Ida Dalser

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ida Dalser

Ida Irene Dalser (Trento, 25 agosto 1880[1]Venezia, 3 dicembre 1937) fu, secondo la ricostruzione del giornalista trentino Marco Zeni e come descritto nelle memorie di Rachele Mussolini[senza fonte], una delle compagne di Benito Mussolini.

Indice

Biografia [modifica]

Nata vicino a Trento, facente allora parte dell'Impero Austroungarico, e figlia del sindaco del paese di Sopramonte, si diplomò a Parigi in medicina estetica per poi trasferirsi a Milano ed aprire un salone di bellezza sul modello francese. A Milano riprese una relazione con Mussolini, che conosceva già. Mussolini infatti aveva lavorato, nel 1909, a Trento come giornalista del locale periodico socialista diretto da Cesare Battisti. Secondo alcuni Benito Mussolini e Ida Dalser avrebbero contratto un matrimonio religioso, anche se di questo evento non esistono registrazioni nei documenti ufficiali. Secondo la ricostruzione di Marco Zeni dalla loro relazione nacque (l'11 novembre 1915) Benito Albino riconosciuto dal padre (vi è un documento notarile che prova questo riconoscimento). Benito Mussolini pare abbia accettato anche notevoli somme da lei, come pure dai coniugi Sarfatti, per finanziare la sua attività politica. Ida Dalser avrebbe dichiarato anche di aver partecipato ad incontri con agenti francesi che promettevano finanziamenti al giornale di Mussolini ("Il Popolo d'Italia") in cambio del suo impegno a favore dell'entrata in guerra dell'Italia.

Allo scoppio della guerra Benito Mussolini si arruolò. Contestualmente si unì con un'altra donna, Rachele Guidi, con un regolare matrimonio civile avvenuto il 17 dicembre 1915 durante una degenza all'ospedale di Treviglio. Dopo la Marcia su Roma, Mussolini, ormai arrivato al potere, sembra abbia cercato di cancellare le tracce della sua relazione con Ida Dalser, che però non si sarebbe rassegnata al ruolo di ex-amante e pretendeva di essere riconosciuta come prima moglie di Mussolini. Ida Dalser, dopo aver subito un lungo periodo di stretto controllo da parte della polizia locale, venne internata nel manicomio di Pergine Valsugana e poi di San Clemente a Venezia, dove morì nel 1937.

Il figlio Benito Albino venne educato in un collegio dei Barnabiti e poi arruolato in marina, sempre, pare, sotto la stretta sorveglianza della polizia politica. Venne internato nel manicomio di Milano Mombello dove morì il 26 agosto 1942.

Ricostruzioni multimediali [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Gustavo Bocchini Padiglione, L'harem del duce, Milano, Mursia, 2006, p. 84.

Bibliografia [modifica]

  • Alfredo Pieroni, Il figlio segreto del Duce: la storia di Benito Albino Mussolini e di sua madre Ida Dalser, Milano, Garzanti, 2006. ISBN 88-11-60050-2.
  • Maria Antonietta Serena, L'"altra moglie" del duce, Historia, giugno 1969, numero 127, pp. 60–61. Edizioni Cino del Duca.
  • Marco Zeni, La moglie di Mussolini, Trento, Effe e Erre, 2005. ISBN 88-901945-0-2.
  • Umberto Dinelli La Mussolina. I fuochi di una donna, le ceneri di un regime, Verona, Cierre Edizioni, 2010.

Collegamenti esterni [modifica]

Controllo di autorità VIAF: 10958148

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie