MOSE

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Una recente immagine area della bocca di porto di Lido e dei cantieri per la costruzione del Mose
Acqua alta in Piazza San Marco. Evento sempre più frequente e causa di notevoli disagi che ha spinto le autorità a cercare soluzioni come il Mose

Il sistema MOSE (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) per la difesa di Venezia e della laguna dalle acque alte è costituito da schiere di paratoie mobili a scomparsa poste alle bocche di porto (i varchi che collegano la laguna con il mare e attraverso i quali si svolge il flusso e riflusso della marea) di Lido, di Malamocco e di Chioggia, in grado di isolare temporaneamente la laguna di Venezia dal Mare Adriatico durante gli eventi di alta marea. Il Mose, insieme ad altri interventi come il rinforzo dei litorali, il rialzo di rive e pavimentazioni e la riqualificazione della laguna, garantisce la difesa di Venezia e della laguna da tutte le acque alte, compresi gli eventi estremi: è stato progettato per proteggere Venezia e la laguna da maree fino a 3 metri e attualmente la sua entrata in funzione è prevista per maree superiori a 110 cm[1]. L’esecuzione dei lavori è affidata al Consorzio Venezia Nuova[2] che opera per conto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Magistrato alle Acque di Venezia[3]. La realizzazione dell’opera è stata avviata nel 2003 contemporaneamente alle tre bocche di porto lagunari e ha raggiunto un avanzamento pari a circa l'80%[4].

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Prima che l'acronimo MOSE (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) venisse usato per riferirsi al sistema di difesa dalle acque alte, è stato utilizzato per indicare il prototipo di una paratoia in scala reale, utilizzato tra il 1988 e il 1992 per eseguire una serie di prove[5].

Mose e salvaguardia[modifica | modifica sorgente]

Immagine da satellite della laguna di Venezia e localizzazione delle tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia dove è in corso la realizzazione del Mose

Il Mose non è un'opera isolata, ma rientra nel Piano Generale di Interventi per la salvaguardia di Venezia e della laguna, nel quadro della Legge Speciale per Venezia[6] definita a seguito dell’alluvione del 4 novembre 1966. Alla salvaguardia di Venezia e della laguna concorrono lo Stato italiano, che opera per la difesa dei centri urbani dalle acque alte, per la protezione dei territori costieri dalle mareggiate e per il riequilibrio ambientale dell’ecosistema, la Regione del Veneto per il disinquinamento e le Amministrazioni Comunali (Comune di Venezia, Comune di Chioggia, etc ) per lo sviluppo socio-economico e per il restauro del patrimonio architettonico ed edilizio. Il complesso delle attività sono dirette, coordinate e controllate dal cosiddetto Comitatone[7] presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri e in cui sono presenti gli enti e le istituzioni preposte a livello nazionale e locale. Gli interventi realizzati dello Stato hanno riguardato il ripristino di habitat caratteristici quali barene e bassi fondali (oltre 1.500 ettari ricostruiti e protetti), la messa in sicurezza di discariche e canali dell’area industriale di Porto Marghera (5 siti inquinati e 45 km di rive e sponde impermeabilizzate) e la difesa dalle mareggiate (46 km di spiagge rinforzate e naturalizzate): rappresentano il più imponente programma di difesa, recupero e riqualificazione dell'ambiente, che lo Stato italiano abbia mai attuato e in questo quadro, il Mose per la difesa dalle acque alte, insieme agli interventi di difesa degli abitati lagunari che hanno riguardato più di 100 km di rive e sponde, rappresenta l’ultimo e il più importante tassello per la salvaguardia del territorio lagunare.

A cosa serve il MOSE[modifica | modifica sorgente]

Lo scopo del progetto Mose è proteggere la laguna, le sue città, gli abitanti e l’inestimabile patrimonio storico, artistico e ambientale da tutte le acque alte, compresi gli eventi estremi. Le acque alte sono diventate sempre più frequenti e intense a causa dell’effetto combinato di subsidenza (abbassamento del livello del suolo) e l'eustatismo (innalzamento del livello del mare), dovuti a fenomeni naturali e antropici[8]. Oggi le città lagunari sono mediamente di 23 cm più basse sull’acqua rispetto dagli inizi del Novecento e ogni anno decine di allagamenti causano pesantissimi disagi ai cittadini, degrado alle strutture urbane e architettoniche e all’ecosistema[9][10][11]. Inoltre, è sempre presente il rischio per l’intero territorio lagunare di un evento estremo e catastrofico come quello del 4 novembre 1966 quando una marea di 194 cm sommerse Venezia, Chioggia e gli altri centri abitati. In futuro il fenomeno delle acque alte potrebbe aggravarsi per il previsto aumento del livello del mare come effetto dei cambiamenti climatici. In questo quadro il Mose , insieme agli interventi di rinforzo del cordone litoraneo, è stato progettato per proteggere da maree fino a 3 m, e sarà quindi in grado di assicurare un'efficace protezione della laguna anche se si dovessero verificare le ipotesi più pessimistiche, come una crescita del mare fino a 60 cm (le recenti stime dell’IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change prevedono un innalzamento del mare nei prossimi 100 anni in un range compreso tra 18 e 59 cm). Grazie alla flessibilità di gestione, il Mose può essere messo in funzione in modi diversi per far fronte alle caratteristiche e all'entità dell'evento di marea: dato che le paratoie sono indipendenti l’una dall’altra e possono agire separatamente, si può prevedere la chiusura contemporanea di tutte e tre le bocche di porto in caso di evento eccezionale, oppure la chiusura differenziata delle bocche di porto in base ai venti, alla pressione e all'entità di marea prevista, o anche chiusure solo parziali di ciascuna bocca.

Acque alte eccezionali hanno colpito la città nel corso del XX secolo: alluvione del novembre 1966 (194 cm), 1979 (166 cm), 1986 (158 cm), 2008 (156 cm), 1951 (151 cm), 2012 (149 cm), 1936 e 2002 (147 cm), 1960 e 2009 (145 cm), 1968, 2000, 2009 e 2010 (144 cm), 1992 (142 cm), 1979 (140 cm). Tutti i precedenti valori sono stati registrati alla stazione di Punta della Salute (Venezia) e sono riferiti allo zero idrografico del 1897[11]. Dal 1966, anno della grande alluvione, al 2010 le acque alte oltre i 110 cm sono state 191, mentre nel periodo compreso tra il 1926 e il 1965 erano state 21.[12].

Frequenza decennale delle maree >=110 cm

Cronologia del progetto[modifica | modifica sorgente]

A seguito dell'alluvione del 4 novembre 1966, durante la quale Venezia, Chioggia e gli altri centri abitati lagunari vengono sommersi da una marea di 194 cm, la prima Legge Speciale per Venezia dichiara il problema della salvaguardia della città "di preminente interesse nazionale" [13] dando inizio a un lungo iter legislativo e tecnico per garantire a Venezia e alla laguna un efficace sistema di difesa dal mare.

A questo scopo, lo Stato attraverso il Ministero dei Lavori Pubblici indice nel 1975 un appalto concorso ma la procedura si conclude senza che si possa scegliere un progetto da realizzare fra quelli presentati, in quanto nessuna ipotesi d’intervento soddisfa all’insieme delle problematiche in campo: il Ministero dispone pertanto l’acquisizione degli elaborati presentati al concorso, che vengono affidati a un gruppo di esperti al fine di elaborare un progetto per la conservazione dell’equilibrio idraulico della laguna e la difesa di Venezia dalle acque alte, il "Progettone” del 1981.

Qualche anno dopo, un’altra Legge Speciale (798/1984) sottolinea la necessità di affrontare in maniera unitaria gli interventi di salvaguardia, istituisce il Comitato di indirizzo, coordinamento e controllo di questi interventi (il cosiddetto "Comitatone") e ne affida la progettazione e l’esecuzione ad un unico soggetto, il Consorzio Venezia Nuova, cui viene riconosciuto di possedere le capacità competenze necessarie per gestire il complesso delle attività di salvaguardia.

Il Magistrato alle Acque - Consorzio Venezia Nuova presentano un articolato sistema di interventi per la salvaguardia di Venezia (Progetto REA Riequilibrio e Ambiente) che prevede opere mobili alle bocche di porto per la regolazione della marea in laguna. In questo ambito dal 1988 al 1992 sono state eseguite sperimentazioni sul prototipo di una paratoia (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico, da cui il nome MOSE); nel 1989, la stesura del progetto preliminare di massima delle opere mobili, ultimato nel 1992, in seguito approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sottoposto a procedura di valutazione di impatto ambientale e a ulteriori approfondimenti richiesti dal Comitatone.

Nel 2002 viene presentato il progetto definitivo, il Comitatone del 3 aprile 2003 da il via alla sua realizzazione e nello stesso anno vengono aperti i cantieri alle tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia.

Le fasi di elaborazione del progetto, l’iter di approvazione ed i principali documenti procedurali sono consultabili in rete.

Come funziona[modifica | modifica sorgente]

Movimento delle paratoie. In condizioni normali di marea, le paratoie sono completamente invisibili e giacciono sui fondali, piene d’acqua; quando è prevista un'alta marea, vengono svuotate dall’acqua con l’immissione di aria compressa e si sollevano fino ad emergere, creando una barriera che divide temporaneamente il mare dalla laguna

Il Mose è costituito da schiere di paratoie mobili, poste alle tre bocche di porto, che separano temporaneamente la laguna dal mare in caso di alta marea. Complessivamente 78 paratoie divise in 4 schiere: alla bocca di porto di Lido, quella più ampia, due schiere di paratoie, rispettivamente di 21 e 20 elementi, collegate da un'isola artificiale[13]; una schiera di 19 paratoie alla bocca di porto di Malamocco; una schiera di 18 alla bocca di porto di Chioggia. Le paratoie sono costituite da strutture scatolari metalliche (larghezza 20 metri per tutte le schiere, lunghezza variabile da 18,5 a 29 metri e spessore da 3,6 a 5 metri) connesse ai cassoni di alloggiamento in calcestruzzo[14] attraverso le cerniere, il cuore tecnologico del sistema, che vincolano le paratoie ai cassoni e ne consentono il movimento.

Il funzionamento è molto semplice: in condizioni normali di marea, le paratoie sono adagiate nei loro alloggiamenti, piene d’acqua; quando è prevista un’alta marea, le paratoie vengono svuotate dall'acqua mediante l'immissione di aria compressa e in questo modo si sollevano, ruotando sull'asse delle cerniere, fino a emergere per fermare la marea entrante in laguna. Quando la marea cala, le paratoie vengono di nuovo riempite d’acqua e rientrano nella loro sede. Il tempo di chiusura delle bocche di porto è in media tra le 4 e le 5 ore, compresi i tempi di sollevamento delle paratoie (30 minuti circa) e di abbassamento (15 minuti circa). Per assicurare la navigazione e non interrompere l'attività del Porto di Venezia anche quando le barriere mobili saranno in funzione, alla bocca di porto di Malamocco viene realizzata una conca di navigazione per il passaggio delle grandi navi; alle bocche di Lido e a Chioggia saranno invece in funzione conche di navigazione più piccole per il ricovero e il transito dei mezzi di soccorso, pescherecci e imbarcazioni da diporto.

È stato deciso che le paratoie entrino in funzione per maree superiori a 110 cm, quota concordata dagli enti competenti come ottimale rispetto all'attuale livello del mare, ma le paratoie potranno essere messe in funzione qualsiasi livello di marea. Inoltre, il Mose è un sistema assolutamente flessibile e, in base ai venti, alla pressione atmosferica e all'entità di marea, potrà far fronte alle acque alte in modi diversi: con la chiusura contemporanea delle tre bocche di porto in caso di maree eccezionali, oppure con la chiusura di una bocca per volta o con chiusure parziali di ciascuna bocca, dato che le paratoie sono indipendenti l’una dall’altra, per maree medio-alte.

La realizzazione[modifica | modifica sorgente]

La realizzazione del Mose è stata autorizzata dal "Comitatone” del 3 aprile 2003 e nello stesso anno sono stati aperti i cantieri. I lavori sono iniziati contemporaneamente e proseguiti in parallelo alle tre bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia; sono in fase molto avanzata le parti strutturali (fondazioni, spalle delle barriere mobili, cassoni di alloggiamento), le opere connesse (scogliere, porti rifugio, conche di navigazione), le parti per il funzionamento del sistema (edifici tecnici, impianti).

Ad oggi l’avanzamento complessivo dei lavori è pari a circa l'80% e le persone attualmente coinvolte nella realizzazione del Mose sono circa 4000.

Oltre ai cantieri alle bocche di porto si sta anche procedendo alla costruzione delle principali componenti del Mose: le cerniere, il cuore tecnologico del sistema, che vincolano le paratoie alla propria sede e ne permettono il movimento, e le paratoie; inoltre, sono in corso gli interventi di ristrutturazione degli edifici e degli spazi dell’area dell’Arsenale dove saranno localizzate le attività di manutenzione del Mose e di gestione del sistema.

I cantieri alle bocche di porto lagunari[modifica | modifica sorgente]

Gli interventi alle bocche di porto per la realizzazione del Mose implicano un’organizzazione logistica complessa dei cantieri, che sono stati organizzati in un contesto ambientale molto delicato in modo da interferire il meno possibile con il territorio limitrofo; i cantieri sono stati allestiti su spazi acquei provvisori, in modo da limitare l’occupazione delle aree adiacenti alle bocche di porto e da interporsi il meno possibile con le attività che si svolgono nel territorio; anche la movimentazione dei materiali (per esempio per il rifornimento dei cantieri) e dei macchinari avviene via mare per non gravare sul sistema viario del litorale. Fin dall’apertura dei cantieri, tutti gli interventi sono stati eseguiti senza mai interrompere la transitabilità dei canali delle bocche di porto.

Di seguito, la descrizione dei lavori in corso e già eseguiti per ciascuna bocca di porto.

Bocca di porto di Lido[modifica | modifica sorgente]

La bocca di porto di Lido. In primo piano, il bacino lato mare del porto rifugio riallagato dopo il varo e il posizionamento dei cassoni che ospiteranno le paratoie per la schiera di Lido Treporti; al centro, la nuova isola che servirà da struttura intermedia tra le due schiere di paratoie previste per questo varco

Alla bocca di Lido sono previste due schiere di paratoie mobili. A nord della bocca (lato Cavallino-Treporti) è stato disegnato un porto rifugio – costituito da due bacini in comunicazione attraverso una conca di navigazione – che consentirà il ricovero e il transito delle piccole imbarcazioni e dei mezzi di soccorso quando le paratoie saranno alzate. Il bacino lato mare è stato temporaneamente messo all’asciutto e “impermeabilizzato” per essere usato come area di cantiere per la costruzione dei cassoni di alloggiamento delle paratoie per questa barriera; ultimata la costruzione dei cassoni, l’area è stata riempita d’acqua per consentire l’uscita in galleggiamento dei cassoni, già posizionati nel fondale, ed è ora tornata ad essere uno specchio d’acqua, che fungerà da bacino lato mare del nuovo porto rifugio. Nel 2013 si è proceduto all’installazione e alla messa in funzione delle prime 4 paratoie, per effettuare le prove di funzionamento e ottimizzare la realizzazione delle altre barriere; è anche iniziato il varo e il posizionamento sul fondale dei cassoni di alloggiamento della barriera sud, cassoni che sono stati costruiti nel cantiere provvisorio alla bocca di porto di Malamocco. A sud della bocca (lato San Nicolò) il molo esistente è stato ampliato e rinforzato. Al centro della bocca di porto è stata realizzata una nuova isola che serve da struttura intermedia fra le due schiere di paratoie mobili; l’isola ospiterà gli edifici e gli impianti (la realizzazione è in corso) per il funzionamento delle paratoie. In entrambi i canali della bocca di porto sono ultimati gli interventi per il rinforzo dei fondali nelle aree in cui verranno installate le paratoie. All’esterno della bocca è ultimata la scogliera curvilinea lunga 1000 m.

Bocca di porto di Malamocco[modifica | modifica sorgente]

La bocca di porto di Malamocco con i lavori in corso

È in avanzata fase di realizzazione la conca di navigazione che permetterà il transito delle grandi navi quando le paratoie saranno alzate, in modo da evitare qualsiasi interferenza con le attività portuali in caso di acqua alta e con il Mose in funzione. A lato della conca è stato allestito un cantiere provvisorio per la costruzione dei cassoni di alloggiamento delle paratoie (schiere di Malamocco e di Lido San Nicolò e relativi cassoni di spalla) che verranno posizionati nei fondali di bocca. Sono ultimati gli interventi per il rinforzo dei fondali nell’area in cui verranno posate le paratoie. All’esterno della bocca è ultimata anche la scogliera curvilinea lunga circa 1300 m, che smorza le correnti di marea e delimita un bacino di acque calme a protezione della conca di navigazione.

Bocca di porto di Chioggia[modifica | modifica sorgente]

La bocca di porto di Chioggia, in primo piano la nuova scogliera

È stato realizzato un porto rifugio con una doppia conca di navigazione che garantirà il transito a un numero molto elevato di pescherecci quando le paratoie saranno in funzione. Il bacino lato mare è stato temporaneamente messo all'asciutto e impermeabilizzato e viene usato come area di cantiere per la costruzione dei cassoni di alloggiamento delle paratoie. Nel canale di bocca, sono ultimati gli interventi per il rinforzo del fondale nell'area in cui verranno installate le paratoie. All'esterno della bocca di porto è ultimata la scogliera curvilinea lunga circa 500 m.

Le cerniere[modifica | modifica sorgente]

Sezione paratoia 1. paratoia 2. cerniera 3. alloggiamento 4. zavorra (acqua) 5. zavorra (calcestruzzo) 6. gallerie per gli impianti e per l'accesso 7. palancolato di contenimento dello scavo 8. pali di consolidamento del terreno

Le cerniere sono il cuore tecnologico del sistema di difesa: servono a vincolare le paratoie ai cassoni di alloggiamento, ne consentono il movimento e assicurano la connessione tra paratoie e gli impianti per il funzionamento del sistema. Le cerniere, in acciaio, sono costituite da un elemento maschio (altezza 3 m, peso 10 tonnellate) connesso alla paratoia, un elemento femmina (altezza 1,5 m, peso 25 tonnellate) vincolato al cassone di alloggiamento e dal gruppo di aggancio che unisce il maschio e la femmina. Verranno realizzate complessivamente 156 cerniere (due per ciascuna paratoia) oltre agli elementi di riserva e la loro produzione i installazione è attualmente in corso.

Avanzamento dei lavori e prossime tappe[modifica | modifica sorgente]

Tra giugno e settembre 2012 è stato ultimato il posizionamento dei 9 cassoni di alloggiamento delle paratoie della barriera di Lido nord e si sta procedendo alla connessione degli impianti tra un cassone e l’altro. Per la stessa barriera, sono ultimate le prime paratoie e gli elementi maschi delle cerniere: a marzo 2013, quattro di queste paratoie sono arrivate a Marghera e sono state collegate ai maschi delle cerniere (l’elemento femmina e il gruppo di aggancio sono già installati nei cassoni posizionati nel fondale di bocca); tra giugno e luglio, le stesse quattro paratoie sono state affondate e allacciate ai cassoni di alloggiamento, già posizionati sott'acqua, e a ottobre sono state messe in funzione per verificarne l'esercizio (le cosiddette “prove in bianco”); a novembre è iniziato il varo dei cassoni di alloggiamento per la barriera sud della bocca di Lido, che sono stati costruiti alla bocca di Malamocco.

Nel 2014 saranno completate entrambe le barriere della bocca di porto del Lido; contemporaneamente, si procederà con il varo e il posizionamento dei cassoni di alloggiamento per le barriere alle bocche di Malamocco e Chioggia, per poi procedere all’installazione delle paratoie e ultimare il sistema Mose nel 2016.

Il Mose in Arsenale[modifica | modifica sorgente]

All’Arsenale di Venezia, luogo simbolo della potenza commerciale e militare della Serenissima, saranno localizzate le attività per il controllo e la manutenzione del Mose e per la gestione del sistema lagunare: sono già stati restaurati numerosi edifici storici, per decenni in stato di degrado e abbandono, e si sta attualmente procedendo alla riorganizzazione funzionale dell’area per ospitare le nuove funzioni previste. Gli interventi di restauro hanno consentito di salvaguardare un patrimonio di straordinario valore storico e architettonico e hanno premesso il recupero e il riuso di edifici; inoltre, l’insediamento di nuove funzioni permetteranno la rinascita dell’Arsenale, dopo decenni di abbandono, e la sua riconversione in luogo di innovazione e produzione, con importanti ricadute economiche per la città e il territorio.

L'area dell’Arsenale in cui si svolgeranno le attività di manutenzione del Mose e di gestione del sistema lagunare; a lato, edifici storici dell’Arsenale prima e dopo il restauro e alcuni interventi di infrastrutturazione dell’area per accogliere le funzioni previste

Costi[modifica | modifica sorgente]

Al 2013 sono stati stanziati 4,987 miliardi di euro per la realizzazione dell'opera.[15]

I numeri del Mose[modifica | modifica sorgente]

2003 inizio dei lavori

2016 fine prevista dell’opera

4 le dighe mobili in corso di realizzazione alle bocche di porto lagunari (2 alla bocca di Lido; 1 a Malamocco e 1 a Chioggia)

1,6 km lo sviluppo complessivo delle dighe mobili

18 km il fronte di cantieri a terra e a mare

78 il numero complessivo di paratoie previste

18,5 m x 20 m x 3,6 m lunghezza, larghezza e spessore della paratoia più piccola (schiera di Lido – Treporti)

29,5 m x 20 m x 4,5 m lunghezza, larghezza e spessore della paratoia più grande (schiera di Malamocco)

1 la conca di navigazione alla bocca di Malamocco per il passaggio delle navi con le paratoie in funzione

3 le conche di navigazione (2 a Chioggia e 1 a Lido - Treporti) per il transito di mezzi di soccorso, pescherecci e imbarcazioni da diporto con le paratoie in funzione

156 le cerniere, due per ciascuna paratoia, oltre ad alcuni elementi di riserva

42 tonnellate il peso di ciascuna cerniera

3 metri la marea massima che le paratoie possono fronteggiare (a oggi la marea più alta è stata di 1,94 m nel novembre del 1966)

60 centimetri in 100 anni il rialzo del livello del mare che il Mose e 46 chilometri di litorale rinforzato da nuove spiagge fronteggiano

30 minuti per il sollevamento delle paratoie

15 minuti per il rientro delle paratoie nella loro sede

4/5 ore il tempo medio di chiusura delle bocche di porto per un evento di marea, compresi i tempi di sollevamento e abbassamento delle paratoie

4.000 gli occupati coinvolti nella realizzazione del sistema di difesa

80% l'avanzamento dei lavori

Il babyMose a Chioggia[modifica | modifica sorgente]

L’installazione della paratoia di Santa Maria. Le due paratoie (Vigo e Santa Maria) sono uguali, lunghe 18 m, larghe 3.3 e con spessore di 80 cm; in caso di marea, vengono sollevate in 8 minuti attraverso l’azione dei motori oleodinamici che movimentano il sistema

Il cosiddetto babyMose è il sistema per la difesa dell’abitato di Chioggia dalle acque alte fino a 130 cm.

Il babyMose ha tenuto all'asciutto il centro di Chioggia durante l’acqua alta di ottobre 2012
La paratoia di Vigo sollevata

Ultimato di recente e oggi operativo, consiste in due paratoie mobili poste alle estremità del canal Vena – il canale che attraversa longitudinalmente la città – che vengono sollevate in pochi minuti e proteggono il cuore di Chioggia dalle acque alte più frequenti.

Insieme al rialzo delle rive e delle aree di bordo del centro urbano, completato ormai da tempo, il babyMose è quindi in grado di difendere dalle maree fino a 130 cm: per le acque alte di livello superiore bisogna aspettare l’entrata in funzione del Mose vero e proprio, che bloccherà l’entrata della marea in laguna attraverso la chiusura delle bocche di porto.

Anche il babyMose, così come gli altri interventi di salvaguardia e riqualificazione urbana attuati a Chioggia negli ultimi anni [16] è stato realizzato dal Magistrato alle Acque di Venezia attraverso il Consorzio Venezia Nuova, insieme all’Amministrazione Comunale.








Critiche[modifica | modifica sorgente]

Le principali critiche al MOSE, progetto contestato sin dagli esordi dagli ambientalisti e da alcune forze politiche, vengono motivate con i costi di realizzazione, gestione e manutenzione dell'opera sostenuti dallo Stato italiano, costi che secondo gli ambientalisti risulterebbero molto più elevati rispetto ad altri sistemi con cui altri paesi (Olanda e Inghilterra) hanno affrontato problemi simili; i costi di gestione post-costruzione costringerebbero inoltre Comune, Provincia e Regione a spese di manutenzione cospicue. Infine, dato che il consorzio che ha l'incarico di costruire il MOSE è responsabile del suo funzionamento solo per i primi 3 anni dopo la realizzazione, qualsiasi guasto posteriore ai 3 anni dalla fine dei lavori sarebbe addebitato agli enti locali.

Critiche vengono rivolte anche all'impatto ambientale che l'opera avrebbe non solo alle bocche di porto, interessate da una complessa attività di livellamento (in quanto le dighe richiedono che il fondale sia perfettamente piano) e rafforzamento dei fondali lagunari per accogliere le paratoie (che dovrebbero poggiare su migliaia di piloni di cemento conficcati nel suolo per metri sottoterra), ma anche sull'equilibrio idrogeologico e sul delicato ecosistema lagunare.

Il fronte NO MOSE mette anche in rilievo quelle che potrebbero essere alcune criticità strutturali dell'opera e la sua inefficacia a fronteggiare il previsto aumento del livello del mare.

Ricorsi[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni sono stati presentati nove ricorsi. Otto sono stati rigettati dal TAR e dal Consiglio di Stato; nel novembre del 2008 è stato rigettato anche il nono ricorso – presentato dal Comune di Venezia e WWF - con il quale si contestava il parere favorevole della Commissione di Salvaguardia di Venezia all'avvio dei lavori nel cantiere di Pellestrina, alla bocca di porto di Malamocco, dove saranno fabbricati parte dei cassoni destinati ad accogliere le paratoie del MOSE con lavorazioni che, secondo il Comune, andrebbero a danneggiare un sito di particolare interesse naturalistico.

Sulla questione dei danni ambientali provocati dalle opere in corso, le associazioni ambientaliste hanno anche richiesto e ottenuto un intervento dell'Unione Europea, in quanto le attività cantieristiche vanno a interessare siti protetti dalla Rete Natura 2000 e dalla direttiva europea sugli uccelli. A seguito dell'esposto del 5 marzo 2004 della parlamentare veneziana Luana Zanella, il 19 dicembre 2005 la commissione europea ha inviato all'Italia una lettera di messa in mora per avviare la procedura di infrazione per «inquinamento dell'habitat» lagunare, dato che la direzione generale della Commissione europea Ambiente ha ritenuto che, «non avendo identificato né adottato – in riferimento agli impatti sull'area "IBA 064-Laguna di Venezia" conseguenti alla realizzazione del progetto MOSE – misure idonee a prevenire l'inquinamento e il deterioramento degli habitat, nonché le perturbazioni dannose agli uccelli aventi conseguenze significative alla luce degli obiettivi dell'articolo 4 della Direttiva 79/409/CEE, la Repubblica italiana sia venuta meno agli obblighi derivanti dall’articolo 4, paragrafo 4, della Direttiva 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979 sulla conservazione degli uccelli selvatici».[17] La commissione europea all'ambiente, specificando che la sua iniziativa non intende fermare il MOSE, ha chiesto al governo italiano di produrre nuove informazioni relative all'impatto dei cantieri e alle opere di mitigazione ambientale. Il Magistrato alle Acque e il Consorzio Venezia Nuova ribadiscono la provvisorietà dei cantieri e il completo ripristino dei siti utilizzati a conclusione dei lavori. Nel dicembre 2008 il Magistrato alle Acque di Venezia ha inviato a istituzioni dell'Unione Europea a Bruxelles le risposte sugli ultimi adempimenti richiesti (in particolare il monitoraggio sull'impatto delle opere e dei cantieri). Il 14 aprile 2009 la Commissione Europea Ambiente, preso atto degli interventi di mitigazione e riqualificazione ambientale adottati dal governo italiano, ha archiviato la procedura d'infrazione ambientale intentata all'Italia; questa decisione ha consentito di sbloccare un finanziamento di 1 miliardo e 500 milioni di euro deliberato dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI) a favore del Mose[18].

Proposte alternative[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni sono state presentate diverse proposte alternative alla costruzione del MOSE. Alcune raccomandano sistemi tecnologici piuttosto differenti, altre suggeriscono tecnologie che permetterebbero di migliorare l'efficienza del sistema a paratoie mobili[senza fonte].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il livello di 110 cm è misurato rispetto al mareografo di riferimento posto a Venezia davanti a Punta della Salute.
  2. ^ Il Consorzio Venezia Nuova realizza gli interventi di salvaguardia di Venezia e della laguna di competenza dello Stato per conto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Magistrato alle Acque di Venezia, secondo quanto previsto dalla Legislazione speciale per Venezia (Legge 798 del 1984). Costituito da un gruppo di imprese di costruzione nazionali e locali, per assolvere il proprio compito, si è dotato di una struttura in grado di pianificare organizzare e gestire gli interventi nel loro complesso e nelle diverse fasi di attuazione.
  3. ^ Il Magistrato alle Acque è l'erede di uno storico ufficio della Serenissima istituito nel 1501. Oggi è un organo locale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha responsabilità diretta e primaria in tema di salvaguardia, sicurezza e tutela idraulica di un ampio territorio che comprende, in particolare, la laguna di Venezia.
  4. ^ Per lo stato di avanzamento dei lavori del Mose, con informazioni e immagini aggiornate dei cantieri alle bocche di porto, si rimanda al sito www.salve.it. dedicato agli interventi di salvaguardia di competenza dello Stato italiano.
  5. ^ Si è trattato di un laboratorio sperimentale collocato in laguna, costituito da una paratoia in scala 1:1, inserita in una struttura che ospitava il “laboratorio” vero e proprio formata da quattro alte torri e due container con sale comando, uffici e servizi. Questa struttura non comparirà assolutamente nell’opera di difesa vera e propria.
  6. ^ La Legislazione Speciale per Venezia è costituita dalla legge n. 171/73, che dichiara la salvaguardia di Venezia e della sua laguna problema di preminente interesse nazionale, a cui seguono la legge n. 798/84 e la n. 139/92: un sistema normativo che definisce gli obiettivi generali degli interventi, le procedure più opportune per realizzarli e le competenze dei diversi soggetti attuatori.
  7. ^ È il Comitato interministeriale cui sono stati affidati l’indirizzo, il coordinamento e il controllo dell'attuazione degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della laguna, istituito dalla legge 798/84.
  8. ^ Articolo del Corriere della sera del 1º dicembre 1996. URL consultato il 29 gennaio 2008.
  9. ^ Distribuzione decennale delle alte maree (>110 cm) dal 1872. URL consultato il 31 gennaio 2008.
  10. ^ Comune di Venezia, Pagina con acqua alta: "Nell'ultimo secolo la Laguna e la sua funzionalità sono state profondamente modificate dall'azione umana, che ha contribuito, indirettamente, all'accentuazione del fenomeno". URL consultato il 31-01-2009.
  11. ^ a b Comune di Venezia - Centro Maree - Parametri meteomarini e loro statistiche. URL consultato il 31 gennaio 2009.
  12. ^ Città di Venezia - Distribuzione decennale delle alte maree >= +110 cm
  13. ^ a b Legge n. 171/1973, che indica obiettivi e criteri degli interventi da attuare in laguna e definisce i soggetti istituzionali e le relative competenze: lo Stato per la salvaguardia fisica e il riequilibrio ambientale del bacino lagunare; la Regione per il disinquinamento delle acque; i Comuni di Venezia e Chioggia per lo sviluppo economico e sociale, il restauro e il risanamento conservativo delle strutture urbane.
  14. ^ Ingegneri.cc Caratteristiche fornitura materiale. URL consultato il 20 ottobre 2011.
  15. ^ Infrastrutture: Mit, nessun allarme su Mose. Stanziati 5 miliardi, 10 settembre 2013. URL consultato il 4 ottobre 2013.
  16. ^ Per la descrizione degli interventi di salvaguardia e riqualificazione di Chioggia e del suo territorio, http://www.salve.it/it/sezioni/chioggia/chioggia-intro.htm
  17. ^ Deliberazione della Giunta n. 2371 del 27 luglio 2006, Regione Veneto, 27 luglio 2006. URL consultato il 6 settembre 2007.
  18. ^ Mose, la Ue sblocca i fondi per Venezia. URL consultato il 12 gennaio 2013.

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