Domenico Cacopardo

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Domenico Cacòpardo (Rivoli, 25 aprile 1936) è un magistrato, scrittore e conduttore radiofonico italiano.

Nonostante sia nato in Piemonte visse la sua prima infanzia in Sicilia, regione da cui proveniva il padre, originario di Letojanni e di Savoca. La continua frequentazione dell'isola l'ha reso siciliano a tutti gli effetti. Ha avuto una vita da girovago, prima appresso ai suoi genitori e poi da solo, tra Viterbo, Bologna, Napoli, Roma, Venezia e Parma, dove vive oggi.

Prima e dopo la laurea in giurisprudenza ha collaborato spesso e per lunghi periodi con quotidiani e riviste, come la Gazzetta di Parma e L'Unità, e ciò probabilmente ha giovato al suo stile, che riesce a proporre vicende legate all'attualità senza scadere nel didascalismo.[1]

Dopo la laurea ha intrapreso la carriera giudiziaria ed in seguito è stato anche capo di gabinetto di alcuni ministri e presidenti del Senato e, infine, è stato nominato consigliere di Stato.

Prima di esordire come romanziere ha pubblicato numerose monografie di carattere giuridico ed un saggio sul pensiero di Bergson, oltre ad alcune raccolte di poesie, fra cui L'implicito sublime, che gli è valso l'assegnazione del premio Pedrocchi nel 1987.

Ha però ottenuto l'attenzione del grande pubblico solo quando ha pubblicato Il caso Chillè, romanzo ambientato a Messina (scelta non banale ed apprezzata dalla critica[2]), i cui eventi si snodano sull'alternarsi dei registri della commedia e della tragedia, come nella migliore tradizione del giallo siciliano.

Col successivo L’endiadi del dottor Agrò, ha preso forma uno dei suoi più fortunati personaggi: il sostituto procuratore Italo Agrò, alter ego dello scrittore, che da alcuni anni lo anima durante il programma "il taccuino del dottor Agrò", in onda ogni sabato pomeriggio sull'emittente nazionale Radio 24. Agrò è poi tornato anche in alcuni dei successivi romanzi.

In Giacarandà si è poi cimentato col sottogenere del romanzo storico, immergendo i suoi nuovi personaggi nello scenario di una Sicilia settecentesca, scossa da profondi conflitti in cui le vicende familiari ed amorose di un triangolo ante litteram (la microstoria) s’intrecciano con quelle politiche di una guerra fra opposte consorterie aristocratiche e clericali, che avvengono sullo sfondo (macrostoria).

Carne viva, l'ultimo romanzo di Cacòpardo, riprende le vicende di Giulio Limuri, già protagonista di Giacarandà.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Convinto di aver subito un affronto da Andrea Camilleri, che nella sua opera "Il nipote del Negus" ha voluto chiamare un personaggio col nome di Aristide Cacopardo, ha deciso di citare in tribunale l'autore del Commissario Montalbano sentendosi diffamato. Il punto della discordia è da attribuire ad una frase del libro di Camilleri che descrive il Cacopardo del romanzo come una persona che «è fissato d'essere un grande scrittore e consuma il suo stipendio pubblicando romanzi a sue spese».[3]

Opere (Selezione)[modifica | modifica sorgente]

  • Sul pensiero di Bergson, Amoretti editore, 1972;
  • Polifemo e altro, Art Center editore, 1978;
  • Il guerriero egizio, San Marco editore, 1982;
  • L’implicito sublime, San Marco editore, 1987;
  • Il caso Chillè, Marsilio editori, 1999;
  • L’endiadi del dottor Agrò, Marsilio editori, 2001;
  • Cadenze d’inganno, Marsilio editori, 2002;
  • Giacarandà, Marsilio editori, 2002;
  • La mano del Pomarancio, Mondadori editore, 2003;
  • Virginia, Baldini Castoldi Dalai editore, 2005;
  • L'accademia di vicolo Baciadonne, Baldini Castoldi Dalai editore, 2006;
  • Carne viva, Baldini Castoldi Dalai editore, 2008;
  • Agrò e la deliziosa vedova Carpino, Marsilio editore, 2010.
  • Agrò e la scomparsa di Omber, Marsilio editore, 2011
  • "Il verso dell'innocenza", A&B editrice, 2013

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "La mano del Pomarancio", articolo di Grazia Casagrande pubblicato su "Il caffè letterario" del 1 giugno 2003
  2. ^ "Domenico Cacopardo", capitolo dedicato in "Altri siciliani" di Salvatore Ferlita, pubblicato da Kalòs editore (Palermo 2004)
  3. ^ Giorgia Azzali, Cacopardo contro Camilleri: "Sequestrate il suo romanzo" - Udienza il 16 novembre dal giudice civile di Parma in Gazzetta di Parma, 2 novembre 2010, p. 7. URL consultato il 2 ottobre 2010.