un matrimonio omosessuale, contrariamente a quanto è stato scritto sui giornali italiani). I contraenti assumono lo status legale di 'civil partners'.

La nuova legge ha avuto una forte eco anche in Italia grazie alla decisione della popstar sir Elton John di essere fra i primi sudditi britannici ad utilizzarla, per sancire la sua relazione col suo compagno.

Sono riconosciute anche le coabitazioni non registrate di partner di sesso diverso o dello stesso sesso, a cui è accordata una varietà di diritti e facoltà, dalle assicurazioni all’immigrazione e altro.

In Inghilterra e Galles le coppie dello stesso sesso possono adottare; la misura sarà presto estesa anche alla Scozia.

Flag of the Czech Republic.svg Repubblica Ceca - Registrované Partnership

La Camera dei deputati della Repubblica Ceca, il 15 marzo 2006, ha approvato, con i 101 voti richiesti, su 177 deputati presenti (la maggioranza assoluta, sui 200 seggi della Camera), una legge sulle unioni registrate per le persone dello stesso sesso. L'approvazione ha annullato il veto posto dal presidente Vaclav Klaus, il 16 febbraio 2006, per forti riserve sulla legge. La legge regola l'inizio e la fine delle unioni registrate fra persone dello stesso sesso, concede a queste persone il diritto ad avere informazioni sullo stato di salute del partner, il diritto all'eredità nel caso della morte e obbliga i partner a sostenersi finanziariamente. La legge rende possibile l'educazione di bambini nati da precedenti vincoli eterosessuali, ma non permette l'adozione.

Flag of Slovenia.svg Slovenia - Registrirana istospolna partnerska skupnost

Una legge del 22 giugno 2005 garantisce alle unioni civili diritti limitati nel campo delle relazioni di proprietà e dell'eredità. Tale legge, contestata dal movimento di liberazione omosessuale, non garantisce alcun diritto di assicurazione, salute e pensionistico. Nel settembre 2009 il governo sloveno ha presentato un disegno di legge che consente alle coppie omosessuali l'accesso al matrimonio, la legge è ora al vaglio del Parlamento.

Flag of Spain.svg Spagna

In Spagna il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 2005.

Alcune regioni (Comunidades autónomas) del Paese riconoscevano già diritti alle coppie di fatto, di sesso uguale o diverso. È il caso della Catalogna, che il 15 luglio 1998 aveva approvato la legge sulle coppie stabili (Legge 10/1998, De uniones estables de pareja - "Legge sulle unioni stabili"), entrata in vigore il 23 ottobre dello stesso anno. La legge regola diversi aspetti privatistici della relazione di coppia: prevede la responsabilità solidale per le spese domestiche e per alcuni debiti, regola l'uso della casa comune e offre benefici nel caso in cui uno dei partner lavori per il governo catalano. Le coppie omosessuale hanno accesso a questa legge rendendo una dichiarazione con un atto notarile. Le coppie eterosessuali possono regolamentare il loro rapporto o con un atto notarile, o automaticamente dopo una convivenza di più di due anni, o automaticamente per le coppie che convivono e hanno un figlio.

Dopo la Catalogna altre dieci regioni spagnole hanno approvato leggi sulle unioni di fatto, per un totale di 11 comunità su 17. In particolare si tratta dell'Aragona nel 1999, la Navarra nel 2000, la Comunità di Valencia, le Isole Baleari e la Comunità di Madrid nel 2001, le Asturie e l'Andalusia nel 2002, le Canarie, l'Estremadura e i Paesi Baschi nel 2003.

Flag of Sweden.svg Svezia - Registrerat partnerskap

Le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono regolarizzate in Svezia dall'Atto 1994: 117, decreto 1994: 1431[25]. La legge garantisce molte delle conseguenze del matrimonio, adozione di bambini inclusa. In Svezia è in discussione l’apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso.

La possibilità di ammettere le coppie omosessuali nel matrimonio è stata vagliata in Svezia nel 1978 da una commissione incaricata di sviluppare proposte di legge tese a fronteggiare la discriminazione di omosessuali. La commissione ritenne prematuro il passo.

Dal 1 gennaio 1988 il Paese si era dotato di una legge che garantiva diritti molto limitati, nel campo della proprietà sulla casa comune, alle unioni civili. In particolare la legge disciplina le relazioni giuridiche della coppia (omosessuale o eterosessuale) riguardo alla casa comune e ai beni acquistati, per uso comune, nel corso della convivenza. Solo nel 1990 il Governo svedese istituì una Commissione per valutare l'opportunità di introdurre una legislazione sulle unioni. La Commissione ha riferito, a favore delle unioni, nel 1993 ma il governo conservatore era diviso. Il Parlamento allora ordinò la preparazione di un disegno di legge alla Commissione parlamentare permanente sulle questioni di diritto civile e lo approvò il 7 giugno 1994. Il 2 aprile 2009 il parlamento ha approvato il matrimonio anche per le coppie gay inoltre potranno le stesse coppie gay ufficializzare la loro unione anche con la chiesa evangelica luterana, chiesa di maggioranza in svezia.

Flag of Hungary.svg Ungheria - bejegyzett élettársi kapcsolat

Una legge del 1996 (Codice civile, art. 578/G) in seguito di una modifica incide sul diritto di proprietà delle coppie conviventi di omosessuali. In particolare, ogni bene acquistato nel corso della convivenza è di proprietà dei componenti della coppia in proporzione al contributo dato all'acquisto. Nel caso il contributo non possa essere determinato, sono ritenuti uguali. Il lavoro casalingo, inoltre, è considerato come un contributo all'acquisto della proprietà.

Nel dicembre 2007 sono state approvate dal parlamento ungherese le convivenze registrate, ovvero la possibilità per una coppia, sia eterosessuale sia tra persone dello stesso sesso, di essere registrata in quanto tale, ottenendo così riconoscimenti in campo patrimoniale ed ereditario; la registrazione avviene con iscrizione al registro dello stato civile presso l'ufficio dell'anagrafe, per scioglierla è necessaria una dichiarazione congiunta davanti al notaio.

Nell'aprile 2009 e stata approvata dal parlamento ungherese una nuova legge sull'unione civile oppure convivenza registrata. Il termine ungherese e "bejegyzett élettársi kapcsolat"[26], esatto equivalente del termine tedesco "eingetragene Lebenspartnerschaft".

La legge anteriore (approvata dal parlamento nel dicembre 2007) fu bocciata dalla Corte Costituzionale ungherese nel dicembre 2008, alcuni giorni prima della sua entrata in vigore. La legge del 2007 avrebbe riconosciuto anche alle coppie dello sesso diverso la possibilità di vincolarsi in una unione civile (convivenza registrata). É per questo che la Corte Costituzionale ha dichiarato questa legge incostituzionale. Secondo la Corte, l'apertura dell'istituto giuridico dell'unione civile anche per le coppie eterosessuali sarebbe contrario alla tutela costituzionale del matrimonio.

La nuova legge è entrata in vigore dal 1 luglio 2009. La legge non equipara a tutti gli effetti la convivenza al matrimonio pur applicando ai conviventi disposizioni analoghe a quelle contenute nella legge sulla famiglia e in altre leggi per la disciplina del matrimonio. Le principali differenze tra matrimonio ed unione civile (convivenza registrata):

  1. I conviventi non possono scegliere un cognome comune.
  2. Ai conviventi non è riconosciuto il diritto di adozione congiunta, neanche il diritto di adozione dei figli del convivente.
  3. I conviventi non possono valersi di tecniche di procreazione medicalmente assistita.

Paesi Candidati ad entrare nell'Unione Europea

Flag of Croatia.svg Croazia

La Croazia dal 14 giugno 2003 con la Legge n. 01-081-03-2597/2[27] garantisce alle unioni civili dello stesso e di diverso sesso alcuni diritti sull'eredità e facilitazioni finanziarie.

Altri paesi europei

Flag of Andorra.svg Andorra - Union estable de parella

Dal 2005 la legge prevede una registrazione civile che garantisce molti dei diritti del matrimonio civile, inclusa, per le coppie etero, l'adozione di bambini.

Flag of Iceland.svg Islanda - Staðfesta samvist

Dal 1996 è in vigore in Islanda un istituto (Legge n. 87 1 luglio 1996) noto come unione omologata che riconosce la registrazione di unioni omosessuali offrendo molti dei diritti delle coppie eterosessuali unite in matrimonio. Dal 2000 le coppie gay hanno la possibilità di adottare i figli del partner provenienti da una precedente relazione; resta però ancora esclusa la possibilità di adottare congiuntamente.

Flag of Liechtenstein.svg Liechtenstein

In Liechtenstein, il 5 novembre 2007 è stata approvata una mozione, presentata dall'opposizione socialdemocratica ed accolta dalla maggioranza, che prevede il riconoscimento delle coppie di fatto. Il testo è vincolante per il parlamento che deve a questo punto emanare una legge che riconosca le coppie omosessuali.

Flag of Norway.svg Norvegia - Registrert partnerskap

La Norvegia riconosce dal 11 giugno 2008 il matrimonio fra persone dello stesso sesso, comprese le adozioni. La legge è entrata in vigore il 1 gennaio 2009[28]

Una coppia unita in matrimonio davanti al Parlamento norvegese

Dal 1º agosto 1993 esisteva la "convivenza registrata" mediante la Lov om registrert partnerskap, 30 aprile 1993 n. 40[29].

Le coppie omosessuali hanno il diritto di registrare legalmente la propria convivenza garantendosi conseguenze legali pari a quelle del matrimonio, con l'eccezione del diritto di solennizzare la convivenza in un’istituzione religiosa e il diritto di adottare bambini congiuntamente.

Uno dei partner registrati, dal 1º gennaio 2002, può comunque adottare il figlio dell’altro (sia biologici che adottati, a meno che il figlio adottato non provenga da un Paese che non permette ad omosessuali e lesbiche di adottare bambini) con gli stessi criteri di adozione del matrimonio. Il 18 dicembre 2003 sono entrate in vigore nuove normative relative all’affidamento di minori che riguardano gli omosessuali e le lesbiche. In particolare le coppie omosessuali possono essere selezionate per fungere da genitori adottivi nel caso in cui i servizi sociali competenti ritengano che ciò sia per il bene del bambino. Per la registrazione almeno uno dei partner deve essere cittadino norvegese, e uno o entrambi devono risiedere in Norvegia.

Flag of Switzerland (Pantone).svg Svizzera - Unione domestica registrata

In Svizzera il primo cantone a votare l'estensione dei diritti matrimoniali alle coppie gay è stato quello di Zurigo il 22 settembre 2002. In base a questa decisione la coppia doveva vivere nel cantone e convivere da sei mesi prima di procedere all'unione riconosciuta. L'unione civile è stata estesa anche ai cantoni di Ginevra, Neuchâtel e Vallese: in quest'ultimo cantone, però, l'unione registrata è valida solo per le coppie dello stesso sesso, mentre è vietata alle coppie eterosessuali perché considerata come "un matrimonio di seconda classe" e "un pericolo per l'istituzione del matrimonio e della famiglia"[30]. Tali riconoscimenti hanno spinto il parlamento elvetico ad accettare, in seguito alla Legge federale sull’unione domestica registrata di coppie omosessuali[31], l’unione domestica registrata che riguarda però solo coppie dello stesso sesso. Un referendum contro questa legge ha fallito e la legge è stata approvata dal popolo svizzero, il primo ad esprimersi. La legge è dunque entrata in vigore il 1 gennaio 2007. Le prime unioni sono state celebrate già il 2 gennaio 2007, all'apertura delle amministrazioni comunali.

Chi è vincolato da un’unione domestica registrata non può adottare né valersi di tecniche di procreazione medicalmente assistita (art. 28 della legge).

Flag of the Vatican City.svg Città del Vaticano

Il Vaticano non prevede alcuna legislazione per la regolamentazione delle unioni civili. Le autorità considerano esplicitamente il matrimonio eterosessuale come la unica forma di matrimonio accettabile, e il matrimonio religioso cattolico come la forma di matrimonio preferibile. Le autorità hanno preso esplicitamente posizione sia contro il matrimonio gay, sia contro le unioni civili fra persone omosessuali. Il matrimonio contratto nello stato del Vaticano (in chiesa) è legalmente riconosciuto dallo stato italiano, mentre il matrimonio contratto civilmente all'estero tra persone di cui almeno una sia battezzata (e non abbia formalmente abbandonato la fede) non è riconosciuto dallo stato vaticano. Lo Stato della Città del Vaticano non fa parte dell'Unione Europea.

Le unioni civili in America

Flag of Argentina.svg Argentina

Buenos Aires ha emanato, nel 2002, la Ley n 1.004 Unión Civil che istituisce un registro delle unioni civili indipendentemente dal sesso e dall'orientamento sessuale purché la coppia conviva da più di due anni. La capitale argentina è la prima istituzione dell'America latina ad aver legalizzato le unioni civili.

Il 15 luglio 2010 il Senato argentino ha confermato la legge già approvata il 5 giugno precedente dalla Camera che riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso e consente alle coppie omosessuali l'accesso all'adozione[32][33].

Flag of Brazil.svg Brasile

A partire dal 6 maggio 2011 la Corte Suprema del Brasile ha riconosciuto alle coppie composte da persone dello stesso sesso gli stessi diritti legali delle coppie eterosessuali, compiendo una grande svolta nel riconoscimento delle unioni civili omosessuali. 10 giudici si sono espressi di fatto all'unanimità, mentre uno solo si è astenuto, e hanno sottolineato che "nessuno dovrebbe essere privato dei propri diritti sulla base dell'orientamento sessuale"[34].

"In mancanza di una legge approvata dal Congresso che regolamenti le unioni civili gay e i matrimoni omosessuali, il riconoscimento della Corte Suprema è la cosa migliore che potesse succedere", ha rilasciato in un'intervista il giudice Maria Berenice Dias, per la quale i diritti delle 'unioni stabili' sono equiparati a quelli del matrimonio, dal momento che vanno a tutelare i membri della coppia sul piano economico e sociale in materia di pensioni, di eredità, di assistenza sanitaria e di adozione di minori. A favore di tale riconoscimento è anche il procuratore generale Roberto Gurgel[34].

Prima di questa storica sentenza, che in ogni caso non sancisce il matrimonio tra persone dello stesso sesso, non esisteva un riconoscimento completo delle unioni civili a livello federale, tuttavia le coppie omosessuali avevano già gli stessi diritti di quelle sposate in materia contributiva e assistenziale. Numerosi stati inoltre vietano la discriminazione basata sull'orientamento sessuale e lo stato del Rio Grande do Sul ha un registro delle unioni civili[34].

In Brasile, inoltre, già prima della sentenza della Corte Suprema i cittadini apertamente omosessuali hanno il diritto costituzionale di adottare i bambini e, nel 2005 è successo per la prima volta che una bambina è stata data in adozione ad una coppia gay nello Stato di San Paolo. Questa decisione inedita portò diversi giudici a riconsiderare la adozione dalla parte delle coppie gay e portò inoltre ad un boom di adozioni da parte dei gay[34].

Flag of Canada.svg Canada

In Canada il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 2005. A luglio 2005, infatti, il Parlamento federale ha approvato la C-38, una legge che riformula il matrimonio in quanto "unione di due persone". In alcune Province canadesi i gay hanno ottenuto l'autorizzazione a contrarre Matrimonio grazie a varie sentenze federali emesse da massime Corti provinciali come la Corte d'Appello dell'Ontario e la Corte d'Appello del British Columbia, sentenze pienamente accettate dal Governo federale che difatti si è impegnato a riformulare le norme sul Matrimonio di conseguenza.

Matrimonio di Michael Hendricks e René Leboeuf, primo matrimonio tra persone dello stesso sesso in Quebec; Montreal, 1 aprile 2004

In Canada, in base al diritto anglosassone, fanno fede le sentenze delle Corti di Appello. In tal senso i primi stati in cui le Corti hanno deciso in favore delle coppie gay (con sentenze tutte risalenti all'inizio del 2004) sono stati Alberta, Nuova Scozia e Quebec.[35]

A livello parlamentare la Nuova Scozia è stato il primo stato canadese a operare in questo senso a partire dal 4 giugno 2001 con la domestic partnership per persone dello stesso sesso. Tuttavia le coppie di fatto godevano di quasi tutti i diritti/doveri del matrimonio in quanto registravano la loro unione di fronte alla stessa autorità e accedevano alle più importanti leggi matrimoniali.

Flag of Colombia.svgColombia

In Colombia l'omosessualità è stata depenalizzata nel 1980. Nell'ottobre 2006 il Senato della Colombia, ha approvato, in prima lettura con 49 voti favorevoli e 40 contrari una legge sui Pacs. Nel 2007 una sentenza ha riconosciuto le coppie di fatto, ribadendo l'eguaglianza dei cittadini di fronte alla Costituzione. Nel 2009 la Corte Costituzionale ha equiparato le coppie omosessuali a quelle eterosessuali, cancellando alcune limitazioni (relative ad es. alle assicurazioni).[36][37][38]

Flag of Ecuador.svgEcuador

Il 28 settembre 2008 in Ecuador è stata votata tramite referendum una nuova costituzione, la quale tra i suoi articoli legalizza le unioni di fatto sia eterosessuali che omosessuali. La costituzione entrerà in vigore agli inizi del 2009. Non sono ancora state celebrate nozze omosessuali ne a Quito ne a Guayaquil.

Flag of the United States.svg Stati Uniti

Mappa rappresentante la legislazione sul matrimonio omosessuale negli USA.

██ Matrimonio omosessuale

██ Unione civile che garantisce diritti simili al matrimonio

██ Unione civile che garantisce diritti limitati

██ Riconoscimento dei matrimoni contratti all'estero

██ Nessuna proibizione specifica, nessun riconoscimento di matrimoni omosessuali o unioni civili

██ Stati il cui statuto vieta le unioni civili

██ Stati la cui costituzione vieta il matrimonio omosessuale

██ Stati la cui costituzione vieta sia le unioni civili sia il matrimonio omosessuale

Negli Stati Uniti l'accesso al matrimonio è competenza tradizionalmente delegata ai singoli Stati, a patto ovviamente che non si vada in contrasto con la Costituzione federale e perciò coi princìpi inviolabili di libertà, eguaglianza e non-discriminazione da essa garantiti.

Il primo Stato a permettere ai gay di contrarre matrimonio è stato il Massachusetts. Dal 17 maggio 2004, infatti, i gay dello Stato possono contrarre matrimonio, grazie a una sentenza a carattere statale emessa dalla Corte Suprema del Massachusetts nel novembre 2003; Corte che nel febbraio 2004 ha nettamente rigettato una proposta del Senato dello Stato volta a sostituire l'apertura del matrimonio con la creazione di unioni civili per coppie omosex.

"Civil marriage is a civil right"

Il secondo Stato in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso è riconosciuto è il Connecticut: nel 2005 sono state introdotte nella legislazione le unioni civili, simili a quelle del Vermont, che furono però immediatamente portate in tribunale dalle principali organizzazioni gay statali e federali in quanto forma di segregazione; il 10 ottobre del 2008 la Corte Suprema dello Stato ha stabilito che il divieto ad usufruire dell'istituzione matrimoniale viola il principio di eguaglianza dei cittadini presente nella Costituzione, facendo sostituire le unioni civili con l'apertura del Matrimonio alle coppie dello stesso sesso. Nell'aprile del 2009 la decisione è stata riaffermata a livello legislativo dal parlamento dello Stato, con una legge che definisce il matrimonio "l'unione legale tra due persone ", indipendentemente dal sesso dei coniugi.

Un procedimento simile è avvenuto nell'Iowa, dove grazie ad una sentenza della Corte Suprema statale il divieto per le persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio è stato giudicato contrario alla Costituzione nell'aprile del 2009; lo Stato dell'Iowa è divenuto dunque il terzo in cui tale possibilità sussiste.

Coppia gay alla marcia per il matrimonio tra persone dello stesso sesso di San Francisco, 2008

A poca distanza di tempo, nel Maine, è stato varato un disegno di legge che permette alle coppie gay di unirsi in matrimonio, approvato dal Parlamento e controfirmata dal governatore dello Stato il 6 maggio 2009. A pochi mesi di distanza, tuttavia, la decisione è stata annullata dal referendum svoltosi il 3 novembre 2009, in cui il 53% dei cittadini ha votato per l'abrogazione della legge.

Nel New Hampshire, in cui il parlamento ha votato a favore del riconoscimento legale del matrimonio alle coppie gay il 3 giugno 2009, la legge è entrata in vigore nello stato dal 1 gennaio 2010.

Il primo a rendere legali le unioni civili è stato invece il piccolo Stato del Vermont. Il 26 aprile del 2000 assegna alle unioni gay gli stessi diritti del matrimonio eterosessuale, anche nel processo di riconoscimento delle coppie. Queste, infatti, formalizzano la loro unione prima presso gli uffici pubblici delle città e poi davanti ad un giudice di pace, un magistrato o un sacerdote/pastore. La Corte Suprema dello Stato ha rigettato, il 26 dicembre 2001, un tentativo di abolire la legge. Nell'aprile 2009 tramite un provvedimento legislativo del Parlamento statale è stata introdotta la possibilità di contrarre matrimonio vero e proprio tra persone dello stesso sesso, la nuova legge è divenuta esecutiva il 1 settembre 2009.

Segue la California con una legge aperta anche alle coppie di sesso diverso emanata nello stesso periodo di quella del Vermont e migliorata nel corso degli anni. Alle coppie in unione civile sono accordati stessi diritti e responsabilità delle coppie sposate sotto quasi tutti gli aspetti. Il 29 giugno 2005 la Corte Suprema della California ha confermato definitivamente la legge respingendo i ricorsi di vari conservatori.

Nell'ottobre 2006 i giudici costituzionali del New Jersey si sono pronunciati sul matrimonio gay riconoscendo che le "abitudini e i tempi sono mutati" e sostenendo che "nonostante... i progressi conseguiti da gay e lesbiche verso l'accettazione sociale e l'uguaglianza di fronte alla legge, la Corte non ha riscontrato il diritto all'unione matrimoniale tra i sessi come un diritto fondamentale riconosciuto dalla costituzione" e chiamando "in causa i rappresentanti del popolo" a legiferare sulla materia in sei mesi. Il New Jersey, a partire dal dicembre 2006, ha legalizzato (con 56 voti favorevoli e 19 contrari alla Camera bassa e 23 voti favorevoli e 12 contrari al Senato) le unioni civili tra coppie omosessuali. La legge riconosce alle coppie omosessuali il diritto all'adozione, l'assistenza ospedaliera e i diritti di successione.

Cause legali di richiesta di permesso di matrimonio sono pendenti in California, Maryland e Oklahoma.

Una situazione peculiare è quella degli stati di New York e Washington, D.C. in cui non è possibile contrarre matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma vengono riconosciuti a livello legale i matrimoni omosessuali siglati negli altri stati americani o nazioni estere in cui questa possibilità sussiste.

Dal 9 febbraio 2012 anche lo stato di Washington consente il matrimonio di coppie di persone dello stesso sesso[39].

Flag of Uruguay.svg Uruguay

Il 17 aprile 2008 è stata celebrata la prima unione gay in Uruguay nell’aula di un tribunale di Montevideo. Il Paese si è dotato, all’inizio del 2008, di una legge che consente alle coppie omosessuali o eterosessuali di contrarre un patto civile, dopo almeno cinque anni di convivenza, ed offre ai conviventi diritti simili a quelli del matrimonio per la successione, la pensione e per la sicurezza sociale.[40] L'Uruguay è stato il primo Paese del Sudamerica ad adottare un simile provvedimento legislativo.[41]

La Camera dei Senatori del parlamento uruguaiano ha approvato la legge che legalizza concubinato, convivenza, unione libera o di fatto, includendo le persone dello stesso sesso. Trattandosi di un sistema bicamerale, l'iniziativa era stata anche approvata dai Deputati. Nel Senato l'iniziativa fu approvata in generale per 25 voti a favore, di un totale di 27. I voti contrari furono dei senatori dell'oppositore Partito Nazionale, o Bianco. Si tratta di un traguardo storico, visto che l’Uruguay è un paese tradizionalmente governato dalla destra, ma è l’attuale governo di sinistra che si sta occupando di tutelare i diritti delle coppie di fatto.

L'articolo 2º, quello che legittima le unioni tra persone dello stesso sesso, fu approvato per 16 voti su 28. Fu votato da tutti i senatori del Frente Amplio, filogovernativo, e dal senatore dell'oppositore Partito Colorado, l'ex presidente Julio María Sanguinetti. I restanti deputati del Partito Colorado e del Partito Nazionale votarono contro. Il concubinato sarà riconosciuto dopo almeno cinque anni di convivenza. Le coppie che lo desiderino, potranno registrare la sua unione nel registro pubblico, benché ciò non sia obbligatorio. La legge prevede norme su sussistenza, previdenza sociale, beni del compagno/a ed assistenza reciproca. Nell'Uruguay, secondo dati esposti nella discussione parlamentare, il 64 percento delle coppie tra 20 e 24 anni convive; tale percentuale sale al 50% nel caso di coppie tra 25 e 29 anni.[42]

Flag of Mexico.svg Messico

Nel novembre 2006, con 43 voti favorevoli, 17 contrari e 5 astenuti, l'Assemblea del distretto federale di Città del Messico ha approvato la "Ley de sociedades de convivencia" (Legge di società di convivenza) che estende e riconosce diritti e doveri alle unioni tra componenti di diverso genere e del medesimo sesso che si ispira ai Pacs francesi.

Le unioni civili in Africa

Flag of South Africa.svg Sudafrica

Il 30 novembre 2004 la Corte Suprema d'Appello ha dato il via libera al matrimonio della coppia lesbica formata da Marie Fourie e Cecilia Bonthuys. Tale organo ha definito il matrimonio come "unione di due persone" e non per forza di sesso diverso. In seguito all'appello presentato dal governo - che rivendicava la priorità del Parlamento in questo tipo di decisioni - il 1 dicembre 2005 la Corte costituzionale del Sudafrica ha bocciato, con una sentenza[43], giudicandola incostituzionale la legislazione vigente sul matrimonio, appunto perché esclude le coppie dello stesso sesso. La Costituzione sudafricana, infatti, vieta espressamente la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale. La Corte ha stabilito che la legge deve essere emendata sostituendo la parola "coniuge" dove si legge adesso "marito" o "moglie"; ma ha concesso una sospensiva di un anno.

Il 14 novembre 2006, infine, il Parlamento ha approvato (con 230 voti a favore, 41 contrari e tre astensioni) la legge sul matrimonio omosessuale rendendo il Sudafrica il primo Paese africano a legalizzare l'unione tra due persone dello stesso sesso. La legge è stata fortemente avversata da conservatori, tradizionalisti, dalla Chiesa cattolica e da altre organizzazioni religiose e afferma che il matrimonio è una "unione volontaria tra due persone, solennizzata e registrata o da un matrimonio, ovvero da un'unione civile". Con la firma della vicepresidente della repubblica sudafricana Phumzile Mlambo-Ngcuka del 30 novembre 2006 la legge è entrata in vigore.

Le unioni civili in Asia

Flag of Israel.svg Israele

La magistratura ha riconosciuto come matrimoni di fatto anche le coppie conviventi omosessuali, con varie conseguenze in tasse e diritto ereditario. Va però ricordato che in Israele esistono solo i matrimoni religiosi e non esiste quindi la possibilità di scegliere tra matrimonio civile (per esempio fra persone di religione diversa) e religioso. La città di Tel Aviv, tuttavia, godendo di una particolare autonomia in materia legislativa, il 5 agosto 2003 ha riconosciuto le unioni civili mediante la semplice esibizione del certificato di residenza e di una dichiarazione notarile.

Flag of the Republic of China.svg Taiwan

Al momento Taiwan non ha alcuna forma di unione civile. Una legge che riconoscesse il matrimonio anche alle coppie omosessuali è stata proposta dal governo di Taiwan, ma ha incontrato l'opposizione di alcuni componenti del governo ed è ferma da allora.

Le unioni civili in Oceania

Flag of Australia.svg Australia

L'Australia Occidentale riconosce alle coppie di fatto anche omosessuali svariati diritti e l'accesso a adozione di bambini e procreazione medicalmente assistita; la Tasmania permette alle coppie di fatto anche omosessuali di registrarsi e ottenere alcuni diritti e la possibilità di adottare il figlio del partner; l'Australian Capital Territory, territorio della capitale Canberra, permette alle coppie di fatto anche omosessuali di adottare bambini e sta dibattendo il riconoscimento delle registrazioni civili; nel Nuovo Galles del Sud la Città di Sydney offre la possibilità alle coppie di fatto anche omosessuali di registrarsi, con cerimonia se le parti lo desiderano, e ottenere alcuni diritti. A livello federale, le coppie di fatto anche omosessuali sono riconosciute nelle forze armate e nei fondi pensionistici; il matrimonio è esplicitamente limitato alle coppie eterosessuali dal 2004.

Flag of New Zealand.svg Nuova Zelanda

Le coppie di fatto sono state riconosciute il 9 dicembre 2004 con l'emanazione del Civil Union Bill valido sia per coppie omosessuali che eterosessuali. In tale occasione è stata anche respinta la richiesta dei conservatori di indire un referendum popolare.

Note

  1. ^ Risoluzione per la parità dei diritti degli omosessuali e delle lesbiche nella comunità europea, "Official journal", 1994, C 61/40 Res. No. A3-0028/94, 8 febbraio 1994
  2. ^ (EN) Chamber judgment in the case of Karner v. Austria
  3. ^ (EN) «Austrian parliament adopts registered partnership law for same-sex partners». ILGA, 10 12 2009. URL consultato in data 3 gennaio 2010.
  4. ^ testo della legge Moniteur/Staatsblad 12 gennaio 1999, p. 786
  5. ^ (EN) Traduzione inglese della legge 372 modificata dalla legge 360/1999 della Danimarca
  6. ^ (EN) Act on Registered Partnerships, 950/2001 della Finlandia
  7. ^ (FR) Loi no. 99-944 du 15 novembre 1999 relative au pacte civil de solidarité
  8. ^ (EN)(file pdf)
  9. ^ [1]
  10. ^ (FR) «Carnet rose: Le ministre des Affaires étrangères allemand s'est pacsé avec son fiancé». Têtu, 21 09 2010. URL consultato in data 25 settembre 2010.
  11. ^ (DE) «Guido Westerwelle heiratet Michael Mronz». Bild, 17 09 2010. URL consultato in data 25 settembre 2010.
  12. ^ Gesetz über die Eingetragene Lebenspartnerschaft della Germania, (DE) testo tedesco - (FR) traduzione francese)
  13. ^ Verfassungsgericht zu Homo-Ehe - Ehe, Partner, Kinder
  14. ^ High court backs equal rights for gay marriages
  15. ^ (EN) Civil Partnership Bill irlandese
  16. ^ Tiziano Solignani, libro "Guida alla separazione e al divorzio", Vallardi, 2010, p. 27
  17. ^ Sentenza Corte Costituzionale n. 310 del 1989
  18. ^ Disciplina del patto civile di solidarietà e delle unioni di fatto (3296)
  19. ^ Elenco dei registri delle Unioni Civili sul sito dell'Arcigay
  20. ^ Camera.it - Lavori - Progetti di legge - Scheda del progetto di legge
  21. ^ E Brunetta lanciò i «DiDoRe»: coppie di fatto, diritti ma senza costi - Corriere della Sera
  22. ^ (FR) Loi du 9 juillet 2004 relative aux effets légaux de certains partenariats n. 4946, 12 maggio 2004 del Lussemburgo.
  23. ^ Tra gennaio e novembre 1998 le coppie registrate presso i registri comunali sono state 4237, un terzo delle quali (1353) erano eterosessuali (I. Scherf, Registered partnership in the Netherlans, A quick scan, WODC, The Hague, marzo 1999).
  24. ^ (EN) Civil Partnership Act del Regno Unito
  25. ^ (EN)Atto 1994: 117, decreto 1994: 1431 della Svezia
  26. ^ http://www.ilga-europe.org/europe/news/hungary_introduces_registered_partnership_for_same_sex_partners
  27. ^ (EN) legge n. 01-081-03-2597/2 della Croazia
  28. ^ http://www.365gay.com/news/norway-gay-marriage-bill-passes-final-hurdle/ Norway Gay Marriage Bill Passes Final Hurdle
  29. ^ (EN) Act No. 40 of 30 aprile 1993 relating to Registered Partnership della Norvegia
  30. ^ «Vietata l'unione registrata etero». Corriere del Ticino, 12-11-2009. URL consultato in data 12-11-2009.
  31. ^ Legge federale sull’unione domestica registrata di coppie omosessuali del 18 giugno 2004 - Svizzera
  32. ^ "Lower House votes in favour of same-sex marriage, allows adoption", Buenos Aires Herald. URL consultato il 15-07-2010.
  33. ^ "Il matrimonio gay è legge in Argentina", Il Post. URL consultato il 15-07-2010].
  34. ^ a b c d Rainews24.it
  35. ^ Equal Marriage for Same-Sex Couples | Advocacy Events
  36. ^ :: Latinoamerica - Colombia A Colpi Di Sentenze Riconosciute Le Coppie Di Fatto Omosessuali ::
  37. ^ Colombia: la Corte Costituzionale conferma uguali diritti per le coppie gay
  38. ^ http://www.colombiadiversa.org/index.php?option=com_content&task=view&id=753&Itemid=274
  39. ^ Lo Stato di Washington approva i matrimoni gay | Il Post
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Voci correlate

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