Marco Rizzo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri personaggi, vedi Marco Rizzo (disambigua).
on. Marco Rizzo
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Rizzo 2.jpg
Luogo nascita Torino
Data nascita 12 ottobre 1959
Partito Partito della Rifondazione Comunista (-1998)
Partito dei Comunisti italiani (1998-2009)
Legislatura XII-XIII-XIV
Marco Rizzo
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Luogo nascita Torino
Data nascita 12 ottobre 1959
Titolo di studio Laurea in Scienze politiche
Professione Docente
Partito Partito dei Comunisti italiani (1998-2009)
Legislatura VI
Gruppo Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica
Circoscrizione Nord occidentale Italia
Incarichi parlamentari
vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori; della Commissione per gli affari esteri; della Sottocommissione per la sicurezza e la difesa; della Delegazione per le relazioni con i paesi dell'America centrale; della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, compreso lo Yemen.
Pagina istituzionale

Marco Rizzo (Torino, 12 ottobre 1959) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Partito Comunista Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un operaio di Fiat Mirafiori, ha frequentato l'istituto tecnico industriale e, negli anni settanta, è stato attivista nel Movimento Studentesco e militante di Lotta Continua. Nel 1981 a Torino si è tesserato al Partito Comunista Italiano, seppur rimanendo critico verso i "cedimenti ideologici ed anche concreti della linea del PCI"[1]. Inizio poco dopo a svolgere attività presso il centro culturale marxista "Mondo Nuovo" di Torino, luogo di riunioni e seminari politici e culturali che riuniva membri del Partito Comunista Italiano, di Democrazia Proletaria ed altri esponenti provenienti dall'estrema sinistra[1].

Nel 1982 entrò in contatto con Armando Cossutta, allora dirigente del partito e conobbe anche gli ex comandanti partigiani Giovanni Pesce e Alessandro Vaia. Aderì all'area cossuttiana di cui fu esponente fino allo sciogliemento del PCI. È stato componente della Direzione Provinciale del Partito Comunista Italiano di Torino da 1986 al 1991; inoltre è stato consigliere provinciale di Torino nel quadriennio 1991/1995.

Si è laureato da studente-lavoratore in Scienze Politiche presso l'Università di Torino nel 1988 con tesi sull'innovazione tecnologica in FIAT. Ha lavorato come magazziniere e giornalista pubblicista. Diviene poi docente presso il Centro Orientamento Scolastico professionale di Torino, rimanendovi sino al 1994.

Da Rifondazione ai Comunisti Italiani[modifica | modifica wikitesto]

È tra i fondatori di Rifondazione Comunista, legato all'area cossuttiana[1]. Dal 1995 al 1998 ricopre il ruolo di coordinatore della segreteria nazionale. Nel 1998, durante la rottura definitiva fra Armando Cossutta e Fausto Bertinotti, Rizzo segue Cossutta contribuendo a fondare la nascita del Partito dei Comunisti Italiani, di cui ricopre la carica di coordinatore della segreteria nazionale sino al 2004.

In quegli anni è stato eletto alla Camera (dal 1994 al 2004, diventando nel 2001 anche presidente del gruppo parlamentare.

L'elezione all'Europarlamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 viene eletto deputato del Parlamento europeo nella circoscrizione Nord-Ovest, ricevendo oltre 10 000 preferenze[2]. Il PdCI aveva dato indicazione di voto per eleggere europarlamentari Armando Cossutta e Iacopo Venier, ma le preferenze li videro piazzarsi rispettivamente secondo nel Nord-Ovest Rizzo e terzo nel Centro. Rizzo comunque non rinunciò al seggio guadagnato a favore del presidente del partito, mentre al Centro Diliberto rinunciò a favore del secondo, Umberto Guidoni[3]. Si dimette quindi dalla Camera e si iscrive al gruppo parlamentare della Sinistra Europea - Sinistra Verde Nordica.

In seguito alle elezioni politiche del 2006, preferisce non rientrare direttamente nella politica italiana per continuare a guidare la delegazione dei Comunisti Italiani al Parlamento europeo.

Rizzo inizia nel frattempo a emergere come voce critica nei confronti del Governo Prodi II, rivendicando la necessità di rivedere il rapporto con il centrosinistra e di lavorare per l'unità delle forze comuniste e anticapitaliste, e criticando tra l'altro il referendum sul protocollo del welfare svoltosi fra l'8 e il 10 ottobre 2007, parlando di "referendum finto". Il referendum sarà vinto dai favorevoli all'accordo, con l'81,6% dei 5 041 810 voti validi.

Rizzo è inoltre contrario alla costruzione de La Sinistra-L'Arcobaleno, l'alleanza nata nel 2007 tra i partiti della sinistra radicale, esprimendo nettamente la propria contrarietà alla scelta di presentare un simbolo elettorale privo della falce e martello.[4] Il 19 dicembre 2007, infine, con una lettera aperta a Diliberto scritta insieme ad altri dirigenti locali, chiede di ritirare la delegazione del PdCI dal Governo Prodi.

Le elezioni del 2008, con il mancato superamento dello sbarramento del 4% da parte de La Sinistra-L'Arcobaleno, sono la conferma, per Rizzo, dell'esigenza di un nuovo partito comunista,[5] fortemente alternativo al PD. Alla Direzione nazionale del PdCI del 18 aprile 2008, con Diliberto che si presenta dimissionario, Rizzo in polemica non partecipa al voto.

Il fallimento della Lista Anticapitalista e l'espulsione dal PdCI[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 nasce la Lista Anticapitalista che racchiude Rifondazione, Comunisti Italiani, Socialismo 2000 e, in un primo momento, i Consumatori Uniti. L'esito delle elezioni vedrà la seconda sconfitta, anche per questa nuova lista, ancora una volta sotto la soglia di sbarramento del 4%. Dopo la sconfitta del 7 giugno, il PdCI convoca l'Ufficio Politico il 9, dove Diliberto si presenta dimissionario. Alla fine della riunione l'UP vota contro le dimissioni con l'eccezione proprio di Marco Rizzo che vota a favore.

Alcuni dirigenti del partito invocano allora misure disciplinari contro Rizzo perché in campagna elettorale non avrebbe sostenuto la lista del partito, nonostante Rizzo fosse candidato alle amministrative come sindaco di Collegno e presidente della provincia di Grosseto.

Il 22 giugno, dopo un'audizione alla Commissione Nazionale di Garanzia, Rizzo viene espulso con l'accusa di aver fatto campagna elettorale per le europee a favore dell'Italia dei Valori e in particolare di un suo candidato, Gianni Vattimo (filosofo ed ex esponente dei Comunisti Italiani). Rizzo contestò l'espulsione, accusando Diliberto di essere in rapporti con un ex iscritto alla P2 di Licio Gelli, Giancarlo Elia Valori. Per queste accuse Oliviero Diliberto annunciò una querela contro Marco Rizzo, che però non vi è stata; viene invece richiesta dal professore sardo una citazione danni per un milione di euro.

Comunisti Sinistra Popolare - Partito Comunista[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 luglio 2009 Rizzo annuncia la fondazione del movimento politico "Comunisti Sinistra Popolare"[6][7] che si rifà ai principi del marxismo-leninismo, che diventerà poi nel gennaio 2012 "Comunisti Sinistra Popolare - Partito Comunista", e infine, dal gennaio 2014, semplicemente "Partito Comunista".

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Perché ancora comunisti. Le ragioni di una scelta, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2007, ISBN 978-88-6073-329-0.
  • Il golpe europeo. I comunisti contro l'Unione, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2012, ISBN 978-88-6762-087-6.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Perché ancora comunisti: le ragioni di una scelta, Baldini Castoldi Dalai (2007)
  2. ^ Europee del 12/06/2004 | Area ITALIA + ESTERO | Circoscrizione ITALIA NORD-OCCIDENTALE | COMUNISTI ITALIANI
  3. ^ Cfr. dibattito al Comitato Centrale del PdCI del 19 e 20 giugno 2004 su la Rinascita della Sinistra dell'epoca.
  4. ^ “La cosa rossa”
  5. ^ BOCCIATO L’ARCOBALENO, ORA LA PAROLA TOCCA AI COMUNISTI!
  6. ^ E Marco Rizzo fonda il suo partito: nasce Comunisti-Sinistra popolare
  7. ^ Presentazione di Comunisti-Sinistra Popolare
  8. ^ Marco Rizzo

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]