San Lazzaro degli Armeni
Coordinate: 45°24′44″N 12°21′42″E / 45.412129°N 12.361636°E
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San Lazzaro degli Armeni è una piccola isola nella laguna veneziana, che si trova immediatamente ad ovest del Lido; completamente occupata da un monastero che è la casa madre dell'ordine dei Mekhitaristi. L'isola è uno dei primi centri del mondo di cultura armena. L'isolotto, ad una certa distanza dalle isole principali che formano il centro storico di Venezia, era nella posizione ideale per lo stazionamento in quarantena e fu perciò usato dal XII secolo come lebbrosario (lazzaretto), ricevendo il relativo nome da San Lazzaro mendicante, patrono dei lebbrosi.
Abbandonato nel XVI secolo, nel 1717 fu dato dalla Repubblica di Venezia ad un gruppo di monaci armeni che erano fuggiti dalla persecuzione turca ad Istanbul, cinque anni dopo fu disposto sotto la protezione del Papa. Mekhitar ed i suoi diciassette monaci restaurarono la chiesa e ivi costruirono un monastero, ingrandirono di quattro volte l'isola fino alla attuale grandezza di 3 ettari.
La Chiesa di San Lazzaro degli Armeni ospita una biblioteca di circa 200.000 volumi, così come un museo con oltre 4.000 manoscritti armeni e molti manufatti arabi, indiani ed egiziani, tra cui la curiosa mummia di Nehmeket del 1000 a.C., raccolti dai monaci o ricevuti come regali. Il monastero ed i relativi giardini possono essere raggiunti dal vaporetto numero 20 da San Zaccaria. Al momento in cui scriviamo (estate 2008) c'è una sola visita guidata al giorno, che si svolge alle ore 15:00, in coincidenza con l'arrivo del vaporetto che lascia San Zaccaria alle 14:45.
Gruppi consistenti di visitatori possono chiedere un giro riservato ad orari diversi. La messa si celebra ogni domenica con rito cattolico armeno alle ore 11.00. Padre Vertanes ed altri padri conducono le visite in varie lingue.
L'isola ha inoltre una lunga tradizione di ospitalità agli eruditi ed agli allievi dell'Armenia, fra i quali anche Lord Byron, che ha studiato l'armeno lì nel 1816 e che si ricorda in una mostra permanente. Pare che il poeta amasse molto la speciale Vartanush, marmellata di petali di rosa che i monaci producono tuttora grazie ai rosai coltivati nell'isola, alcuni dei quali molto rari.
[modifica] Bibliografia
- Alberto Peratoner (a cura di), Dall’Ararat a San Lazzaro (con contributi di P. Vertanes Oulouhodjian e P. Boghos Levon Zekiyan), Congregazione Armena Mechitarista, Venezia, 2006
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