Governo Renzi

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Governo Renzi
Prime Minister Renzi.jpg
Stato Italia Italia
Presidente del consiglio Matteo Renzi
(PD)
Coalizione PD, NCD, SC, PI, PSI, LeD

con l'appoggio esterno di SVP, PATT, UpT, USEI, MAIE (fino al 31/03/2014[1]) UV, CD

Legislatura XVII Legislatura
Giuramento 22 febbraio 2014

[2]Il Governo Renzi è il sessantatreesimo Governo della Repubblica Italiana, il secondo della XVII Legislatura, in carica a partire dal 22 febbraio 2014, giorno in cui ha prestato giuramento, succedendo al Governo Letta, dimissionario dal 14 febbraio.

L'incarico di formare un nuovo governo è stato affidato dal presidente Giorgio Napolitano a Matteo Renzi il 17 febbraio, dopo che Enrico Letta aveva presentato le sue dimissioni irrevocabili a seguito dell'approvazione a larghissima maggioranza (136 favorevoli contro 16 contrari), da parte della Direzione Nazionale del Partito Democratico, di un documento in cui si chiedeva un cambio dell'esecutivo; Renzi ha poi sciolto la riserva il 21 febbraio, presentando contestualmente i ministri del governo da lui presieduto. Il governo è composto da esponenti di diversa provenienza politica, oltre che da tre indipendenti.

Il 25 febbraio 2014 ha ottenuto la fiducia prima del Senato della Repubblica (con 169 voti favorevoli e 139 contrari)[3], poi della Camera dei deputati (con 378 voti favorevoli, 220 contrari e 1 astenuto)[4].

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio Napolitano con Matteo Renzi il giorno del giuramento del Governo.
Il Governo Renzi con Giorgio Napolitano il giorno del suo giuramento.

La composizione del Consiglio dei ministri è stata comunicata da Matteo Renzi il 21 febbraio 2014, contemporaneamente allo scioglimento della riserva dell'incarico affidatogli dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 17 febbraio. Oltre al presidente Renzi fanno parte del governo 16 ministri, di cui 13 a capo di un dicastero e 3 senza portafoglio, e 42 sottosegretari di Stato, di cui 9 viceministri, per un totale di complessivamente 59 componenti. Si sono anticipatamente dimessi tre sottosegretari (Antonio Gentile di NCD, Giovanni Legnini e Roberto Reggi del PD).

Appartenenza politica[modifica | modifica wikitesto]

L'appartenenza politica dei membri del governo si può così riassumere:

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Matteo Renzi è il più giovane Presidente del Consiglio dei ministri della storia d'Italia ed è il quarto Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, dopo Carlo Azeglio Ciampi, Lamberto Dini e Giuliano Amato (limitatamente al governo Amato II) a non essere parlamentare.

Sono presenti 8 donne ministro (5 con portafoglio e 3 senza), numero record per la storia della Repubblica, che rappresentano per la prima volta in assoluto la metà dei ministri. Tuttavia, tra i 45 sottosegretari, le donne sono solo 9; la componente rosa del governo ammonta dunque a 17 presenze, solo una in più rispetto al precedente governo Letta. Per la prima volta nella storia della Repubblica, due donne sono poste a capo rispettivamente del ministero della Difesa (Roberta Pinotti) e del ministero dello Sviluppo economico (Federica Guidi).

L'età media dei ministri è di 47 anni (cinque di meno rispetto al governo precedente), risultando il governo più giovane della storia repubblicana. I ministri con meno di 40 anni sono tre, due in più di quelli del governo Letta. È uno dei governi più snelli della storia repubblicana, composto da 16 ministri. Solo il governo De Gasperi III ne aveva un numero inferiore, composto da 15 ministri. In quel gabinetto del 1947 non furono nominati ministri senza portafoglio.

Cinque ministri e il sottosegretario Delrio avevano già ricoperto incarichi ministeriali in precedenza, mentre tre sottosegretari del precedente esecutivo sono stati promossi a ricoprire l'incarico di titolari di un dicastero, uno dei tre in un Ministero diverso da quello in cui era Sottosegretario. Inoltre, anche 18 sottosegretari e viceministri facevano parte del precedente governo.

8 ministri sono deputati, 2 senatori, 1 non è parlamentare nella legislatura attuale ma lo è stato in quelle precedenti, 5 non sono mai stati parlamentari.

4 Ministri provengono dal Lazio, 4 dall' Emilia-Romagna, 2 dalla Toscana, 2 dalla Liguria, 2 dalla Lombardia, uno dalla Sicilia e uno dalla Calabria.

Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Matteo Renzi (PD)

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Graziano Delrio (PD), segretario del Consiglio dei ministri, con delega alle politiche di coesione territoriale e allo sport
Luca Lotti (PD), con delega all'informazione e comunicazione del Governo e all'editoria, alle commemorazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale e alle celebrazioni del settantesimo anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione
Sandro Gozi (PD), con delega alle politiche europee e al coordinamento, con il ministro degli affari esteri, delle attività inerenti il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea
Marco Minniti (PD), Autorità Delegata per la Sicurezza della Repubblica

Ministri senza portafoglio[modifica | modifica wikitesto]

Riforme costituzionali e rapporti con il Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Maria Elena Boschi (PD) con delega al programma di governo
Sottosegretari Sesa Amici (PD)
Luciano Pizzetti (PD)
Ivan Scalfarotto (PD)

Semplificazione e pubblica amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Marianna Madia (PD)
Sottosegretario Angelo Rughetti (PD)

Affari regionali e autonomie[modifica | modifica wikitesto]

Fino all'8/4/2014 con il nome Affari regionali[5]

Ministro Maria Carmela Lanzetta (PD)
Sottosegretario Gianclaudio Bressa (PD)

Ministeri[modifica | modifica wikitesto]

Affari esteri e cooperazione internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 29 agosto 2014 con il nome Affari Esteri [6]

Ministro Federica Mogherini (PD) con delega al coordinamento, con il sottosegretario Sandro Gozi, delle attività inerenti il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea
Viceministro Lapo Pistelli (PD) con delega alla cooperazione allo sviluppo
Sottosegretari Benedetto Della Vedova (SC)
Mario Giro (PpI) con delega agli italiani all'estero

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Angelino Alfano (NCD)
Viceministro Filippo Bubbico (PD) con delega alla pubblica sicurezza e alle minoranze storiche etnico-linguistiche
Sottosegretari Giampiero Bocci (PD) con delega alle autonomie locali e territoriali, ai vigili del fuoco, il soccorso pubblico e la difesa civile
Domenico Manzione (indipendente) con delega alle libertà civili e l'immigrazione, il raccordo tra prefetture e amministrazioni statali sul territorio, le onorificenze, le persone scomparse e la lotta alla corruzione

Giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Andrea Orlando (PD)
Viceministro Enrico Costa (NCD)
Sottosegretario Cosimo Ferri (indipendente)

Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Roberta Pinotti (PD)
Sottosegretari Gioacchino Alfano (NCD)
Domenico Rossi (PpI)

Economia e finanze[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Pier Carlo Padoan (indipendente)
Viceministri Luigi Casero (NCD) con delega al fisco e le finanze
Enrico Morando (PD) con delega alla finanza pubblica, il bilancio e la stabilità
Sottosegretari Pier Paolo Baretta (PD)con delega alla valorizzazione del patrimonio pubblico immobiliare e al patto di stabilita' interno
Giovanni Legnini (PD) con delega alle politiche di coesione, alla ricostruzione e lo sviluppo dell'Aquila e dell'Abruzzo, ai piani di rientro degli enti locali, all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, al CIPE e all'attuazione normativa - fino al 26/9/2014
Enrico Zanetti (SC) con delega al contenzioso valutario, al contrasto del riciclaggio, alla fiscalità dei mercati finanziari, al federalismo fiscale, al bilancio comunitario, ai piani di rientro dai deficit sanitari e alla revisione legale

Sviluppo economico[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Federica Guidi (indipendente)
Viceministri Carlo Calenda (SC) con delega al commercio internazionale
Claudio De Vincenti (PD) con delega all'energia
Sottosegretari Antonello Giacomelli (PD) con delega alle comunicazioni
Simona Vicari (NCD) con delega alle pmi, l'artigianato, i consumatori e la concorrenza

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Maurizio Lupi (NCD)
Viceministro Riccardo Nencini (PSI)
Sottosegretari Umberto Del Basso De Caro (PD)
Antonio Gentile (NCD) - fino al 3/3/2014

Politiche agricole alimentari e forestali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Maurizio Martina (PD) con delega a Expo 2015
Viceministro Andrea Olivero (PpI)
Sottosegretario Giuseppe Castiglione (NCD)

Ambiente e tutela del territorio e del mare[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Gian Luca Galletti (UdC)
Sottosegretari Barbara Degani (NCD)
Silvia Velo (PD)

Lavoro e politiche sociali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giuliano Poletti (indipendente) con delega alle politiche giovanili, al Servizio civile nazionale, all'integrazione e alla famiglia
Sottosegretari Teresa Bellanova (PD) con delega ai servizi per il lavoro
Franca Biondelli (PD) con delega alle politiche sociali e l'inclusione, l'immigrazione e l'integrazione e la famiglia
Luigi Bobba (PD) con delega al terzo settore e le formazioni sociali, alle politiche giovanili e al Servizio civile nazionale
Massimo Cassano (NCD) con delega alle politiche previdenziali e assicurative

Istruzione, università e ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Stefania Giannini (SC)
Sottosegretari Angela D'Onghia (PpI)
Roberto Reggi (PD) - fino al 19/9/2014
Gabriele Toccafondi (NCD)

Beni e attività culturali e turismo[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Dario Franceschini (PD)
Sottosegretari Francesca Barracciu (PD)
Ilaria Borletti Buitoni (SC)

Salute[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Beatrice Lorenzin (NCD)
Sottosegretario Vito De Filippo (PD)

Appoggio parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei Deputati[7] Seggi
Partito Democratico
Nuovo Centrodestra
Scelta Civica
Per l'Italia
Centro Democratico
Minoranze linguistiche
MAIE-Alleanza per l'Italia
PSI-Liberali per l'Italia
Stella Alpina
Altri[8]
Totale Maggioranza
298
27
27
16
4
5
4
4
1
2
388
MoVimento 5 Stelle
Forza Italia
Sinistra Ecologia Libertà[9]
Lega Nord e Autonomie[10]
Fratelli d'Italia
Altri[11]
Totale Opposizione
104
70
25
19
9
15
242
Totale 630
Senato della Repubblica[7] Seggi
Partito Democratico[12]
Nuovo Centrodestra
Per l'Italia
Per le Autonomie-PSI-MAIE
Scelta Civica
Altri[13]
Totale Maggioranza
109
32
10
13
7
5
176
Forza Italia
MoVimento 5 Stelle
Lega Nord e Autonomie
Grandi Autonomie e Libertà[14]
Sinistra Ecologia Libertà
GAPP
Altri[11]
Totale Opposizione
59
40
15
9
7
3
11
144
Totale 320

L'esecutivo gode dell'appoggio dei seguenti partiti presenti in Parlamento:

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

2014[modifica | modifica wikitesto]

Febbraio[modifica | modifica wikitesto]

Matteo Renzi apre la riunione del primo Consiglio dei Ministri del Governo, il 22 febbraio 2014.
Il Governo Renzi al Senato
Il Governo Renzi alla Camera
  • 14 febbraio 2014. Il presidente del Consiglio Letta, preso atto dell'approvazione a larga maggioranza [15] da parte della direzione del PD del documento [16] proposto dal segretario Renzi in cui si chiedeva di dare vita a un nuovo governo, rassegna le sue dimissioni irrevocabili [17][18] al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questi le accetta, ritenendo superfluo un passaggio parlamentare, e dà subito avvio alle consultazioni con i presidenti delle Camere e le delegazioni parlamentari.[19] Decidono di non prendervi parte la Lega Nord [20] e il Movimento 5 Stelle.[21]
  • 17 febbraio 2014. Il presidente della Repubblica assegna l'incarico di formare un nuovo governo al segretario del PD Matteo Renzi, che si riserva di accettarlo,[22] dandone informazione ai presidenti delle Camere.[23][24]
  • 18 e 19 febbraio 2014. Il presidente del Consiglio incaricato svolge le consultazioni con i gruppi parlamentari.[25]
  • 21 febbraio 2014. Matteo Renzi si reca al Quirinale, dove scioglie la riserva e presenta la lista dei 16 ministri.
  • 22 febbraio 2014. Matteo Renzi e 15 ministri[26] giurano nelle mani del Presidente della Repubblica presso il Quirinale [27]. Dopo il passaggio di consegne con Enrico Letta, Renzi presiede il primo Consiglio dei ministri nel quale vengono assegnate le deleghe ai ministri senza portafoglio e Graziano Delrio è nominato sottosegretario di Stato alla Presidenza con funzioni di segretario del Consiglio dei ministri.
  • 24 febbraio 2014. Renzi illustra il programma di governo al Senato della Repubblica e dopo quasi 11 ore di lavori d'aula ottiene la fiducia con 169 voti favorevoli e 139 contrari.[28]
  • 25 febbraio 2014. Il governo ottiene la fiducia anche alla Camera dei Deputati con 378 voti favorevoli, 220 contrari e 1 astenuto.[29]
  • 28 febbraio 2014. Il Consiglio dei ministri nomina quarantaquattro sottosegretari, nove dei quali assumono le funzioni di viceministri[30], che in serata prestano giuramento nelle mani del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Marzo[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 marzo 2014. Dopo giorni di polemiche[31][32], il neo sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Antonio Gentile[33] annuncia le sue dimissioni.[34]
  • 12 marzo 2014. Dopo due giorni di votazioni la Camera dei Deputati approva in prima lettura la nuova legge elettorale Italicum con 365 si,156 no e 40 astenuti. Numerose le polemiche per la mancata introduzione delle preferenze e delle norme per la parità di genere.
  • 12 marzo 2014. Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge sui contratti a termine, poi denominato decreto Poletti che sancisce di fatto la scomparsa del contratto di lavoro a tempo indeterminato e anche un disegno di legge delega sul lavoro denominato "Jobs Act". Viene anche annunciata una riduzione del carico fiscale di circa 80 euro a chi prende meno di 1500 euro al mese.
  • 26 marzo 2014. Nonostante le polemiche suscitate da numerosi partiti della maggioranza il Governo ottiene la fiducia al Senato sul disegno di legge Delrio sulla riforma delle province con 160 si e 133 no.
  • 31 marzo 2014. Il MAIE esce dal governo e passa all'opposizione a causa della politica del governo nei confronti degli italiani all'estero[35].

Aprile[modifica | modifica wikitesto]

  • 18 aprile 2014. Il Consiglio dei ministri approva il decreto-legge che prevede la riduzione dell'IRPEF per i lavoratori dipendenti e assimilati che guadagnano fino a 24.000 euro lordi all'anno. La retribuzione netta mensile aumenterà di 80 euro, attraverso un credito d'imposta, a partire dal mese di maggio 2014.
  • 22 aprile 2014. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi firma la direttiva che dispone la declassificazione degli atti relativi alle stragi[36][37].
  • 30 aprile 2014. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi insieme al ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Marianna Madia presentano le linee guida per la riforma della Pubblica Amministrazione che sarà approvata dal Consiglio dei Ministri del 13 giugno 2014.

Maggio[modifica | modifica wikitesto]

Agosto[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 agosto 2014 - Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi illustra in conferenza stampa le linee guida del decreto legge chiamato "Sblocca Italia", destinato, nelle intenzioni del Governo, a facilitare l'esecuzione di grandi opere attualmente ferme, lavori edilizi e nelle infrastrutture, oltre a realizzare un'ulteriore semplificazione amministrativa. Sulle linee guida si è svolto un mese di consultazioni pubbliche.[54]
  • 8 agosto 2014 - Il Consiglio dei Ministri approva un decreto legge con norme in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive e di riconoscimento della protezione internazionale dei migranti.[55]
  • 8 agosto 2014 - Il Senato approva la Riforma Costituzionale varata dal Governo con 183 si e 4 astenuti.
  • 8 agosto 2014 -Approvazione finale delle due camere dei decreti sulla competitività,Pubblica amministrazione e sulle Carceri.I tre decreti diventano legge.
  • 29 agosto 2014 - Il Consiglio dei Ministri approva il decreto legge "Sblocca Italia" e la riforma della giustizia, suddivisa in un decreto legge relativo allo smaltimento dell'arretrato nel processo civile, e 6 disegni di legge, di cui 3 disegni di legge delega al Governo, relativi al contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti, alla responsabilità civile dei magistrati, all'efficienza del processo civile, alla riforma organica della magistratura ordinaria e dei [giudici di pace e alla riforma del libro XI del codice di procedura penale.
  • 30 agosto 2014 - Il Ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini viene nominata dal Consiglio europeo Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.[56] Il mandato, della durata di cinque anni, decorrerà dal 1º novembre 2014.

Settembre[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 settembre 2014 - Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi illustra in conferenza stampa il sito dei Millegiorni "passodopopasso.italia.it ", in cui sarà possibile monitorare l'andamento del programma di governo.
  • 3 settembre 2014 - Sul sito dei "Millegiorni" vengono presentate le linee guide sulla riforma della scuola che verranno sottoposte a consultazione per due mesi.
  • 5 settembre 2014 - Il ministro della Difesa Roberta Pinotti e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin danno il via libera alla produzione della Cannabis terapeutica. Verrà coltivata dall'Esercito Italiano, nello stabilimento chimico militare di Firenze. I farmaci saranno disponibili entro il 2015.

Ottobre[modifica | modifica wikitesto]

Politica economica[modifica | modifica wikitesto]

Il governo Renzi ereditava la pesante situazione economica derivante da una crisi mondiale iniziata nel 2007, accentuata da situazioni strutturali che fin dall'inizio della seconda repubblica hanno causato un basso livello di crescita del paese.

Dopo il governo Monti che aveva tentato di affrontare la bolla previdenziale con la riforma delle pensioni Fornero ed il governo Letta che continuava sulla stessa strada con la legge di stabilità del 2014 reintroducendo il contributo di solidarietà già bocciato dalla Corte Costituzionale, anche se più di valore simbolico che sostanziale, gli interventi sul sistema pensionistico obbligatorio in Italia registravano un momento di pausa fino alla nomina del nuovo Commissario Straordinario Tiziano Treu che doveva affrontare la fase operativa dell'incorporazione dell'INPDAP all'INPS, prevista con il decreto Salva Italia.

Uno dei primi interventi era quello del bonus degli 80 euro di credito d'imposta IRPEF per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 26.000€ annui. Il fine era quello di rilanciare i consumi e soprattutto di diminuire il cuneo fiscale o meglio l'aliquota fiscale effettiva su alcune fasce di reddito e per categorie di lavoratori.

L'entità della manovra era di ca. 10 miliardi di euro.

Tale manovra andava valutata con gli effetti del decreto Poletti che introduceva la flessibilità totale sui nuovi assunti[57] e la scomparsa del contratto di lavoro a tempo indeterminato.[58]

In preparazione della legge di stabilità un report dell'FMI suggeriva di intervenire con dei tagli al settore della sanità ed in quello delle pensioni. Si poneva quindi il tema di affrontare le lobby previdenziali in Italia.

La legge di stabilità 2015[modifica | modifica wikitesto]

L'occasione era quella della legge di stabilità 2015 ove si andavano a penalizzare gli interessi del sistema pensionistico privato in Italia intervenendo sulla tassazione degli utili degli investimenti e sulla possibilità di smobilitare il TFR da parte dei lavoratori.

Ciò era particolarmente significativo in quanto si cercava di disincentivare la precedente normativa che aveva effetti di regressività sui redditi dei lavoratori dipendenti.

Altro intervento questa volta sul sistema pensionistico pubblico in Italia era l'innalzamento della tassazione anche per le casse previdenziali di cui al D.Lgs. 509/1994 e D.Lgs. 103/1996 utile alla diminuzione in alcuni casi del patrimonio preda.

Entrambe le istituzioni avevano dimostrato che gli ingenti patrimoni accumulati, investiti sui mercati esteri avevano svolto una funzione negativa sulla crescita del PIL e di fatto aggravato la bolla previdenziale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ricardo Merlo, Mario Borghese, Claudio Zin: "Non c’è più motivo per appoggiare questa maggioranza. Il MAIE passa all’opposizione.”
  2. ^ Governo Italiano, Governo Italiano, http://passodopopasso.italia.it/.
  3. ^ (EN) Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 203 del 06/03/2014, Senato della Repubblica, 24 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  4. ^ Renzi alla Camera: abbiamo un’unica chance Passa la fiducia con 378 sì e 220 no, 25 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  5. ^ http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-04-30&atto.codiceRedazionale=14A03548&elenco30giorni=true
  6. ^ Si veda art.3 della legge 11 agosto 2014, n. 125 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/08/28/14G00130/sg
  7. ^ a b Composizione al 25 febbraio 2014.
  8. ^ Il deputato Nesi, già SC.
  9. ^ La Presidente Boldrini (Sel) per prassi non vota.
  10. ^ Il deputato Rudi Marguerettaz (Stella Alpina) vota la fiducia.
  11. ^ a b Non iscritti ad alcuna componente del Gruppo Misto:
  12. ^ Il Presidente Grasso (Pd) per prassi non vota.
  13. ^ Il senatore ex Lega Michelino Davico iscritto al gruppo GAL.
  14. ^ Il senatore Michelino Davico (ex Lega Nord) vota la fiducia.
  15. ^ Favorevoli:136, contrari:16, astenuti:2
  16. ^ Apriamo una fase nuova, Partito Democratico, 13 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  17. ^ Il Presidente Napolitano ha ricevuto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Letta, Presidenza della Repubblica Italiana, 14 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  18. ^ Enrico Letta si è dimesso, Presidenza del Consiglio dei ministri, 14 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  19. ^ Calendario delle Consultazioni del Presidente della Repubblica a seguito delle dimissioni del Governo Letta, Presidenza della Repubblica Italiana, 14 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  20. ^ Salvini, Lega domani non andrà a consultazioni, Lega Nord, 14 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  21. ^ Federico D'Incà e Maurizio Santangelo, Il M5S non va alle consultazioni farsa di Napolitano, beppegrillo.it, 14 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  22. ^ Il Presidente Napolitano ha conferito l'incarico al dottor Matteo Renzi, Presidenza della Repubblica Italiana, 17 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  23. ^ Il Presidente Grasso riceve Matteo Renzi, Senato della Repubblica, 17 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  24. ^ Camera, Laura Boldrini riceve Matteo Renzi, Camera dei deputati, 17 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  25. ^ Al via le consultazioni di Renzi. Ecco il calendario. in ASCA (Roma), 18 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  26. ^ Pier Carlo Padoan, di ritorno dall'estero, giurerà due giorni più tardi.
  27. ^ Alessandro Sala, Renzi ha giurato, lunedì la fiducia al Senato. Come primo atto il neo-premier chiama i marò. in Corriere della Sera, 22 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  28. ^ Governo, Renzi ottiene la fiducia al Senato in Libero, 25 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  29. ^ Renzi alla Camera: abbiamo un’unica chance Passa la fiducia con 378 sì e 220 no in Corriere della Sera, 25 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  30. ^ Consiglio dei Ministri n.4 - Nomina dei Sottosegretari, Presidenza del Consiglio dei ministri, 28 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  31. ^ Giuseppe Baldessarro, Cosenza: quell'articolo è scomodo. E la rotativa del giornale si guasta in la Repubblica, 19 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  32. ^ Laura Eduati, Antonio Gentile e Francesca Barracciu, i primi due imbarazzi di Renzi in L'Huffington Post, 28 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  33. ^ Tutti sottosegretari del Governo Renzi in Il Post, 28 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  34. ^ Gentile si dimette da sottosegretario in La Stampa (Roma), 3 marzo 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  35. ^ Ricardo Merlo, Mario Borghese, Claudio Zin: "Non c’è più motivo per appoggiare questa maggioranza. Il MAIE passa all’opposizione.”
  36. ^ Stragi, il governo toglie il segreto di Stato. Renzi: 'Un dovere'. URL consultato il 27 agosto 2014.
  37. ^ Twitter bird logo.pngAbbiamo 'declassificato' i documenti su alcune delle pagine più oscure della storia italiana Matteo Renzi su Twitter. 22 aprile 2014. URL consultato il 27 agosto 2014.
  38. ^ Twitter bird logo.pngRiforma del Senato. Approvato il testo base del Governo... Matteo Renzi su Twitter. 6 maggio 2014. URL consultato il 27 agosto 2014.
  39. ^ Riforme, sì al testo base del governo: vota anche Fi. Ma esecutivo va sotto su eleggibilità dei senatori.
  40. ^ Ansaldo Energia: Renzi, con accordo Shangai Electrics Italia riparte.
  41. ^ Twitter bird logo.png#Genova firma di accordo con Shangai Electrics che porta posti di lavoro e investimenti a Genova e in Italia #italiariparte Matteo Renzi su Twitter. 8 maggio 2014. URL consultato il 27 agosto 2014.
  42. ^ Electrolux, firmata intesa. Renzi: "accordo grazie a Dl lavoro"..
  43. ^ Twitter bird logo.pngDopo Ansaldo Energia e Fincantieri, oggi abbiamo firmato l'accordo - importantissimo! - su Electrolux #nonfiniscequi #italiariparte Matteo Renzi su Twitter. 16 maggio 2014. URL consultato il 27 agosto 2014.
  44. ^ Twitter bird logo.pngHo incontrato il collega polacco Tusk. Loro hanno speso 97,5% dei fondi europei, noi no. Abbiamo oltre 180 mld€ da investire #italiariparte Matteo Renzi su Twitter. 19 maggio 2014. URL consultato il 27 agosto 2014.
  45. ^ Incontro Renzi-Tusk: Italia-Polonia insieme contro l'euroscetticismo.
  46. ^ Twitter bird logo.pngOlbia. Accordo gov/reg e Qatar Foundation. Un miliardo di investimenti. Più di mille posti di lavoro #italiariparte Matteo Renzi su Twitter. 21 maggio 2014. URL consultato il 27 agosto 2014.
  47. ^ Firmato accordo tra Governo, Regione Sardegna e Qatar Foundation; 1mld di investimenti e mille posti di lavoro.
  48. ^ Twitter bird logo.png#italiariparte Approvato decreto cultura turismo mooolto interessante #artbonus Prossime settimane disegno di legge delega settore #unoxuno Matteo Renzi su Twitter. 22 maggio 2014. URL consultato il 27 agosto 2014.
  49. ^ Governo approva il decreto cultura e turismo: credito d'imposta per chi innova.
  50. ^ Twitter bird logo.pngA Palazzo Chigi la firma dell'accordo Fincantieri MSC. Oltre 2.3 miliardi di euro di lavori #italiariparte Matteo Renzi su Twitter. 22 maggio 2014. URL consultato il 27 agosto 2014.
  51. ^ Fincantieri-MSC Crociere, accordo da 2,1 miliardi.
  52. ^ Twitter bird logo.pngUn risultato storico. Commosso e determinato adesso al lavoro per un'Italia che cambi l'Europa. Grazie #unoxuno. @pdnetwork #senzapaura Matteo Renzi su Twitter. 25 maggio 2014. URL consultato il 27 agosto 2014.
  53. ^ [Scrutini] Europee - Elezioni del 25 maggio 2014 - Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 agosto 2014.
  54. ^ Renzi illustra lo Sblocca Italia
  55. ^ Decreto Legge del 22 agosto 2014, n. 119, Disposizioni urgenti in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive, di riconoscimento della protezione internazionale, nonché per assicurare la funzionalità del Ministero dell'interno, pubblicato in G.U. n. 194 del 22 agosto 2014.
  56. ^ (EN) Comunicato del General Secretariat of the Council, Bruxelles, 30 agosto 2014.
  57. ^ Felice Roberto Pizzuti, Finanziaria, i giochi di prestigio del premier in sbilanciamoci.info. URL consultato il 12 ottobre 2014.
    «Si tratta del ben noto fenomeno della traslazione delle imposte o degli sgravi fiscali che penalizzano o premiano non necessariamente le figure formalmente interessate dai provvedimenti, ma quelle che in quella situazione sono meno o più forti nei rapporti di mercato e contrattuali. A riprova che la cosiddetta flessibilità è un modo indiretto di ridurre i salari, ma con essi calano anche l’entità e la stabilità della domanda, della crescita e dell’occupazione.».
  58. ^ Jobs Act, Poletti: "Tempo indeterminato solo il 17%, se continua così art. 18 scompare da solo" in La Repubblica, 12 ottobre 2014. URL consultato il 17 ottobre 2014.

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