Diritti LGBT in Corea del Sud

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La Corea del Sud avvolta dai colori della bandiera arcobaleno.

L'attività sessuale tra persone dello stesso sesso è perfettamente legale in Corea del Sud, anche se le coppie omosessuali non hanno ancora il diritto alle stesse protezioni legali a disposizione delle famiglie eterosessuali.
In ogni caso, assieme a Giappone e Taiwan, (a cui si sono presto aggiunte anche Thailandia, Vietnam e Filippine) la Corea del Sud è uno dei paesi dell'estremo oriente in cui più velocemente l'atmosfera, per quanto riguarda i diritti LGBT, si sta evolvendo in senso favorevole.

L'omosessualità non viene mai espressamente menzionata né nella costituzione né nei codici civile-penale: l'articolo 31 della legge coreana riguardante i diritti umani afferma chiaramente e stabilisce che "nessun individuo può essere discriminato sulla base del proprio orientamento sessuale".
Tuttavia l'articolo 92 del codice penale militare (attualmente in via di ridefinizione e modifica) individuava i rapporti sessuali tra membri dello stesso sesso genericamente come molestie sessuali, non facendo distinzione tra atti consensuali e non ed includendo tutti i rapporti omosessuali tra adulti come stupro reciproco. Un tribunale militare è però giunto a sentenziare nel 2010 che tale articolo è di fatto illegale, stabilendo pertanto che l'omosessualità è una questione strettamente personale e assolutamente non definibile in una forma così generica ed imprecisa; tale sentenza è ora al vaglio della corte costituzionale[1].

Alle persone transessuali è permesso cambiare legalmente di sesso dopo aver compiuto 20 anni e possono in tal caso anche cambiare le proprie informazioni di genere sui documenti ufficiali[2] Harisu è il primo intrattenitore transgender che ha raggiunto una fama nazionale, diventando nel 2002 la seconda persona in Corea a cambiare giuridicamente genere a seguito dell'operazione di cambio di sesso.

Le informazioni e la consapevolezza riguardante la "condizione e identità omosessuale" sono rimasti relativamente bassi nel pubblico coreano fino a tempi recenti, quando vari dibattiti hanno portato in superficie la questione creando una maggior consapevolezza all'interno dell'opinione pubblica: varie forme d'intrattenimento massmediatico (soprattutto film e serie televisive) hanno negli ultimi decenni dato visibilità sempre più ampia al mondo e alla realtà LGBT.

Vi è tuttavia ancora un forte tabù sociale e gay e lesbiche incontrano ancora difficoltà, tanto che molti preferiscono non rivelare affatto la loro identità pubblicamente.

Breve storia[modifica | modifica sorgente]

Anche se l'omosessualità è ben poco menzionata nella letteratura coreana o nei resoconti storici tradizionali, diversi membri maschili della nobiltà e figure di monaci buddhisti sono riconosciuti come esser stati attratti nei confronti di altri uomini quando non esser coinvolti attivamente in relazioni amorose con essi.[3] Uno degli esempi registrati è quello riguardante re Hyegong (758-780), 36° sovrano del regno di Silla: venne ucciso all'età di 22 anni dai suoi nobili, che gli si rivoltarono contro in segno di protesta per la sua troppo accentuata femminilità.[4][5]

Re Mokjong (980-1009) e Gongmin (1330-1374) di Goryeo detengono il primato d'aver tenuto presso di sé vari amanti maschi (wonchung) e, oltre a servire in qualità di partner sessuali, facevano loro anche da assistenti. Dopo la morte della moglie, il re Gongmin si è spinto fino al punto di creare un ministero il cui unico scopo era quello di cercare e reclutare giovani provenienti da tutto il paese per servire alla sua corte.[4]

Durante l'ultimo periodo della dinastia Joseon, prima del annessione da parte dell'impero giapponese v'erano gruppi teatrali nomadi noti col nome di "namsandang" comprendenti maschi minorenni chiamati Midong (i bei ragazzi): tali compagnie artistiche fornivano vari tipi intrattenimento tra cui musica, canto, ballo mascherato, a volte con rappresentazioni mimiche di rapporti sessuali tra maschi.[4]

Media[modifica | modifica sorgente]

Il "Korea Queer Culture Festival" del 2014.

Il primo magazine dedicato a temi gay è stata la rivista Buddy la quale ha iniziato ad esser messa in vendita all'interno del circuito nazionale a partire dal 1998[6]; negli anni immediatamente seguenti sono state poi ideate molte campagne pubblicitarie a tema gay-friendly le quali han raggiunto presto un'ampia popolarità[7].

Ad iniziare la messa in onda nelle televisioni nazionali di fictionprettamente a tematica gay è stato nel 2005 Wang-ui namja (Il re e il clown), un film storico basato sulla vicenda giudiziaria tra un re ed il suo giullare (nonché amante) maschile: la pellicola è divenuta il film col più alto incasso nella storia del cinema coreano.

Altri film recenti includono No Regret e A Frozen Flower del celebre regista Leesong hee-il[8], che è stato presentato al "Busan International Film Festival ". Nel 2010 Antique, basato sulla trama della serie Antique Bakery, giunse fino al festival di Berlino.

Presto molti programmi televisivi hanno iniziato ad introdurre personaggi caratterizzati come gay, coi relativi temi e questioni sociali. Nel 2010 la serie TV Life Is Beautiful ha debuttato nel canale nazionale SBS divenendo il primo telefilm che esplora come tema e soggetto principale il rapporto di relazione e convivenza d'una coppia di uomini e di come le loro famiglie inconsapevoli cerchino invece in buona fede di farli fidanzare con qualche brava ragazza[9].
Nello stesso anno il drama coreano Kaeinui chwihyang (Personal Taste) è stato trasmesso dalla MBC: la storia ruota attorno ad un giovane uomo etero (impersonato da Lee Min Ho) che si deve fingere gay per poter diventar coinquilino di una ragazza che vive da sola; a seguito di ciò nel posto di lavoro diverrà oggetto delle attenzioni sentimentali di un suo superiore[10].
Prima di questi c'era stato solo Coming out, serie che ha debuttato sul canale via cavo tvN nel 2008 in tardissima serata: la storia tratta dell'amicizia tra un attore gay ed un'attrice etero e che pubblicamente tutti considerano come ufficialmente fidanzati[11].

Figure d'intrattenimento apertamente gay sono la già citata modella ed attrice transessuale Harisu, la quale fa frequenti apparizioni televisive: è stata la prima persona in Corea nel 2002 ha ottener il cambio legale di sesso[12]. L'attore Hong Seok-cheon[13] dopo essere stato fortemente discriminato a seguito del coming out effettuato nel 2000[14], è tornato successivamente alla sua carriera nel mondo dello spettacolo e da allora appare in numerosi programmi di dibattito a sostegno dei diritti civili[15].Nel 2005 è apparso con i suoi genitori ospite del talk show coreano " Park Ju-mi's Yoyumanman ", per discutere dei cambiamenti della sua vita da quando si è dichiarato gay. Dopo il divorzio di sua sorella, ne ha adottato i figli e ha cambiato i loro cognomi al suo.[16]

Nei riguardi del suicidio per impiccagione del giovane attore Kim Ji-hoo, morto nel 2008, la polizia ha attribuito il suo gesto estremo ai pregiudizi pubblici ancora radicati nei confronti dell'omosessualità.

Nel 2011 è andato in onda sul canale KBS The Daughters of Bilitis, un "drama-special" sulla vita delle onne lesbiche, ma a seguito delle proteste di chi minacciava di boicottare la rete la produzione ha dovuto chiudere la trasmissione dopo quattro giorni. Anche “XY She”, un talk-show dedicato alla persone transgender è stato annullato dopo la prima puntata a causa dell'opposizione di una parte del pubblico: la rete ha indicato nella preoccupazione contro attacchi fisici a membri del cast quale ragione ufficiale della cancellazione del programma.

Nel 2013 il regista Kim Jho Kwang-soo e il suo compagno Kim Seung-hwan sono diventata la prima coppia gay a sposarsi pubblicamente, anche se non era un matrimonio legalmente riconosciuto.[17]

Nel cinema[modifica | modifica sorgente]

La cinematografia sudcoreana si è occupata, nell'ultimo decennio, della realtà e delle condizioni di vita delle persone gay e lesbiche a livello di quella taiwanese e giapponese, ma con incursioni nella realtà transessuale quasi quanto il cinema thailandese; i suoi contenuti espliciti (tra cui il mostrare nudi frontali maschili), negli ultimi anni, rappresentano invece un suo carattere originale non imitato da alcun altro paese asiatico, se non forse solo dal cinema filippino. Tra i film che hanno maggiormente riscosso un consenso di critica e pubblico ci sono:

Pride 2014.

Iniziative anti discriminatore[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010, il Dipartimento di Giustizia promosse l'attuazione di una Legge Anti-Discriminazione, ma la forte influenza della chiesa cristiana ha causato il Dipartimento di Giustizia ad abbandonare lo sforzo. Nel 2013, più di 50 membri del Partito Democratico hanno introdotto una proposta per includere l'orientamento sessuale nella Legge Anti-Discriminazione, ma in seguito ha ritirato la mozione a causa di attacchi da parte della comunità religiosa più conservatrice.

Opinione pubblica[modifica | modifica sorgente]

I cittadini sudcoreani son divenuti, nell'ultimo decennio, molto più tolleranti nei confronti dell'accettazione dell'omosessualità e dei relativi diritti civili, anche se gli atteggiamenti conservatori rimangono dominanti: un sondaggio svolto dall'istituto di ricerca Gallop nel 2013 ha rilevato che il 39% degli intervistati è convinta che l'identità omosessuale dovrebbe essere accettata dalla società (rispetto ad un 18% nel 2007). Rimane tuttavia una significativa differenza per fasce d'età: il 71% dei 18-29enni era a favore, rispetto al 16% degli ultra cinquantenni.[18]
Sempre nel 2013 un altro sondaggio commissionato da un gruppo cristiano conservatore ha rilevato che il 25% degli intervistati sosteneva il matrimonio omosessuale, mentre il 67% era contrario;[19] una ricerca della Ipsos ha notato però che a fronte d'un 26% a favore del matrimonio omosessuale, vi era un altro 31% che sosteneva in ogni caso una qualche forma di riconoscimento giuridico per le coppie formate da persone dello stesso sesso.[20]

Vi è infine un numero sempre più crescente di persone che affermano d'aver un'identità bisessuale.[21]

Il servizio militare[modifica | modifica sorgente]

Nella repubblica della Corea del Sud il servizio militare è obbligatorio per tutti i cittadini maschi: al momento dell'arruolamento tutti i coscritti devono affrontare un test psicologico che comprende diverse domande riguardanti le preferenze sessuali. I militari in servizio attivo dichiarati omosessuali sono classificati come aver una "disabilità comportamentale" e potevano fino a pochissimo tempo fa essere congedati con disonore, anche se questo è stato dichiarato illegale da un tribunale militare: la questione è attualmente al vaglio della corte costituzionale[1].

Il congedo con disonore per i soldati gay risulta esser un fatto rilevante dal momento che la Corea del Sud non consente l'obiezione di coscienza: tal etichettatura porta con sé notevoli pressioni sociali in quanto molte aziende richiedono prima di assumere nuovi dipendenti un profilo completo del servizio militare svolto[22]. Sui registri militari il congedo con disonore è posto allo stesso livello dell'esonero a causa di un handicap mentale.[23]

Diritti Transgender[modifica | modifica sorgente]

La corte suprema ha stabilito che affinché una persona possa beneficiare dell'operazione chirurgica di cambio di sesso debba aver almeno compiuto 20 anni, oltre ad essere celibe e senza figli[24]. A partire dal 2006 tutte le persone sottoposte con successo all'intervento di riassegnazione di sesso hanno il diritto a dichiarare in tutti i documenti ufficiale il loro nuovo status di genere, incluso il diritto di richiedere la rettifica di sesso online su tutti i registri pubblici governativi, compreso quello del censimento[25].

La bandiera coreana adattata a quella arcobaleno.

Vita quotidiana LGBT[modifica | modifica sorgente]

La parola coreana per indicare l'omosessuale è Dongseongaeja (Hangul: 동성애자; Hanja: 同性愛者, letteralmente "amante dello stesso sesso"). Un termine invece molto meno politically correct è Dongseongyeonaeja ("동성연애자" 同性戀愛者). Si può tuttavia far uso frequentemente anche del termine ibanin ("이반인"; "異般人" o anche "二般人") che può esser tradotta come "persona di seconda scelta/di tipo diverso/di classe inferiore" e di solito abbreviato come Iban ("이반"; "異般").[26]. Il termine è un gioco linguistico basato sulla parola ilban-in (일반인; 一般人) che significa "persona normale-regolare-comune": lesbica è lejeubieon (레즈비언); gay è gei (게이); queer è kuieo (퀴어); infine transessuale è teuraenseujendeo (트랜스젠더).

L'omosessualità rimane in gran parte ancora un tabù all'interno della società civile e coppie gay vengono rarissimamente viste in pubblico. Questa mancanza di visibilità si riflette anche nel profilo relativamente basso mantenuto da molti dei gay-club presenti nel territorio nazionale, la maggior parte dei quali sono di proprietà dell'imprenditore di nightclub Tim Kim che ha la sua base operativa a Londra. Questi son concentrati nelle aree metropolitane a più alta densità abitativa (il centro storico di Jongno-gu a Seul, il quartiere universitario "Sincheon-dong" e la zona abitata essenzialmente da stranieri "Itaewon" in cui sorge il quartiere a luci rosse e la "collina dei gay-Homo hill")[27] e solo nelle grandi città, oltre alla capitale Busan e poche altre, si mantiene un certo grado di vita notturna gay.

Problemi di censura[modifica | modifica sorgente]

Negli anni dal 2001 al 2003 il governo ha praticato una censura dei contenuti gay dei siti web attraverso un Comitato etico d'informazione e comunicazione (정보통신윤리위원회), organo ufficiale del Ministero delle telecomunicazioni: in seguito tale pratica è stata cancellata del tutto[28].

Tabella riassuntiva[modifica | modifica sorgente]

Omosessualità legale Yes
Parità nell'età del consenso Yes
Leggi ani discriminatorie sul luogo di lavoro No
Leggi anti discriminatorie nella fornitura di beni e servizi No
Leggi anti discriminatorie in tutti gli altri settori (inclusa la discriminazione indiretta e le espressioni d'odio) No
Matrimonio omosessuale No
Riconoscimento delle coppie dello stesso sesso No
Adozione da parte di coppie dello stesso sesso No
Adozione congiunta da parte di coppie dello stesso sesso No
Permesso di servire apertamente come gay e lesbiche nelle forze armate Yes
Diritto legale di cambiare genere Yes
Accesso alle fecondazione in viro per le lesbiche No
Maternità surrogata commerciale per le coppie gay No

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Will homosexuality be accepted in barracks?, The Korea Times.
  2. ^ Being gay in South Korea, GayNZ.com. URL consultato il 16 settembre 2010.
  3. ^ Korean Gay and Lesbian History, Utopia-asia.com. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  4. ^ a b c Hyung-Ki Choi et al., South Korea (Taehan Min’guk) in International Encyclopedia of Sexuality, Continuum Publishing Company. URL consultato il 1º gennaio 2007.
  5. ^ see also "Hyegong-wang" (惠恭王) in Samguk Sagi Silla Bon-gi
  6. ^ żÜąšŔÎŔť Ŕ§ÇŘ, Buddy79.com, 20 febbraio 1998. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  7. ^ 네이버 :: 페이지를 찾을 수 없습니다
  8. ^ 네이버 영화 :: 영화와 처음 만나는 곳, Movie.naver.com. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  9. ^ Saju and death of a transgender, The Korea Times.
  10. ^ Lee Min-ho to Star in New MBC Drama, The Korea Times. URL consultato il 16 settembre 2010.
  11. ^ Actor Hong Suk-Chun to Host 'Coming Out', The Korea Times.
  12. ^ Harisu [collegamento interrotto]
  13. ^ Lisa Hanson, Gay community at crossroads, Korea Herald, 26 giugno 2004. URL consultato il 1º gennaio 2007.
  14. ^ (KO) 홍석천, 이성애자 마초 변신 “놀랍죠?”, 7 settembre 2006. URL consultato il 1º gennaio 2007.
  15. ^ 네이버 :: 페이지를 찾을 수 없습니다
  16. ^ HanCinema
  17. ^ http://www.ontopmag.com/article.aspx?id=16507&MediaType=1&Category=24
  18. ^ [1]
  19. ^ South Korea easing homophobic views on news of gay 'wedding'
  20. ^ Same-Sex Marriage, Ipsos, 7–21 May 2013.
  21. ^ Queer Identity and Sexuality in South Korea: A Critical Analysis via Male Bisexuality, Seoul National University. URL consultato il 1º agosto 2013.
  22. ^ South Korea: Appeal: Lim Tae Hoon | Amnesty International [collegamento interrotto]
  23. ^ South Korea: Appeal: Lim Tae Hoon | Amnesty International [collegamento interrotto]
  24. ^ 사람과사람 | People to People, Queerkorea.org. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  25. ^ 네이버 :: 페이지를 찾을 수 없습니다
  26. ^ Kirikiri, the Lesbian Counseling Center in Korea; dead link as of 2009-01-17
  27. ^ Gay Seoul Gay Resources and Travel Tips in Korea by Utopia, Utopia-asia.com. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  28. ^ Internet Censorship in South Korea, Information Policy.

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