Massimo Cacciari

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Massimo Cacciari
Massimo Cacciari (06 02 2012).jpg

Sindaco di Venezia
Durata mandato 1993 - 2000
Predecessore Ugo Bergamo
Successore Paolo Costa

Durata mandato 2005 - 2010
Predecessore Paolo Costa
Successore Giorgio Orsoni

Dati generali
Partito politico Potere Operaio (1969-1973)
PCI (1976-1983)
I Dem. (1999-2002)
DL (2002-2007)
PD (2007-2009)
Verso Nord (dal 2010)
Alma mater Università di Padova
on. Massimo Cacciari
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Massimo Cacciari
Luogo nascita Venezia
Data nascita 5 giugno 1944
Titolo di studio laurea in filosofia
Professione filosofo, docente universitario
Partito PCI (1976-1983)
Legislatura VII, VIII
Gruppo PCI (1976-1983)
Incarichi parlamentari
  • Membro della XII Commissione (Industria e Commercio)
Pagina istituzionale
Massimo Cacciari
Bandiera europea
Unione europea
Partito I Democratici
Legislatura V
Gruppo ELDR
Circoscrizione Nord-Ovest
Incarichi parlamentari

  • Commissione per l'occupazione e gli affari sociali (dal 21.07.1999 al 26.05.2000)
  • Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Slovenia (dal 29.09.1999 al 26.05.2000)
  • Commissione per l'industria, il commercio estero, la ricerca e l'energia (dal 21.07.1999 al 26.05.2000 come membro sostituto)

Massimo Cacciari (Venezia, 5 giugno 1944) è un filosofo, politico e accademico italiano, ex sindaco di Venezia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Studi e inizi[modifica | modifica sorgente]

Suo padre era un pediatra e sua madre una casalinga.[1] Frequentò il Liceo Classico Marco Polo di Venezia. Nel 1967, sotto la guida del professor Dino Formaggio, laureandosi in filosofia all'Università di Padova con una tesi sulla Critica del giudizio di Immanuel Kant, ebbe come relatore Sergio Bettini.

Carriera accademica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1980 diviene professore associato di Estetica presso l'Istituto di Architettura di Venezia, dove nel 1985 diventa professore ordinario[2]. Nel 2002 fonda la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele[3] a Cesano Maderno, di cui è Preside fino al 2005. È tra i fondatori di alcune riviste di filosofia, che hanno segnato il dibattito dagli anni sessanta agli anni ottanta, tra cui Angelus Novus, Contropiano, il Centauro.

Al centro della sua riflessione filosofica si colloca la crisi della razionalità moderna, che si è rivelata incapace di cogliere il senso ultimo del reale, abbandonando la ricerca dei fondamenti del conoscere. La sua visione muove dal concetto di "pensiero negativo", ravvisato nelle filosofie di Friedrich Nietzsche, di Martin Heidegger e di Ludwig Wittgenstein, per risalire ai suoi presupposti in alcuni aspetti della tradizione religiosa e del pensiero filosofico occidentali.[4]

Ha pubblicato numerose opere e saggi, tra i quali meritano una particolare attenzione: Krisis (del 1976); Pensiero negativo e razionalizzazione; (1977), Dallo Steinhof (1980), Icone della legge (1985), L'angelo necessario (1986)[5], Dell'inizio (1990), Della cosa ultima (2004) vincitore del Premio Cimitile. Hamletica, Adelphi, Milano, 2009 è il suo lavoro più recente. I volumi Icone della legge e L'angelo necessario presentano, inoltre, alcune pagine dedicate alla filosofia dell'icona e agli esiti del pensiero del mistico russo Pavel Aleksandrovič Florenskij.

Tra i numerosi riconoscimenti sono da ricordare la laurea honoris causa in Architettura conferita dall'Università degli Studi di Genova nel 2003 e la laurea honoris causa in Scienze politiche conferita dall'Università di Bucarest nel 2007.

Attualmente insegna Pensare filosofico e metafisica presso la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, di cui è stato anche prorettore vicario[6].

Suo fratello Paolo è stato deputato di Rifondazione Comunista tra il 2006 e il 2008.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

In Potere Operaio e nel PCI[modifica | modifica sorgente]

Da giovane fu un politico militante e occupò con gli operai della Montedison la stazione di Mestre.[1] Collaborò negli anni sessanta alla rivista mensile Classe operaia e, dopo contrasti interni tra Mario Tronti, Alberto Asor Rosa e Toni Negri (il quale fu un incontro essenziale per la sua formazione), diresse insieme ad Asor Rosa la rivista, definita di "materiali marxisti", Contropiano con la quale si tentò la riunificazione del gruppo. Ma il tentativo fallì e il gruppo veneto trasformò la rivista nel giornale Potere Operaio "Giornale politico dagli operai di Porto Marghera" a cui Cacciari deluso non aderì.[7] In seguito entrò nel Partito Comunista Italiano[1], ricoprendo cariche apparentemente lontane dai suoi interessi filosofici: responsabile della Commissione Industria del PCI Veneto negli anni settanta, fu poi eletto alla Camera dei deputati dal 1976 al 1983, e fu membro della Commissione Industria della Camera.

Sindaco di Venezia (1993-2000)[modifica | modifica sorgente]

Fu sindaco di Venezia dal 1993 al 2000, fra i principali sostenitori de I Democratici di Romano Prodi e si parlò di lui come un probabile leader dell'Ulivo. Fin dall'inizio della sua attività politica vede nel federalismo una tradizione da recuperare per i progressisti italiani laddove buona parte dei dirigenti vedono in questa attenzione agli ideali federalisti un freno ai voti del centro-sud. In preparazione delle elezioni regionali del 2000, aveva compreso che per vincere in una regione tradizionalmente moderata, la sinistra avrebbe dovuto agganciare una parte dell'elettorato in fuga dalla ex DC, e mosse alcuni significativi passi, ma non riuscì a convincere fino in fondo l'elettorato autonomista.

Europarlamentare e consigliere regionale veneto[modifica | modifica sorgente]

Alle europee del 1999 si candida con la lista de I Democratici risultando eletto in due circoscrizioni: lui ha optato per quella nord-occidentale.

La sua sconfitta alle Regionali del 2000, quando fu candidato per la presidenza della regione Veneto, fece tramontare l'ipotesi che potesse diventare il futuro leader dell'Ulivo. Cacciari ottenne in quella tornata il 38,2% dei voti, uscendo sconfitto dal rappresentante del Polo per le Libertà Giancarlo Galan, che ricevette il 54,9% dei consensi. In quella tornata elettorale Cacciari ottenne un seggio da consigliere regionale: per questo per incompatibilità si dimette da europarlamentare.

Sindaco di Venezia (2005-2010)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005, a sorpresa, annunciò la sua intenzione di ricandidarsi a sindaco di Venezia. I partiti di sinistra dell'Ulivo avevano però già raggiunto l'accordo per la candidatura unitaria del magistrato Felice Casson, ma Cacciari dichiarò di voler andare avanti anche a costo di spaccare l'unità della coalizione, cosa che effettivamente successe: Cacciari venne sostenuto da UDEUR Popolari e La Margherita, Casson ricevette invece l'appoggio di tutti gli altri partiti del centrosinistra.

Al primo turno Casson ebbe il 37,7% dei voti, mentre Cacciari si fermò al 23,2%; sfruttando le divisioni presenti in maniera ancora più acuta nel centrodestra a Venezia, furono proprio i due rappresentanti del centro-sinistra ad andare al ballottaggio. A sorpresa Cacciari, seppur sostenuto da liste più deboli, riuscì a far leva sull'elettorato moderato e vinse la sfida con circa 200 voti di vantaggio sul suo competitore (50,5% contro 49,5%).

L'inattesa vittoria del politico-filosofo creò malumori all'interno della coalizione (Casson commentò il risultato esclamando: "Ha vinto Cacciari? Allora ha vinto la destra!") e una particolare situazione nel consiglio comunale veneziano: la Margherita, con il suo 13,4% di voti, ebbe diritto a ben 26 seggi, (mentre i DS, che ottennero il 21,2%, si dovettero accontentare di 6 seggi) e l'UDEUR, nonostante un modesto 1,4%, si accaparrò 2 seggi (a differenza di Rifondazione Comunista che con il 6,8% si aggiudicò un solo seggio).

Nel complesso, quindi, la coalizione Cacciari, con il 14,8% dei suffragi, prese 28 seggi, mentre il raggruppamento Casson, con il 41%, risultò possessore di 9 seggi. Ciò ha permesso a Cacciari, iscritto alla Margherita di cui è esponente di punta in Veneto, di poter governare la città con una solida maggioranza consiliare.

In occasione delle elezioni regionali del 2005, delle elezioni politiche del 2006 e delle amministrative del 2007 ha cercato di porre l'accento sulla questione settentrionale.

Il 2 novembre 2009, anche deluso dall'evoluzione del Partito Democratico, ha annunciato l'abbandono della politica attiva dopo la conclusione del mandato di sindaco, avvenuta nell'aprile 2010.[8]

Il 23 luglio 2010, a Mogliano Veneto, ha presentato il manifesto Verso Nord, un'Italia più vicina, per chi non si riconosce né nel PD, né nel PDL e vuole una politica per il Nord diversa da quella attuata dalla Lega. Il manifesto si è poi evoluto nel partito politico chiamato appunto Verso Nord, nato ufficialmente il 12 ottobre 2010[9][10].

Pensiero[modifica | modifica sorgente]

Nelle sue prime opere (Krisis, 1976, Pensiero negativo e razionalizzazione, 1977) Massimo Cacciari sviluppa la sua riflessione che, prendendo spunto da Friedrich Nietzsche, Ludwig Wittgenstein e Martin Heidegger, conferma «... la fine della razionalità classica e dialettica e l'emergere pieno, costruttivo, rifondativo e non distruttivo [...] del "pensiero negativo".»[11]

Dall'analisi della cultura viennese e mitteleuropea, che si forma sullo sfondo dei grandi mutamenti del sistema capitalistico tra l'800 e il '900, Cacciari identifica una società reazionaria incapace di aprirsi alla modernità e improntata al nihilismo, punto d'arrivo del fallimento del pensiero dialettico della scuola hegeliano-marxista. In quest'ambito si origina il pensiero negativo (Negatives Denken) che ad iniziare da Schopenhauer sembra collegarsi all'irrazionalismo ma che in realtà è la conseguenza ultima della tradizione metafisica occidentale che pretendeva di superare ogni contraddizione e la negatività dell'esistenza stessa tramite quella libera volontà, coerentemente negata da Nietzsche e ancora presente invece nell'ascesi schopenhaueriana, come strumento per la liberazione dal dolore di vivere.

La crisi della metafisica occidentale è anche dimostrata dalla fiducia nella tecnica, presuntuosa esaltazione di quella ragione che invece rivela il sostanziale fallimento dei valori ultimi che dovrebbero guidare il progresso umano: « ...la tecnica realizza la direzione implicita della metafisica moderna - ma nel realizzarla ne critica e liquida anche l'idea centrale [il fondamento originario]» che era la certezza dei valori. Da qui un'epoca caratterizzata dal nulla dei valori e dalla fine della filosofia ormai rivolta «tutta al passato, a prima della ratio»[12]

Con l'avvento del pensiero negativo finalmente ci si libera «da un ideale totalitario del sapere, per cui non si dipende più da un ordine naturale, fisso ed immutabile, di cui la ragione scopre le leggi, ma si interviene creativamente, dando ordine alle cose, in una molteplicità di saperi;»[13]

Nelle sue ultime opere Cacciari intreccia la riflessione filosofica con quella teologica quasi risalendo ad una tradizione interpretativa platonica. Se ormai la filosofia si è specializzata e frantumata in una serie di campi specifici che cosa vorrà dire "pensare" al suo stesso inizio? Cacciari cerca la risposta in quella tradizione filosofico-teologica che pone il principio, l'"inizio" nella nozione di "Deus-Esse".[14]

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

« Caro C., non possiamo proseguire la nostra via che attraverso lo straniero che ospitiamo - e che chiamiamo 'nostro' Io. Questo è il vero volto dell'altro, del prossimo ineludibile, appiccicato a noi come un incubo! Hospes / hostis, necessariamente. 'Assicurarcelo' è impossibile. »
(Massimo Cacciari, Della cosa ultima, Adelphi, Mi, 2004, pag. 135)
« Pietà afferra il poeta — pericolosissima pietà, sul limite estremo della misericordia inordinata. »
(Massimo Cacciari, "Della cosa ultima", Adelphi, Mi, 2004, pag. 251)

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Introduzione di Massimo Cacciari a Georg Simmel, Saggi di estetica, Padova, 1970
  • Qualificazione e composizione di classe, in Contropiano 2, 1970
  • Ciclo chimico e lotte operaie, con S. Potenza, in Contropiano, n.2, 1971
  • Dopo l'autunno caldo: ristrutturazione e analisi di classe, Marsilio, Padova, 1973
  • Pensiero negativo e razionalizzazione. Problemi e funzione della critica del sistema dialettico, 1973
  • Metropolis, Roma, Officina, 1973
  • Piano economico e composizione di classe, Feltrinelli, 1975
  • Lavoro, valorizzazione, cervello sociale, in Aut Aut, n. 145-146, Milano, 1975
  • Note intorno a «sull'uso capitalistico delle macchine» di Raniero Panzieri, in Aut Aut, n. 149-150, Milano, settembre - dicembre 1975
  • Oikos. Da Loos a Wittgenstein, con Francesco Amendolagine, Roma, 1975
  • Krisis, Saggio sulla crisi del pensiero negativo da Nietzsche a Wittgenstein, Feltrinelli, 1976 (ottava edizione nel 1983)
  • Pensiero negativo e razionalizzazione, Marsilio, 1977
  • Il dispositivo Foucault, Venezia, Cluva, 1977
  • Dialettica e critica del politico. Saggio su Hegel, Feltrinelli, 1978
  • Walter Rathenau e il suo ambiente, De Donato, 1979
  • Crucialità del tempo: saggi sulla concezione nietzscheana del tempo, et al, Liguori, 1980
  • Dallo Steinhof, Adelphi, 1980 (nuova edizione 2005)
  • Adolf Loos e il suo angelo, Electa, 1981
  • Feuerbach contro Agostino d'Ippona, Adelphi, 1982
  • Il potere: saggi di filosofia sociale e politica, con G. Penzo, Roma, Città Nuova, 1985
  • Icone della legge, Adelphi, 1985 (nuova edizione 2002)
  • Zeit ohne Kronos, Ritter Verlag, Klagenfurt, 1986
  • L'Angelo necessario, Adelphi, 1986 (nuova edizione 1992)
  • Drama y duelo, Tecnos, Madrid, 1989
  • Le forme del fare, con Massimo Donà e Romano Gasparotti, Liguori, 1989
  • Dell’Inizio, Adelphi, 1990 (nuova edizione nel 2001)
  • Dran, Méridiens de la décision dans la pensée contemporaine, Ediotions de L’Eclat, 1992
  • Architecture and Nihilism, Yale University Press, 1993
  • Desde Nietzsche: Tiempo, Arte, Politica, Biblios, Buenos Aires, 1994
  • Geofilosofia dell’Europa, Adelphi, 1994 (nuova edizione 2003)
  • Großstadt, Baukunst, Nihilismus, Ritter, Klagenfurt, 1995
  • Migranten, Merve, Berlino, 1995
  • Introduzione a F. Bacone, Nuova Atlantide, Silvio Berlusconi Editore, Milano, 1995
  • L'Arcipelago, Adelphi, 1997
  • Emilio Vedova. Arbitrii luce, Catalogo della mostra, Skira, 1998
  • Arte, tragedia, tecnica, con Massimo Donà, Raffaello Cortina, 2000
  • El Dios que baila, Paidos, Buenos Aires, 2000
  • Duemilauno. Politica e futuro, Feltrinelli, 2001
  • Wohnen. Denken. Essays über Baukunst im Zeitalter der völligen Mobilmachung, Ritter Verlag, Klagenfurt und Wien, 2002
  • Della cosa ultima, Adelphi, 2004
  • La città (conferenza), Pazzini, 2004
  • Il dolore dell’altro. Una lettura dell’Ecuba di Euripide e del libro di Giobbe (conferenza), Saletta dell’Uva, 2004
  • Soledad acogedora. De Leopardi a Celan, Abada Editores, Madrid, 2004
  • Paraíso y naufragio. Musil y El hombre sin atributos, Abada Editores, Madrid, 2005
  • Magis Amicus Leopardi, Saletta dell’Uva, 2005
  • Maschere della tolleranza, Rizzoli, Milano, 2006
  • Introduzione a Max Weber, il politico come professione, Mondadori, Milano, 2006
  • Europa o Filosofia, Machado, Madrid, 2007
  • Tre icone, Adelphi, Milano, 2007
  • Teologia e politica al crocevia della storia (con Mario Tronti), AlboVersorio, Milano, 2007
  • The Unpolitical. Essays on the radical critique of the political thought, Yale University Press, 2009
  • Hamletica, Adelphi, Milano, 2009
  • La città, Pazzini, 2009
  • Il dolore dell'altro. Una lettura dell'Ecuba di Euripide e del libro di Giobbe, Saletta dell'Uva, 2010
  • I comandamenti. Io sono il Signore Dio tuo, Il Mulino, 2010
  • I comandamenti. Ama il prossimo tuo, Il Mulino, 2011
  • Doppio ritratto. San Francesco in Dante e Giotto, Adelphi, 2012
  • Il potere che frena, Adelphi, Milano, 2013

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Barbara Romano, i panni sporchi si lavano in casa MA IL CAV., sul piano del gusto, è UNA catastrofe - CONTRO VERONICA: "Se io ho qualcosa da dire a mio marito gli scrivo privatamente" - "Evelina MANNA è un’amica" - "vengo SEMPRE paparazzato dA qualche testa di cazzo" in Dagospia, Libero, 05/05/2009. URL consultato il 21/06/2013.
  2. ^ Città di Venezia - Sindaco
  3. ^ Cacciari Massimo, Università Vita-Salute San Raffaele. URL consultato il 21/06/2013.
  4. ^ vedi l'intervista "La predestinazione del male"
  5. ^ F. Dal Bo, L'utopia dell'angelo. Note a L'angelo necessario di M. Cacciari, in G. Bertagni (a cura), Architetture utopiche, «arcipelago», n. 5, 2000, pp. 114-121.
  6. ^ Corriere, 23.7.2010 - Lettera firmata da Massimo Cacciari
  7. ^ Dolores Negrello, A pugno chiuso. Il Partito comunista padovano dal biennio rosso alla stagione dei movimenti, Milano, FrancoAngeli, 2000, pp.160 e 166-167. ISBN isbn 88-464-2146-9. URL consultato il 01/05/2013.
  8. ^ Cacciari: "Addio alla politica. Sconfitti i miei progetti" in Corriere della Sera, 2 novembre 2009. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  9. ^ Il manifesto politico di Verso Nord
  10. ^ Cacciari lancia Verso nord Ma non siamo il terzo polo in la Repubblica, 24 luglio 2010, p. 13. URL consultato il 5 dicembre 2010.
  11. ^ F. Restaino, Il dibattito filosofico in Italia (1925-1990), in N. Abbagnano, Storia della filosofia, vol. IV, t. II, Torino 1994 p.739
  12. ^ In Maurizio Pancaldi, Mario Trombino, Maurizio Villani, Atlante della filosofia, Hoepli editore, 2006 p.153
  13. ^ Giovanni Catapano, Coincidentia Oppositorum: Appunti sul pensiero di Massimo Cacciari a cura del Dipartimento di Filosofia, Università di Padova
  14. ^ Cfr. Massimo Cacciari in EMSF

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito Melitense - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito Melitense
Laurea Honoris Causa in Architettura, conferita dall'Università degli Studi di Genova nel 2003 - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Architettura, conferita dall'Università degli Studi di Genova nel 2003
Laurea Honoris Causa in Scienze politiche, conferita dall'Università degli Studi di Bucarest nel 2007 - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Scienze politiche, conferita dall'Università degli Studi di Bucarest nel 2007

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Predecessore Sindaco di Venezia Successore Venezia-Stemma.png
Ugo Bergamo 1993 - 2000 Paolo Costa I
Paolo Costa 18 aprile 2005 - 8 aprile 2010 Giorgio Orsoni II

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