Lazzaretto Vecchio

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Lazzaretto Vecchio
L'isola del Lazzaretto Vecchio vista dal Lido di Venezia.
L'isola del Lazzaretto Vecchio vista dal Lido di Venezia.
Geografia fisica
Localizzazione Laguna veneta
Coordinate 45°24′22″N 12°21′34″E / 45.406111°N 12.359444°E45.406111; 12.359444Coordinate: 45°24′22″N 12°21′34″E / 45.406111°N 12.359444°E45.406111; 12.359444
Superficie 0,0235 km²
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Provincia Venezia Venezia
Comune Venezia-Stemma.png Venezia
Fuso orario UTC+1 (CET)
UTC+2 (CEST)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Laguna di Venezia
Lazzaretto Vecchio

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Il Lazzaretto Vecchio è un'isola della Laguna Veneta situata vicino al Lido di Venezia. Ospitò un ospedale che curava gli appestati durante le epidemie. Fu in seguito adibita, come altre isole, a postazione militare. La sua superficie è di 2,53 ettari e conta fabbricati sviluppati per 8.400 m².

Dalle origini alla fondazione dell'ospedale[modifica | modifica wikitesto]

Fu abitata inizialmente dai Padri Eremitani che vi avevano eretto una chiesa consacrata a Santa Maria di Nazareth ed un ricovero per i pellegrini che andavano o tornavano dalla Terrasanta (1249).

In seguito (1423), su consiglio di San Bernardino da Siena, il Senato della Repubblica deliberò di destinare l'isola a ricovero di persone e merci provenienti da paesi infetti e di provvedere i ricoverati di vitto, medicine e assistenza. Sembra che il termine lazzaretto derivi proprio dalla chiesa di Santa Maria di Nazareth, con sovrapposizione del nome del patrono degli appestati, San Lazzaro. Le spese per la manutenzione dell'ospizio furono sostenute, nei primi sessant'anni, con una parte dei proventi dell'Ufficio del Sale, per passare poi sotto la gestione di un permanente Magistrato di Sanità, al quale si debbono quei proventi di precauzione, visite, controlli, quarantene.

Dal 1468, l'isola ebbe il compito di ricevere gli ammalati che, sospettati di essere contagiati, erano stati visitati nella nuova costruzione del Lazzaretto Nuovo.

Il complesso del Lazzaretto[modifica | modifica wikitesto]

Già allora, l'isola era divisa in due da un canale attraversato da un ponte: nella porzione più piccola vi era un deposito di polvere da sparo ed un alloggio per i soldati di guardia (il casello); in quella maggiore, a forma di rettangolo, era situato l'ospedale vero e proprio che aveva ormai inglobato l'insediamento monastico preesistente, inizialmente integrato con baracche e capannoni in legname, gradualmente sostituite da edifici in muratura.

Gli edifici erano allineati sui lati di una piazzetta e di due cortili. Sulla piazzetta si trovavano le abitazioni del priore e del suo assistente, i magazzini degli attrezzi, il serbatoio dell'acqua e le gallerie dove gli uomini sospetti di contagio passavano la quarantena. Intorno al primo cortile, in origine il chiostro del convento, si trovavano le abitazioni dei provveditori generali e dei rettori veneti che tornavano in patria. Intorno al secondo cortile c'erano cento cellette per i ricoverati. Dietro ai fabbricati si trovavano dei prati e delle tettoie - separati una dall'altra da cancelli di legno - in cui si praticava l'espurgo delle merci a seconda delle varie contumace.

Nel 1564 l'ospedale fu allargato interrando parte della laguna circostante. Nel 1586 viene costruita la cavana (cioè un ricovero per le imbarcazioni) sul rio di ingresso al complesso.

La decadenza e il recupero[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1846 al 1965 l'isola, come molte altre, passò alle autorità militari, prima austriache e poi italiane. Durante questo periodo vengono demolite due ali del chiostro, la chiesa con il campanile, il parlatorio ed altri edifici.

Successivamente, Lazzaretto Vecchio fu dato in concessione dal comune di Venezia ad un gruppo cinofilo per ospitare un ricovero per cani randagi.

Nel 2004 sono iniziati dei lavori di recupero in previsione dell'allestimento di un "Museo della città di Venezia". Nell'occasione, gli scavi hanno portato alla luce fosse singole e comuni con oltre 1.500 scheletri di appestati, la cui analisi fornirà informazioni relative alla vita dei veneziani del Cinquecento.

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