San Clemente (isola)

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San Clemente
San Clemente Venezia.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Laguna di Venezia
Coordinate 45°24′40″N 12°20′11″E / 45.411111°N 12.336389°E45.411111; 12.336389Coordinate: 45°24′40″N 12°20′11″E / 45.411111°N 12.336389°E45.411111; 12.336389
Superficie 0,0674 km²
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Provincia Venezia Venezia
Comune Venezia-Stemma.png Venezia
Cartografia
Mappa di localizzazione: Laguna di Venezia
San Clemente

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San Clemente è un'isola della Laguna Veneta meridionale. Posta tra la Giudecca e il Lido, si estende su una superficie di 6,74 ettari, dei quali 1,34 edificati. L'isola conta un abitante.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie risalgono al 1131, quando un tale Pietro Gattilesso fondò una chiesa con ospizio per pellegrini, affidati, dal 1165, ai Canonici Regolari di Sant'Agostino e sotto la giurisdizione del Patriarcato di Grado.

Anticamente vi aveva trovato sede un monastero, che passò a diversi ordini monastici, fino all’arrivo dei monaci Camaldolesi, i quali nel 1645, grazie anche ai finanziamenti erogati dalla nobiltà veneziana, diedero una nuova fisionomia al convento.

Dal 1873, le strutture del monastero furono sede del "Manicomio Centrale Femminile Veneto". Qui fu internata l'ex compagna di Benito Mussolini, Ida Irene Dalser[1], che troverà la morte in questo istituto psichiatrico nel 1937. La struttura verrà chiusa, dopo la legge 180/78, nel 1992.

Dopo un importante restauro conservativo, l'isola è attualmente occupata da un albergo a cinque stelle.

Sull'isola è situata la Chiesa di San Clemente; ricostruzione quattrocentesca di edificio annesso all'ospizio per pellegrini, presenta un'elegante facciata, risalente alla trasformazione seicentesca realizzata su progetto di Andrea Cominelli.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Il regista francese Raymond Depardon ha girato nel 1982 nell'ospedale psichiatrico il film documentario San Clemente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ « […] il 19 luglio mi hanno trascinata a Venezia nell’isola dei matti, dove gemo tuttora sottoposta a tutti i supplizi […] »; da una lettera di Ida Dalser, datata 22 marzo 1936 (archivio della Fondazione San Servolo).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessio Alessandrini, Una vita negata, Sismondi Editore, 2008. ISBN 88-8800-518-8
  • L'Italia. Venezia, Milano-Roma, Touring Club Italiano-La Repubblica, 2005, pag. 669.

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