Giorgio Orsoni

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Giorgio Orsoni (Venezia, 29 agosto 1946) è un avvocato e politico italiano, dall'8 aprile 2010 al 23 giugno 2014 sindaco di Venezia arrestato il 4 giugno 2014 in relazione agli scandali del Mose.

Giorgio Orsoni
Giorgio Orsoni.jpg

Sindaco di Venezia
Durata mandato 8 aprile 2010 –
23 giugno 2014
Predecessore Massimo Cacciari
Successore Vittorio Zappalorto (comm. pref.)

Dati generali
Partito politico Centro-sinistra[1]
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Alma mater Università degli studi di Padova

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Consegue la laurea in giurisprudenza nell'anno accademico 1968/69 presso l'Università degli studi di Padova. Avvocato dal 1972, abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, è professore ordinario di Diritto amministrativo all'Università Ca' Foscari di Venezia. È stato presidente dell'Ordine degli Avvocati di Venezia e Presidente dell'Unione Triveneta dei Consigli dell'Ordine, nonché membro del Consiglio Nazionale Forense. Ha presieduto l'assemblea dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana.

Dal 1997 al 2003 è stato presidente della SAVE Engineering SpA, società di Ingegneria dell'Aeroporto Marco Polo di Venezia. Dal 2000 al 2003 è stato Consigliere di Amministrazione della Biennale di Venezia. Attualmente è Primo Procuratore di San Marco e vicepresidente della Fondazione Cini. Dal 2005 è presidente della Compagnia della Vela di Venezia. Dal 1996 al 1998 è stato Consigliere giuridico del Ministro dei Lavori Pubblici, nonché Capo dell’Ufficio Legislativo del Dipartimento delle Aree Urbane.

Incarichi politici[modifica | modifica wikitesto]

Con la Giunta di Paolo Costa (2000-2005), è stato Assessore al Patrimonio e ai Rapporti Istituzionali del Comune di Venezia. Nel 2010, si presenta alle primarie per la scelta del candidato Sindaco di Venezia della coalizione di centrosinistra, sostenuto dal PD che vince con il 46% superando l'ex deputato Gianfranco Bettin (Verdi) con il 35,37% e l'ex deputata e sottosegretaria di stato e assessore comunale Laura Fincato (Socialisti) al 18,62%.[2]. Alle seguenti elezioni amministrative del 2010 è eletto sindaco di Venezia al primo turno con il 51,13% con largo distacco sul Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, candidato del centro-destra fermo al 42,62%[3]. S'insedia l'8 aprile 2010. Sabato 7 e domenica 8 maggio 2011 accoglie in Città papa Benedetto XVI in visita pastorale.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 giugno 2014 è stato posto agli arresti domiciliari per presunta violazione della normativa in materia di finanziamento ai partiti[4]. L'accusa sostiene che Orsoni avrebbe ricevuto tra i 450 e i 550 mila euro dal Consorzio Venezia Nuova presieduto da Giovanni Mazzacurati e dall'imprenditore della Maltauro Infrastrutture Enrico Maltauro per finanziare la sua campagna elettorale a Sindaco di Venezia nel 2010 in cambio dell'interessamento politico ai maxi-appalti del MOSE. Il giorno successivo, il prefetto Domenico Cuttaia lo sospende dalla carica di sindaco di Venezia in applicazione della legge Severino (sostituito dal Vicesindaco di Venezia Sandro Simionato (Pd) nella funzioni).[5]. Dopo aver presentato una richiesta di patteggiamento a 9 mesi (ridotti a 4 mesi per le attenuanti generiche e la scelta del rito abbreviato) e 15.000 euro di multa, il 12 giugno vengono revocati gli arresti domiciliari, mentre il prefetto ritira il provvedimento di sospensione dalla carica di primo cittadino[6][7]. Nella successiva conferenza stampa, Orsoni ha affermato di non volersi dimettere dalla carica di sindaco di Venezia[8]. Orsoni infatti non nega che la somma possa essere finita a finanziare la sua campagna elettorale ma nega di non averla ricevuta di persona tirando in ballo alcuni esponenti del PD Veneto che si sarebbero adoperati per farsi finanziare la somma dal Consorzio: il tesoriere e consigliere regionale veneto del Pd Giampiero Marchese, arrestato, l'ex Presidente della Provincia di Venezia e Responsabile Enti Locali e Organizzazione del PD nelle Segreterie Bersani ed Epifani, il deputato Davide Zoggia (che avrebbe beneficiato anche lui di 65 mila euro sempre dal Consorzio per la campagna per il secondo mandato a Presidente della Provincia di Venezia nel 2009), l'ex Presidente della Provincia di Belluno e consigliere regionale del Veneto Sergio Reolon (anche lui beneficiario di 10 mila euro dal Consorzio per la campagna per il secondo mandato a Presidente della Provincia di Belluno) e il deputato veneziano del Pd Michele Mognato, tuttavia non indagati [1]. Il giorno seguente tuttavia, in una ulteriore conferenza stampa, Orsoni comunica, dopo aver azzerato la Giunta, di aver rassegnato le sue dimissioni da Sindaco di Venezia "essendo venuto meno il rapporto di fiducia con la politica" dopo una nota del vicesegretario nazionale Debora Serracchiani che di fatto lo sfiduciava[9][10]. Il 23 giugno il Presidente del Consiglio Comunale di Venezia Roberto Turetta (Pd) annuncia le dimissioni dei 24 consiglieri della maggioranza di centrosinistra sui 46 totali portando quindi all'immediata decadenza dello stesso Consiglio e del Sindaco (le dimissioni di Orsoni infatti sarebbero divenute effettive solo dopo 20 giorni) e dopo l'approvazione di una mozione sul superamento della concessione unica per il Mose e lo scioglimento del Consorzio Venezia Nuova.[11]

Il 2 luglio il prefetto di Gorizia Vittorio Zappalorto viene nominato commissario straordinario che traghetterà il Comune di Venezia alle elezioni. Intanto il GIP respinge la richiesta di 4 mesi di patteggiamento avanzata da Orsoni ritenuta non congrua alla gravità dei reati contestati.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 1995[12]
Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 31 agosto 2010[12]
Cavaliere della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'onore
— 22 aprile 2013[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


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Massimo Cacciari 8 aprile 2010 - 23 giugno 2014 Vittorio Zappalorto (comm. straor.)