Alessandra Mussolini

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Alessandra Mussolini
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Alessandra Mussolini
Data nascita 30 dicembre 1962
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Partito Alternativa Sociale, Forza Italia
Legislatura VI, VIII
Gruppo ITS, PPE
Circoscrizione Italia centrale
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Alessandra Mussolini

Segretario al Senato della Repubblica
Durata mandato 21 marzo 2013 –
30 giugno 2014
Predecessore Emanuela Baio
sen. Alessandra Mussolini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Roma
Data nascita 30 dicembre 1962 (51 anni)
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione attrice, modella, cantante
Partito PdL (2013), Forza Italia (dal 2013)
Legislatura XVII (fino al 30/6/2014)
Gruppo Forza Italia - Il Popolo della Libertà
Coalizione PdL (2013)
Circoscrizione Campania
Incarichi parlamentari
  • XIª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) dal 7 maggio 2013;
  • Commissione speciale su atti urgenti del Governo, dal 26 marzo 2013 al 7 maggio 2013;
  • Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, dal 19 luglio 2013
on. Alessandra Mussolini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito MSI-DN (1992-1995), AN (1995-2003), AS (2003-2009), PdL (2009-2013)
Legislatura XI, XII, XIII, XIV (Fino al 2004), XVI.
Gruppo Alleanza Nazionale (1996-2003), Il Popolo della Libertà (2008-2013)
Coalizione PdL (1994), PpL (1996), CdL (2001), PdL-LN-MpA (2008)
Circoscrizione Campania 1
Incarichi parlamentari

XVI Legislatura:

  • XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI) dal 21 maggio 2008 al 14 marzo 2013
  • COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'INFANZIA E L'ADOLESCENZA dal 4 giugno 2008 al 14 marzo 2013

Alessandra Mussolini (Roma, 30 dicembre 1962) è una politica ed ex attrice, modella e cantante italiana. È stata più volte deputata ed è stata senatrice dal 2013 al 30 giugno 2014. È figlia di Anna Maria Scicolone, sorella minore dell'attrice Sophia Loren, e di Romano Mussolini, quarto figlio di Benito Mussolini e pianista jazz.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Carriera artistica[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver recitato quattordicenne in Una giornata particolare di Ettore Scola[1], e aver condotto insieme a Pippo Baudo l'edizione 1981/82 di Domenica In, tentò la carriera cinematografica, ispirandosi alla zia Sophia Loren. Partecipò a qualche commedia all'italiana, lavorando al fianco di attori come Renato Pozzetto ed Enrico Montesano in Noi Uomini Duri, un film del 1987 la cui trama era legata al boom delle scuole di corsi di sopravvivenza di quegli anni[1]. Fece anche un servizio fotografico di nudo per Playboy nell'agosto 1983, nel quale posò a seno scoperto[2][3].

Ha pubblicato nel 1982 un LP di canzoni, che aveva testi di Cristiano Malgioglio: uscito solo in Giappone, l'album Amore è una rarità introvabile nel mercato collezionistico[4] e nel 2000 una copia è stata venduta a Londra per 10 milioni di lire[5][6].

Sposata dal 1989 con Mauro Floriani, da cui ha avuto tre figli, dopo Sabato, domenica e lunedì di Lina Wertmüller del 1990 (in cui recitava al fianco di Luciano De Crescenzo e Sophia Loren[1] e nel quale interpretava due brani della colonna sonora[4]), decise di ritirarsi dal mondo dello spettacolo per dedicarsi alla politica.

Ha partecipato come doppiatrice a un episodio de I Simpson.

Nel 2006 è stata presidente nella giuria del reality di Italia 1 La pupa e il secchione. In questa occasione, ha avuto un litigio con un altro membro della giuria, Vittorio Sgarbi, in merito a questioni politiche[7]: egli le rivolse alcune frasi ingiuriose[8]. In seguito allo scontro, Sgarbi è stato espulso dal programma, e sostituito da Andrea G. Pinketts.

È talora ospite in veste di opinionista in programmi di Canale 5, come Pomeriggio Cinque o Domenica Cinque.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

L'adesione al MSI e ad AN[modifica | modifica sorgente]

Nel 1992, prima di aver finito gli studi di Medicina e chirurgia, fu eletta deputato alla Camera nel collegio elettorale di Napoli 1, nelle liste del Movimento Sociale Italiano.

Nel novembre 1993 si candidò come sindaco di Napoli per il MSI: a sorpresa[9] con il 31% arrivò al ballottaggio, nel quale ottenne il 44,4% e fu superata da Antonio Bassolino.

Fu favorevole all'alleanza tra MSI e Forza Italia in vista delle elezioni politiche del 1994 nel Polo delle Libertà, con il quale fu rieletta, ma insieme a Teodoro Buontempo si oppose, anche se non in maniera energica[10], allo scioglimento del MSI in seguito alla svolta di Fiuggi e alla nascita di Alleanza Nazionale nel gennaio 1995. Rimasta in AN, fu rieletta alla Camera nel 1996 con il ruolo di vice capogruppo e nel 2001, in Campania.

I contrasti con Fini e l'abbandono di AN[modifica | modifica sorgente]

I suoi rapporti con Gianfranco Fini, leader di Alleanza Nazionale, non furono sempre buoni.

La rottura avvenne nel novembre del 2003, quando Fini si recò in Israele, dove disse, in riferimento ai drammi dell'Olocausto, che il fascismo «è stato il male assoluto del XX Secolo», scusandosi nel contempo con il governo israeliano per le leggi razziali del 1938: in seguito a queste dichiarazioni, Alessandra Mussolini abbandonò tre giorni dopo Alleanza Nazionale aderendo al Gruppo Misto e dichiarando che si era venuta a creare una incompatibilità non tanto con le sue posizioni politiche, ma con il cognome che porta[11]. Chiosò più tardi Bruno Vespa che in realtà Fini si era riferito solo alle leggi razziali, ma che i mass media avevano fatto passare il messaggio che si fosse riferito all'intero fascismo, come "male assoluto"; tuttavia, sostiene sempre il giornalista, il leader di AN non rilasciò precisazioni né rettifiche poiché ne sarebbero venute solo conseguenze negative e la Mussolini sarebbe uscita lo stesso[12].

Eurodeputato con Alternativa Sociale[modifica | modifica sorgente]

La Mussolini fondò poco dopo, insieme a Luca Romagnoli, Adriano Tilgher e Roberto Fiore, un nuovo partito di estrema destra, Libertà di Azione (in seguito noto come Azione Sociale), che confluì con altri movimenti di estrema destra nel cartello elettorale Alternativa Sociale[10].

Alle elezioni europee del 2004 il cartello elettorale ottenne l'1,2% dei voti[13], permettendo ad Alessandra Mussolini di essere eletta al Parlamento europeo, nel quale aderì al Gruppo Identità, Tradizione, Sovranità[14]; ricevette 39.385 preferenze personali nella circoscrizione Centro, ove ottenne il seggio[15], 31.895 nella circoscrizione Sud[16], 19.432 nella circoscrizione Isole[17], 23.678 nella circoscrizione Nord-Ovest[18] e 18.970 nella circoscrizione Nord-Est[19]. È stata membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della Commissione per lo sviluppo, della delegazione per le relazioni con i paesi del Mashreq e con la Bielorussia, e della delegazione all'Assemblea parlamentare euro-mediterranea[14].

Nel 2004, sostenuta dalla lista di Alternativa Sociale, si candidò a presidente della provincia di Latina, ottenendo 12.450 voti circa (pari al 4,1%) nonché un seggio al Consiglio provinciale[20]. Tuttavia la Mussolini è stata criticata perché è stata presente a quattro sole sedute. Nel 2009, il consiglio fu chiamato a votare la sua decadenza dalla carica, ma la mozione fu respinta.

Alle elezioni regionali del 2005, Alternativa Sociale si presentò al di fuori dei due poli, con la Mussolini candidata a presidente del Lazio. Poco prima delle elezioni, a liste già presentate, il partito della Mussolini fu escluso dalla competizione nel Lazio per una sospetta falsificazione delle firme prodotte per la presentazione della lista[11]. Il caso evocò uno scandalo nel quale furono coinvolti l'allora presidente della Regione Lazio Francesco Storace, il suo ex-portavoce ed il direttore dei sistemi informativi regionali, accusati di spionaggio informatico ai danni della Mussolini e di un altro candidato, Piero Marrazzo; lo scandalo è stato giornalisticamente intitolato "Laziogate" e portò nell'immediato alle dimissioni di Storace, che nel frattempo era divenuto ministro della Salute[11].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Laziogate.

La Mussolini iniziò allora una campagna di comunicazione, trasferendosi dentro una roulotte a bordo della quale iniziò uno sciopero della fame, richiamando l'attenzione della stampa; una prima sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio confermò poco dopo l'esclusione della lista, il comune di Roma si mosse in modo da evidenziare che la verifica della regolarità delle firme era stata compiuta da una società "vicina alla Regione", infine il Consiglio di Stato riammise Alternativa Sociale[21]. Il partito poté così essere votato ed ottenne l'1% dei voti circa, (con punte di poco meno del 2% in Campania e nel Lazio, dove la Mussolini si era candidata in prima persona)[22].

Dopo il via libera di Alleanza Nazionale, Silvio Berlusconi riaprì le trattative con Alessandra Mussolini in vista delle elezioni politiche del 2006, pervenendo ad un accordo programmatico stipulato il 17 febbraio 2006 in virtù del quale il movimento Alternativa Sociale si è presentato a quella consultazione con una sua lista alleata della Casa delle Libertà. Alcune polemiche sulla possibilità che entrassero in lista alcuni dirigenti post-fascisti furono messe a tacere con un patto tra la Mussolini e Berlusconi che prevedeva, tra l'altro, che non fossero candidati personaggi "discutibili".

Nell'aprile 2006, sulla "Gazzetta di Mantova", fu pubblicata fra le lettere al direttore una sorta di richiesta di rettifica firmata Alternativa Sociale con la quale, nell'enfatizzare differenza e distanza dal MS-Fiamma Tricolore di Romagnoli, si segnalava come ulteriore distinzione da questo che il movimento della Mussolini non avallava la richiesta di introduzione in Costituzione temi di compartecipazione del lavoratore agli utili delle aziende[23]; ciò fu subito sintetizzato, nella polemica politica interna alla destra sociale e radicale, in una sconfessione da parte della Mussolini delle istanze legate alla socializzazione delle fabbriche, teorizzata e sul punto di essere applicata[24] dal nonno Benito durante la Repubblica Sociale Italiana, provocando anche disapprovazioni della propria base. Il suo sito web, in questa fase, fu oggetto di ripetuti attacchi di "cracking".

Nelle elezioni politiche il suo partito ha ottenuto un risultato al di sotto delle aspettative (0,67% alla Camera e 0,63% al Senato) che non le ha consentito di approdare a Montecitorio.

L'adesione al PdL[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 decide di candidarsi nelle liste de Il Popolo della Libertà per le elezioni politiche del 2008 ed è stata eletta nella circoscrizione Campania 1, lasciando a Roberto Fiore la carica di deputato europeo.

Da 1º luglio 2008 è presidente della Commissione parlamentare bicamerale per l'Infanzia.

Nel 2010 diviene consigliere regionale della Campania, dopo aver ottenuto quasi ventimila voti di preferenza, ma si dimette poco dopo, dando la preferenza all'incarico di deputato.

Alle elezioni politiche del febbraio 2013 è eletta senatrice per Il Popolo della Libertà e il 21 marzo 2013 è eletta segretario dell'ufficio di presidenza del Senato della Repubblica.

L'adesione a Forza Italia[modifica | modifica sorgente]

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia[25]. Per le elezioni europee del 2014 è candidata da FI per la circoscrizione Centro e viene eletta nuovamente al Parlamento europeo. Lascia dunque il Senato.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

  • Fece scalpore all'opinione pubblica lo scontro fisico che ebbe nel gennaio 2001 con l'allora Ministro per le Pari Opportunità Katia Bellillo, durante la registrazione di una puntata di Porta a Porta. Durante il dibattito su molestie sessuali rivolte alle donne, il ministro Bellillo (Comunisti Italiani) apostrofò la Mussolini dicendole: "Sta' zitta per carità, chiudi questa bocca, devi provocare per che cosa (...) ti chiami Mussolini e questo basta". Per tutta risposta l'On. Mussolini interruppe varie volte la Bellillo durante il suo discorso con frasi del tipo "Lei è comunista, brutta comunista" fino a che il ministro, spazientita, si alzò inveendo verso di lei finendo, dopo aver ricevuto un calcio dalla parlamentare, per lanciarle addosso il microfono. Al termine della registrazione, il ministro dichiarò di essersi "divertita", mentre l'On. Mussolini chiese l'intervento del Presidente della Camera Luciano Violante, il quale richiamò in maniera ufficiale l'allora Presidente del Consiglio Giuliano Amato dicendo che "un ministro non può criticare un parlamentare per il suo nome. Non ho motivo di dubitare delle parole dell'onorevole Mussolini, sono certo che lei troverà il modo per richiamare il ministro Bellillo al rispetto dei suoi doveri istituzionali"[26].
  • Il 9 marzo 2006 la Mussolini fu protagonista di una controversia a Porta a Porta con Vladimir Luxuria. Nel corso della discussione dopo essere stata accusata da Antonio Di Pietro di essere fascista rispose: «E me ne vanto». La discussione proseguì con un intervento di Luxuria che, facendo riferimento alla propria identità di genere, replicò «Una persona che si vanta di essere fascista, mi preoccupa, ci metterete al confino?». Alessandra Mussolini irata rispose: «A me preoccupa chi brucia le bandiere degli Stati Uniti e di Israele, chi grida "dieci, cento, mille Nassyria, vergogna, vergogna, vergogna"». Alla replica di Luxuria che rispose «Perché si rivolge a me? Io non mi sono vantata di aver bruciato quelle bandiere, lei si è vantata di essere fascista! Non usi altri argomenti»[27], esternò:
« ... Si veste da donna e crede di poter dire tutto quello che vuole... meglio fascista che frocio. »
(Alessandra Mussolini[28])
  • Il 21 luglio 2008[29] diffonde in Aula alla Camera le note dell'Inno nazionale, ponendo un telefonino davanti al microfono, in risposta alle affermazioni denigratorie pronunciate nei confronti dell'Inno di Mameli dal ministro Umberto Bossi.
  • Nell'autunno 2009 sono state avviate indagini in relazione ad un presunto ricatto che avrebbe coinvolto la Mussolini, a causa di un video che ritrarrebbe Roberto Fiore e Alessandra Mussolini in presunta intimità nella sede romana di Forza Nuova. Per tale vicenda è stato indagato dalla Procura di Roma per tentata estorsione Andrea Cacciotti, produttore cinematografico con precedenti per truffa.
  • Il 29 gennaio 2013, alla trasmissione L'Aria Che Tira su La7, si rende protagonista di uno scontro verbale col giornalista Andrea Scanzi del Fatto Quotidiano. Il tutto nasce da un'intervista a Silvio Berlusconi e i relativi commenti di Scanzi su quanto l'ex Premier fosse sveglio. A questi commenti si aggiungono le varie interruzioni di Alessandra Mussolini che ribatte dicendo «Lui è sempre sveglio». In seguito Scanzi dà dell'ignorante a Berlusconi. Dopo queste affermazioni la Mussolini, piuttosto irritata, chiede, interrompendo il discorso del giornalista, chi egli fosse; dopo una discussione e una presentazione Scanzi risponde «Io so invece chi è lei e chi era suo nonno». La Mussolini afferma che Scanzi dovrebbe parlare con rispetto e il giornalista risponde che «Per Benito Mussolini io non ho alcun rispetto, cara signora. Alcun rispetto». A questa affermazione la Mussolini lascia lo studio palesemente irritata, non prima di aver detto «Io devo stare qua a sentire questa testa di cazzo?». All'uscita della Mussolini si accompagna la voce del giornalista che ribadisce «Io ho rispetto di Gobetti, di Matteotti, di tutte le persone che sono state devastate da suo nonno; di sicuro non di lei e di suo nonno».[31]
  • Nel corso del quarto scrutinio dell'elezione del Presidente della Repubblica del 2013, per protestare contro la candidatura di Romano Prodi, è entrata nell'aula della Camera assieme alla collega senatrice Simona Vicari indossando magliette recanti le scritte "No questo no" e "Il diavolo veste Prodi", riferimento al film.
  • A novembre 2013, in vista della scissione del PdL, a una puntata de L' aria che tira, mentre discute con Roberto Formigoni, lo provoca a tal punto che egli dichiara: "Mi dispiace di essere in collegamento, altrimenti avrei già messo amorosamente una mano sulla bocca della Mussolini". Quest'ultima ha replicato con:" Io a te metto la mano da un'altra parte".

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Albero genealogico di tre generazioni di Alessandra Mussolini
Alessandra Mussolini Padre:
Romano Mussolini
Nonno paterno:
Benito Mussolini
Bisnonno paterno:
Alessandro Mussolini
Bisnonna paterna:
Rosa Maltoni
Nonna paterna:
Rachele Guidi
Bisnonno paterno:
Agostino Guidi
Bisnonna paterna:
Anna Lombardi
Madre:
Maria Scicolone
Nonno materno:
Riccardo Scicolone
Bisnonno materno:
Scicolone Murillo
Bisnonna materna:
Sofia N.
Nonna materna:
Romilda Villani
Bisnonno materno:
Domenico Villani
Bisnonna materna:
Luisa Zotti

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • 1982 - Love Is Love (ラヴ・イズ・ラヴ?)
  • 1982 - Tokio Fantasy (Tokio Fantasy?)

È autrice della canzone "orgoglio di essere italiani"[32]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 2005, essendosi diffusa una diceria che voleva il giornalista Bruno Vespa, per via di certe rassomiglianze e coincidenze, figlio illegittimo del Duce, Alessandra Mussolini esplicitamente dichiarò nella trasmissione televisiva Markette, di Piero Chiambretti, che effettivamente Vespa era suo zio[33][34]. La veridicità dell'affermazione, però, non è stata riscontrata.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Alessandra Mussolini, IMDb. URL consultato il 23 marzo 2014.
  2. ^ (EN) Playboy Italy Covers of 1983, pbcovers.com. URL consultato il 23 marzo 2014.
  3. ^ IsiScan ---- Alessandra Mussolini, isidoro3.interfree.it. (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2001).
  4. ^ a b Alessandra Mussolini - Amore (1982), orrorea33giri.com, 13 aprile 2007. URL consultato il 23 marzo 2014.
  5. ^ Un disco di Alessandra Mussolini venduto per 10 milioni, rockol.it, 3 maggio 2000. (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2013).
  6. ^ Disco della Mussolini venduto per 10 milioni in Corriere della Sera (Londra), 3 maggio 2000, p. 37. URL consultato il 23 marzo 2014.
  7. ^ Davide Maggio, Sgarbi - Mussolini: È rissa!, DavideMaggio.it, 27 settembre 2006. URL consultato il 23 marzo 2014.
  8. ^ Sgarbi dopo la lite in tv: «Il reality è morto» in Corriere della Sera (Milano), 2 ottobre 2006. URL consultato il 23 marzo 2014.
  9. ^ Guido Crainz, Autobiografia di una repubblica: le radici dell'Italia attuale, Donzelli Editore, 2009 - ISBN 8860363845
  10. ^ a b Nicola Rao, La fiamma e la celtica - sessant'anni di neofascismo da Salò ai centri sociali di destra, Sperling & Kupfer, 2006, ISBN 8820041936.
  11. ^ a b c Enzo Biagi, Quello che non si doveva dire, Rizzoli, 2006, ISBN 8858621565.
  12. ^ Bruno Vespa, Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi, Mondadori, 2010, ISBN 8852011749.
  13. ^ Consultazione dati Europee 12/06/2004 | Area ITALIA, Ministero dell'Interno. URL consultato il 23 marzo 2014.
  14. ^ a b Alessandra Mussolini, Parlamento Europeo. URL consultato il 23 marzo 2014.
  15. ^ Circoscrizione: Centro Lista: Alternativa Sociale in la Repubblica. URL consultato il 23 marzo 2014.
  16. ^ Circoscrizione: Sud Lista: Alternativa Sociale in la Repubblica. URL consultato il 23 marzo 2014.
  17. ^ Circoscrizione: Nord Ovest Lista: Alternativa Sociale in la Repubblica. URL consultato il 23 marzo 2014.
  18. ^ Circoscrizione: Nord Ovest Lista: Alternativa Sociale in la Repubblica. URL consultato il 23 marzo 2014.
  19. ^ Circoscrizione: Nord Est Lista: Alt. Sociale in la Repubblica. URL consultato il 23 marzo 2014.
  20. ^ Provinciali 12/06/2004 | Area ITALIA | Regione LAZIO | Provincia LATINA, Ministero dell'Interno. URL consultato il 23 marzo 2014.
  21. ^ Donato Bendicenti, Con-vincere: piccola storia della comunicazione politica nell'era della piazza virtuale, Donzelli Editore, 2005, ISBN 8879899511.
  22. ^ Regionali 03/04/2005 | Area ITALIA | Regione LAZIO, Ministero dell'Interno. URL consultato il 23 marzo 2014.
  23. ^  Copia della lettera pubblicata dal quotidiano. L'immagine è stata tratta da: msimantova.altervista.org
  24. ^ L'attuazione delle leggi della R.S.I. che la istituivano era prevista per il 25 aprile 1945, che fu invece il giorno della caduta della Repubblica stessa.
  25. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia in Corriere della Sera, 16 novembre 2013. URL consultato il 23 marzo 2014.
  26. ^ Bellillo-Mussolini, la rissa andrà in onda in Corriere della Sera (Roma), 30 gennaio 2001. URL consultato il 23 marzo 2014.
  27. ^ Bruno VespaPorta a Porta: Alessandra Mussolini contro Vladimir Luxuria: "meglio fascista...", Rai Tre, 26 novembre 2008. URL consultato il 23 marzo 2014.
  28. ^ Mussolini a Vladimir Luxuria "Meglio fascista che frocio" in la Repubblica (Roma), 9 marzo 2008. URL consultato il 23 marzo 2014.
  29. ^ E la Mussolini diffonde in aula «Fratelli d’Italia» in Il Giornale, 22 luglio 2008. URL consultato il 23 marzo 2014.
  30. ^  La Mussolini tenta di spegnere il microfono a Barbato mentre interviene alla camera. YouTube, 21 ottobre 2009 [collegamento interrotto]
  31. ^ Alessandra Mussolini insulta e lascia lo studio in ANSA, 29 gennaio 2013. URL consultato il 23 marzo 2014.
  32. ^ Dalla pagina ufficiale della SIAE http://operemusicali.siae.it/OpereMusicali/musicaView.do?metodo=view [collegamento interrotto]
  33. ^ Tommaso Cerno, Inferno: La Commedia del Potere, Rizzoli, 2013, ISBN 885864350X.
  34. ^ Una delle coincidenze consisteva nel fatto che la madre di Vespa parrebbe aver lavorato nell'estate 1943 nell'albergo di Campo Imperatore in cui Benito Mussolini era stato rinchiuso dopo l'arresto seguito all'Ordine del giorno Grandi, e il giornalista sarebbe nato giusto 9 mesi dopo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Segretario di Azione Sociale Successore
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