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Shekhinah

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La Shekhinah entra nel Tabernacolo. Nell'ebraismo tradizionale, contrariamente a quanto accade nella cultura cristiana, la divinità non viene impersonificata in immagini visive.

La parola Shekhinah (leggi: sce-chi-nà ) è una traslitterazione del sostantivo ebraico femminile singolare שכינה ascolta[?·info], reso talvolta dagli omofoni Shechinah, Shekina, Shechina, Schechinah. La sua etimologia è connessa al verbo שכנ (sciakhàn), dimorare, e può essere resa letteralmente come "dimora", "abitazione".

All'interno della tradizione biblica e teologica ebraica indica la presenza fisica di Adonai (il Signore, appellativo con cui ci si riferisce alla divinità, altrimenti impronunciabile). [non chiaro] Di Shekhinah si parla, in particolare, relativamente a:

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Miti della Shekhinah.

Shakhan designava il Sancta Sanctorum e, per traslato, dell'intero Tempio.

Interpretazione rabbinica[modifica | modifica wikitesto]

« Mi sono manifestato come apparizione visibile »
(Tanakh)

Stando ai principali testi rabbinici, quali il Talmūd, e secondo l'insieme dottrinario successivo alla distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C., la Shekhinah è definita come la presenza del Signore, la sua immanenza nel mondo: La Terra intera è piena della sua gloria (Is6,3). Adonai si è rivelato in essa anche a Mosè: il termine biblico nube si riferisce alla parvenza della Shekhinah, la cui essenza viene descritta come luce e tenebra assieme, ovvero il denso della nube: e Mosè si avvicinò al denso della nube ove era il Signore (Es20,21); la gloria Divina riflette sprazzi di luce ambrata... metà della presenza Divina è fuoco e l'altra metà è grandine (Pirke di Rabbi Eliezer, 4). La nube è quindi intesa come nascondimento e insieme rivelazione del Signore.

« perché con i loro occhi vedono il ritorno del Signore a Zion »   (Isaia 52.8)
« Si manifesterà la gloria del Signore e tutti gli esseri viventi insieme vedranno che la bocca del Signore ha parlato »   (Isaia 40.5)

Molti sono i cenni alla Shekhinah nella maggior parte dei testi di tradizione mistica che ne danno spiegazione, oltre al Talmud, nei Midrashim ed in gran parte dei testi della tradizione ebraica tra cui tutto il Tanakh: sia il fumo che avvolgeva e saliva dal Sinai, sia le colonne di nube e fuoco che accompagnarono il popolo d'Israel nel deserto sono metafore che alludono alla Shekhinah.

Anche i discepoli di Rav Hillel, Maestro ebreo dell'inizio del periodo rabbinico (I secolo a.C.I secolo d.C.), sarebbero stati degni di assistere alla manifestazione di Dio, ma si considera che il periodo storico in cui vissero non fosse il momento adatto per tale rivelazione.

Nube, Gloria e Shekhinah: termini differenti[modifica | modifica wikitesto]

L'identità tra la Shekhinah e la nube rivelatasi a Moshé Rabbenu (Mosè) è palese nel testo Masseket Azilut; spesso anche nei Salmi ci si riferisce ad essa utilizzando il termine gloria:

« La Sua gloria non si può misurare »
« Sta scritto: chiunque porta il mio nome, io l'ho creato per la mia gloria, l'ho formato ed anche l'ho fatto (Is. 43. 7), vale a dire che il Signore creò quattro mondi a fronte del suo nome, come le quattro lettere YHWH. I quattro nomi sono: emanazione (azilah), a significare che il Santo e Benedetto attinse alla sua luce e si fece una sorta di abito e di veste; questo è il significato del versetto: Ti avvolgi di luce come un manto (Sal. 104. 2). E lì è il suo nome, lì la sua gloria, ma la sua gloria non è altri che la Shekhinah, come detto: Allora la gloria del Signore apparve (Num. 16. 19) »
(Masseket Azilut)
« usa l'espressione la gloria del Signore per alludere alla Shekhinah »
(Elia Hayyim ben Binyamin da Genazzano, Gli eletti dei figli d'Israel)

Nel Tempio[modifica | modifica wikitesto]

La Shekhinah, oltre alla rivelazione sul monte Sinai durante il dono della Torah (l'Antico Testamento), si ritiene abbia accompagnato il popolo d'Israele anche nell'esilio ed è scritto che ritornerà nel Tempio durante l'era messianica.

Questa forma di presenza divina infatti è associata al Tabernacolo e al Tempio; in particolar modo se ne parla a proposito del Kodesh haKodashim, il luogo più interno e santo del Tempio.

A proposito del Tabernacolo è scritto:

« Poi Moshé ed Aronne entrarono nella Tenda di riunione, ne uscirono e benedissero il popolo ed allora la gloria del Signore apparve a tutto il popolo »   (Levitico 9.23)

Dopo la descrizione dell'Arca dell'alleanza con i cherubini, in mezzo ai quali la Shekhinah era costantemente visibile, è scritto:

« Là io mi manifesterò a te, parlerò con te al disopra del coperchio fra i due cherubini posti sull'Arca della Testimonianza, là ti comunicherò tutti i miei comandi per i figli d'Israel »   (Esodo 25.22)
« ...egli (Moshé) è l'uomo di fiducia di tutta la mia casa. Sai bene che la Shekhinah è la casa dell'attributo che parlò con Moshè e perciò si chiama Beith El, Casa del Misericordioso... cioè la casa di Tiferet (cfr. "Sefirot")... e l'Eterno gli parlò dalla tenda dell'assemblea... Moshè si univa alla luce mentre era ancora in vita »
(Elia Hayyim ben Binyamin da Genazzano, Gli eletti dei figli d'Israel)

Nel salmo 27 è scritto:

« Una cosa sola io domando al Signore: Gli chiedo di abitare nella Sua casa per tutti i giorni della mia vita per godere la gioia della Sua presenza e meditare nel Suo Santuario »

La manifestazione fisica di Adonai sarebbe avvenuta soprattutto sul monte Sion, luogo da cui, secondo i commenti sulla parte del Tanack che riguardano la Creazione, ebbe origine il mondo intero :

« Ed i sacerdoti non poterono restare a compiere il loro ufficio a causa della nube, poiché la gloria del Signore riempiva la casa del Signore »
(I Re 8.11)
« ed ecco che il Tempio era pieno della gloria del Signore »   (Ezechiele 43.5)
« Kaf: è l'attributo del Regno; indica tuttavia il Tempio Terreno giacché è il recipiente della Shekhinah... Questo attributo chiede sempre di ricevere clemenza e misericordia dalla lamed, che è intelligenza... »
(Sefer haTemunah)

La Shekhinah, Moshè ed i figli d'Israel[modifica | modifica wikitesto]

« Il Signore disse a Mosé: Ecco, io ti apparirò attraverso una densa nube affinché il popolo oda mentre ti parlo ed in tal modo avranno piena fiducia in te anche per l'avvenire »   (Esodo 19.9)

Mosè Rabbenu...[modifica | modifica wikitesto]

Nella Bibbia, la rivelazione principale avviene durante il dono della Torah sul monte Sinai tramite Moshé,

« Moshé salì al monte e questo fu avviluppato dalla nube. La maestà divina si fissò sul monte Sinai che fu avvolto dalla nube per sei giorni, ed il settimo giorno il Signore chiamò Moshé dal denso della nube. La maestà divina appariva come fuoco divorante alla sommità del Monte alla presenza dei figli d'Israel. Moshé penetrò nel denso della nube, salì sul monte restando là 40 giorni e 40 notti »   (Esodo 24.15-18)

e in seguito durante la pronuncia dei tredici Attributi di Dio rivelati dal Signore e che rappresentano la stessa Shekhinah.

« Il Signore discese nella nube, si fermò presso di lui e proclamò il nome del Signore. Passò la divinità davanti a lui e proclamò queste parole: Il Signore è... »   (Esodo 34.5-6...)

...ed i figli d'Israele[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la proclamazione dei dieci comandamenti è detto:

« Queste parole disse il Signore a tutta la vostra radunanza nel monte, di mezzo al fuoco, alla nube ed alla nebbia... ...e diceste: ecco, il nostro Signore ci ha mostrato la sua gloria, la sua grandezza ed abbiamo udito la sua voce di mezzo al fuoco; oggi abbiamo visto che il Signore può parlare ad un uomo e questi rimanere in vita »   (Deuteronomio 5.19-21)

La Torah narra ancora della rivelazione della nube anche durante il cammino del popolo d'Israele nel deserto: si racconta che ogni volta che essa si posava il popolo si accampava, ed ogni volta che si rialzava il popolo ripartiva; si dice poi che tutto il popolo poté assistere alla sua rivelazione:

« Nel giorno in cui venne eretto il Santuario la nube ricoprì la tenda della radunanza... Appena la nube si sollevava dal di sopra della tenda i figli d'Israele partivano e nel luogo dove si posava la nube, là si accampavano i figli d'Israele. All'ordine del Signore partivano i figli d'Israele ed all'ordine del Signore s'accampavano. Per tutto il tempo che la nube si posava rimanevano accampati. Quando la nube sostava sulla tenda per molti giorni i figli d'Israele osservavano l'ordine del Signore e non partivano. Avveniva talvolta che la nube rimanesse sopra la tenda per alcuni giorni... alle volte rimaneva dalla sera alla mattina... ...essi si muovevano, o per un giorno o per una notte... ...o per due giorni o per un mese... »   (Numeri 9.15-23)
« Ogni volta dunque che Mosé si ritirava verso la tenda, tutto il popolo si alzava in piedi fermandosi alla soglia della propria tenda e seguiva Mosé con lo sguardo finché fosse entrato nella Tenda. Una volta entrato Mosé nella tenda, la colonna di nube discendeva arrestandosi all'entrata della Tenda ed il Signore allora si intratteneva con Mosé. Tutto il popolo poi, scorgendo la colonna di nube che si arrestava alla porta della Tenda, si alzava e si prostrava ciascuno dinanzi alla propria Tenda »   (Esodo 33.8-10)

Rivelazione sul monte Sinai[modifica | modifica wikitesto]

Lo Zohar, uno dei principali testi della tradizione mistica ebraica conosciuta come Qabbalah, afferma come un suono di Shofar provenisse dalla nube e che il popolo d'Israele vide le voci: in effetti videro le voci si riferisce anche alla visione della Shekhinah e fu la vera e propria trasmissione della Torah.

« ...allora tutti i misteri della Torah furono rivelati. Nessun mistero del cielo e della Terra fu loro nascosto, perché videro lo splendore della gloria del loro Signore; cosa che non era mai accaduta fin dalla creazione del mondo: la rivelazione della gloria del Santo e Benedetto sul monte Sinai... anche gli embrioni negl'uteri della loro madre poterono osservare la gloria del loro Signore »
(Sefer haZohar)

Sede della Shekhinah[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione ebraica annovera diversi Cieli al di sopra della Terra: tra essi ve ne sono alcuni "fisici" ed altri celesti o spirituali:

« Ci sono nove firmamenti e la Shekhinah è il decimo »
(Sefer haZohar)


« ...Noi invece ci prostriamo al Re dei re, al Santo e Benedetto, a Colui Che ha disteso i Cieli e fondato la Terra, la Cui sede gloriosa è in alto nel Cielo e la Sua presenza potente (la Shekhinah) è nel Cielo eccelso... E saprai oggi, e porrai nel tuo cuore che il Signore solo è il vero Dio, nel Cielo in alto e sulla Terra in basso, e non vi è nessun altro »

La sede del Signore non è nota neppure agli angeli; essi affermano in lode:

« Benedetta la gloria del Signore dal Suo luogo »
(Targum Yonatan)

L'Eterno Onnipresente[modifica | modifica wikitesto]

Shabbatai Donnolo scrive:

Non controversa è una tradizione secondo cui vi sono due Shekhinot, una celeste ed una in Terra: le due formano infatti una sola manifestazione divina; analoga è l'immagine di una Gerusalemme celeste ed una terrena, le due ovviamente strettamente connesse.

« Un eretico disse a R. Gamliel: Voi affermate che dovunque sono riunite 10 persone per pregare, la Shekhinah risiede fra loro; quante Shekhinot ci sono! e R. Gamliel rispose: se il sole, che è soltanto uno dei milioni di miriadi dei Suoi servi, può trovarsi in tutti i luoghi del mondo, quanto più di così può la Shekhinah splendere nell'universo intero! »
(Talmud Sanh.39a)
« La Sua Shekhinah è tanto nei Mondi Superiori quanto in Terra »
(Midrash Konen)
« Tutto il popolo poi, scorgendo la colonna di nube che si arrestava alla porta della Tenda, si alzava e si prostrava ciascuno dinanzi alla propria tenda »   (Esodo 33.10)
« E la Terra sarà piena della conoscenza della gloria del Signore come il mare è pieno d'acqua »   (Abacuc 2.14)

Preghiera[modifica | modifica wikitesto]

I Rabbini insegnano come Dio e Moshé si fossero indispettiti quando sembrò che il popolo si riferisse in preghiera in un modo ed innanzi alla Rivelazione in un altro:

« Donde si deduce che il Santo e Benedetto Si trova nella Sinagoga? Come è detto: Il Signore sta nell'Assemblea Divina (Salm. 82. 1). E donde si deduce che quando dieci uomini (Minian) si riuniscono in preghiera la Shekhinah è in mezzo a loro? Come è detto: Il Signore sta nell'Assemblea Divina. E donde si deduce che quando tre siedono e giudicano la Shekhinah è in mezzo a loro? Come è detto: In mezzo ai giudici Egli giudica. E donde si deduce che, quando due siedono e si occupano dello studio della Torah, la Shekhinah è in mezzo a loro? Come è detto: Allora i tementi del Signore si parlarono l'un l'altro ed il Signore porse orecchio ed udì (Mal. 3. 16). E donde si deduce che, quando un uomo solo siede e si occupa dello studio della Torah, la Shekhinah è con lui? Come è detto: In ogni luogo in cui Io sarò causa che il Mio Nome venga ricordato verrò a te e ti benedirò (Esodo 10. 24) »
(Talmud Ber. 6 a)

Viene insegnato poi che la prima persona che giunge in Sinagoga prima che venga completato il Minian starà innanzi alla Shekhinah e porterà benedizione anche sugli altri: essa si mette parlare con lui in modo amichevole per conoscerlo fino a quando, come un Re che incontri un cortigiano e gli chieda dove possano essere gli altri, si prende cura con lui di chi si aggiungerà per il Minian.

Anche re Davide disse nel salmo 72.19:

« Io metto sempre il Signore dinnanzi ai miei occhi »

Il Rebbe Shapira spiega infatti come, oltre alla rivelazione privilegiata "faccia a faccia" tra l'Eterno e Moshé, ci si possa avvicinare alla Shekhinah anche durante la Preghiera.

Anche il Ba'al Shem Tov spiegò ai suoi discepoli che la preghiera deve essere fatta con tale concentrazione da percepire di entrare nel palazzo del Re salendo di stanza in stanza per incontrarLo: così, egli dice, dopo avere passato tutti i guardiani, gli angeli, potrà vedere la gloria del Re in tutto il suo splendore.

Carestie spirituali e tikkun[modifica | modifica wikitesto]

I testi tradizionali dei rabbini insegnano che senza la misericordia e la bontà il mondo non potrebbe sussistere: così è detto come Mosé dispensò i gradi di gentilezza con la Shekhinah e che per questo gli venne concessa la qualità di Khessed: misericordia, bontà, gentilezza ed anche grandezza; allo stesso modo, afferma sempre lo Zohar, i Chassidim, i pii, procedono attraverso i precetti, le Mitzvot affinché il Signore si diletti nel mondo e lo favorisca dal lato della misericordia.

Il Rabbino Moshe Cordovero ammette che il tikkun con la Shekhinah viene effettuato durante lo studio della Torah e la preghiera, cose grazie alle quali Essa non si ritirerà mai da sopra loro; dei piccoli che stanno studiando è scritto:

« Sì, perché quando questi bambini studiano Torah, la Shekhinah arriva e dà loro forza e coraggio per studiare Torah. Se non fosse per l'assistenza del Santo e Benedetto i bambini non potrebbero tollerarlo »

Per tikkun s'intende anche la rettificazione spirituale, anche intesa come apporto di abbondanza spirituale al mondo, accrescimento della prosperità. Una delle rettificazioni principali avvenne con i quattro rabbini che ascesero al Pardes: anch'essi, ed in particolar modo Rabbi Akiva, ebbero uno stretto legame con la Shekhinah. È scritto che per giungere al Pardes si deve giungere prima alla rivelazione della Shekhinah e questo perché il tikkun avvenga nel miglior modo possibile; è altrettanto insegnato che perché essa si manifesti bisogna prima entrare nel Pardes: i due sono quindi collegati indissolubilmente.

Come segno di eccedenza del rigore contrapposto alla misericordia, si vuole che la Shekhinah si sia ritirata fino al Settimo Cielo durante le generazioni che trasgredirono, sino a ritornare di cielo in cielo con Mosè che rinsaldò il legame tra Mondo Superiore e Mondo Inferiore:

« In origine la sede della Shekhinah era nelle regioni più Basse. Quando Adamo peccò (essa) salì al Primo Cielo; quando peccò Cain salì al Secondo Cielo; nella generazione di Enoch salì al Terzo Cielo; nella generazione del diluvio al Quarto; nella generazione della torre di Babele al Quinto; gli abitanti di Sodoma fecero sì che salisse al Sesto; e gli egiziani, al tempo di Avraham, al Settimo. Per contro sette uomini giusti nacquero e la fecero discendere. Avraham la riportò al Sesto; Yitzchak al Quinto; Yaakov al Quarto; Levì al Terzo, Kohath al Secondo, Amram al Primo e Moshé fece sì che scendesse dall'Alto al Basso della Terra »
(Gen.R.19.7)

Similmente il Talmud afferma che chi compie dei peccati volontariamente sembrerebbe quasi calpestare la Shekhinah.

Anche il seguente versetto si riferisce alla Shekhinah:

« L'"angelo" che mi liberò da ogni male »   (Genesi 48.16)

Il Signore e l'abbondanza spirituale e materiale: il tikkun[modifica | modifica wikitesto]

La Shekhinah è la fonte dell'albero della vita, posto nel Gan Eden, cui viene associato il diagramma delle Sefirot:

« al loro interno ci sono la lettera yod, la lettera hei, la lettera vav e la lettera hei, che è il sentiero di Atzilut (il mondo dell'emanazione) ed è il canale tramite il quale viene irrigato l'albero delle Sefirot con i suoi rami e ramificazioni, proprio come l'acqua irriga un albero e lo fa crescere con la sua irrigazione... Tu sei la causa di tutte le cause e Colui da Cui hanno origine tutti gli effetti come una fonte che irriga l'albero, e quella fonte è come l'anima per il corpo, che è la vita del corpo »
(Petichat Eliahu Anavi)
« Ma il Santo e Benedetto è Vita, e la Sua Shekhinah è Vita... »
(Sefer haZohar)
« Poiché Essa (la Shekhinah) sarà unita alla vita ed unificata nel grande nome (Y-H-W-H); non vi sarà bisogno di accorrere ad appellativi né alcunché verrà più associato al nome... »
« ...ed il Suo nome sarà uno »

La denominazione il campo delle mele sante riguarda l'abbondanza che viene dalla Shekhinah, abbondanza spesso simboleggiata dalla rugiada:

« rugiada che riempie la presenza Divina di ciò che scaturisce da tutte le fonti superiori »
(Petichat Eliahu Anavì)

Rabbi Moshe Cordovero dice:

« ...Perciò tutti i bisogni della famiglia sono tikkunim della Shekhinah dalla quale è addolcita... »
(La Palma di Debora)

Teoria del Ruach ha-kodesh[modifica | modifica wikitesto]

Lo (Ruach haKodesh: ebr. רוח הקודש) è il termine che indica lo spirito santo e lo spirito di pace e profezia.

Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Metafora dell'anima che si insegna sostenga la vita del corpo, la Shekhinah, conosciuta anche come la decima Sefirah Malkhut, rappresenta la sussistenza che Dio mantiene sul Mondo: La Terra risplendeva per la Sua gloria (Ez. 43. 2):

« II. La nozione di figura e di sembianza, che si trova nelle Sefirot, dipende dalla Sefirah del Regno ( Malkhut ) che è la radice dei Mondi Inferiori, i quali da essa derivano tutti la loro forma: per questo motivo è stato detto che non è possibile elevarsi o ricevere alcunché se non attraverso di essa. La sapienza relativa al governo divino può conseguirsi persino attraverso le stesse figure delle sembianze, giacché per tale mezzo si comprende come la Shekhinah debba governare in base a tale principio e come lo trasmetta ai Mondi Inferiori. Tramite essa è tuttavia possibile comprendere le cose che stanno al di Sopra e che sono puramente forze ed attributi »
(Moshe Hayyim Luzzatto, 138 Porte di Sapienza)
« due Sefirot come una sola, Tiferet e la Sekhinah, cioè Malkhut, che sono il fondamento dell'attività creatrice »
(Elia Hayyim ben Binyamin da Genazzano, La lettera preziosa)
« Dal primo giorno in cui il Santo e Benedetto creò l'universo desiderò abitare fra le Sue creature nelle Regioni Inferiori, ma non fece così. Ma quando il Tabernacolo fu eretto, il Santo e Benedetto fece che la Shekhinah si posasse su di esso, disse: Sia scritto che in questo giorno fu creato il mondo »
(Num.R.8.6)

Il Talmud afferma ancora che la Menorah è poi una prova per tutti coloro che vengono al mondo che la Shekhinah risiede in mezzo ad Israel (Shab. 22 b). La luce della Menorah rappresenta anche la luce della Torah: Gli studiosi della Torah procurano al mondo la pace (Berachot 64 a).

Uomo[modifica | modifica wikitesto]

Si dice che il successore di Moshé Yoshua fosse

« nutrito dalla Shekhinah »
« Benedetta è la porzione di un corpo che può essere nutrito col cibo dell'anima »
(Sefer haZohar)

Oltre alla sussistenza del vigore spirituale e materiale del mondo, la Shekhinah è quindi anche fonte del vigore spirituale dei profeti che da essa, come immanenza e rivelazione di Dio, traggono e ricevono lo Spirito Santo, Spirito di Profezia:

« Kaf: è l'attributo del Regno; indica tuttavia il Tempio Terreno giacché è il recipiente della Shekhinah... Questo attributo chiede sempre di ricevere clemenza e misericordia dalla lamed, che è intelligenza... »
(Sefer haTemunah)
« La Shekhinah sarà con loro, sotto gli occhi di tutti... L'attributo non eserciterà infatti la propria azione nella durezza.... i Profeti non verranno meno, conoscenza e fede saranno ben radicate... La Shekhinah sarà con loro pubblicamente: saranno tutti prodi, amorevoli, rigorosi nell'applicazione dei precetti e nella Torah. Quell'anno di remissione sarà infatti di moderato rigore: le formazioni si moltiplicheranno sulla Terra ed il mondo sarà pieno di creature... Vi sarà invece una grande abbondanza e delizia e moltiplicazione dei frutti; molti saranno Profeti e gli intelligenti, tutti pace, amicizia, ricchezza, gloria e timore del Signore... »
(Sefer haTemunah)
« Infatti la Shekhinah li circonderà con la forza della misericordia che Essa contiene... »
(Sefer haTemunah)
« ...e che provengono dalle Sefirot che danno vita alle anime superiori e le alimentano tanto da farle godere del fulgore della Shekhinah e da incoronarle con un diadema di gioia perenne... »
(Avraham ben Shmuel Abulafia, I sette sentieri della Torah)
« Su poltrone di gemme e perle con sedili imbottiti essi siedono, inneggiando ed esaltando il Santo e Benedetto Che dà vita ai Mondi, ed ognuno gode a propria misura dello splendore della Shekhinah »
(Midrash Konen)
« La Shekhinah non splende in mezzo alla vanità, alla tristezza, allo scherno, alla leggerezza o alla futile ciarla, sibbene in mezzo alla gioia del dovere religioso »
(Pes. 117 a)
« tuttavia più in alto di queste è la forma cabbalistica profetica la quale è ricevuta dalla bocca della Shekhinah »
(Natan ben Sa'adyah Har'ar, Sha'arei Zedek)

E' scritto poi che, quando il Sommo Sacerdote si apprestava a benedire il popolo con l'elevazione delle mani, la Shekhinah risiedeva tra le sue dita; egli riusciva a legare tutti i mondi (cfr. "Sede della Shekhinah") unendo le due mani nel legame con la Shekhinah:

« la parte della Benedizione Sacerdotale: faccia il Signore risplendere il Suo volto su di te (Num. 6. 25) fu interpretata: possa Egli concederti la luce della Shekhinah »
(Num.R.6.5)

La Shekhinah e lo Spirito Santo[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai tanti cenni del Talmud allo Spirito Santo (Ruach haKodesh: ebr. רוח הקודש), anche sullo Zohar si trova che:

« Come si intende: lo Spirito ritorna? Questa è la Shekhinah, che è lo Spirito Santo »
« era venuto il tempo che Moshé, Profeta fedele, discendesse sul mondo... Il Santo e Benedetto prelevò (per lui) uno Spirito Santo da un blocco tagliato dalla pietra preziosa dello zaffiro, che è (in) Malkhut... Quando lui venne al mondo, la Hei, che è la Shekhinah, lo illuminò e la casa divenne piena del Suo splendore »

Come segno principale del tikkun messianico il Profeta Isaia avverte che: Uscirà un ramo dal tronco di Isciài (padre di Davide) e un rampollo spunterà dalle sue radici, e riposerà su di lui lo Spirito del Signore… Egli giudicherà con giustizia i miseri e deciderà con dirittura a favore degli umili della terra… Allora dimorerà il lupo con l'agnello; si coricherà il leopardo con il capretto, e il vitello e il leone staranno assieme e un piccolo ragazzo li guiderà. La mucca e l'orso pascoleranno, assieme giaceranno i loro piccoli e il leone come il bue mangerà paglia… Il Signore radunerà gli esuli di Israele e raccoglierà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra….

« Meravigliosamente adorna dello splendore del mondo, la mia anima langue d'amore per Te. Ti supplico, o Eterno, guariscimela; manifestandole la bellezza del Tuo splendore si rafforzerà, guarirà e godrà gioia eterna »
(Yedid Nefesh)

Il Profeta Elia ebbe, secondo i testi biblici, la concessione di essere visitato dal Signore con lo Spirito Santo anche per aver effettuato il tikkun della completa unità con la Shekhinah e tutti gli angeli, cosa che mantenne per il resto della vita.

La Shekhinah fu vista quindi da Moshé, Aronne, alcuni tra gli altri Sacerdoti del Tempio e da molti Profeti, tra cui Samuele. Infatti, quando fu costruito il Tempio di Gerusalemme, il Re Salomone scrisse il Cantico dei Cantici ispirato dallo Spirito Santo proprio perché la Shekhinah era discesa nel Tempio stesso e quindi sul mondo ed egli compié il tikkun unitamente al tikkun effettuato ed iniziato da Moshé negli anni precedenti.

Di Re David in un Salmo è scritto:

« Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato »

Questo versetto non si riferisce al giorno della nascita, ma al giorno in cui Re David ricevette un'anima in più, lo Spirito Santo; ciò avvenne soprattutto per la rivelazione della Shekhinah. Solo così egli poté essere chiamato figlio: dice lo Zohar che questa definizione si riferisce al momento in cui la persona che riceva quest'anima riconosca finalmente la Shekhinah e quindi la Sovranità del Signore riconosciuto come un Padre.

Il Profeta Giona cercò di mancare al confronto dinnanzi alla Shekhinah, per evitare di essere pervaso dallo Spirito Santo, ed astenersi da quanto il Signore gli aveva comandato:

« fuggì dalla Profezia »
(Sefer haZohar)

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Sefirot[modifica | modifica wikitesto]

« Proprio dalle tenebre si rivela ciò che è celato e capirai immediatamente che l'intento di tale affermazione è che tutte le Sefirot, chiamate segreti, non si rivelano che per mezzo della Shekhinah, che si chiama tenebre »
(Elia Hayyim ben Binyamin da Genazzano, La lettera preziosa)

Si dice che la Shekhinah circonda tutte le Sefirot e ciò in merito al fatto che il Signore è il luogo del mondo mentre il mondo non è il suo luogo in modo unilaterale.

Viene insegnato che l'era messianica sarà principalmente e definitivamente legata alla Sefirah Tiferet, bellezza ed armonia, la cui sorgente è la Shekhinah (cfr. La palma di Debora di Cordovero); questa Sefirah sarà pienamente manifesta soltanto attraverso il tikkun.

« Tiferet che è l'albero della vita... »
« La Shekhinah è chiamata Terra, mentre Tiferet è il Cielo »
(Sefer haZohar)

Il tikkun avviene principalmente grazie a Yessod, il giusto: il giusto è il fondamento del mondo.

« Così Aron entra nel luogo santo (dove è la Shekhinah) (Vayikra 16. 3): ciò conformemente al fine che il retto, che è Yessod, e la rettitudine, che è Malkhut, si uniranno insieme come una coppia, così che tutto sarà benedetto da loro »
(Sefer haZohar)

Lo Zohar dice che in questo modo i flussi di Khassadim (da cui Khessed) possono essere riversati sul mondo o sulla persona particolarmente legata al Signore; ciò permette infatti un miglioramento delle Sefirot di Khokhma (sapienza, saggezza), Binah (intelligenza) e Daat (conoscenza): non c'è verità senza spirito, la pace e la verità si abbracciano (si amano) (cfr. "La Shekhinah e lo Spirito Santo").

Ancora lo Zohar spiega che quando la Shekhinah accompagnava il popolo d'Israele durante il giorno era piena di Khessed: misericordia, bontà e gentilezza; durante la notte è un cenno al legame con Ghevurah, giustizia e timore, e con Malkhut, regno ed umiltà. Primi a fondare le radici del monoteismo, Avraham, Yitzchak e Yaakov corrispondono agli archetipi Khessed, Ghevurah e Tiferet. Anche il Sefer haTemunah mette in relazione la Shekhinah ed il patto sancito con i tre patriarchi e con Re David, simbolo di Malkhut (Regno).

Tu Ti rivesti di gloria e maestà viene interpretato in riferimento alle due Sefirot Hod e Nezakh.

La prima Sefirah è Keter: corona e volontà; ad essa si riferisce Ein Sof (il Signore Infinito): essa non si può calcolare. La Sefirah Malkhut è invece la decima ed ultima ed è legata al Mondo Inferiore. Le due sono strettamente connesse: tutto fluisce ed è incluso nella decima Sefirah e puoi partire dalla prima sino alla decima... e dalla decima alla prima cosicché la decima diviene la prima. Il principio della Shekhinah in Malkhut esprime la piena manifestazione di Dio, che tutte le Sefirot comprende: chiunque separi una di queste Sefirot dall'altra è come se operasse una separazione in te.

« Il Santo e Benedetto e la Shekhinah sono un'Unità »
(Sefer haZohar)

Dunque la Shekhinah fornisce il "cibo spirituale" all'anima in modo da far sussistere il corpo e vivificarlo maggiormente: così si acquisiscono saggezza, conoscenza ed intelligenza:

« ...la gloria superna che è il segreto della saggezza nei 32 sentieri (della Torah)... Inserisce in lui un spirito della fonte di vita... »
(Sefer haZohar)

Angeli[modifica | modifica wikitesto]

Anche gli angeli sono tenuti in vita solamente dallo splendore della Sua presenza (Esodo R. 32. 4): essi ricevono il proprio "cibo celeste" dalla Shekhinah e, nel momento in cui essa scende per nutrirli, si coprono il volto per non osservare a lungo la sua essenza; si racconta infatti che i due figli di Aronne morirono per aver osservato a lungo ed in modo troppo profondo l'Essenza della Shekhinah.

Su una discussione sulla Shekhinah, il commento al Sefer Yetzirah di Saadyah Ben Yosef conferma che lo Spirito dell'Eterno resterà su di lui: spirito di saggezza, spirito di comprensione, spirito di consiglio (Is. 11. 2). Sempre nella stessa parte del commento l'autore parla quindi di Ruach haKodesh. L'idea che l'albero della vita corrisponda alla Shekhinah, e che colui su cui vi è lo Spirito Santo aumenti in sapienza, è espressa nello Zohar spiegando come egli si nutra soprattutto di un cibo spirituale, cibo paragonato al frutto dell'albero della vita: la saggezza dà vita a coloro che la posseggono. Il commento suddetto si riferisce soprattutto alla manna; la manna è infatti prodotta dal sudore dell'ordine angelico delle Chayyot: queste, a capo delle quali sta l'angelo principe Metatron, sono legate alla Shekhinah ad uno dei livelli più alti di tutti gli altri angeli.

Al passaggio del Mar Rosso tutto Israel poté assistere alla rivelazione della gloria splendente del Signore con tutti i suoi angeli:

« ognuno cantò il canto... e lo Spirito Santo era nella bocca di ognuno »
(Sefer haZohar)

Qualità per la rivelazione della Shekhinah[modifica | modifica wikitesto]

« Chiunque è di cuore disposto, sicuramente si riferisce a colui il cui cuore è disposto ad attrarre la Shekhinah a sé »
(Sefer haZohar)

Il Rebbe Kalonymus Kalmish Shapira afferma come sia possibile avvicinarsi a vedere la gloria divina solo dopo un'elevazione graduale:

« così tu vedrai solamente santità, spirito e la gloria del Signore che riempe tutta la Terra »

Un altro tratto distintivo per ricevere la rivelazione della Shekhinah e lo Spirito Santo è l'umiltà, ciò perché vi possa essere l'elevazione propria e della Shekhinah stessa nell'accettazione del Regno dei Cieli.

Viene insegnato che chi voglia avvicinarsi alla Shekhinah dovrà essere colmo di gioia ed il Signore la aumenterà per lui; le suppliche dell'afflitto vengono comunque ascoltate ed esaudite quasi con maggiore sollecitudine:

« ...perché il dolore di una persona tocca la Shekhinah »

Si riporta che l'uomo malvagio non ha parte con la Shekhinah, mentre gli uomini giusti e retti sono il Suo onore:

« i giusti sono il volto della Shekhinah »

Sebbene, come rivelazione del Signore, la Shekhinah sia apparsa solo a poche persone, alcuni testi affermano che l'anima di tutti si trova dinnanzi ad Essa prima che si nasca; così anche dopo la morte. Le ispirazioni profetiche hanno sempre sostenuto poi che nel compimento dell'era messianica sarà visibile a tutti.

L'era messianica e "le doglie del Messia"[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione ebraica la Shekhinah andò in esilio con il popolo d'Israel; poi, con l'avvento dell'era messianica, la presenza Divina tornerà con il popolo in Terra d'Israel. Nell'Amidà, preghiera che l'Ebreo deve recitare tre volte al giorno, si dice:

« E Tu, nella Tua grande misericordia, accoglici, gradiscici e possano i nostri occhi vedere il Tuo ritorno a Zion nella Tua clemenza. Benedetto Tu Signore, Che fa ritornare la Sua presenza (trad. Shekhinato) a Zion »

Per quanto concerne l'era messianica in altri testi sacri è scritto:

« Li (i discepoli) sazierà nel mondo avvenire dello splendore della Shekhinah »
(B.B.10a)
« Allora tutto si rovescerà: ogni uomo sarà desideroso di ascoltare la Torah, la Shekhinah si manifesterà sulla Terra e l'attributo del rigore si rovescerà in attributo della misericordia... »
(Natan ben Sa'adyah Har'ar, Sha'arei Zedek)
« E la Terra sarà piena della conoscenza della Sua gloria come il mare è pieno d'acqua »   (Abacuc 2.14)
« destinato ad allietarsi con la Shekhinah nel mondo a venire che è la gioia da tutti i lati »

Diaspora ebraica[modifica | modifica wikitesto]

« Il Santo e Benedetto disse: Io sono Colui Che in questo mondo ridusse il Tempio un mucchio di rovine, e sono Colui Che ne farà una cosa di bellezza nel mondo avvenire... Egli ricostruirà il Tempio e vi farà abitare la Sua Shekhinah »
(Midrash a Cant.4.4)
« Ovunque andarono esuli, la Shekhinah li accompagnò »
(Sefer haTemunah)
« così che loro (i figli d'Israel) sappiano che l'Uno Santo e Benedetto li amò e che la Shekhinah col Carro Celeste (Charryiot: la Merkavah) andò in esilio per stare con loro »
(Sefer haZohar)
« è stato insegnato che Rabbi Shimon bar Yochay disse: vieni a vedere quanto è amato il popolo d'Israel davanti al Signore, perché ovunque sia stato esiliato la Shekhinah è andata con lui. Mi sono rivelato a te sulla casa di tuo padre quando eravate in Egitto (I Sam.2.27). Fu esiliato a Babilonia e la Shekhinah era con lui, come è scritto: Per amor vostro sono stata mandata in Babilonia; e, quando saranno redenti nel futuro, la Shekhinah sarà con lui, come è scritto: Allora il Signore tornerà con la tua cattività (Deut.30.4)... Significa che il Santo Unico e Benedetto tornerà con esso dai luoghi dell'esilio »
(Meg.29a)

Gli angeli con la Shekhinah accompagnarono il popolo d'Israele nell'esilio di Babilonia.

Il primo esilio: l'Egitto[modifica | modifica wikitesto]

« E fece scendere la presenza divina in Egitto con lui »
(Gen.R.86.2)

Il testo midrashico Bereshit Rabba e lo Zohar (commento a Esodo) raccontano della Shekhinah anche a proposito dei padri Avraham, Yitzchak e Yaakov e del figlio prediletto di Yaakov (Yosef):

« Finché non vide (Potifar) la presenza divina su di lui (Yosef) »
(Gen.R.86.5)

Si dice che quando Yaakov entrò in Egitto, per poi stabilirvisi assieme ai discendenti da cui poi sarebbe sorto il popolo d'Israele, anche la Shekhinah fosse con lui come presenza e rivelazione. La Shekhinah fu anche con gli altri capostipiti delle tribù d'Israel: anch'essi parteciparono al tikkun che si completerà con l'era messianica. La presenza divina fu con Yosef anche negli anni di prigionia. Il Midrash spiega come Yosef ebbe meriti in terra d'Egitto, proprio per il legame indissolubile con Dio: Giuseppe disse: L'interpretazione dei sogni spetta al Signore (Gen. 40. 8):

« E da quando gli affidò... E benedisse il Signore la casa dell'egiziano... (Gen. 39. 5). Insegna Rabbi Shimon bar Yochay: in tutti i luoghi dove vanno i giusti la presenza divina (la Shekhinah) va con loro. Yitzchak scese in Gerar e la benedizione venne con lui, come detto: Ed Yitzchak seminò in quella terra... e lo aveva benedetto il Signore (Gen. 6. 12); scese Yaakov presso Laban e la benedizione stava con lui, come detto: ed il Signore ti ha benedetto per causa mia (Gen. 30. 30); scese Yosef presso Potifar: e la benedizione stava con lui. Benedisse il Signore la casa dell'Egiziano per causa di Yosef. E la benedizione del Signore si estendeva su tutto ciò che aveva in casa e nei campi »
(Gen.R.86.6)

Il Re Messia[modifica | modifica wikitesto]

e il Suo Spirito si librava sulla superficie delle acque (Gen. 1. 2): Zohar e Midrash interpretano questo versetto come riferito sia alla Shekhinah, sia allo spirito del Mashiach, o Messia:

« mentre lo spirito di santità e la Shekhinah santa aleggiavano e spiravano sopra di esso, come è detto: e il Suo Spirito aleggiava (Gen. 1. 2): si riferisce allo spirito del Re Mashiach, come detto: sopra di lui si poserà lo Spirito del Signore (Is. 2. 2) »
(Gen.R.2.4)

Significati simbolici[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al termine gloria vi è l'accostamento al significato della Matrona e della Sposa che identifica la Shekhinah come parte "femminile". Il canto per l'accoglienza del Sabato "Lecha Dodi" richiama l'attenzione sull'attesa da parte del popolo d'Israele sia del Sabato stesso, sia della Shekhinah per il ritorno dall'esilio, come lo sposo che attende la propria sposa che si avvicina verso il baldacchino delle nozze; ad esempio l'utilizzo del pronome Tu nella lingua ebraica varia nel caso sia maschile o femminile: testi ebraici, soprattutto quelli di preghiera, se riferiti al Signore utilizzano spesso, senza una netta distinzione, la forma femminile o quella maschile. Nel Canto Eshet Khayil (Mishlé 31. 10-31), usualmente recitato nella sera del Venerdì prima del Kiddush, si usa per la Shekhinah la metafora della donna virtuosa che si dedica a molte buone azioni:

« una donna virtuosa chi può trovarla? Il suo valore è superiore a quello delle perle... Ella arreca sempre bene e mai male... Schiude le mani al povero e le porge all'indigente... »

La Shekhinah è anche l'archetipo della comunità del popolo d'Israele proprio per il ruolo di Servizio al Signore assegnatogli: vi ho liberato perché siate il mio popolo... e per essere il vostro Signore.

« Tua moglie sarà come una vite fruttifera all'interno della tua casa »

A proposito di questo versetto è scritto che, come la Shekhinah risiede nel luogo più interno del Tempio, il Sancta Sanctorum, così una donna modesta non sosta all'ingresso della propria casa:

« Una vite fruttifera è la Shekhinah! »

Cuore: questa metafora per la Shekhinah indica lo Spirito Santo legato alla saggezza Profetica (cfr. Zohar: il cuore... colmo di tutto) con la quale vennero ornati coloro che si occuparono di preparare, costruire ed arredare il Tabernacolo.

La Shekhinah è associata all'anima ed il Tabernacolo o il Tempio al corpo: essa è nutrimento al mondo intero come lo Spirito Santo nell'uomo favorito in questo; secondo questa analogia la Shekhinah viene definita parte più interna, mentre quelle esterne vengono anche definite gusci: così anche il cervello, "luogo" principale dell'anima i cui flussi poi si irradiano attraverso tutto il corpo, è esternamente costituito da diversi livelli di rivestimento.

In questo senso la Shekhinah viene anche definita mare, poiché da essa derivano tutti i flussi, anche per il tikkun.

Si dice che il muro occidentale del Tempio rappresenta la modalità della Shekhinah.

Anche i precetti vengono associati alla Shekhinah e sono sua salvaguardia: la Shekhinah è infatti anche metafora della legge divina donata in modo definitivo sul monte Sinai, l'Halakhah.

I Maestri Ebrei hanno sempre insegnato come prima dell'era messianica, il mattino, vi sia un momento intermedio chiamato alba: in questo caso la Shekhinah viene simbolicamente definita dallo Zohar stella del mattino.

Sukkot[modifica | modifica wikitesto]

Sukkot è conosciuta come la festa delle capanne; dopo l'uscita dall'Egitto, durante il cammino nel deserto il popolo d'Israel abitava in capanne. Durante questa ricorrenza anche gli Ebrei di oggi usano allestire delle capanne dove soggiornare. Secondo la radice ebraica della parola Shekhinah se ne deduce un'altra: dimora. Si racconta che all'interno della capanna l'Ebreo è completamente avvolto dalla santità dei precetti; allo stesso modo il popolo d'Israel è continuamente protetto dalla Shekhinah. Nel deserto la nube fu per Israel proprio una dimora.

Anche il canto del Sabato Yedid Nefesh dice:

« Manifestati e stendi benevolo su di noi la tenda della Tua pace (sukkat shelomah). La terra risplenda della Tua gloria, ci si rallegri e si gioisca in Essa... »

La Shekhinah e l'arcobaleno[modifica | modifica wikitesto]

In più testi si dice come la Shekhinah sia spesso spiritualmente pervasa da tre colori principali: il bianco, il rosso ed il verde (spesso anche il blu: e sotto i Suoi piedi (della Shekhinah) come una lastra di zaffiro); questi tre colori corrispondono alle Sefirot Khessed, Ghevurah e Tiferet e sono l'origine di tutti i colori dell'arcobaleno. Lo Zohar afferma che esiste un arcobaleno celeste, quello della Shekhinah, e quello comune, terrestre; il patto con Noè per tutta l'umanità che seguì al diluvio si riferisce ad entrambi.

« ...vidi come un fuoco cinto di splendente luminosità. Come l'aspetto dell'arcobaleno che è nella nube in giorno di pioggia tale era l'aspetto della luminosità tutt'intorno: esso era l'aspetto dell'immagine della gloria del Signore »   (Ezechiele 1.27-28)

La Shekhinah, Israel e gli altri popoli[modifica | modifica wikitesto]

Il commento dello Zohar alla Parasha di Jetro, suocero di Mosè, racconta che re David fu investito dello Spirito Santo e che profetizzò l'era messianica e comprese come tutta l'umanità intera potrà lodare ed esaltare la gloria del Signore.

« Avverrà alla fine dei giorni che il monte della casa del Signore si ergerà sopra la sommità dei monti e sarà elevato più dei colli ed ad esso affluiranno tutte le nazioni. Andranno molti popoli e diranno: venite ché saliremo sul monte del Signore, alla casa dell'Eterno di Giacobbe, affinché Egli ci ammaestri sulle Sue vie, affinché procediamo nei Suoi sentieri; che da Sion uscirà l'insegnamento, e la parola del Signore da Gerusalemme. Egli giudicherà fra le nazioni ed ammonirà molte genti le quali spezzeranno le loro spade per farne vomeri e le loro lance per farne falci; nessun popolo alzerà più la spada contro l'altro e non impareranno più la guerra »   (Isaia 2.2-4)

In quanto redenzione divina, l'uscita dall'Egitto viene paragonata all'era messianica e rappresenta uno dei primi tikkunim:

« Similmente tutti i principi superni (gli angeli) che furono nominati su di loro (gli egiziani) e sulle altre nazioni accompagnarono la Shekhinah e tutto Israel finché si accampò ad Eitam »
(Sefer haZohar)

Nella tradizione islamica[modifica | modifica wikitesto]

Anche nell'Islam sono tante le allusioni alla nube oscura, l'Essenza del Signore:

« l'inviato di Allah rispose ad una persona che gli chiedeva dove fosse il Signore prima di creare il creato: in una nube oscura sopra la quale non v'è aria e sotto la quale non v'è aria »

Anche ʿAbd al-Karīm al-Jīlī dice:

« Egli Si trovava in una nube oscura prima di creare il creato e così rimane dopo averlo creato »

Rivelazione[modifica | modifica wikitesto]

Anche nella religione islamica si parla di occultamento a proposito della tenebra della nube, e ciò rispetto alla luce. Così anche nella religione ebraica si dice che il velo della tenebra della Shekhinah nasconde la sua luce: "Egli (la nube) è luce e tenebra assieme".

Muhammad[modifica | modifica wikitesto]

Si racconta che una volta vi erano dei Rabbini che discutevano tra loro, quando videro la nube che fece loro capire che si stava avvicinando una carovana e dissero che certamente si stava avvicinando il futuro leader degli Arabi: in quella carovana stava il piccolo Maometto, futuro profeta, guida e fondatore dell'Islam.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il merito della manifestazione durante i 40 anni del popolo d'Israele nel deserto si ascrive ad Aronne, a Mosè quello della manna mentre alla loro sorella Miriam quello del pozzo d'acqua che lo accompagnò sempre.

Si dice che chi dà ospitalità in modo corretto è come se ricevesse la Shekhinah.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Busi, Simboli del pensiero ebraico, Torino, Einaudi, 1999
  • G. Scholem, Von der mystischen Gestalt der Gottheit, Zurigo, 1962 (trad. inglese On the Mystical Shape of the Godhead, New York, 1991)
  • Arthur Green, Shekhinàh in Queste sono le parole, Firenze, Giuntina, 2002, pp. 61–62; e Sefiròt, ivi, pp. 56 – 59
  • Moshe Idel, Qabbalah. Nuove prospettive, Milano, Adelphi, n. ed. 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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