Partito Federalista (Italia)

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Partito Federalista
Leader Gianfranco Miglio
Stato Italia Italia
Fondazione maggio 1994
Dissoluzione 2001
Ideologia Federalismo, Confederalismo
Collocazione centro-destra
Coalizione Polo per le Libertà (1996)
Seggi massimi Camera
2 / 630
Seggi massimi Senato
1 / 315

Il Partito Federalista è stato un partito politico italiano d'ispirazione federalista nato nel maggio 1994 col nome di Unione Federalista fondato per iniziativa di Gianfranco Miglio e Umberto Giovine[1][2] e scioltosi nel 2001. Esso assunse la recente denominazione il 17 dicembre 1995.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Partito Federalista viene fondato il 17 dicembre 1995: nelle intenzioni di Miglio, doveva essere un soggetto antipartito, monotematico, docile a scomparire una volta che la Repubblica federale o confederale fosse diventata realtà.

Il partito viene lanciato da Miglio e da Vittorio Sgarbi[3]. Prima delle elezioni politiche del 1996 Sgarbi lascia il partito per formare con Pannella la Lista Pannella - Sgarbi.

Il PF si presentò all'interno di Forza Italia, nell'ambito della coalizione di centro-destra del Polo per le Libertà: Miglio fu eletto senatore, Giovine e Luigi Negri furono eletti alla Camera. Miglio si iscrisse al gruppo misto, mentre al gruppo forzista si iscrissero Giovine e Negri (che, tuttavia, nel 1997 aderì al PRI e alla coalizione di centro-sinistra che sosteneva il governo Prodi I). Tra gli altri, i maggiori esponenti della LIF come Enrico Hüllweck, che fu eletto sindaco di Vicenza nel 1998 per Forza Italia, mentre Giorgio Vido divenne un leader del Fronte Marco Polo e della Liga Veneta Repubblica.

Alle elezioni amministrative del 1997 il Partito Federalista stringe un patto con i liberali dell'Unione di Centro per una lista unica[4] in alleanza con Forza Italia.

Miglio muore nel 2001 e l'esperienza del Partito Federalista termina con lui.

Il progetto politico-costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Miglio inserì nel programma del partito la sua idea di trasformare l'Italia in una sorta di confederazione la quale, mantenute le cinque regioni a statuto speciale, si sarebbe suddivisa in tre cantoni: Padania, Etruria e Mediterranea.

Il governo centrale sarebbe stato affidato al Direttorio costituito dai governatori dei tre cantoni; da un presidente, a rotazione, delle cinque regioni a statuto speciale e dal presidente federale della Repubblica, eletto a suffragio universale e diretto ogni quattro anni.

Un presidente federale che, nell'immaginazione di Miglio, sarebbe stato un vero capo di governo sul modello statunitense anche se avrebbe sempre dovuto coordinare la sua volontà con quella degli altri membri del Direttorio federale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Unione Federalista: Parte Dal Veneto La Rivolta Di Miglio
  2. ^ UNIONE FEDERALISTA: PARTE DAL VENETO LA RIVOLTA DI MIGLIO (2)
  3. ^ Miglio: ecco il Partito federalista. Sgarbi: e io farò il parlamento del Sud
  4. ^ PARTITO FEDERALISTA LIBERALI UNIONE DI CENTRO

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]