Torcello
| Torcello | |
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| Localizzazione | |
| Localizzazione | laguna Veneta |
| Coordinate | 45°29′54″N 12°25′06″E / 45.49833°N 12.41833°ECoordinate: 45°29′54″N 12°25′06″E / 45.49833°N 12.41833°E |
| Geografia fisica | |
| Superficie | 0,4417 km² |
| Altitudine massima | 2 m s.l.m. |
| Geografia politica | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Muncipalità | Venezia Insulare |
| Demografia | |
| Abitanti | 15 (14-02-2013[1]) |
| Densità | 34,0 ab./km² |
| Etnico | torcellani |
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Torcello è un'isola della laguna Veneta settentrionale.
Fu uno dei più antichi e prosperi insediamenti della laguna, fino al declino conseguente alla predominanza della vicina Venezia e al mutare delle condizioni ambientali. Attualmente l'isola conta appena quindici residenti, ma l'inestimabile patrimonio archeologico che ancora conserva ne fa un luogo turistico molto frequentato.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
Posta subito a nord di Burano, si trova al centro di una zona di barene delimitata a sud-ovest dal canale dei Borgognoni-canale di Burano, a sud-est dal canale di Sant'Antonio e a nord dal canale di Torcello. A nord e ad est confina con le paludi della Rosa e della Centrega.
Storia [modifica]
| Le origini del nome |
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Le ipotesi etimologiche sono diverse: alcune ricollegano il toponimo al mondo rurale, avvicinandolo al latino torculum "torchio" o all'antico padovano tursa "fascio di fieno"; altre non escludono una derivazione da turricellum "piccola torre"[2]. Come per altri centri lagunari, in passato si credette che Torcello traesse il nome da una porta di Altino[3]. |
Abitata già in epoca romana, quando era probabilmente luogo di villeggiatura della nobiltà (numerosi i reperti nella zona), divenne tra il V e il VI secolo rifugio delle popolazioni della vicina Altino a seguito delle invasioni barbariche. La prima attestazione del toponimo, comunque, compare nel Pactum Lotharii dell'840 (Torceli, genitivo).
Entrata nell'orbita dell'Esarcato bizantino di Ravenna, a seguito dell'ultima e più grave invasione, quella dei Longobardi, gli esuli della città di Altino vi trasferirono anche la sede episcopale nel 639, avviando la costruzione della cattedrale.
L'isola formava, assieme alle vicine Mazzorbo, Burano, Ammiana e Costanziaco, la testa di ponte del commercio veneziano verso il Mar Adriatico, e fu così fiorente da avere migliaia di abitanti. Nell'XI secolo venne riedificata la cattedrale, affiancata dalla nuova chiesa di Santa Fosca, e fino al XIV secolo Torcello costituì il principale centro di lavorazione della lana nel Ducato di Venezia.
La città aveva una propria nobiltà ed era retta da due consigli, uno maggiore ed uno minore, affiancanti prima il gastaldo ducale e poi il podestà.
A partire dal XV secolo, però, la vicinanza alla città di Venezia, l'aria malsana conseguente all'impaludamento di questa zona della laguna e le continue pestilenze (durissime quelle del Trecento e del Cinquecento), provocarono un progressivo declino dell'isola. Tanto che nel 1429 il doge Francesco Foscari era costretto ad ordinare al podestà di Torcello di far cessare la continua razzia di marmi e materiale lapideo cui erano dediti gli abitanti di Venezia e Murano nella sua città.
A seguito dell'inarrestabile declino, gli edifici andarono in rovina o furono smantellati per fornire laterizi e materiale da costruzione per lo sviluppo edilizio di Venezia.
Nonostante la scomparsa della città la diocesi di Torcello, anche se trasferita a Murano, sopravvisse sino alla soppressione del 1818. Al contempo, la cattedrale diveniva semplice parrocchia, con giurisdizione anche su varie località della laguna nord.
Nel 1822, durante una visita pastorale, il patriarca Giovanni Ladislao Pyrker constatò lo stato di estrema decadenza dell'isola, sottoposta all'aria malsana e ad una diffusa povertà che coinvolgeva anche il clero locale. All'epoca la popolazione era di 80 unità ("tutti vignaioli") passata, secondo la visita pastorale di Jacopo Monico del 1829, a 120 unità[4]. Gli abitanti diminuirono progressivamente nel corso del XX secolo (motivo per cui la parrocchia fu soppressa nel 1986) e attualmente vi vivono appena una ventina di persone[5]
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
La cattedrale di Santa Maria Assunta fu ristrutturata nella forma attuale intorno all'anno mille. Caratteristica singolare: è costituita dai finestroni con imposte formate da lastre di pietra. La parete occidentale, corrispondente con l'ingresso principale, è occupata, all'interno, da un mosaico in stile bizantino di notevolissime dimensioni che rappresenta il Giudizio Universale.
La chiesa di Santa Fosca, che risale al XII secolo, ha pianta a croce greca ed un porticato con colonne di marmo e capitelli che riprende il motivo architettonico dell'interno. Le chiese a croce greca sono molto rare e sono sintomo del dominio culturale bizantino che subì Venezia fra il IX e il XII secolo.
Nello spiazzo prospiciente i due edifici sacri, delimitato anche dal palazzo del Podestà, sede del Museo provinciale di Torcello, si trova è il cosiddetto trono di Attila, più probabilmente un seggio riservato ai magistrati incaricati di amministrare la giustizia.
Il Ponte del Diavolo, che scavalca un canale interno, conserva la caratteristica forma priva di parapetti, caratteristica originale di tutti i ponti veneziani.
Galleria di immagini [modifica]
Note [modifica]
- ^ Statistiche Comune di Venezia.
- ^ Giovan Battista Pellegrini, Dai Veneti ai Venetici in Storia di Venezia, Teccani, 1992, Vol. 1 - Origini, Età ducale.
- ^ Jacopo Filiasi, Memorie storiche de' Veneti primi e secondi, 1ª edizione, Venezia, Tipografia del Seminario, 1797, Vol. 6, p. 209.
- ^ Bruno Bertoli, Silvio Tramontin (a cura di), Le visite pastorali di Jacopo Monico nella diocesi di Venezia (1829-1845), Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1976, p. 204.
- ^ Davide Trivellato. Parrocchia di Santa Maria assunta di Torcello, Venezia. SIUSA, 2008. URL consultato in data 18-4-2010.
Voci correlate [modifica]
- Cattedrale di Santa Maria Assunta
- Museo provinciale di Torcello
- Chiesa di Santa Fosca
- Abbazia di San Tommaso dei Borgognoni
- Monastero di Sant'Antonio
- Chiesa di Sant'Andrea
- Chiesa di Sant'Angelo di Zampenigo
- Diocesi di Torcello
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Collegamenti esterni [modifica]
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