Flavio Tosi
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Flavio Tosi (Verona, 18 giugno 1969) è un politico italiano, eletto il 29 maggio 2007 sindaco di Verona.
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[modifica] Biografia
Si è diplomato al liceo ginnasio statale "Scipione Maffei" di Verona. Ha esercitato la professione di tecnico informatico prima di dedicarsi interamente alla politica.
[modifica] Carriera politica
Nel 1994, a 25 anni, è stato eletto Consigliere comunale a Verona: da allora è sempre stato capogruppo del gruppo consiliare della Lega Nord. Dal 1997 al 2003 ha ricoperto il ruolo di Segretario provinciale della Lega Nord - Liga Veneta. Nell'aprile del 2000 è stato eletto Consigliere regionale della Regione Veneto ed è stato rieletto alle ultime elezioni del 2005, ottenendo il record assoluto di preferenze tra tutti i candidati (28.000 preferenze). Ha ricoperto la carica di Assessore regionale alla Sanità sino al 25 giugno 2007 quando si è dimesso per assumere quella di Sindaco di Verona.
Nel 2001 viene rinviato a giudizio su accusa del pm veronese Guido Papalia per aver violato la legge Mancino ai danni di cittadini rom. Condannato in Corte d'Appello, la sentenza viene annullata il 29 giugno 2008 dalla Cassazione, che rinvia Tosi nuovamente al giudizio della Corte di Appello; quest'ultima, il 20 ottobre 2008, conferma la condanna di Tosi e degli altri imputati a due mesi di reclusione (vedi Vicenda giudiziaria per violazione della legge Mancino).
[modifica] Amministrative 2007
Dopo un lungo braccio di ferro all'interno della Casa delle Libertà che ha portato alla possibilità di due candidati di centrodestra - Tosi per la Lega Nord ed Alleanza Nazionale, Alfredo Meocci per l'UDC -, la presa di posizione dei leader nazionali della Lega ha portato i vertici nazionali di Forza Italia ad appoggiare Tosi quale candidato unico (mentre Meocci si accontentò dell'incarico di vicesindaco)[senza fonte].
Alle elezioni amministrative del 27-28 maggio 2007, Tosi ha vinto contro il Sindaco uscente Paolo Zanotto con il 60,69% dei voti[1], dopo una campagna elettorale incentrata su problemi sociali come la sicurezza, la povertà e il degrado urbano (in buona parte derivanti, nella visione politica di Tosi e della Lega Nord, dall'immigrazione clandestina), avvertendo che "in questa città non ci sarà spazio per chi non vuole integrarsi e per chi non rispetta le nostre leggi".[2]
[modifica] Sindaco di Verona
Appena eletto Sindaco, ha subito mantenuto la promessa di chiudere il campo nomadi di Boscomantico, sgomberare la scuola di Borgo Venezia occupata abusivamente dal centro sociale La Chimica (sgombero effettivamente compiuto poche settimane dopo; al suo posto sono iniziati nel Novembre del 2008 i lavori per realizzare un centro di aggregazione sociale per i numerosi anziani del quartiere[3]) e di iniziare una serie di tagli alle spese inutili (egli stesso ha dato l'esempio rinunciando all'auto blu)[4]. Il suo primo atto come Sindaco è stato quello di togliere dal suo ufficio la foto ufficiale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sostituendola con quella di Sandro Pertini, in quanto ritiene Napolitano non rappresentativo della nazione.[5] Va comunque detto che l'affissione del ritratto del Presidente della Repubblica in carica negli uffici degli enti locali è solo una consuetudine, e non è obbligatoria per legge.[6]
Tra i provvedimenti varati dalla giunta Tosi, vi è stata l'ordinanza anti-prostituzione, che vieta, in tutto il territorio comunale, di fermare il proprio veicolo per contrattare prestazioni sessuali[7]; mentre per salvaguardare l'igiene pubblica è stata emessa un'altra ordinanza, che vieta, tra le altre cose, di consumare cibo da asporto vicino all'ingresso dei monumenti cittadini, di gettare rifiuti per strada, di imbrattare gli edifici, di effettuare bisogni corporali in luoghi pubblici.[8] Tale ordinanza ha fatto discutere quando sulla stampa è apparsa la notizia che un bambino di quattro anni era stato multato per aver mangiato un panino davanti a Palazzo Barbieri.[9] Tosi ha però chiarito che ad essere stato multato non è certo il bambino, che come minore non è ovviamente perseguibile, bensì i genitori, che anch'essi stavano consumando dei panini e sono stati multati solo dopo che i vigili urbani li avevano inutilmente invitati ad allontanarsi.[10] Tosi ha inoltre vietato la consumazione di bevande alcoliche in alcuni luoghi del centro e nei vari giardini pubblici (esclusi naturalmente i plateatici concessi in uso ai pubblici esercizi), allo scopo di mettere un freno alla presenza di ubriachi che troppo spesso molestano ed aggrediscono i cittadini di passaggio.[11]
Nel Luglio 2008 la Giunta Tosi ha approvato il progetto di riqulificazione della zona delle ex Cartiere Fedrigoni che prevede la demolizione delle strutture industriali abbandonate e la costruzione di un Centro Commerciale con parcheggio sotterraneo, un parco pubblico e due Grattacieli con funzioni direzionali alte cira 100 metri. In Ottobre il Consiglio comunale ha approvato il progetto e sono iniziati i lavori di demolizione, terminati nel gennaio 2009.
Sul campo nomadi di Boscomantico, Tosi ha denunciato il fallimento della politica di integrazione perseguita dalla precedente giunta di centrosinistra[12], alla luce dei molti episodi criminosi ad esso collegati (la stessa Procura della Repubblica di Verona ha definito il campo "una fucina di delinquenza"[13]), ed ha avviato contatti con l'Istituto Don Calabria [14] ed il Vescovo di Verona mons. Zenti[15] per trovare una nuova sistemazione per i nomadi.
Al momento di scegliere due rappresentanti del Comune per l'Istituto Veronese per la Resistenza, il Consiglio Comunale ha optato per Andrea Miglioranzi, eletto nella lista di Tosi e membro del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, e Lucia Cametti di Alleanza nazionale. Il fatto, oltre ad aver suscitato vive polemiche, ha portato a vari articoli sui principali giornali nazionali.[16] In seguito a queste proteste Miglioranzi si è dimesso dalla carica; al suo posto il Consiglio Comunale di Verona ha nominato il consigliere Giampaolo Beschin.[17] Tosi ha ribadito che le nomine non sono state decise da lui, ma dal Consiglio Comunale su indicazione dei capigruppo della maggioranza, e ha comunque difeso la scelta, affermando la necessità non di "riscrivere la storia, ma di approfondirla in una visione pluralista".[18]
Politicamente, val la pena sottolineare che Tosi, pur appartenendo ad una giunta di centrodestra, per quanto riguarda l'ordine pubblico ha fatto spesso fronte comune (oltre che col vicesindaco ed ex sindaco di Treviso, il leghista Gentilini) anche con alcuni sindaci di centrosinistra (tra cui il sindaco di Padova Zanonato[19], il veneziano Cacciari[20], il bolognese Cofferati e il fiorentino Domenici[21]) dichiarando che i sindaci dovrebbero avere a tal proposito maggiori poteri, e che nei problemi di ordine pubblico non è la politica che conta, ma il buon senso.[22]
[modifica] Vicenda giudiziaria per violazione della legge Mancino
Nel 2001 Flavio Tosi viene rinviato a giudizio su accusa del pm veronese Guido Papalia per aver violato la legge Mancino ai danni di cittadini di etnia rom e sinti. Nell'agosto 2001 venne organizzata, dalla Lega Nord di Verona, una campagna intitolata "Firma anche tu per mandare via gli zingari dalla nostra città". Gli organizzatori (Flavio Tosi, Barbara Tosi, Matteo Bragantini, Enrico Corsi e Maurizio Filippi) vennero accusati di avere organizzato una campagna firme razzista.
In primo grado, nel 2005, vennero condannati a sei mesi di reclusione e a tre anni di interdizione a partecipare ad elezioni politiche ed amministrative. A tutti gli imputati veniva riconosciuta la sospensione condizionale della pena. La sentenza condanna altresì gli imputati a rifondere le parti civili costiutuite del danno subito. Le motivazioni della sentenza di condanna adducono al fatto che gli imputato hanno «diffuso idee fondate sulla superiorità e sull'odio razziale ed etnico e incitato i pubblici amministratori competenti a commettere atti di discriminazione per motivi razziali ed etnici e conseguentemente creato un concreto turbamento alla coesistenza pacifica dei vari gruppi etnici nel contesto sociale al quale il messaggio era indirizzato.»[23]
Il 30 gennaio 2007 si svolgeva a Venezia il processo d'appello. Il giudice riduceva le pene, assolvendo i leghisti dall'accusa di "istigazione alla discriminazione" perché il fatto non sussiste, pur confermando la condanna per aver organizzato una propaganda di idee fondate sull'odio e sulla superiorità etnica e razziale. La Corte, infatti, riteneva che la petizione promossa dagli imputati fosse di per sé lecita, ma riconosceva che la campagna mediatica promossa diffondesse idee fondate sulla superiorità e sull'odio razziale. All'attenzione dei Giudici di secondo grado venivano, in primo luogo, i manifesti che recavano gli slogans "firma anche tu per mandare via gli zingari", "no ai campi nomadi. Sabato 15 settembre firma anche tu per mandare via gli zingari", "via gli zingari da casa nostra". I mesi di reclusione venivano, di conseguenza, ridotti da sei a due.[23]
Il 13 dicembre 2007 la Cassazione annullava la sentenza d'appello ritenendola carente sotto il profilo motivazionale, rinviando Tosi e gli altri imputati a nuovo giudizio.[24][25]
Il 20 ottobre 2008 la corte d'appello di Venezia ha confermato la condanna di Tosi e degli altri imputati a due mesi di reclusione, pena sospesa. La Corte si è riservata sessanta giorni per il deposito della motivazione. Tosi ha annunciato l'intenzione di ricorrere in Cassazione.[26]
[modifica] Altri progetti
Tra i progetti in cantiere si devono annoverare la costruzione del tunnel delle Torricelle, il tracciato che dorebbe chiudere a nord-est e a nord-ovest l'anello delle tangenziali di Verona. Infine, la tranvia, per la quale sono già stati stanziati i contributi nazionali[senza fonte].
[modifica] Note
- ^ Risultati ufficiali del Ministero degli Interni
- ^ La Repubblica, 30 maggio 2007
- ^ PadovaNews, 20 agosto 2007
- ^ Delibera di Giunta n. 268 del 20/06/2007
- ^ Tosi toglie Napolitano «Metto la foto di Pertini». Corriere della Sera, 29-7-2007. URL consultato il 29-7-2007.
- ^ Seduta n. 174 del 21/6/2007 interpellanza parlamentare in proposito al caso
- ^ Ordinanza n. 63 del 3 luglio 2007
- ^ Ordinanza n. 65 del 10 luglio 2007
- ^ La Repubblica, 28 luglio 2007
- ^ Corriere del Veneto, 31 luglio 2007
- ^ Ufficio Stampa del Comune di Verona, 28 luglio 2007
- ^ Ufficio Stampa del Comune di Verona, 17 agosto 2007
- ^ Il Giornale, 4 luglio 2005
- ^ Verona Fedele
- ^ Ufficio Stampa del Comune di Verona, 10 agosto 2007
- ^ Tappeto rosso per il naziskin, articolo del Mattino di Padova
- ^ Il comunicato stampa che annuncia le dimissioni
- ^ La Repubblica, 24 luglio 2007
- ^ Corriere del Veneto, 11 luglio 2007
- ^ Corriere del Veneto, 31 luglio 2007
- ^ La Repubblica, 28 agosto 2007
- ^ Il Mattino di Padova, 12 luglio 2007
- ^ a b Verona: confermata (in parte) la condanna ai leghisti
- ^ La Cassazione: è legittimo discriminare i rom se sono ladri
- ^ "Nomadi, se ladri legittimo discriminarli"
- ^ Tosi condannato a 2 mesi di carcere da VeronaOggi del 20 ottobre 2008.
| Predecessore: | Sindaco di Verona (categoria) | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Paolo Zanotto | 2007-in carica |

