Anna Finocchiaro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Anna Finocchiaro
Anna Finocchiaro.jpg

Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica
In carica
Inizio mandato 7 maggio 2013
Presidente Pietro Grasso
Predecessore Carlo Vizzini
Successore in carica

Ministro per le Pari Opportunità
Durata mandato 17 maggio 1996 –
21 ottobre 1998
Presidente Romano Prodi
Predecessore Carica non istituita
Successore Laura Balbo
sen. Anna Finocchiaro
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Partito Partito Democratico
Legislatura XV, XVI, XVII
Gruppo PD
Coalizione PD-Idv-Radicali Italiani
Incarichi parlamentari

XV Legislatura

  • Presidente del gruppo PD-Ulivo (dal 3 maggio 2006 al 28 aprile 2008)
  • Membro della Giunta per il Regolamento
  • Membro della II commissione (Giustizia)

XVI Legislatura

  • Presidente del gruppo Partito Democratico
  • Membro della Giunta per il Regolamento
  • Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia)

XVII Legislatura

  • Presidente della 1ª Commissione permanente
Pagina istituzionale
on. Anna Finocchiaro
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Modica
Data nascita 31 marzo 1955
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Magistrato
Legislatura X, XI, XII, XIII, XIV
Gruppo Comunista (1987-1991), Gruppo comunista-PDS (1991-1992), DS - L'Ulivo (1996-2006)
Circoscrizione XXV Sicilia 2 (XIII, XIV)
Collegio Catania (X)
Pagina istituzionale

Anna Finocchiaro (Modica, 31 marzo 1955) è una politica e magistrato italiana. È stata Ministro della Repubblica per le Pari Opportunità durante il Governo Prodi I e dal 2008 al 19 marzo 2013 è stata capogruppo al Senato del Partito Democratico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Laureata in giurisprudenza, nel 1981 diventa funzionario della Banca d'Italia nella filiale di Savona. Pretore a Leonforte dal 1982 al 1985, fu sostituto procuratore nel tribunale di Catania fino al 1987, anno in cui venne eletta deputato nelle file del Partito Comunista Italiano. Dal 1988 al 1995 fu inoltre consigliere comunale a Catania, dapprima con il PCI e poi con il Partito Democratico della Sinistra. È sposata con Melchiorre Fidelbo.

Ministro per le Pari Opportunità durante il governo Prodi I, nel 2001 confermò il suo seggio alla Camera dei deputati candidandosi con i Democratici di Sinistra ricoprendo il ruolo di Presidente della Commissione Giustizia della Camera.In vista delle elezioni politiche del 2006 sbarca al Senato ed ottiene un nuovo mandato parlamentare risultando eletta nella circoscrizione Sicilia per la lista de L'Ulivo.

Come ministro per le Pari Opportunità propone nel 1997 un provvedimento intitolato “Misure alternative alla detenzione a tutela del rapporto tra detenute e figli minori” 40/2001 (poi modificato il 3 aprile 2007). Esso si propone l'obiettivo di evitare alle donne incinte e alle madri con figli minori di 10 anni la pena detentiva all’interno delle prigioni, e a consentire loro di scontare presso il proprio domicilio o, nel caso ne fossero sprovviste, in case-famiglia la loro condanna. Le condizioni per accedere a queste alternative sono quelle di aver scontato un terzo della pena oppure i 15 anni nei casi di ergastolo, o ancora quella di dover scontare un residuo pena di quattro anni o meno. Il giudice inoltre può, ove ragionevoli motivi a tutela dello sviluppo psicofisico del minore lo rendano raccomandabile, estendere l’applicazione della norma anche alla madre di prole con età superiore ai dieci anni.[1]

Nel 2006 (XV Legislatura) è nominata capogruppo a Palazzo Madama del gruppo parlamentare de L'Ulivo. È stata membro della segreteria nazionale dei DS, di cui è anche stata responsabile del settore giustizia. Nel 2007 è stata uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico; il 7 novembre, a seguito della costituzione del gruppo parlamentare del PD, ha ricevuto l'incarico di capogruppo al Senato della Repubblica.

È candidata per la carica di presidente nelle elezioni regionali in Sicilia del 2008[2]. Oltre al PD, sostengono la coalizione Sinistra Arcobaleno e Italia dei Valori. Il 14 aprile ottiene il 30,38% dei voti ed è sconfitta da Raffaele Lombardo, che ottiene oltre il 65%.

Il 29 aprile 2008 è riconfermata capogruppo al Senato del PD per la XVI Legislatura[3].

Nominata Ministro per i Rapporti con il Parlamento nel Governo ombra del Partito Democratico dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009, funzioni che svolge in quanto Capogruppo al Senato in collaborazione con il suo omologo alla Camera Antonello Soro.

Nel dicembre 2012 si candida alle primarie per i candidati al Parlamento del PD nella provincia di Taranto, ottenendo con 5.151 preferenze il primo posto tra i candidati[4]. La direzione nazionale del PD candida la Senatrice Finocchiaro al Senato della Repubblica Italiana come capolista della lista PD nella regione Puglia[5]. Anna Finocchiaro è eletta senatrice, ma, a sorpresa[6], in Puglia il Centrosinistra (con il 28,4% dei voti) è sopravanzato dal Centrodestra (34.4%) e non ottiene il premio di maggioranza al Senato per la regione[7][8].

A marzo, in seguito alle Elezioni, insieme a molti altri colleghi del Parlamento, aderisce al progetto "Riparte il futuro" firmando la petizione che ha lo scopo di revisionare la legge anti-corruzione modificando la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare.[9]

Ha fatto parte della direzione nazionale del PD fino al 17 dicembre 2013.

Presidente della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali)

Attualmente è Presidente della 1a Commissione permanente (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione).[10] Durante la sua presidenza la commissione ha lavorato più di tre mesi sul disegno di legge costituzionale che prevede l'abolizione del bicameralismo perfetto e la modifica della struttura e delle funzioni della "camera alta", diventando anche relatrice di maggioranza della legge. Successivamente il testo verrà approvato dall'aula del Senato il giorno 8 agosto 2014 e quindi è stato inviato alla Camera. Nella seduta del 21 luglio 2014 durante la discussione sul disegno di leggio il Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi ha ringraziato pubblicamente a nome del governo la presidente Finocchiaro per il modo con cui ha condotto i lavori in commissione.

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Il legame con Andò[modifica | modifica sorgente]

Anna Finocchiaro è stata oggetto di diverse critiche durante la campagna elettorale per le Elezioni Regionali in Sicilia del 2008: in un'intervista rilasciata a Repubblica TV la senatrice siciliana dichiara che la redazione del suo programma è affidata ad una squadra di consulenti a capo della quale è il giurista Salvo Andò, accusato del reato di voto di scambio riferito al 1989, per cui anni dopo venne assolto, e per una vicenda di tangenti relative alla costruzione del Centro fieristico le Ciminiere di Catania, per cui, dopo la condanna in primo grado, nel 2004 la Cassazione ne dichiarò la prescrizione[11]

Anna Finocchiaro replicherà difendendo il suo collaboratore, da lei definito "una persona di grande livello culturale, un cultore del diritto pubblico".[12][13]

La sanità siciliana e l'appalto Solsamb[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 l'agenzia giornalistica SudPress avanza il sospetto che dietro l'alleanza stipulata tra l'MPA e il PD per la costituzione del governo regionale vi fosse anche un accordo per agevolare la ditta Solsamb, di cui è amministratore delegato il marito di Anna Finocchiaro, Melchiorre Fidelbo. La vicenda risale al 2007 quando il consorzio Sda (di cui fa parte la Solsamb) presenta all'allora Asl 4 un progetto per la costruzione di un poliambulatorio a Giarre; l'azienda di Fidelbo si sarebbe dovuta occupare della realizzazione del sistema di informatizzazione interno alla struttura. Tre giorni dopo la formulazione della richiesta, l'ispettore regionale dà il via libera ai lavori. Ma l'iter necessario a sbloccare i finanziamenti ministeriali previsti per questo genere di presidi è lungo, e richiede la presentazione di un nuovo piano. Piano che Fidelbo deposita nell'estate del 2010, subito dopo le elezioni regionali che hanno visto la vittoria di Lombardo. Verso la fine dell'anno tuttavia l'assessore regionale alla Sanità, il tecnico[14] Massimo Russo, annuncia un’indagine per chiarire i contorni della faccenda e capire perché l'appalto è stato assegnato non dalla Regione ma dall'Azienda sanitaria e senza l'indizione di una gara.[15][16] Nel febbraio 2011 il direttore dell'ASP di Catania (prima Asl 4) firma una delibera di autotutela e revoca la commessa.[17]

Dopo la pubblicazione dell'inchiesta da parte di SudPress, Anna Finocchiaro querela l'agenzia stampa.

Il 25 ottobre 2012 Fidelbo viene rinviato a giudizio in relazione all'affare Solsamb per abuso di ufficio e truffa; è accusato di aver fatto pressioni indebite sui dirigenti dell'Azienda sanitaria con lo scopo di ottenere l'appalto.[18][19]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Misure alternative alla detenzione a tutela del rapporto tra detenute e figli minori
  2. ^ 1, Sicilia, Finocchiaro: "Possiamo far uscire l'isola dal baratro", Adnkronos. URL consultato il 23 febbraio 2013.
  3. ^ Anna Finocchiaro capogruppo del PD al Senato
  4. ^ I risultati del PD provincia per provincia
  5. ^ Liste PD risultati elettorali
  6. ^ Il sondaggio, in Puglia centrosinistra avanti di 13 punti
  7. ^ Scrutini Senato
  8. ^ Eletti al Senato - Corriere della Sera
  9. ^ parlamento italiano riparteilfuturo.it
  10. ^ senato.it - Affari Costituzionali - Composizione - legislatura 17
  11. ^ Marco Travaglio, Andò e tornò in l'Espresso, 29 febbraio 2008. URL consultato il 21 novembre 2013.
  12. ^ Marco Travaglio su L'Espresso.
  13. ^ Intervista ad Anna Finocchiaro su Youtube.
  14. ^ Corriere del Mezzogiorno
  15. ^ Scheda informativa su fialsmessina.it. Sono 45 in tutto i Presidi che al 2012 debbono costituirsi sull'isola.
  16. ^ La Repubblica
  17. ^ E.S., Revocato l'appalto Solsamb per il PTA di Giarre, su cataniaoggi.com.
  18. ^ Libero
  19. ^ Catania, indagato per abuso d’ufficio Fidelbo Melchiorre, marito di Anna Finocchiaro

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Giustolisi e Marco Travaglio, Anna Finocchiaro, vita e opere di una Ségolène con l'inciucio in MicroMega, giugno 2007, p. 69.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro per le Pari Opportunità Successore
istituito nel 1996 1996 - 1998 Laura Balbo
Predecessore Capogruppo del Partito Democratico
al Senato della Repubblica
Successore
- 7 novembre 2007 - 19 marzo 2013 Luigi Zanda