Governo Prodi II

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Governo Prodi II
Prodi27032007.jpg
Stato Italia Italia
Presidente del consiglio Romano Prodi
(indip./Partito Democratico)
Coalizione DS-DL/PD, PRC, RnP, PdCI, IdV, FdV, SDI, RI, UDEUR, SI, DCU, LAL, SD, LD, MRE
con l'appoggio esterno di
PDM, IdM, CU, RD, UD, SVP, ALD, AISA, MPC, SC
Legislatura XV Legislatura
Giuramento 17 maggio 2006
Dimissioni 24 gennaio 2008
Governo successivo Berlusconi IV
8 maggio 2008

Il Governo Prodi II fu il cinquantanovesimo governo della Repubblica Italiana. Rimase in carica dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008 (giorno di entrata in carica del successore, il Governo Berlusconi IV[1]) per un totale di 722 giorni, ovvero 1 anno, 11 mesi e 21 giorni.

Fu il primo governo repubblicano a vedere la partecipazione diretta del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Radicali italiani, divenendo così l'unico governo sostenuto dall'intera sinistra parlamentare (cosa che non accadeva più dal Governo De Gasperi III).

Guidato da Romano Prodi e definito con le ultime nomine il 9 giugno 2006, contava al suo interno, oltre al Presidente del consiglio, 26 ministri, 10 viceministri e 66 sottosegretari, per un totale di 103 membri[2] (contro i 24 ministri, 9 viceministri, 63 sottosegretari, oltre al Presidente del consiglio, per un totale di 97 membri, del governo Berlusconi III precedente). Per queste dimensioni superò il Governo Andreotti VII, che era composto da 100 membri.

Tra i membri del governo c'erano sei donne, come già recentemente, nei Governi D'Alema I e II. Scelsero di non entrare personalmente nel Governo i Comunisti italiani, che preferirono contribuire a indicare personalità indipendenti e considerate di alto profilo, capaci di rappresentare in maniera più estesa la coalizione.

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 19 maggio 2006 con 165 voti favorevoli e 155 contrari[3].

Ottenne la fiducia alla Camera dei Deputati il 23 maggio 2006 con 344 voti favorevoli e 268 contrari[4].

Fu sfiduciato al Senato della Repubblica il 24 gennaio 2008 con 156 voti favorevoli, 161 contrari e 1 astenuto[5].

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei Deputati[6] Seggi
L'Ulivo
Rifondazione Comunista
Italia dei Valori
Rosa nel Pugno
Comunisti Italiani
Federazione dei Verdi
Popolari UDEUR
Minoranze linguistiche
Altri[7]
Totale Maggioranza
218
41
20
18
16
16
14
5
3
351
Forza Italia
Alleanza Nazionale
UDC
Lega Nord
DCA-Nuovo PSI
Movimento per l'Autonomia
Totale Opposizione
134
72
39
23
6
5
279
Totale 630
Senato della Repubblica[6] Seggi
L'Ulivo
Rifondazione Comunista
Insieme con L'Unione
Italia dei Valori
Minoranze linguistiche
Popolari UDEUR
PDM
Altri[7]
Totale Maggioranza
108
27
11
5
4
3
1
7
166
Forza Italia
Alleanza Nazionale
UDC
Lega Nord
DCA
Movimento per l'Autonomia
Totale Opposizione
77
41
21
13
2
2
156
Totale 322

Composizione del governo:

Partecipazione all'esecutivo senza rappresentanza in Consiglio dei ministri:

In Parlamento l'esecutivo godé dell'appoggio esterno di:

Il 14 ottobre 2007 tutti i membri dei partiti aderenti a L'Ulivo, eccetto quelli segnalati, hanno aderito al Partito Democratico.

Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Romano Prodi (L'Ulivo)

Vicepresidenti del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Massimo D'Alema (DS)
Francesco Rutelli (DL)

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Letta (DL), segretario del Consiglio dei ministri
Enrico Micheli (DL), con delega alle Informazioni per la sicurezza
Fabio Gobbo (Indipendente), con delega al CIPE - fino al 06/04/2008[11]
Ricardo Franco Levi (L'Ulivo), con delega alla stampa e l'editoria

Ministri senza Portafoglio[modifica | modifica wikitesto]

Riforme Istituzionali e Rapporti con il Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Vannino Chiti (DS) - fino al 07/05/2008[12]
Sottosegretari Giampaolo D'Andrea (DL)
Paolo Naccarato (L'Ulivo)

Riforme e Innovazione nella Pubblica Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Luigi Nicolais (DS)
Sottosegretari Beatrice Magnolfi (DS)
Giampiero Scanu (DL)

Affari Regionali e Autonomie Locali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Linda Lanzillotta (DL)
Sottosegretario Pietro Colonnella (DS)

Attuazione del Programma di Governo[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giulio Santagata (DL)

Diritti e Pari Opportunità[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Barbara Pollastrini (DS)
Sottosegretario Donatella Linguiti (PRC)

Politiche Giovanili e Attività Sportive[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giovanna Melandri (DS)
Sottosegretari Giovanni Lolli (DS)
Elidio De Paoli (LAL)

Politiche per la Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Rosy Bindi (DL) - fino al 07/05/2008[12]
Sottosegretario Chiara Acciarini (DS)[13]

Politiche Comunitarie[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Emma Bonino (RnP) - fino al 07/05/2008[12]

Ministeri[modifica | modifica wikitesto]

Affari Esteri[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Massimo D'Alema (DS)
Viceministri Ugo Intini (RnP)
Patrizia Sentinelli (PRC)
Franco Danieli (DL) (con delega agli Italiani nel Mondo)
Sottosegretari Famiano Crucianelli (DS)[13]
Donato Di Santo (DS)
Gianni Vernetti (DL)
Vittorio Craxi (I Socialisti)

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giuliano Amato (L'Ulivo)
Viceministro Marco Minniti (DS) (con delega per le relazioni con le Forze dell'ordine)
Sottosegretari Marcella Lucidi (DS)
Ettore Rosato (DL)
Alessandro Pajno (Indipendente)
Franco Bonato (PRC)

Giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Clemente Mastella (UDEUR) - fino al 17/01/2008
ad interim Romano Prodi (L'Ulivo) - dal 17/01/2008 al 07/02/2008
Luigi Scotti (Indipendente in quota PdCI) - dal 07/02/2008
Sottosegretari Luigi Manconi (DS)
Alberto Maritati (DS)
Daniela Melchiorre (DL[14]) - fino al 11/03/2008
Luigi Scotti (Indipendente in quota PdCI) - fino al 06/02/2008
Luigi Li Gotti (IdV)

Economia e Finanze[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Tommaso Padoa Schioppa (Indipendente)
Viceministri Vincenzo Visco (DS) (con delega alle Finanze)
Roberto Pinza (DL) (con delega al Bilancio)
Sottosegretari Massimo Tononi (L'Ulivo)
Paolo Cento (FdV)
Mario Lettieri (DL)
Alfiero Grandi (DS)[13]
Antonangelo Casula (DS)
Nicola Sartor (Indipendente)

Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Arturo Parisi (DL)
Sottosegretari Giovanni Lorenzo Forcieri (DS)
Emidio Casula (RnP)
Marco Verzaschi (UDEUR) - fino al 07/12/2007

Pubblica Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giuseppe Fioroni (DL)
Viceministro Mariangela Bastico (DS)
Sottosegretari Gaetano Pascarella (DS)
Letizia De Torre (DL)

Infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Antonio di Pietro (IdV)
Viceministro Angelo Capodicasa (DS)
Sottosegretari Luigi Meduri (DL)
Tommaso Casillo (RnP)

Sviluppo Economico[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Pier Luigi Bersani (DS)
Viceministro Sergio D'Antoni (DL)
Sottosegretari Filippo Bubbico (DS)
Paolo Giaretta (DL) - fino al 24/04/2007
Marco Stradiotto (DL) - dal 24/04/2007[15]
Alfonso Gianni (PRC)

Politiche Agricole e Forestali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Paolo De Castro (L'Ulivo)
Sottosegretari Guido Tampieri (DS)
Stefano Boco (FdV)
Giovanni Mongiello (DCU) - dal 09/06/2006

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Alessandro Bianchi (Indipendente in quota PdCI)
Viceministro Cesare De Piccoli (DS)
Sottosegretari Andrea Annunziata (DL)
Raffaele Gentile (RnP) - dal 09/06/2006

Comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Paolo Gentiloni (DL)
Sottosegretari Luigi Vimercati (DS)
Giorgio Calò (IdV)

Salute[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Livia Turco (DS)
Sottosegretari Serafino Zucchelli (DS)
Antonio Gaglione (DL)
Gian Paolo Patta (Indipendente in quota PdCI)

Commercio con l'Estero[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Emma Bonino (RnP) - dal 18/05/2006 fino al 07/05/2008[12]
Sottosegretari Mauro Agostini (DS)
Miloš Budin (DS)

Lavoro e Previdenza Sociale[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Cesare Damiano (DS)
Sottosegretari Antonio Montagnino (DL)
Rosa Rinaldi (PRC)

Solidarietà Sociale[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Paolo Ferrero (PRC)
Sottosegretari Franca Donaggio (DS)
Cristina De Luca (DL)

Beni e Attività Culturali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Francesco Rutelli (DL) (con delega al turismo)
Sottosegretari Elena Montecchi (DS)
Andrea Marcucci (DL)
Danielle Mazzonis (PRC)

Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Alfonso Pecoraro Scanio (FdV)
Sottosegretari Gianni Piatti (DS)
Bruno Dettori (DL)
Laura Marchetti (PRC)

Università e Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Fabio Mussi (DS[13])
Sottosegretari Luciano Modica (DS)
Nando Dalla Chiesa (DL)

Trasformazioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Nei due anni di mandato, le forze politiche di maggioranza hanno posto in essere una profonda ristrutturazione al loro interno, che hanno modificato significativamente i rapporti di forza politici nell'esecutivo. In particolare sono sorti:

Il Portavoce unico[modifica | modifica wikitesto]

  • Non fa, in senso tecnico-giuridico, ufficialmente parte del governo, ma riveste un ruolo della massima importanza per i rapporti del governo medesimo con la maggioranza parlamentare, con le altre istituzioni, con gli organi di informazione e con l'opinione pubblica, il portavoce unico del governo Silvio Sircana, nominato con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 16 maggio 2006. Il Presidente della Repubblica neoeletto, Giorgio Napolitano, affida a Romano Prodi l'incarico di formare il governo. Il Professore accetta l'incarico con riserva salvo scioglierla positivamente ventiquattro ore dopo.
  • 17 maggio 2006. Presentazione e giuramento dei ministri. I sottosegretari li seguiranno il giorno successivo.
  • 19 maggio 2006. L'esecutivo ottiene la fiducia dal Senato della Repubblica: 165 sì, 155 no e nessun astenuto.
  • 23 maggio 2006. Il governo ottiene la fiducia anche della Camera dei deputati: 344 sì, 268 no e nessun astenuto.
  • 9 giugno 2006. Vengono nominati tre nuovi sottosegretari, portando a 101 il numero dei membri dell'esecutivo.
  • 30 giugno 2006. Varato il primo decreto sulle liberalizzazioni proposto dal ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani, il cosiddetto Decreto Bersani-Visco.
  • 7 luglio 2006. Il Consiglio dei ministri approva il Documento di programmazione economica e finanziaria. Assente il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero.
  • 18 luglio 2006. Con la legge 17 luglio 2006, n. 233 vengono modificate alcune denominazioni inizialmente stabilite per i ministeri: «Ministero dell'Istruzione» riassume il nome di «Ministero della Pubblica Istruzione»; «Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio» diviene «Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare»; «Ministero delle politiche agricole e forestali» diviene «Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali».
  • 27 luglio 2006. La Camera approva con maggioranza trasversale l'indulto proposto dal ministro della Giustizia Clemente Mastella. Nella maggioranza, vota contro l'Italia dei Valori mentre si astengono i Comunisti Italiani.
  • 28 luglio 2006. Il Senato approva il rifinanziamento delle missioni militari all'estero. Necessaria la fiducia per avere il sì di alcuni senatori dissidenti, in particolare della "sinistra radicale".
  • 28 agosto 2006. Il Consiglio dei ministri approva il decreto sulla partecipazione italiana alla missione UNIFIL in Libano.
  • 7 settembre 2006. Con il passaggio all'opposizione di Sergio De Gregorio il Governo perde la maggioranza degli eletti in Senato. Risulta decisivo l'apporto dei senatori a vita.
  • 13 settembre 2006. Angelo Rovati si dimette da consigliere della Presidenza del Consiglio in seguito ad una presunta ingerenza nei piani di ristrutturazione del gruppo Telecom.
  • 30 settembre 2006. Annunciata una legge finanziaria da 33,4 miliardi.
  • 2 dicembre 2006. Viene portato a compimento il ritiro dei militari italiani dall'Iraq.
  • 11 gennaio 2007. Per la prima volta nella storia della Repubblica, il Consiglio dei ministri si riunisce fuori Roma, a Caserta.
  • 25 gennaio 2007. Il Consiglio dei ministri approva il secondo decreto sulle liberalizzazioni, il cosiddetto Decreto Bersani bis.
  • 31 gennaio 2007. La maggioranza fa approvare alla Camera una mozione che invita il Governo alla presentazione di un disegno di legge sulle coppie di fatto. L'Udeur vota contro.
  • 1º febbraio 2007. Al Senato, passa per un voto la mozione della Casa delle Libertà che approva la posizione del Governo sul permesso di costruzione della base statunitense a Vicenza. L'Unione vota contro, ma si dissocia il senatore Natale D'Amico.
  • 8 febbraio 2007. Il Consiglio dei ministri approva il ddl sulle coppie di fatto firmato dalle ministre Rosy Bindi e Barbara Pollastrini. Non partecipano alla votazione il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e il ministro della Giustizia Clemente Mastella.
  • 21 febbraio 2007. Al Senato della Repubblica, la risoluzione della maggioranza di approvazione della linea del governo sulla politica estera con particolare riferimento alla presenza italiana nelle forze NATO operanti in Afghanistan, presentata dalla senatrice Anna Finocchiaro, non raggiunge il quorum di maggioranza: 158 sì, 136 no e 24 astenuti, con quorum richiesto di 160. All'interno della maggioranza, non hanno partecipato al voto i senatori Fernando Rossi e Franco Turigliatto. Fra i senatori a vita, tra i quali era assente Oscar Luigi Scalfaro, alcuni hanno votato a favore (Emilio Colombo, Rita Levi-Montalcini, Carlo Azeglio Ciampi), uno ha votato contro (Francesco Cossiga) e due si sono astenuti (Giulio Andreotti, Sergio Pininfarina). A seguito di ciò Prodi si reca al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.[16]
  • 24 febbraio 2007. A seguito di formali consultazioni politiche, il Presidente della Repubblica, che si era riservato di accettare le dimissioni del Governo, le ha respinte, invitando il Governo a presentarsi alle Camere per la fiducia.[17]
  • 28 febbraio 2007. L'esecutivo ottiene la fiducia dal Senato della Repubblica: 162 sì, 157 no e nessun astenuto. Hanno votato a favore i senatori a vita Emilio Colombo, Rita Levi-Montalcini, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, contro il senatore Francesco Cossiga; al momento del voto erano assenti i senatori a vita Giulio Andreotti, Sergio Pininfarina. Il senatore Sergio De Gregorio, eletto tra le file dell'Italia dei Valori, nega la fiducia a Prodi; Marco Follini, ex-segretario dell'UDC e leader del movimento politico Italia di Mezzo (IdM, successivamente confluito nel Partito Democratico) compie il passaggio inverso e sostiene l'esecutivo, così come il senatore Luigi Pallaro, indipendente eletto nella circoscrizione estera America Meridionale.
  • 2 marzo 2007. L'esecutivo ottiene la fiducia dalla Camera dei deputati: 342 sì, 253 no e due astenuti, facendo così rientrare la crisi e chiudendola.
  • 16 marzo 2007. Silvio Sircana è nominato portavoce del Governo.
  • 27 marzo 2007. Il Senato approva il decreto legge che rifinanzia le missioni italiane all'estero con 180 sì, 2 no e 132 astenuti. Hanno votato a favore la maggioranza e l'Udc mentre si sono astenuti Forza Italia, AN e Lega Nord. Esprimono voto contrario il senatore ex PRC Franco Turigliatto e il senatore Gianfranco Rotondi (DCpA).
  • 1º giugno 2007. Il viceministro Vincenzo Visco rimette le deleghe sulla Guardia di Finanza dopo le polemiche con il comandante della GdF Roberto Speciale, sostituito dal Governo con Cosimo D'Arrigo.
  • 12 luglio 2007. Durante la votazione per l'approvazione della riforma sulla giustizia il governo Prodi esprime contrarietà ad un emendamento del senatore Roberto Manzione (Ulivo), l'emendamento però passerà ugualmente grazie ai voti dell'opposizione e di altri 2 senatori oltre al citato Manzione. Ad ogni modo il giorno dopo, venerdì 13 luglio, il Senato respinge un secondo emendamento del senatore Manzione e successivamente approva la Riforma Mastella. La Camera dei Deputati varerà la riforma due settimane dopo.
  • 23 luglio 2007. Accordo con le parti sociali sulla riforma del welfare.
  • 28 luglio 2007. Il Senato approva la riforma della giustizia.
  • 10 settembre 2007. Il Ministero dell'Economia nomina consigliere di amministrazione RAI Fabiano Fabiani in sostituzione di Angelo Maria Petroni.
  • 3 ottobre 2007. Con 156 sì, 154 no e 4 astenuti, viene respinta una mozione di sfiducia contro il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco presentata da La Destra e fatta propria dall'intera CdL.
  • 15 ottobre 2007. Alla vigilia dell'approdo della Finanziaria 2008 in Senato voci insistenti sulla stampa nazionale prevedono un'imminente crisi di governo. Prodi smentisce di volersi dimettere e dichiara: "non getto la spugna".
  • 30 ottobre 2007. Il Consiglio dei ministri vara un decreto sulla sicurezza che sarà poi lasciato decadere per imperfezioni di forma presenti nel testo.
  • 16 novembre 2007. Il Senato approva, con 161 sì e 157 no, la legge Finanziaria 2008, ma durante le dichiarazioni di voto Lamberto Dini annuncia a nome suo e dei senatori liberaldemocratici la necessità di superare la presente fase politica.
  • 5 dicembre 2007. In un'intervista il presidente della Camera Fausto Bertinotti dichiara: "questo governo ha fallito". Dopo lo strappo sul protocollo Welfare, questo segna un'ulteriore presa di distanza dalla maggioranza da parte del PRC. Il peso di queste dichiarazioni però diminuisce tre giorni dopo, quando lo stesso Bertinotti fa retromarcia, dichiarando "questo Governo nasce per durare 5 anni".
  • 21 dicembre 2007. Il Senato approva in via definitiva la Finanziaria 2008, dopo le polemiche scatenate dalle parole del Presidente Napolitano che aveva giudicato "abnorme" il ricorso ad eccessivi voti di fiducia. Il Governo viene inoltre criticato dalla Costituente Socialista e dall'UDEUR il cui segretario, il ministro Clemente Mastella, dichiara che sarebbe meglio tornare alle urne.
  • 10 gennaio 2008. Avviata la verifica di maggioranza, il clima politico sembra più disteso: tutti i leader esprimono soddisfazione, compreso il senatore Lamberto Dini.
  • 16 gennaio 2008. Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella (UDEUR), annuncia alla Camera dei deputati le sue dimissioni, dopo l'ordinanza di arresti domiciliari per la moglie Sandra Lonardo firmata dal gip di Santa Maria Capua Vetere. Nella stessa giornata il ministro viene indagato per concussione e la Corte Costituzionale dà il via libera ai tre referendum elettorali. Tommaso Barbato, capogruppo al Senato dell'UDEUR dichiara: "Il 16 gennaio doveva essere il d-day contro l'Udeur, sul piano giudiziario e su quello politico. E così è stato".
  • 17 gennaio 2008. Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che nel frattempo è risultato indagato dalla stessa Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, annuncia di confermare le proprie dimissioni dall'incarico e che quindi il suo partito, l'UDEUR, passerà ad appoggiare esternamente il Governo. Successivamente, il Presidente della Repubblica, Napolitano, ha firmato il decreto con cui si rendono effettive le dimissioni del Ministro ed ha affidato l'incarico ad interim a Romano Prodi.
  • 21 gennaio 2008. Clemente Mastella annuncia che i Popolari UDEUR ritirano anche l'appoggio esterno al Governo per la mancata solidarietà politica (era venuta quella personale, di fatto lasciando un alone di sospetto su Mastella politico e l'UDEUR).
  • 22 gennaio 2008. A seguito dell'annunciato ritiro dell'UDEUR, il Presidente Prodi relaziona alla Camera dei Deputati la situazione di politica generale, e pone la questione di fiducia, dichiarando che successivamente farà lo stesso in Senato (dove, dopo il ritiro dell'UDEUR, il governo non dovrebbe più avere i numeri sufficienti).
  • 23 gennaio 2008. Dopo l'intervento di Giorgio Napolitano in mattinata a Montecitorio per il 60º anniversario della Costituzione repubblicana, il Capo dello Stato incontra Prodi al Quirinale. Nel tardo pomeriggio, la Camera dei Deputati conferma la fiducia al Governo, con 326 sì e 275 no.
  • 24 gennaio 2008. Dopo il dibattito del Senato sulla fiducia, il governo è battuto con 156 sì e 161 no[18]. Hanno negato la fiducia al Governo i seguenti senatori eletti in liste dell'Unione: Tommaso Barbato (UDEUR), Clemente Mastella (UDEUR), Lamberto Dini (Liberaldemocratici, eletto nella Margherita), Domenico Fisichella (indipendente, eletto nella Margherita), Franco Turigliatto (Sinistra Critica, eletto in Rifondazione Comunista), Sergio De Gregorio (Italiani nel Mondo, eletto nell'Italia dei Valori), che era già passato nella Casa delle Libertà nel settembre 2007. Si è astenuto (ma l'astensione al Senato ha effetto di voto contrario) il senatore Giuseppe Scalera (Liberaldemocratici, eletto nella Margherita). A seguito del voto negativo Prodi si reca al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Il Presidente Napolitano invita il Governo a restare in carica per il disbrigo degli affari correnti.
  • 25 gennaio 2008. Il Presidente della Repubblica inizia le consultazioni convocando i presidenti del Senato, Franco Marini, e della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti. Le consultazioni presidenziali proseguono nei giorni successivi.
  • 30 gennaio 2008. Giorgio Napolitano affida l'incarico di "esplorare" l'ipotesi di formare un governo finalizzato a raggiungere una convergenza sulla riforma della legge elettorale al Presidente del Senato, Franco Marini.[19]
  • 4 febbraio 2008. Franco Marini, dopo aver tenuto proprie consultazioni con le forze politiche ed economico-sociali, rimette al Capo dello Stato il mandato poiché non sussistono margini di accordo per la formazione di un nuovo governo finalizzato alla modifica della legge elettorale.
  • 5 febbraio 2008. Il Consiglio dei ministri indice i referendum abrogativi sulla legge elettorale del 2005, giudicato ammissibile dalla Corte Costituzionale, per la data del 18 maggio 2008. Tuttavia questo slitterà di un anno, a causa dello scioglimento anticipato delle Camere.
  • 6 febbraio 2008. A seguito della caduta del Governo e del fallimento del tentativo di Marini, il Presidente della Repubblica scioglie le Camere con proprio decreto.
  • 7 febbraio 2008. Dopo il giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, il sottosegretario alla Giustizia Luigi Scotti subentra al Presidente del Consiglio e Ministro della Giustizia ad interim, Romano Prodi, nella guida del Dicastero.
  • 30 aprile-1º maggio 2008. Ha suscitato forti polemiche e reazioni anche opposte la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi del 2005 di ogni cittadino italiano sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate. Il vice-ministro uscente Vincenzo Visco difende la scelta, poiché già del 1973 le dichiarazioni dei redditi sono pubbliche e consultabili (su formato cartaceo). La pubblicazione è stata sospesa prima per l'enorme numero di accessi al sito, che si è inceppato, poi per decisione del Garante della Privacy.
  • 7 maggio 2008. Vannino Chiti, Rosy Bindi ed Emma Bonino si dimettono dalla carica di ministro. È un atto dovuto, conseguente alla loro elezione, il giorno prima, alla vicepresidenza del Senato (Chiti e Bonino) e della Camera dei Deputati (Bindi)[12]. La sera stessa le dimissioni del governo vengono accettate dal Presidente della Repubblica[1].
  • 8 maggio 2008. Dopo la formazione, la presentazione e il giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica del nuovo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, termina ufficialmente il Governo Prodi II con il tradizionale passaggio di consegne a Palazzo Chigi.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b DPR 7 maggio 2008 in Gazzetta Ufficiale, 9 maggio 2008. URL consultato il 22/5/2008.
  2. ^ Il numero di componenti del governo scende a 102 il 7 dicembre del 2007, quando un sottosegretario appartenente all'UDEUR si dimette senza essere sostituito, e successivamente a 101 con le dimissioni del Ministro della Giustizia Clemente Mastella che, dopo il breve interim assunto da Romano Prodi, sarà sostituito dal sottosegretario Luigi Scotti.
  3. ^ Senato della Repubblica - XV Legislatura - Seduta n. 6
  4. ^ Camera dei Deputati - XV Legislatura - Seduta n. 6
  5. ^ Senato della Repubblica - XV Legislatura - Seduta n. 280
  6. ^ a b Composizione al maggio 2006
  7. ^ a b Non iscritti ad alcuna componente del Gruppo Misto
  8. ^ Il 7 febbraio 2008 il sottosegretario in quota Luigi Scotti è nominato ministro; il 27 marzo successivo, il ministro Alessandro Bianchi aderisce al PD.
  9. ^ Giorno del primo voto di fiducia al Governo.
  10. ^ Giorno del primo voto di sfiducia al Governo.
  11. ^ Deceduto.
  12. ^ a b c d e Vannino Chiti, Emma Bonino e Rosi Bindi si sono formalmente dimessi il 7 maggio 2008 dal Governo Prodi, come atto dovuto dopo l'elezione alla vicepresidenza - rispettivamente - di Senato e Camera dei Deputati, come comunicato sul sito del Governo.
  13. ^ a b c d Abbandonò il partito per aderire al nuovo gruppo della Sinistra Democratica.
  14. ^ Abbandonò il partito per aderire al nuovo gruppo dei Liberaldemocratici.
  15. ^ [1]
  16. ^ Il Presidente Napolitano ha ricevuto il Presidente del Consiglio Prodi che ha rassegnato le dimissioni del Governo, Presidenza della Repubblica Italiana, 21 febbraio 2007.
  17. ^ Il Presidente Napolitano respinge le dimissioni del Governo Prodi e lo rinvia al Parlamento, Presidenza della Repubblica Italiana, 24 febbraio 2007.
  18. ^ Resoconto stenografico della seduta del Senato del 24 gennaio 2008
  19. ^ Calendario delle Consultazioni a seguito delle dimissioni del Governo Prodi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]