Caino

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Caino e Abele, di Tiziano

Caino (in ebraico קַיִן , Qáyin, che significa "acquisizione") è un personaggio biblico, figlio maggiore di Adamo ed Eva, fratello di Abele. Secondo la narrazione della Genesi è il primo uomo nato nella storia umana.

Secondo leggende ebraiche molto posteriori alla redazione del testo biblico, Caino sarebbe stato ucciso con una freccia dal suo discendente Lamech.

Il racconto biblico[modifica | modifica wikitesto]

Caino uccide Abele, da un manoscritto del XV secolo

Appare nel libro della Genesi (4,1-15), dove è agricoltore, in contrasto con suo fratello Abele, che è pastore.

Racconta la Genesi che i sacrifici di Abele erano graditi a Dio, a differenza di quelli di Caino. Il racconto non spiega il perché di questa differenza, né spiega in che modo venisse fatta una distinzione fra l'offerta approvata e quella disapprovata. È tuttavia opinione diffusa che una indicazione implicita stia nel fatto che Abele offriva primizie del gregge mentre Caino non offriva primizie dei campi: " e fu da fine giorni fece andare Caino da frutto il suolo oblazione a JHWH e Abele fece andare anche lui da primogeniti di gregge di lui e da grassi di essi" (traduzione interlineare italiana di Gn.4,3-4 da GENESI, autore Roberto Reggi ed.EDB Bologna 2007)[senza fonte]. È anche possibile che il testo biblico volesse attestare retroattivamente la preferenza di Yahweh per il sacrificio cruento[senza fonte]. Caino si ingelosì di suo fratello e, nonostante Yahweh lo avesse invitato a non sconfortarsi, uccise suo fratello.

Caino è presentato come il primo assassino. Dio chiese conto a Caino del sangue di suo fratello, al che Caino rispose: "Sono forse il custode di mio fratello?", non denotando alcuna espressione di pentimento e di rimorso.

Il corpo di Abele trovato da Adamo ed Eva, dipinto di William Blake, 1826 circa, Londra, Tate Gallery

Tuttavia Dio, oltre a condannare Caino a essere per sempre ramingo, pose un segno sul suo capo perché non lo uccidessero: chi l'avesse fatto, avrebbe subito la vendetta sette volte[1]. Essendo stato bandito, Caino andò "nel paese di Nod ad oriente dell'Eden", portando con sé sua moglie (Genesi 4,16-24).

La Bibbia fa risalire a Caino l'origine della tribù dei Qeniti. Caino "si mise a edificare una città", e le diede il nome del figlio: Enoch. Questa città, secondo i criteri moderni, poteva essere un semplice villaggio fortificato. I suoi discendenti sono in parte elencati e includono uomini che si distinsero come nomadi allevatori di bestiame, suonatori di strumenti musicali e forgiatori di arnesi di metallo, e altri che divennero noti perché praticavano la poligamia e per la loro violenza.

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni il racconto di Caino e Abele è considerato una rappresentazione narrativa del contrasto tra la vita dei nomadi e quella degli stanziali.

Il mondo della Bibbia vede generalmente di mal occhio la vita agricola, perché sogna il ritorno all'esperienza di Abramo, che era pastore nomade.

Al tempo dei re (secoli X-VII a.C.) esisteva ancora in Israele un gruppo seminomade, i recabiti, che continuava a rifiutare l'esperienza agricola urbana e viveva nelle tende, e che dal profeta Geremia (35,1-2) verrà additato come esempio per tutto il popolo d'Israele per il suo fervente jahvismo.

Esegesi ebraica[modifica | modifica wikitesto]

  • Caino e Abele ebbero entrambi una sorella gemella rispettivamente di nome Calmana e Deborah e ognuno sposò la sorella dell'altro per ordine divino al fine di assicurare la sopravvivenza della specie umana. Secondo un Midrash e lo Zohar i motivi dell'uccisione da parte di Caino del fratello Abele furono la gelosia e la discussione su chi dovesse sposare la terza. I commentatori, tra cui Rashi, affermano che questo caso non ricade nel divieto di commettere incesto ma è anzi segno della Bontà di Dio aver concesso le unioni tra Caino, Abele e le loro sorelle affinché si continuasse la specie (caso poi proibito: cfr matrimonio (religione)). Caino pretendeva anche la seconda sposa giustificandone il diritto per la propria primogenitura.
  • Dio non gradì l'offerta vegetale (semi di lino ed orzo) di Caino poiché egli non scelse la parte migliore del suo raccolto e la offrì in modo sbagliato: egli, pensando anche di poter risolvere la maledizione della terra, decise di offrire semi di lino, in quel momento certamente non apprezzabili, per confrontarne la natura con la situazione peggiorata della Terra, quasi una sfida verso Dio.
  • Sin dalla nascita, Caino riportò le conseguenze negative del veleno iniettato in Eva dal serpente, da cui Abele invece nacque immune.
  • Quando Caino ed Abele si scontrarono, dopo che Caino, già determinato a ucciderlo, gli propose di dividere il mondo con le cose che si muovono per il secondo e la terra per sé (infatti, dopo l'accordo, Caino disse subito ad Abele di andar via dalla terra) e Abele fuggì sino sulle alture dei monti, dopo l'attacco del primo, Abele riuscì poi a prevalere, anche per la sua potenza, ma Caino finse di dispiacersi in quanto fratelli; Abele ne ebbe pietà, lo lasciò e Caino, approfittandone, prese una pietra con cui lo uccise gettandogliela al collo: anche per questo i Maestri ebrei deducono l'importanza del versetto che afferma di non essere buono con il malvagio anche per il male che ne verrebbe.
    Quando Caino decise di uccidere il fratello Abele, ebbe conoscenza del modo in cui farlo osservando il padre Adamo sacrificare dei tori per Dio infatti, precedentemente a questo episodio, non sapeva come fare benché avesse già deciso di compiere l'assassinio: secondo i commentatori Caino fu "geloso" di Abele perché Dio fece scendere il fuoco celeste per consumare la sua offerta mentre la propria, ritenuta riprovevole secondo quanto sopra spiegato, rimase inaccettata (Caino fu contadino, in quel momento quasi una sfida a Dio con intenti come i suoi, almeno sino a quando giunse poi Noè).
  • Quando Dio cercò la Teshuvah di Caino, egli rispose con sfacciataggine: "...perché mi interroghi?! ...Tu avresti potuto impedire che questo avvenisse... Tu hai creato in me lo Yetzer ha-ra..." e Dio iniziò il suo rimprovero accusandolo di essere malvagio e dicendogli che, uccidendo suo fratello Abele, aveva impedito che quattro famiglie sorgessero da lui (Midrash Tankhumah Bereshit 9).
  • Punizioni contro Caino:
  • per aver tentato di divenire il solo padrone della Terra, fu condannato a vagare errabondo su di essa;
  • non avrebbe tratto vantaggi dalla terra che non sarebbe stata fertile come precedentemente;
  • non appena ti fermerai, tutti ti inseguiranno e ti colpiranno. Sarai dunque costretto a fuggire costantemente e, ogni volta che ti fermerai, la terra tremerà sotto i tuoi piedi;
  • ...alla fine morirai coperto di vergogna senza ricevere la giusta sepoltura.
  • Ascoltate le punizioni dette a lui da Dio, Caino chiese senza il modo corretto di non essere ucciso, cosa che temeva maggiormente: Dio gli promise che questa punizione sarebbe stata poi inflitta dopo sette generazioni infatti, giunto il momento, quando Lemech era a caccia con il figlio Tubal Cain, non distinguendo Caino e credendo si trattasse di un animale per il corno cresciuto (su Caino), ulteriore punizione, questo avvisò il padre Lemech che quindi uccise Caino involontariamente.

La figura di Caino nelle arti e nelle tradizioni popolari[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Nel Beowulf, il poema epico scritto in antico inglese di autore sconosciuto, ai versi 106-108 si dice che Grendel e sua madre, due dei tre grandi avversari di Beowulf, discendono proprio da lui.

Caino è un romanzo dello scrittore portoghese José Saramago, pubblicato nel 2010 per la casa editrice Feltrinelli.

Nella catena di romanzi fantasy "Shadowhunters" di Cassandra Clare, viene applicato il Marchio di Caino a uno dei personaggi principali, Simon.

Ungaretti scrisse "Caino", lirica contenuta nella raccolta "Sentimento Del Tempo", in cui il personaggio biblico, detto "pastore di lupi", rappresenta la primordiale tendenza dell'uomo a peccare. La natura violenta di Caino prevale nel mondo superando la purezza edenica di cui il poeta è alla ricerca.

Telefilm[modifica | modifica wikitesto]

Nella serie televisiva di Galactica (1978) uno dei personaggi secondari è il Comandante Caino, genio militare al comando della Pegasus (gemella del Galactica), privo di scrupoli nel conseguire le proprie vittorie; praticamente identico è il personaggio dell'Ammiraglio Helena Cain, che compare nel remake Battlestar Galactica (2004-2009), l'unica differenza è che il personaggio è donna (analogamente a quanto accade a Skorpio /Starbuck e a Boomer).

Il personaggio di Caino appare in "First Born", undicesima puntata della nona stagione del telefilm Supernatural in cui le gesta di Caino, il "primo omicida", vengono spiegate secondo una sorta d'inversione del racconto biblico. Caino uccise Abele perché parlava con Lucifero e per questo fece un patto con il Diavolo: l'anima di Abele in Paradiso contro la sua all'Inferno. Lucifero accettò il patto ma pretese che fosse Caino stesso a uccidere Abele. Così Caino lo uccise e diventò un Cavaliere Infernale.

Giochi di ruolo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'immaginario del gioco di ruolo Vampiri: la masquerade Caino è considerato il primo dei Vampiri, e in una serie di musical ispirati al manga e anime Sailor Moon è venerato dai vampiri col nome di Dark Cain (Caino l'oscuro), loro creatore.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella serie di Legacy of Kain il protagonista, e in seguito antagonista del gioco, si chiama Kain.
  • Nella serie Command & Conquer l'antagonista principale si chiama Kane (che in inglese si pronuncia come Cain, ossia Caino) ed è a capo di un'organizzazione detta Fratellanza di Nod.
  • In The Binding of Isaac uno dei personaggi sbloccabili si chiama Cain, con riferimento a Caino.
  • In The Darkness II viene spiegato che Dio, dopo il fratricidio di Abele, offrì a Caino il suo perdono. In cambio dell'espiazione dei suoi peccati, l'uomo avrebbe dovuto errare per il mondo difendendo l'umanità dal male e dai demoni.

Tradizioni popolari[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel medioevo si interpretavano le macchie lunari come la figura di Caino, esiliato sull'astro dopo il suo gesto efferato, con una fascina di spine sulla schiena. Questa curiosa figura era diventata sinonimo di "luna" e per esempio la usò Dante Alighieri nell'Inferno (XX, 126).
  • A questa credenza è probabilmente legata la filastrocca infantile che recita (con la variante «ecco» in luogo di «vedo»):
Vedo la luna, vedo le stelle
vedo Caino che fa le frittelle
vedo la tavola apparecchiata
vedo Caino che fa la frittata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A questa tradizione fa riferimento il nome dell'associazione Nessuno tocchi Caino che lotta contro la pena di morte nel mondo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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