Lista Consumatori

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Lista Consumatori
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Segretario David Badini
Presidente Renato Campiglia
Stato Italia Italia
Fondazione 2004
Ideologia difesa dei consumatori,
Liberalismo,
Liberismo
Collocazione Centro
Coalizione L'Unione (2006-2008),
Liberal Democratici (2009)
Sito web [1]

La Lista Consumatori è un movimento politico italiano fondato nel 2004. La lista è in stretta collaborazione con il Codacons, al fine di tutelare le istanze dei consumatori. Dopo il debutto elettorale, la lista dal 2005 aderì alla coalizione del centrosinistra italiano, L'Unione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nascita[modifica | modifica sorgente]

La lista compie il suo debutto elettorale in occasione delle elezioni europee del 2004, quando si presenta sullo scenario politico come movimento per la tutela dei diritti consumatori, soprattutto all'indomani dei rincari provocati nei primi anni dall'introduzione dell'euro. Gli obiettivi del movimento sono quelli di rappresentare nelle sedi istituzionali, e in primo luogo in quelle europee, la necessità di un sistema di liberalizzazioni che possa contribuire ad aumentare il più possibile la concorrenza, nei settori dell'economia produttiva così come tra le banche.

Il movimento ha una concezione liberista della società: sostiene che debba essere abolita ogni sorta di privilegio per le categorie sociali e gli ordini professionali, nella convinzione che, stimolando i mercati alla competizione, si possono creare condizioni più favorevole per l'approccio degli utenti consumatori.

All'inizio, la lista non è presente su tutto il territorio nazionale: si schiera in posizione indipendente rispetto alle coalizioni della politica italiana, presentando il suo simbolo che raccoglie complessivamente 160 000 voti (lo 0,5% su scala nazionale, con una punta più elevata nelle isole). Il risultato non è sufficiente per varcare la soglia del Parlamento europeo, tuttavia la lista continua la sua attività avvicinandosi progressivamente alla coalizione di centrosinistra e alla leadership di Romano Prodi.

L'ingresso nell'Unione e le elezioni[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005 la Lista Consumatori si candida alle elezioni regionali del 2005:

Nel 2005, poi, la Lista Consumatori entra a far parte dell'Unione, il rinnovato schieramento di centrosinistra che compie la sua prima uscita ufficiale in occasione delle elezioni regionali del 2005. La Lista Consumatori sostiene, altresì, la candidatura di Prodi alle elezioni primarie organizzate in ottobre per individuare la leadership della coalizione e stila un manifesto in sostegno del Professore.

Radicandosi nelle varie realtà locali, il movimento si ripresenta alle elezioni politiche del 2006, istituendo una lista di comune accordo con la Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza e il movimento Doveri Civici: è presente in 11 circoscrizioni per l'elezione della Camera dei deputati e in 8 regioni per l'elezione del Senato della Repubblica.

Le liste raccolgono al proprio interno anche personaggi indipendenti schierati nell'ambito del centrosinistra, come Vittorio Sgarbi. In Calabria, nella Lista Consumatori si presentano gli esponenti del Partito Democratico Meridionale, movimento fondato in quella medesima circostanza dal presidente della Regione Agazio Loiero, in rottura con la Margherita.

Tuttavia, data anche la presenza non omogenea della lista sul territorio nazionale, il risultato non è soddisfacente: il movimento ottiene 73 000 voti alla Camera e 72 000 al Senato, attestandosi sulla media dello 0,2%. Una punta d'eccellenza, come prevedibile, si verifica in Calabria dove supera il 5% e, grazie alla nuova legge elettorale e allo sbarramento regionale, elegge un senatore, Pietro Fuda, ex presidente della Provincia di Reggio Calabria, esponente del PDM.

La polemica sul comma Fuda[modifica | modifica sorgente]

All'inizio della nuova legislatura, la Lista Consumatori chiede al neo-senatore Pietro Fuda di iscriversi, nell'ambito del gruppo misto, con il nome della lista per avere maggiore rappresentatività in una sede istituzionale e come ricompensa per aver consentito la sua elezione, tramite la presentazione nella Lista Consumatori. Tuttavia, Fuda non acconsente alla richiesta e, al Senato, si iscrive rifacendosi al nome del PDM e dando origine, da quel momento in poi, ad una lunga polemica con i dirigenti della lista, che poco tempo dopo lo disconosceranno come loro rappresentante.

La situazione si acuisce alla fine del 2006, quando Fuda è autore dell'introduzione di un comma - in fase di costituzione della legge finanziaria - che attenuava le pene per i reati contabili. Comma che, quasi immediatamente, verrà abrogato da un decreto legge del Consiglio dei ministri. In questa circostanza, la Lista Consumatori prende le distanze dal senatore e critica duramente il suo operato.

Fuda, in un intervento su un quotidiano nazionale, parlando della Lista Consumatori, dice:

« Sono quattro scimuniti. Ma cosa vogliono da me? »

A seguito di queste affermazioni, il movimento querela Fuda per diffamazione aggravata e aggiunge:

« I consumatori non sono tanto scimuniti da non accorgersi, quando presentano un emendamento in Parlamento, dei danni gravissimi che lo stesso può portare all'erario e di una sanatoria ancora più grave in favore dei delinquenti che si annidano nella pubblica amministrazione. »

Per questo motivo, tra le altre cose, ha chiesto al senatore 1 milione di euro per l'accostamento fatto tra il suo emendamento e il nome del movimento più 1 milione di euro per la diffamazione.

Sviluppi successivi[modifica | modifica sorgente]

Il partito decide di non presentarsi alle elezioni politiche del 2008. Per le elezioni europee del 2009, invece, si presenta all'interno dei Liberal Democratici: per la Lista Consumatori è candidata Eva Baldassini nella Circoscrizione Nord-Est; non ottiene comunque alcun seggio.

La lista è tuttora attiva a livello locale, soprattutto in Emilia-Romagna e in Calabria.

Valori[modifica | modifica sorgente]

Questi sono i punti del programma della Lista Consumatori:

  • Abbassamento dei prezzi del 20%.
  • Liberalizzazione in tutti i settori e apertura ai competitori europei anche nelle banche.
  • Assicurazioni e servizi ovunque questo accesso possa creare concorrenza e fare abbassare i prezzi.
  • Abolizione rendite di posizione e privilegi.
  • Abolizione ordini professionali e attività.
  • Adozione "class action" (costituzione in gruppo contro lobby di potere) (banche, assicurazioni, ecc.).
  • Pensioni dignitose per tutti e paritarie.
  • Paese con regole liberiste e che permetta a tutti i cittadini pari opportunità (diritti e doveri).
  • Meritocrazia.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]