Morosini (famiglia)

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Stemma della famiglia Morosini

Coa fam ITA Morosini.png

Blasonatura
D'oro, alla banda d'azzurro[1].

I Morosini furono un'antica famiglia del patriziato veneziano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di questo casato sono incerte, ma di sicuro molto antiche. Una prima leggenda afferma che Morosini fossero giunti in Laguna fuggendo da Attila[2]; una seconda, invece, li ritiene originari di Mantova[3]. Tutte le tradizioni, però, sono concordi nel collocarla tra le dodici famiglie apostoliche che parteciparono all'elezione del primo doge Paolo Lucio Anafesto[2][3].

Furono coinvolti nella vita pubblica veneziana sin dall'XI secolo e si distinsero sino alla fine della Serenissima dando quattro dogi, Quattro dogaressa, ventisei procuratori di San Marco e politici, cui si aggiunsero commercianti, industriali, uomini d'arme e prelati (fra i quali tre cardinali ed il primo patriarca cattolico di Costantinopoli). Gli interessi della casata si estesero anche all'estero grazie ai matrimoni fra Tomasina Morosini e il principe Stefano d'Ungheria e fra Costanza e Stefano Vladislav II[4].

Nel 1819 furono insigniti del titolo comitale dall'Impero d'Austria, nel 1890 riconosciuto anche dal Regno d'Italia[4].

Dei Morosini si distinsero vari rami: i Morosini "di San Polo", "in Canonica" e "dei Santi Apostoli" fioriscono tuttora, mentre sono estinti le linee "di Santo Stefano", "di San Tomà", "dei Santi Giovanni e Paolo" e "di San Polo sul Ponte"[4].

Palazzo Morosini del Pestrin, Venezia
Palazzo Morosini Ferro Manolesso Venezia

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Dogi della Repubblica di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Dogaresse[modifica | modifica wikitesto]

Religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Altri[modifica | modifica wikitesto]

  • Marino Morosini (? - 1301), conte di Ossero dal 1280 alla morte.
  • Antonio Morosini, nato nel 1365 da Marco, fratello del doge Michele Morosini, e da Caterina Moro scrisse un celebre Diario sulla storia di Venezia
  • Domenico Morosini (1417-1509), dei Morosini dalla Tressa (Santa Maria Zobenigo). Nel 1470 il doge Cristoforo Moro lo nominò suo esecutore testamentario insieme con Giacomo Morosini e Piero Sanudo nel 1472 fu eletto nel Consiglio dei dieci, nel 1497 iniziò la stesura della sua opera principale: De bene instituta re publica, completata dal figlio Lorenzo.
  • Marcantonio Morosini (1434-1509). Nel 1480 fece parte del Collegio in qualità di savio di Terraferma nel 1481 fu podestà di Bergamo, nel 1487 si recò a Napoli come ambasciatore presso il re Ferdinando II d'Aragona per mediare un accordo di quel re con il Papa Innocenzo VIII, nel 1491 fu podestà di Verona, nel 1494 assunse il capitanato di Padova, nel 1945 prese parte alla Battaglia di Fornovo, nel 1497 entrò a far parte del Consiglio dei dieci.
  • Domenico Morosini (1508-1558), dei Morosini dalla Sbarra. Fu un famoso umanista nominato da molti intellettuali come Giovangiorgio Trissino, Pietro Aretino, Vincenzo Brusantini e Giovan Battista Benedetti che gli indirizzò lettere su questioni geometriche. Nel 1542 fu ambasciatore presso Ferdinando I d'Asburgo, nel 1547 fu podestà di Verona, nel 1549 fu ambasciatore presso l'imperatore Carlo V d'Asburgo, nel 1553, venne eletto dal Senato ambasciatore a Roma, nel 1556 fu dei capi del Consiglio dei dieci e dei Savi del Consiglio, nel 1557 dei Savi all’eresia. 
  • Andrea Morosini (1558-1618). Storico e uomo politico, scrisse l'Historia veneta dal 1521 al 1615.
  • Giovanni Morosini (1633-1682), dei Morosini dalla Sbarra (San Canciano). Nel 1662 fu eletto podestà di Chioggia, nel 1666 fu ambasciatore alla corte sabauda presso Carlo Emanuele II di Savoia, nel 1668 fu ambasciatore in Francia presso Luigi XIV di Francia, nel 1670 ambasciatore all’imperatore Leopoldo I d'Asburgo, nel 1675 convinse il sultano Maometto IV di porre fine al ricetto dei corsari. Nel 1680 acquistò a Padova un palazzo nella contrà di S. Massimo sopra il fiume, il cui giardino sarebbe divenuto, una volta ereditato dal figlio del fratello Domenico, Giovanfrancesco, uno dei più celebri orti botanici privati d’Europa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandro Augusto Monti Della Corte, Armerista bresciano, camuno, benacense e di Valsabbia, Brescia, Tipolitografia Geroldi, 1974.
  2. ^ a b Dizionario storico-portatile di tutte le venete patrizie famiglie, Giuseppe Bettinelli, 1780, pp. 111-112.
  3. ^ a b John Temple-Leader, Libro dei nobili veneti ora per la prima volta messo in luce, Firenze, Tipografia delle Murate, 1866, p. 64.
  4. ^ a b c Morosini in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

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