Polo delle Libertà

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Polo delle Libertà
Leader Silvio Berlusconi
Stato Italia Italia
Fondazione 1994
Dissoluzione 1994 (muta in Polo per le Libertà)
Partito Forza Italia, Lega Nord
Ideologia Liberalismo
Conservatorismo liberale
Federalismo
Populismo
Collocazione Centro-destra
Partito europeo UPE (Forza Italia),
ELDR (Lega Nord)
Seggi massimi Camera
205 / 630
(1994)
Seggi massimi Senato
82 / 315
(1994)
Colori azzurro, verde

Il Polo della Libertà è stata una coalizione elettorale di centro-destra presentatasi in occasione delle elezioni politiche italiane del 1994.

Comprendeva essenzialmente Forza Italia e Lega Nord e si presentava unicamente nei collegi uninominali centro-settentrionali; in quelli centro-meridionali, invece, era presente la coalizione rappresentata dal Polo del Buon Governo, che si componeva di Forza Italia e Alleanza Nazionale. Entrambe le coalizioni sostenevano la leadership di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia.

Il Polo delle Libertà si presentava dunque in concorrenza con lo schieramento di centro-sinistra dei Progressisti, con quello di centro del Patto per l'Italia e con la stessa Alleanza Nazionale.

Nascita del Polo delle Libertà[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione Polo della Libertà fu coniata da Umberto Bossi nel dicembre 1993 per raggruppare lo schieramento da opporre alla coalizione di centro-sinistra egemonizzata dal Partito Democratico della Sinistra: «Il polo della libertà deve nascere per fermare questi bolscevichi all'italiana», disse il leader della Lega Nord alludendo agli uomini di Achille Occhetto[1].

Ancora il 7 gennaio 1994 il leghista Roberto Maroni parlava di polo della libertà come «la casa comune dei liberaldemocratici»[2].

L'11 gennaio 1994 Berlusconi inizia a parlare di un «polo delle libertà»[3] e, quattro giorni dopo, riferisce che «la costruzione di un polo delle libertà, cioè la tela a cui in parecchi stiamo lavorando con passione, è davvero a buon punto»[4]. Il 26 gennaio 1994, giorno della sua «discesa in campo», Berlusconi lancerà ufficialmente il progetto del Polo delle Libertà come coalizione imperniata su Forza Italia. Sosterrà: «è indispensabile che al cartello delle sinistre si opponga un Polo delle Libertà che sia capace di attrarre a sé il meglio di un Paese pulito, ragionevole, moderno. Di questo Polo delle Libertà dovranno far parte tutte le forze che si richiamano ai principi fondamentali delle democrazie occidentali»[5].

Da sottolineare, comunque, che l’espressione Polo delle Libertà (così come quella di Polo del Buon Governo) non aveva i crismi dell'ufficialità. Infatti, a causa del tipo di aggregazione e di alleanze impossibili da ricondurre sotto un unico logo, non esisteva un simbolo identificativo della coalizione: fu così che per la quota maggioritaria della Camera i nomi dei candidati di coalizione erano affiancati, sulla scheda elettorale, dai simboli di ciascuna lista appartenente all'alleanza; nel caso del Senato, dove era ammesso un solo contrassegno per coalizione, la scelta ricadde su una meccanica sovrapposizione dei singoli simboli, senza dunque alcuna effettiva denominazione.

L'asimmetria delle due coalizioni si riflesse anche nelle modalità di presentazione nelle varie circoscrizioni:

Presentazione Polo (Camera).png Presentazione Polo (Senato).png

L'accordo tra Forza Italia e Lega Nord fu raggiunto il 30 gennaio 1994: esso prevedeva che i due partiti presentassero candidature comuni nei collegi uninominali delle regioni centrosettentrionali e che il 70% dei candidati sarebbe stato in quota Lega, mentre il restante 30% sarebbe stato attribuito a Forza Italia e alle altre formazioni politiche (Centro Cristiano Democratico, Unione di Centro, Polo Liberal Democratico e la Lista Pannella)[6]. La Lega, inoltre, avrebbe accettato che Forza Italia stringesse un'alleanza con Alleanza Nazionale nei collegi centro-meridionali[7]. L'indomani una conferenza stampa unitaria annunciò l'avvenuto accordo elettorale.

La vittoria elettorale e il governo Berlusconi I[modifica | modifica wikitesto]

I seggi ottenuti complessivamente dal centro-destra assicurarono una maggioranza netta alla Camera, mentre al Senato sfiorò per pochi seggi la maggioranza assoluta.

Per la quota maggioritaria della Camera il Polo delle Libertà ottenne 164 seggi, di cui 106 andarono alla Lega e 58 a Forza Italia (compresi 6 radicali); al Senato ottenne 82 seggi, di cui 82 spettanti alla Lega e 20 a Forza Italia (compreso un radicale).

Grazie all'appoggio di alcuni senatori a vita, fu formato il governo Berlusconi I, che vedeva la partecipazione di tutti i partiti della coalizione. I radicali, esclusi dal governo per l'opposizione di AN, furono ricompensati con la nomina di Emma Bonino a commissario europeo). L'esecutivo però ebbe vita breve per l'insofferenza della Lega Nord a governare assieme ad Alleanza Nazionale (ritenuta forza assistenzialista e ancora compromessa col fascismo) e i continui attacchi di Umberto Bossi al Presidente del Consiglio.

Già durante il primo governo Berlusconi, intanto, si era iniziati ad usare l'espressione Polo delle Libertà per riferirsi a tutta l'area di governo, facendo cadere in disuso l'espressione Polo del Buon Governo. Il centro-destra, quindi, assunse definitivamente il nome di Polo per le Libertà in occasione delle elezioni politiche del 1996. Della coalizione facevano parte:

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Polo delle Libertà Maggioritario Camera 8.767.720 22,77 164
Senato 6.570.468 19,87 82
Polo del Buon Governo Maggioritario Camera 5.732.890 14,89 129
Senato 4.544.573 13,74 64

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E Bossi: non barate sulle elezioni
  2. ^ Maroni: "alleanze con noi entro il 25"
  3. ^ Dai politici tanti applausi (e qualche fischio)
  4. ^ Berlusconi: è a buon punto
  5. ^ Berlusconi: il miracolo lo faccio io
  6. ^ Bossi: Fini non fa parte del nostro polo
  7. ^ PATTO CON BERLUSCONI LA LEGA ORA È TRICOLORE