Partiti politici italiani
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Categorie: Politica, Diritto e Stato |
I partiti politici in Italia sono numerosi e ciò ha contribuito al succedersi di governi di coalizione.
I partiti principali sono attualmente il Popolo della Libertà (PdL) e il Partito Democratico (PD). Molti sono i partiti attualmente operativi, ma solo sei di questi (PdL, PD, Lega Nord, Italia dei Valori,Unione di Centro e Movimento per le Autonomie) – esclusi i Radicali Italiani apparentati con il PD e alcuni partiti regionali (Südtiroler Volkspartei e Union Valdôtaine) – hanno rappresentanza in Parlamento.
Indice |
[modifica] Storia dei partiti in Italia
In Italia si può parlare di partiti politici moderni a partire dal 1892, quando viene fondato il Partito Socialista Italiano. Sino a quel momento i principali raggruppamenti politici del paese, la Destra storica e la Sinistra storica non erano raggruppamenti politici classificabili come partiti, ma semplici "cartelli" di notabili, ciascuno con un proprio feudo elettorale, che si riunivano in gruppi a seconda delle proprie idee.
Invece il Partito Socialista Italiano sin dagli inizi si prefigura come partito di massa, la forma partitica che sarà predominante per tutto il Novecento, e viene seguito pochi anni dopo dai movimenti politici cattolici, prima con la Democrazia Cristiana Italiana di Romolo Murri, poi con il Partito Popolare Italiano (1919-1926) fondato da don Luigi Sturzo nel 1919. Non a caso entrambi i partiti otterranno notevoli successi elettorali sino all'avvento del fascismo, contribuendo in maniera determinante alla perdita di forza e autorevolezza della vecchia classe dirigente liberale, che non era stata capace di strutturarsi in una forma partitica in grado di affrontare le nuove sfide della società.
Nel secondo dopoguerra i partiti di massa furono Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano: questa fu una delle peculiarità del sistema politico italiano. Al momento della sua fondazione nel 1921 il PCI non era diverso dagli altri partiti comunisti europei, molto più piccoli rispetto ai "fratelli" socialisti o socialdemocratici e privi di un radicamento effettivo nelle masse e nella classe proletaria, in quanto prediligevano il ruolo di avanguardia rivoluzionaria tracciato da Lenin nelle sue opere politiche. Il ruolo fondamentale svolto dal movimento comunista nella Resistenza ha consentito però al PCI di prendere il posto del Partito Socialista come rappresentante della classe operaia e di diventare stabilmente, dopo il 1948, il secondo partito italiano nonché il primo della sinistra. Il PCI ha rappresentato, praticamente in maniera continua, l'opposizione ai governi centristi della DC e a quelli DC-PSI e alleati per più di quarant'anni.
Questa problematica situazione ha condizionato fortemente il sistema politico italiano, perché mentre negli altri Paesi europei la presenza di forti partiti socialisti, socialdemocratici o laburisti, ma sempre privi di legami con l'Urss, consentiva l'alternanza di governo, in Italia la pregiudiziale anticomunista e antisovietica rendeva di fatto impossibile tale alternanza. Questo spiega la permanenza ininterrotta al potere per oltre mezzo secolo della Democrazia Cristiana, il partito sorto dalle ceneri del PPI di don Sturzo, dal Governo Badoglio I al Governo Ciampi. Tuttavia la DC dal 1953 in poi mai ha avuto i voti sufficienti a governare da sola il Paese, a causa del sistema elettorale italiano completamente proporzionale. Questo spiega inoltre il notevole potere che sino al 1992 hanno avuto i piccoli partiti "laici" (Partito Liberale Italiano, erede del liberalismo pre-fascismo, Partito Socialista Democratico Italiano, nato dal PSI nel 1947, Partito Repubblicano Italiano), necessari per la formazione di maggioranze parlamentari.
La necessità di accordi continui fra partiti ha portato alla cosiddetta partitocrazia, e cioè l'occupazione, da parte dei partiti, di tutti i gangli dell'amministrazione pubblica, con l'inevitabile corollario di corruzione, nepotismo, inefficienza. Questo, insieme alle crisi delle ideologie e alla fine della guerra fredda, ha portato ad una generale perdita di credibilità e autorevolezza dei partiti, iniziata durante gli anni ottanta con il calo graduale ma inesorabile dei consensi di PCI e DC, e culminati nel crollo successivo all'inchiesta di Mani Pulite del 1992. A questa domanda di rinnovamento proveniente dalla società italiana si deve aggiungere però il deteriorarsi del partito massa, ormai superato: non è un caso che dopo la disgregazione di PCI e DC e la scomparsa del PSI e dei partiti laici le nuove forze politiche emergenti siano movimenti "personali" come Forza Italia, creata nel 1993 dall'imprenditore Silvio Berlusconi, e partiti di protesta come la Lega Nord di Umberto Bossi.
Senza analizzare tutti i partiti sorti negli anni novanta (anche se è necessario evidenziare l'evoluzione del neofascista Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale in Alleanza Nazionale e la evoluzione del PCI nel Partito Democratico della Sinistra, socialisti democratici, con la conseguente scissione della ala euro-comunista, Partito della Rifondazione Comunista) bisogna comunque notare che, a più di dieci anni di distanza dall'apparente crollo della nomenklatura della Prima Repubblica, i partiti italiani con molta difficoltà sono giunti ad un sistema bipolare.
Molti ritengono che il gran numero di partiti della Prima Repubblica fosse dovuto al sistema completamente proporzionale, e per questo si è chiesto di sostituirlo con un maggioritario secco. Ciò è avvenuto solo in parte, in quanto è stato creato un sistema misto con una quota maggioritaria per il 75% dei seggi e il restante assegnato tramite proporzionale. Tuttavia in poco tempo è stato chiaro che in un sistema come quello italiano, caratterizzato da numerosi partiti a forte base regionale e privo di forze politiche paragonabili ai grandi partiti europei, il maggioritario invece che diminuire moltiplicava il numero di partiti: il maggioritario secco infatti spinge alla formazione di coalizioni, nelle quali i partiti piccoli hanno buon gioco nel chiedere un certo numero di seggi sicuri in cambio del proprio appoggio, quasi sempre determinante. Anche l'ultima riforma elettorale del 2006, che restaura un proporzionale, ma che all'atto pratico è un maggioritario a collegio unico, ma elimina le preferenze, conferisce un grande potere alla classe dirigente dei partiti e rende impossibile una penetrazione di essi da parte della società civile.
Nel 1993, il referendum sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ottiene la maggioranza dei voti. La legge n°156 del 26 luglio 2002 abbassa dal 4 all'1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale e abolisce il tetto massimo di spesa per lo Stato.
Nel 2006, dopo l'ultima riforma, si presentarono due coalizioni per le elezioni politiche.
- Casa delle Libertà, coalizione politica di centro-destra: raggruppa partiti e movimenti ispirati ad una politica di centrismo moderato, di destra conservatrice, nazionalista e federalista, con una propensione verso il liberismo.
- L'Unione, coalizione politica di centro-sinistra: raggruppa partiti e movimenti ispirati al centrismo riformista, alla socialdemocrazia, alla liberaldemocrazia e alla cosiddetta sinistra radicale.
| Per approfondire, vedi la voce Grafico delle elezioni politiche italiane. |
[modifica] I partiti attuali
Dopo la caduta del Governo Prodi II, le alleanze sono notevolmente mutate. Alle politiche del 2008 si sono presentati:
- il Partito Democratico, nato dall'Unione della Margherita, centrista, con i Democratici di Sinistra e forze minori di centro-sinistra, ha deciso di sciogliere la coalizione de l'Unione, alleandosi solo con l'Italia dei Valori ed accogliendo nelle proprie liste i Radicali Italiani, formazione erede del Partito Radicale nonchè il Movimento Repubblicani Europei, formazione nata dalla scissione dal Partito Repubblicano Italiano;
- i partiti della sinistra radicale (PRC, PdCI, Verdi, SD) si sono raggruppati nella lista "Sinistra Arcobaleno";
- il rinato Partito Socialista si è presentato autonomamente.
- FI ed AN ed alcuni partiti minori di centrodestra si sono presentati con la lista de il Popolo della Libertà. Il PdL si è alleato con la Lega Nord e con l'MpA;
- l'UDC, rifiutatosi di entrare nel PdL, si presenta alle elezioni del 13 aprile 2008 in una lista comune con la Rosa per l'Italia: l'Unione di Centro;
- La Destra ha abbandonato gli ex-alleati per formare una lista unitaria di destra nazionalista e sociale con il Movimento Sociale Fiamma Tricolore.
[modifica] Partiti maggiori
L'introduzione di clausole di sbarramento sia per le elezioni politiche ad opera della Legge Calderoli del 2005, sia per le elezioni europee grazie ad un emedamento alla legge elettorale votato nel 2009, ha notevolmente semplificato il quadro partitico italiano, che aveva conosciuto un'esplosione della frammentazione durante il periodo di vigenza della Legge Mattarella.
Ad oggi, sono solo cinque i partiti politici forniti di rappresentanza al Parlamento Europeo, gli stessi dotati di gruppi parlamentari propri nelle camere del Parlamento Italiano:
[modifica] Partiti minori presenti nel Parlamento Italiano
- Alleanza Autonomista e Progressista
- Alleanza di Centro (presente in Parlamento con 1 deputato fuoriuscito dall'UDC)
- Liberal Democratici (presenti alle Politiche nelle liste del PdL, in Parlamento nella componente del gruppo Misto della Camera Liberaldemocratici-MAIE)
- Movimento associativo italiani all'estero
- Movimento per le Autonomie
- Movimento Repubblicani Europei (come partito autonomo nel PD)
- Partito Liberale Italiano (presente in Parlamento con 1 deputato fuoriuscito dal PdL)
- Partito Repubblicano Italiano (presenti alle Politiche nelle liste del PdL, in Parlamento nella componente del gruppo Misto della Camera Repubblicani Regionalisti Popolari)
- Radicali Italiani (presenti come delegazione autonoma nel gruppo parlamentare del PD)
- Südtiroler Volkspartei
- Vallée d'Aoste Autonomie Progrès Fédéralisme
[modifica] Altri partiti non presenti in Parlamento
- Federazione dei Verdi
- Partito dei Comunisti Italiani
- Partito della Rifondazione Comunista
- Partito Socialista
- Sinistra Democratica
- Movimento per la Sinistra
- Unire la Sinistra
- CARC - Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo
- Partito Comunista dei Lavoratori
- Partito Comunista Internazionalista
- Partito dei Socialdemocratici
- Partito di Alternativa Comunista
- Partito Marxista Leninista Italiano
- Partito Socialista Democratico Italiano
- Radicali di sinistra
- Sinistra Critica
- Forza Nuova
- La Destra
- Movimento Sociale Fiamma Tricolore
- Alleanza Monarchica
- Movimento Fascismo e Libertà
- Movimento Idea Sociale
- Nuovo MSI-Destra Nazionale
- Partito Pensionati
- Democrazia Cristiana
- Federazione dei Liberali Italiani
- Fronte Verde Ecologisti Indipendenti
- No Euro
- Partito Democratico Cristiano
- Partito Umanista
- Patto dei Liberaldemocratici
- Pensionati Uniti
- Popolari Democratici
- Popolari UDEUR
- Consumatori Uniti
- Popolari Uniti
- Sinistra nazionale
- Movimento di Azione Popolare
[modifica] Partiti locali e regionali
[modifica] Alto Adige
- Südtiroler Volkspartei
- Verdi del Sudtirolo
- Union für Südtirol
- Die Freiheitlichen
- Unione Democratica dell'Alto Adige
- Unitalia
- Ladins
- Süd-Tiroler Freiheit
- Demokratische Partei Südtirol
[modifica] Friuli-Venezia Giulia
- Cittadini per il Presidente
- Lista per Trieste
- Movimento Friuli
- Slovenska Skupnost
- Fronte Friulano - Front Furlan
[modifica] Lombardia
[modifica] Sardegna
- Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna
- Partito Sardo d'Azione
- Riformatori Sardi
- Sardigna Natzione Indipendentzia
- Fortza Paris
[modifica] Sicilia
[modifica] Trentino
- Unione per il Trentino
- Partito Autonomista Trentino Tirolese
- Lega Nord Trentino
- Leali al Trentino
- Unione Autonomista Ladina
- Trentino Autonomista
- Valli Unite
- Unione Popolare Autonomista
[modifica] Valle d'Aosta
- Autonomie Liberté Démocratie
- Fédération Autonomiste
- Renouveau Valdôtain
- Stella Alpina
- Union Valdôtaine
- Vallée d'Aoste Vive
[modifica] Veneto
[modifica] Altri
- Lega Sud Ausonia (Sud Italia)
- Movimento Indipendentista Ligure (Liguria)

