Diego Fusaro

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Diego Fusaro

Diego Fusaro (Torino, 15 giugno 1983) è un saggista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Diplomato al liceo classico "Vittorio Alfieri" di Torino[1], si è laureato in Filosofia della storia nel 2005 e, successivamente, in Filosofia e Storia delle idee nel 2007 con una tesi su Karl Marx presso l'Università degli Studi di Torino[2]. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano in Filosofia della storia. È ricercatore presso la stessa Università. È amministratore e fondatore del sito filosofico.net.

Pensiero[modifica | modifica sorgente]

Nelle sue opere Diego Fusaro si è occupato della rivalutazione del pensiero di Marx, nell'ottica della crisi del sistema capitalista moderno. Analizzando lo schema dialettico tipicamente hegeliano applicato alla critica marxiana della società ed attualizzando quei concetti, cerca di far emergere la contraddizione radicale del capitalismo, ovvero la concezione accelerante verso il futuro che non genera la possibilità di un'alternativa, mediante l'esplicazione di concetti come il nichilismo della fretta, la desertificazione dell'avvenire e l'immagine della "fuga temporis". Da ciò si definisce quello che Fusaro chiama "essere senza tempo", l'uomo postmoderno privo di una dimensione temporale di vita autentica, heideggerianamente parlando, ed allo stesso tempo il fatto medesimo che l'uomo non possegga più il suo tempo, a causa dell'accelerazione della storia portata dal capitalismo globale.

Per queste problematiche Fusaro propone la soluzione della riflessione filosofica, della "pazienza del concetto", che per sua stessa natura rallenta le vite, in quanto meditazione, e permette all'uomo di rinsavire, di vedere le contraddizioni della società, cercando di rimuoverle. I suoi interessi, inoltre, orbitano intorno alla formulazione e all’esercizio di una “storia critica delle idee” intesa come disciplina che dirige la sua attenzione diacronicamente sulle faglie e sulle discontinuità che si generano nella trasmissione delle forme culturali e simboliche di una data cultura, e, sincronicamente, sul nesso che viene a instaurarsi in ogni momento storico tra il pensiero e i codici culturali, da una parte, e le condizioni materiali della produzione e del potere, dall’altra, mostrandone la fitta rete di co-implicazioni e assumendo come proprio privilegiato oggetto d’analisi la “zona di scambio” tra idee e realtà, tra costellazioni concettuali e costellazioni socio-politiche.

In questa prospettiva, la sua ricerca si sofferma, per un verso, sulla galassia degli autori che hanno provato a elaborare un metodo per la storia delle idee, delle metafore e dei concetti (Michel Foucault, Hans Blumenberg, Reinhart Koselleck) e, per un altro verso, sulle origini, sulle formazione e sugli slittamenti semantici del concetto di “storia” dall’antichità ad oggi. Le sue attenzioni sono attualmente rivolte, inoltre, all’idealismo tedesco, ai suoi preparatori (Baruch Spinoza) e ai suoi continuatori (Karl Marx).

Diego Fusaro si rifà principalmente al filosofo italiano Costanzo Preve[3], sul cui pensiero innesta anche riflessioni autonome. Fusaro rilegge l'idealismo tedesco (e Marx stesso quale suo esponente di spicco) come necessario punto di partenza per una riattivazione del senso della possibilità contro la "mistica della necessità" capitalistica. Per un verso, Fusaro ricostruisce la dialettica dello sviluppo capitalistico ("Minima mercatalia") e il suo specifico regime di temporalità (l'essere senza tempo); per un altro, tramite la riproposizione di una nuova filosofia della prassi basata su Marx e su Fichte, su Gramsci, Gentile e Hegel, tenta di delineare un possibile superamento del capitalismo (il nuovo "regno animale dello spirito") in vista di un comunitarismo cosmopolitico alternativo ai comunismi storici novecenteschi, ai comunitarismi delle destre e all'individualismo neoliberale. Politicamente, Fusaro è sostenitore della fine della dicotomia destra-sinistra, proponendo come sola dicotomia valida nel presente quella tra oppositori del capitale e suoi sostenitori.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • Filosofia e speranza. Ernst Bloch e Karl Löwith interpreti di Marx, Padova, Il Prato, 2005. ISBN 9788889566176.
  • La farmacia di Epicuro. La filosofia come terapia dell’anima, presentazione di Giovanni Reale, Padova, Il Prato, 2006. ISBN 8889566450.
  • Marx e l’atomismo greco: alle radici del materialismo storico, prefazione di Gianni Vattimo, Padova, Il Prato, 2007. ISBN 9788889566756.
  • Karl Marx e la schiavitù salariata: uno studio sul lato cattivo della storia, prefazione di André Tosel, Padova, Il Prato, 2007. ISBN 9788889566770.
  • Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario, Milano, Bompiani, 2009. ISBN 9788845263941. ; ristampato nel 2010 nei tascabili Bompiani e nel 2012 da Gruner + Jahr/Mondadori nella collana "Focus libri"
  • Essere senza tempo. Accelerazione della storia e della vita, prefazione di Andrea Tagliapietra, Milano, Bompiani, 2010. ISBN 9788845266041.
  • Minima Mercatalia. Filosofia e capitalismo, Milano, Bompiani, 2012.
  • L' orizzonte in movimento. Modernità e futuro in Reinhart Koselleck, Bologna, Il Mulino, 2012. ISBN 9788815237033.
  • Coraggio, Milano, Cortina, 2012. ISBN 9788860304674.
  • Idealismo e prassi. Fichte, Marx e Gentile, Genova, Il Melangolo, 2013. ISBN 9788870188899.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Curriculum vitae su Filosofico.net
  2. ^ Curriculum su UniSR
  3. ^ In memoria di Preve, Lo Spiffero, 23 novembre 2013.

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