Marco Rizzo

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on. Marco Rizzo
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Rizzo 2.jpg
Luogo nascita Torino
Data nascita 12 ottobre 1959
Partito PRC (fino al 1998)
PdCI (dal 1998 al 2009)
Partito Comunista (dal 2009)
Legislatura XII legislatura
XIII legislatura
XIV legislatura (fino al 19 luglio 2004)
Gruppo Comunisti italiani (fino al 2009)
Marco Rizzo
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Luogo nascita Torino
Data nascita 12 ottobre 1959
Titolo di studio Laurea in Scienze politiche
Professione Docente
Partito PdCI (fino al 2009)
CSP-Partito Comunista (2014) (dal 2009)
Legislatura VI
Gruppo Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (fino al 2009)
Circoscrizione Nord occidentale Italia
Incarichi parlamentari
vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori; della Commissione per gli affari esteri; della Sottocommissione per la sicurezza e la difesa; della Delegazione per le relazioni con i paesi dell'America centrale; della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, compreso lo Yemen.

Marco Rizzo (Torino, 12 ottobre 1959) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un operaio di Fiat Mirafiori. Ha frequentato l'istituto tecnico industriale. Negli anni Settanta è stato attivista nel Movimento Studentesco e militante di Lotta Continua. Nel 1981 si è iscritto al Partito Comunista Italiano rimanendovi fino allo scioglimento. Si è laureato da studente-lavoratore in Scienze Politiche presso l'Università di Torino nel 1988 con tesi sull'innovazione tecnologica in FIAT. Ha lavorato come magazziniere e giornalista pubblicista. Diviene poi docente presso il Centro Orientamento Scolastico professionale di Torino, rimanendovi sino al 1994.

Fu tra i fondatori del Partito della Rifondazione Comunista, di cui è stato segretario della federazione di Torino, e dei Giovani Comunisti, di cui è stato istitutore e poi coordinatore per un anno. Aderisce alla scissione dal PRC ed alla costituzione del Partito dei Comunisti Italiani; di cui è stato presidente del gruppo alla Camera, coordinatore della segreteria nazionale e deputato al Parlamento europeo.

A seguito di anni di scontri con il segretario del PdCI, Oliviero Diliberto e buona parte del gruppo dirigente del partito, nel 2009 viene espulso. Il 3 luglio 2009 annuncia la fondazione del movimento politico Comunisti Sinistra Popolare che poco dopo viene costituito in partito con il nome di Comunisti Sinistra Popolare-Partito Comunista (CSP-PC). Attualmente è segretario nazionale di Partito Comunista (2014).

Nel Partito Comunista Italiano[modifica | modifica sorgente]

Nel 1981 a Torino si è tesserato al Partito Comunista Italiano, seppur rimanendo critico verso i "cedimenti ideologici ed anche concreti della linea del PCI"[1]. Inizio poco dopo a svolgere attività presso il centro culturale marxista"Mondo Nuovo" di Torino, luogo di riunioni e seminari politici e culturali che riuniva membri del Partito Comunista Italiano, di Democrazia Proletaria ed altri esponenti provenienti dall'estrema sinistra[1].

Nel 1982 entrò in contatto con Armando Cossutta, allora dirigente del partito e conobbe anche gli ex comandanti partigiani Giovanni Pesce e Alessandro Vaia. Aderì all'area cossuttiana di cui fu esponente fino allo sciogliemento del PCI. È stato componente della Direzione Provinciale del Partito Comunista Italiano di Torino da 1986 al 1991; inoltre è stato consigliere provinciale di Torino nel quadriennio 1991/1995.

Da Rifondazione ai Comunisti Italiani[modifica | modifica sorgente]

È tra i fondatori di Rifondazione Comunista, legato all'area cossuttiana[1]. Dal 1995 al 1998 ricopre il ruolo di coordinatore della segreteria nazionale. Nel 1998, durante la rottura definitiva fra Armando Cossutta e Fausto Bertinotti, Rizzo sempre vicino all'area cossuttiana è tra gli scissionisti che decreteranno la nascita del Partito dei Comunisti Italiani.

Secondo Marco Rizzo: «In quel caso il motivo scatenante fu la crisi del governo Prodi, ma personalmente ho sempre ritenuto ancor più rilevante il processo di decomunistizzazione di Rifondazione messo in atto da Bertinotti, che oggi si legge a lettere ben più chiare»[1]. Così dunque è tra i fondatori del PdCI e in quest'ultimo ricopre la carica di coordinatore della segreteria nazionale sino al 2004. In quegli anni è stato eletto alla Camera nel 1994 sino al 2004 e diventa poi presidente del gruppo parlamentare del Partito dei Comunisti Italiani nel 2001.

L'elezione all'Europarlamento[modifica | modifica sorgente]

È stato deputato del Parlamento europeo, eletto nel 2004 per la lista dei Comunisti Italiani nella circoscrizione Nord-Ovest, ricevendo oltre 10 000 preferenze[2]. Il PdCI aveva dato indicazione di voto per eleggere europarlamentari Armando Cossutta e Iacopo Venier, ma le preferenze li videro piazzarsi rispettivamente secondo nel Nord-Ovest Rizzo e terzo nel Centro. Rizzo comunque non rinunciò al seggio guadagnato a favore del presidente del partito, mentre al Centro Diliberto rinunciò a favore del secondo, Umberto Guidoni[3].

Durante la sua permanenza al parlamento europeo era iscritto al gruppo parlamentare della Sinistra Europea - Sinistra Verde Nordica.

È stato vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori; della Commissione per gli affari esteri; della Sottocommissione per la sicurezza e la difesa; della Delegazione per le relazioni con i paesi dell'America centrale; della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, compreso lo Yemen. In seguito alle elezioni politiche del 2006, preferisce non rientrare direttamente nella politica italiana per continuare a guidare la delegazione dei Comunisti Italiani al Parlamento europeo.

Il contrasto sul Governo Prodi II[modifica | modifica sorgente]

Vinte le elezioni politiche del 2006, all’interno del Partito dei Comunisti Italiani, iniziano ad emergere posizioni critiche nei confronti dell’operato del partito e del suo gruppo dirigente. Attorno a Marco Rizzo, unica voce critica nell’allora segreteria del PdCI, si forma un’area politica che rivendica la necessità di rivedere il rapporto con il centrosinistra e di lavorare per l’unità delle forze comuniste ed anticapitaliste, in una prospettiva totalmente alternativa alle logiche bipolari della Seconda Repubblica.[senza fonte]

Fra l’8 e il 10 ottobre 2007 i sindacati sottopongono a referendum il protocollo sul welfare del 23 luglio. La sera dell’8 dagli studi di Porta a Porta, Marco Rizzo parla di «referendum finto» perché ha le prove che c’è chi ha votato più volte. Ne nascerà un vespaio di polemiche contro il Pdci. Diliberto più cauto non smentirà Rizzo, ma spiegherà che «il nostro allarme lo abbiamo lanciato perché il referendum avvenga in modo cristallino, non vedo lo scandalo». Il referendum sarà vinto dai favorevoli all’accordo: su 5.041.810 di voti validi, i sì sono 4.114.939 voti (81,62%) contro i 926.871 dei no.

Ma ancora l’11 ottobre Rizzo sarà duro ricordando che «In tutto questo parlare nessuno ha spiegato i contenuti del protocollo. L’accordo in questione alza l’età pensionabile e solo per i primi 18 mesi è migliore della Legge Maroni. Dal giugno 2009 al dicembre 2010, infatti prevede le stesse condizioni dal punto di vista dell’età pensionabile, e dal 2011 è addirittura peggiore». Nonostante ciò la grande manifestazione comunista del 20 ottobre vuole essere l’occasione per convincere il governo a modificare quell’accordo secondo alcune desiderata della sinistra. Per Diliberto «la manifestazione del 20 vuole rappresentare uno stimolo per il governo affinché tenga conto di un disagio sociale che esiste».

Alla manifestazione aderiscono Pdci e Prc con il dissenso di Sinistra Democratica e dei Verdi, e ci saranno in piazza un milione di persone. A distanza di anni Marco Rizzo non smetterà di ricordare come Diliberto «mentre votava per la riforma delle pensioni, chiedeva che la salma di Lenin venisse in Italia. (…) Il modo peggiore di difendere il comunismo, perché da una parte ci si rende ridicoli e dall’altra parte non si difendono le ragioni della solidarietà e della giustizia sociale, che sono proprie del comunismo». Il successo del 20 ottobre ha dato invece la spinta definitiva per varare la Sinistra Arcobaleno il 5 dicembre 2007, che nasce male, tra mille maldipancia di molti comunisti.

La critica a la Sinistra Arcobaleno[modifica | modifica sorgente]

Rizzo ha sempre mantenuto un profilo molto critico verso l'alleanza della Sinistra l'Arcobaleno e non ha partecipato alla sua assemblea costitutiva dell'8 e 9 dicembre 2007 esprimendo nettamente la propria contrarietà alla scelta di presentare un simbolo elettorale privo della falce e martello[4]. Rizzo è ormai individuato dai più come il leader della sinistra del Pdci e si fa portavoce di tutte le insoddisfazioni comuniste verso il governo e il processo unitario a sinistra che pure ritiene necessario per rilanciare i comunisti.

Del resto già tre mesi prima aveva avvisato che «l’unità a sinistra si deve fare sui contenuti. Se non c’è, allora è chiaro che occorre qualcos’altro. La sinistra, quella vera, non può essere altro che antiliberista e anticapitalista. Chi non è d’accordo vada nel Partito Democratico». Nel dicembre dello stesso anno esce il suo libro Perché ancora comunisti. Le ragioni di una scelta edito da Baldini Castoldi Dalai ed inaugura un blog personale. In questo contesto il 19 dicembre, con una lettera aperta a Diliberto, 24 membri del Cc e diversi altri dirigenti locali, chiedono «di riconsiderare il giudizio su Prodi e di ritirare quindi la nostra delegazione dal governo, nonché di discutere la nostra presenza in un soggetto che, per ora non ha alcun profilo politico di classe, né tanto meno un “cuore” e sta assumendo invece le sembianze di una “dépendance di sinistra” del Pd».

Questa presa di posizione vedrà furente la segreteria nazionale. Nel 2008 si va ad elezioni anticipate: alle fine delle consultazioni la lista, ferma al 3,1% dei voti, non supera la soglia di sbarramento del 4% e rimane fuori dal Parlamento. Per Rizzo è la conferma del fallimento dell'Arcobaleno e dell'esigenza di una nuova soggettività comunista[5]. Traccia subito lo schema di riflessione del Pdci per il prossimo futuro.

Per Rizzo infatti «tre sono i cardini della discussione che, schematicamente, dovremmo affrontare: [1] Una nuova riflessione e pratica dell’antimperialismo nell’era della globalizzazione capitalistica, sia nei confronti di quello americano, dominante, che di quello europeo, nascente. [2] L’alternatività all’americanizzazione della politica e quindi al Partito Democratico, appunto per una alternativa di sistema e di società. [3] Una nuova soggettività dei comunisti, cui possano partecipare tutte e tutti coloro che intendono impegnarsi per il superamento di questo modello di società, al di là delle attuali, e certo non autosufficienti, organizzazioni di appartenenza»[6].

Viene dunque delineata l’idea di un nuovo partito comunista fortemente alternativo al PD e dall’identità comunista marcata quanto rinnovata. Il 17 aprile 2008, viene lanciato da circa 100 comunisti fra personalità di cultura un appello per riunificare i comunisti ovunque collocati . Rizzo lo definirà «un ottimo appello». Alla Direzione Nazionale del 18 aprile Diliberto si presenta dimissionario ponendo la fiducia sulla sua relazione. Il segretario e Rizzo non sono però concordi sul passato. Diliberto ottiene la fiducia, ma Rizzo in polemica non partecipa al voto. L'8 novembre 2008 viene presentato e promosso da Rizzo il giornale on-line Proletari@[7].

Il fallimento della Lista Anticapitalista[modifica | modifica sorgente]

In vista delle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 nasce la Lista Anticapitalista che racchiude Rifondazione, Comunisti Italiani, Socialismo 2000 e, in un primo momento, i Consumatori Uniti. Rizzo, pur apprezzando la giusta linea dell’unità comunista, chiede un segnale di maggiore discontinuità rispetto al passato e propone una «circoscrizione operaia», lasciare cioè a soli candidati lavoratori o esponenti di movimenti una delle circoscrizioni sicure in caso di superamento dello sbarramento elettorale con l’obiettivo di «eleggere almeno un lavoratore dando così efficacia ai tanti richiami al far “contare” le classi subalterne».

L’appello, che raccoglierà l’adesione di alcuni membri nel PdCI, in Rifondazione ed esternamente, rimarrà tuttavia inascoltato. L’esito delle elezioni politiche vedrà la seconda sconfitta, anche per questa nuova lista, ancora una volta sotto la soglia di sbarramento del 4%. Dopo la sconfitta del 7 giugno, il PdCI convoca l’Ufficio Politico il 9, dove Diliberto si presenta dimissionario. Alla fine della riunione l’UP vota contro le dimissioni con l’eccezione proprio di Marco Rizzo che vota a favore.

L’UP emette un documento dove «ribadisce la fermezza della linea» e di procedere «con determinazione nel processo di riunificazione» con PRC e Socialismo 2000. Il 13 giugno si riunisce la più ampia Direzione Nazionale dove in sostanza si replica il clima dell’UP con Rizzo voce critica. Alcuni dirigenti del partito invocano allora misure disciplinari contro l’ex europarlamentare perché in campagna elettorale non avrebbe sostenuto la lista del partito, nonostante Rizzo fosse candidato alle amministrative come sindaco di Collegno e presidente della provincia di Grosseto.

L'espulsione dal PdCI[modifica | modifica sorgente]

Il 18 giugno la situazione precipita. Sul blog di Marco Rizzo e sul sito di Proletari@ appare una lettera aperta a Diliberto, nella quale alcuni dirigenti del PdCI chiedono la convocazione entro il 5 luglio del Comitato Centrale allargato ai segretari di federazione e di sezione perché, si afferma: «Crediamo sia necessaria una riflessione profonda che coinvolga tutte le istanze del partito, a partire dalla base». Il giorno dopo Rizzo è convocato per telegramma dalla Commissione Nazionale di Garanzia a seguito di un ricorso della federazione di Torino.

Il 22 giugno Rizzo viene ascoltato dalla CNG ed espulso. Le motivazioni dell’espulsione vengono rese note il giorno successivo, il 23 giugno: l'accusa è di aver fatto campagna elettorale per le europee a favore dell'Italia dei Valori e in particolare di un suo candidato, Gianni Vattimo (filosofo ed ex esponente dei Comunisti Italiani). Rizzo rilascia un’intervista al Corriere della Sera e ad una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, nella quale spiega che sta per essere espulso.

Secondo Rizzo la situazione «è precipitata dopo che ho fatto notare a Diliberto che diverse iniziative pubbliche locali da lui svolte nel tempo lo vedevano sempre “accompagnato” da un volto noto della P2 di Licio Gelli: Giancarlo Elia Valori. Dal 2003 al 2007». Rizzo contesta al segretario del PdCI Oliviero Diliberto la partecipazione «a ben otto avvenimenti con quest’uomo (Elia Valori). Gli ho chiesto chiarimenti in forma riservata per non nuocere all’immagine del partito né alla campagna elettorale. Non ho ricevuto risposte plausibili, solo una procedura di espulsione». Per queste accuse Oliviero Diliberto annunciò una querela contro Marco Rizzo, che però non vi è stata; viene invece richiesta dal professore sardo una citazione danni per un milione di euro.

Comunisti Sinistra Popolare - Partito Comunista[modifica | modifica sorgente]

Il 3 luglio 2009 annuncia la fondazione del movimento politico Comunisti Sinistra Popolare.[8][9] Il partito raccoglie diversi fuoriusciti dal PdCI, ma mira alla ricomposizione dei comunisti e della sinistra ripartendo da una presenza effettiva nei luoghi del conflitto sociale. Lo slogan era infatti "Tornare tra la gente, ripartire dalle lotte"[10]. Alla sua nascita ha raccolto le adesioni di operai, studenti e personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, come il giornalista Marco Berry, il conduttore radio-tv Marco Baldini, i cantautori Andrea Mingardi e Francesco Baccini, l'attore Giorgio Gobbi e il giornalista Darwin Pastorin[11].

Il neonato movimento ritiene che la sinistra italiana sia stata sconfitta a causa dell'appoggio al governo Prodi II, alla perdita di identità, valori e distacco dalla propria base sociale[12]. Il movimento, ormai costituitosi in partito, per affermare la propria diversità rispetto agli altri partiti di sinistra non si presenta alle elezioni regionali del 2010 e sceglie un simbolo quadrato e non rotondo, come i partiti tradizionali, a simboleggiare anche visivamente una netta «inversione di tendenza rispetto alle logiche elettoralistiche che purtroppo hanno permeato anche la sinistra in questi anni».

Intanto la crisi economica fa sentire la sua pressione ed esplode il caso della Grecia. Nel maggio del 2010 Comunisti Sinistra Popolare risponde all’appello del Partito Comunista Greco (KKE) che nei giorni precedenti aveva rivolto a tutti i lavoratori europei l’invito a seguire la strada della mobilitazione Greca. Il KKE aveva inviato il suo messaggio dal Partenone ad Atene, ed il 7 maggio un gruppo di militanti di CSP compie un’azione a Roma al Colosseo, esponendo uno striscione con la scritta “People of Europe rise up!” e srotolando dall’interno dell’anfiteatro romano grandi bandiere rosse. «Non possiamo che essere al fianco del popolo greco, vittima della speculazione e dei grandi interessi di potere a livello globale – dichiara Rizzo – Con la speranza che al risveglio del popolo greco faccia seguito quello del nostro paese. Parafrasando un vecchio slogan, oggi in Grecia, domani in Italia.» Da quel momento in poi i rapporti fra CSP e KKE si sono intensificati sempre più.

Il 21 gennaio 2012 il partito decide a larga maggioranza di modificare il proprio simbolo aggiungendo la dicitura "Partito Comunista" sotto la falce e il martello[13] il simbolo di Comunisti Sinistra Popolare. RIZZO: Il nuovo simbolo sarà alla testa delle lotte contro il governo Monti, l’Unione Europea e la Nato. Partecipa quindi alle elezioni amministrative di quell'anno con propri candidati a Genova, Alessandria e in alcuni centri minori. Sempre nel 2012 Marco Rizzo, ospite alla trassmissione televisiva Matrix, per analizzare e discutere riguardo l'accordo per la Grecia, strappa in diretta la copia dei Trattati Europei.

Esce nello stesso anno "Il Golpe Europeo", nuovo libro di Rizzo basato sull'aspra critica al capitalismo italiano ed ed europeo. L'autore così si sofferma su quella che, a suo avviso, è la perdita della sovranità nazionale che abbiamo subito dalla UE. Inoltre il libro funge parzialmente da manifesto del Partito, tracciando un'analisi sul "che fare?" e sulla sua proposta politica.

Comunisti Sinistra Popolare - Partito Comunista in occasione delle elezioni politiche del 2013 presenta le proprie liste solo nei collegi esteri. Inoltre il logo con falce e martello viene cambiato di colore, da giallo a bianco, pare a causa di problemi di registrazione del simbolo che era troppo simile a quello del PRC. CSP-Partito Comunista si rifà ai principi del marxismo-leninismo e si pone come obbiettivo il socialismo-comunismo. Il partito non rinnega l'esperienza sovietica neppure sotto Stalin, ma attribuisce il ruolo di iniziatore del revisionismo e dello smantellamento del socialismo a Krusciov.

Marco Rizzo ha dichiarato che le elezioni saranno "un momento di verifica del lavoro svolto e non una corsa alle poltrone", inoltre eventuali membri del partito eletti avranno uno stipendio operaio.[14]. Ha dichiarato inoltre che le forme di rappresentatività istituzionale della democrazia borghese vanno 'usate' solo per quello che sono e nulla più[15], in riferimento al parlamentarismo che sarebbe un mezzo e non un fine per il partito. Il 6 aprile 2013 Marco Rizzo chiama a raccolta a Roma i partiti comunisti europei di ispirazione marxista-leninista, che possiedono nel simbolo la falce e martello ed esprimono rifiuto netto della socialdemocrazia.

Rispondono all'appello il Partito Comunista Greco, il Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE), l'URCF e il Polo di Rinascita Comunista francesi, il Partito Comunista Russo dei Lavoratori (RKRP), il SKU ucraino, il Partito Comunista di Turchia e il Partito Comunista Ungherese dei Lavoratori, con la presenza degli ambasciatori della Repubblica di Cuba, della Repubblica Bolivariana di Venezuela e della Repubblica Democratica Popolare di Corea. All'assemblea partecipa anche il Fronte della Gioventù Comunista-FGC. Non saranno presenti i partiti che hanno tolto la falce e martello dal loro simbolo o avviatisi su politiche riformiste abbandonando quelle rivoluzionarie; nessuno spazio quindi verrà riservato alla greca Syriza o al Partito Comunista Francese, ma neppure agli italiani Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani.

L'assembla svolta per creare una rete comunista internazionale si tiene all'insegna dello slogan " Contro il capitalismo. Fuori dall' Unione Europea, dall’Euro e dalla Nato. Per il socialismo-comunismo!". I Partiti Comunisti presenti approvano e sottoscrivono un documento congiunto, aperto alle adesioni da parte di altri Partiti Comunisti e Operai.[16][17][18] A Bruxelles, il 1º ottobre 2013, CSP-Partito Comunista partecipa all'assemblea dei partiti comunisti d'Europa (sia di paesi membri della UE, sia non membri o associati) convocata dal Partito Comunista Greco.

Dall'assemblea nascerà "L'Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai" con simbolo comune raffigurante un operaio che spezza delle catene (simbolo della prima tessera del Partito Comunista d'Italia). L' Iniziativa sancisce così ufficialmente la cooperazione internazionale stillando un documento sottoscritto da 30 partiti comunisti al fine di studio ed analisi delle questioni europee e per il coordinamento delle attività. L'iniziativa dichiara la propria distanza dal Partito della Sinistra Europea, dichiarando invece di ispirarsi ai principi del socialismo scientifico.

Aderiscono: Partito del Lavoro Austriaco, Partito Comunista Operaio Bielorusso, Nuovo Partito Comunista Britannico, Partito dei Comunisti Bulgari, Unione dei Comunisti di Bulgaria, Partito Comunista di Boemia e Moravia (Repubblica Ceca), Partito Operaio Socialista di Croazia, Partito Comunista in Danimarca, Polo della Rinascita Comunista in Francia, Unione dei Rivoluzionari Comunisti (Francia), Partito Comunista Unificato di Georgia, Partito Comunista di Grecia, Partito dei Lavoratori Ungherese, Partito dei Lavoratori d’Irlanda, Comunisti Sinistra Popolare-Partito Comunista (Italia), Partito Socialista Lettone, Fronte Popolare Socialista di Lituania, Partito Comunista Macedone, Partito Comunista Maltese, Resistenza Popolare (Moldavia), Partito Comunista Norvegese, Partito Comunista Polacco, Partito Comunista Operaio Russo, Partito Comunista dell'Unione Sovietica (Russia), Nuovo Partito Comunista di Jugoslavia (Serbia), Partito Comunista di Slovacchia, Partito Comunista dei Popoli di Spagna, Partito Comunista di Svezia, Partito Comunista Turco, Unione dei Comunisti di Ucraina. [19][20]. CSP-Partito Comunista viene quindi eletto come membro della Segreteria di tale coordinamento.

Il 17, 18 e 19 gennaio 2014 a Roma si è tenuto il II Congresso del partito che assume il nome "Partito Comunista", confermando nel nuovo documento politico la linea marxista-leninista ispirata al PCdI di Gramsci. Alla conclusione dei lavori congressuali hanno partecipato le delegazioni di Cuba, Corea del Nord e Venezuela. Hanno portato i propri saluti esponenti dei partiti appartenenti all'Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai, come il Segretario del Partito Comunista di Grecia (KKE), Koutsoumpas.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Rapporti internazionali[modifica | modifica sorgente]

In occasione della morte del leader nordcoreano Kim Jong-il, Marco Rizzo ed i vertici di Comunisti Sinistra Popolare hanno "espresso dolore e presentato le proprie condoglianze al popolo nordcoreano"[22]. CSP-PC ha rapporti con la RDPC. In occasione della morte del presidente venezuelano Hugo Chavez, il segretario di Csp-Partito Comunista, Marco Rizzo,ed il Comitato Centrale del partito hanno comunicato il proprio cordoglio per la scomparsa del leader della rivoluzione bolivariana, listando le bandiere a lutto.[23].

CSP-PC ha rapporti con il Partito Socialista Unito del Venezuela e con il Partito Comunista del Venezuela. Comunisti Sinistra Popolare-Partito Comunista, il partito di cui Marco Rizzo è segretario, ha rapporti molto stretti con il Partito Comunista Greco-KKE ed il Partito Comunista dei Popoli di Spagna-PCPE. CSP-Partito Comunista ha rapporti con il Partito Comunista Cubano ed i partiti del governo venezuelano (PSUV e PCV).

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Perché ancora comunisti: le ragioni di una scelta, Baldini Castoldi Dalai (2007)
  • Il Golpe Europeo, Baldini Castoldi Dalai (2012)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Perché ancora comunisti: le ragioni di una scelta, Baldini Castoldi Dalai (2007)
  2. ^ Europee del 12/06/2004 | Area ITALIA + ESTERO | Circoscrizione ITALIA NORD-OCCIDENTALE | COMUNISTI ITALIANI
  3. ^ Cfr. dibattito al Comitato Centrale del PdCI del 19 e 20 giugno 2004 su la Rinascita della Sinistra dell'epoca.
  4. ^ “La cosa rossa”
  5. ^ BOCCIATO L’ARCOBALENO, ORA LA PAROLA TOCCA AI COMUNISTI!
  6. ^ www.marcorizzo.eu
  7. ^ SINISTRA: NASCE PROLETARIA.IT, CRITICHE A VENDOLA
  8. ^ E Marco Rizzo fonda il suo partito: nasce Comunisti-Sinistra popolare
  9. ^ Presentazione di Comunisti-Sinistra Popolare
  10. ^ Movimento
  11. ^ ATTO DI NASCITA DI SINISTRA POPOLARE
  12. ^ Rizzo: io cacciato dal Pdci, capro espiatorio della sconfitta
  13. ^ [http://www.comunistisinistrapopolare.com/?p=2418 PARTITO COMUNISTA
  14. ^ http://www.comunistisinistrapopolare.com/wp-content/uploads/giornale.jpg
  15. ^ Marco Rizzo: Aspettando il pessimo presidenzialismo, discutiamo di legge elettorale. Da quella "truffa" a quelle "maggioritarie". Serve "una testa, un voto"
  16. ^ SABATO 6 APRILE INCONTRO INTERNAZIONALE A ROMA. FUORI DA UE, EURO E NATO
  17. ^ RIZZO CHIAMA A RACCOLTA I COMUNISTI EUROPEI, Sabato 6 aprile a Roma (articolo del Corriere della Sera del 29 marzo 2013)
  18. ^ COMUNICATO CONGIUNTO DEI PC D’EUROPA – ROMA 6 APRILE 2013
  19. ^ Dichiarazione fondativa dell’Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai in Europa. 1 ottobre 2013 Bruxelles
  20. ^ A Bruxelles per l'Internazionale comunista. Nasce l'iniziativa dei partiti comunisti e operai d'Europa | Marco Rizzo
  21. ^ Marco Rizzo
  22. ^ http://www.comunistisinistrapopolare.com/?p=2341 Scompare Kim Jong-il, le condoglianze di Comunisti Sinistra Popolare]
  23. ^ E’ Morto Il Presidente Chavez. Onore E Gloria Eterna Al Compagno Comandante Della Rivoluzione Bolivariana!

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]