Raffaele Lombardo

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Raffaele Lombardo
Raffaele Lombardo

Presidente della Regione Siciliana
In carica
Inizio mandato 
14 aprile 2008
Predecessore Salvatore Cuffaro

Presidente della Provincia di Catania
Durata mandato
25 maggio 2003 – 12 febbraio 2008
Predecessore Nello Musumeci
Successore Giuseppe Castiglione

Partito politico Movimento per le Autonomie

Raffaele Lombardo (Catania, 29 ottobre 1950) è un politico italiano, presidente della Regione Siciliana dal 2008. Fondatore e leader del Movimento per le Autonomie, è stato presidente della Provincia di Catania dal 2003 al 2008 e parlamentare europeo dal 2004 al 2008.

Indice

[modifica] Biografia

Laureato in medicina e chirurgia e specializzato in psichiatria forense, nel 1977 è dirigente nazionale del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana guidato da Marco Follini.

Nella DC fa carriera all'ombra di Calogero Mannino, del quale viene considerato delfino.

Consigliere ed assessore al Comune di Catania, il 22 giugno 1986 è eletto deputato alla Assemblea Regionale Siciliana nel collegio di Catania con 37.900 voti di preferenza su 204.647 di lista.

Il 18 giugno 1991 è rieletto con 64.887 voti di preferenza su 241.659 di lista. Diviene quindi assessore regionale agli Enti Locali.

Il 22 aprile 1992, nell'ambito di un'inchiesta riguardante irregolarità in un concorso pubblico all'Asl 35 di Catania, venne arrestato con l'accusa di interesse privato in atti d'ufficio e abuso d'ufficio[1] e condannato in primo grado. Dimessosi da assessore in dipendenza da tale condanna, Lombardo venne poi assolto in appello.

Il 23 luglio 1994 è nuovamente arrestato per associazione a delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione per lo scandalo di un appalto da 48 miliardi di lire per i pasti all'ospedale Vittorio Emanuele II di Catania: secondo l'accusa, un comitato d'affari composto da Rino Nicolosi, Salvo Andò, Antonino Drago e lo stesso Lombardo avrebbe garantito l'appalto all'azienda dell'ex presidente dell'Inter Ernesto Pellegrini, in cambio di una tangente di 5 miliardi di lire[2].

Un giorno prima dell'arresto viene sospeso (ai sensi della legge 55/1990) dalla carica di deputato e ciò fino al 29 settembre dello stesso anno[3].

Il 17 marzo 2000 Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato la tangente ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma i giudici finiscono per considerare quel denaro solo un regalo: il reato venne derubricato a finanziamento illecito ai partiti, reato che per gli imputati risultava ormai prescritto. I giudici, in sostanza, non riconoscono nelle attività relative all'ospedale Vittorio Emanuele l'esistenza di un vero e proprio comitato d'affari: per questa ragione, gli imputati sono assolti dall'accusa di associazione a delinquere, inizialmente ipotizzata insieme alla corruzione[4].

Dai giudici alla fine gli viene riconosciuto un indennizzo di 33 mila euro per ingiusta detenzione[5].

Il 17 dicembre 1994 Lombardo lascia con due anni di anticipo l'Assemblea Regionale Siciliana.

È intanto eletto vicesegretario del Centro Cristiano Democratico siciliano.

Nell'estate 1997 fa il giro del mondo la notizia che Lombardo avrebbe acquistato in un'asta pubblica per una cifra irrisoria un archivio di libri e affini degli eredi di Giovanni Verga. Dopo varie polemiche sul perché sull'asta il Comune di Catania non abbia esercitato il diritto di prelazione, Lombardo dona tutto al Comune[6][7].

Nel giugno 1999 è eletto europarlamentare per il Ccd.

È vicesindaco di Catania nel 2000, quindi si dimette nel 2003 perché eletto presidente della provincia di Catania.

Nel 2004, viene riconfermato europarlamentare, dopo le dimissioni di Salvatore Cuffaro, nell'UDC, partito del quale è segretario regionale fino al 2005.

Nell'aprile 2005 costituisce quattro liste, tra cui il Movimento per l'Autonomia che, raccogliendo complessivamente il 20% circa di voti, si rivelano decisive per rieleggere Umberto Scapagnini (Forza Italia) sindaco di Catania.

In seguito alle accuse di gestione antidemocratica del partito rivoltegli da alcuni esponenti dell'UDC siciliana, i cosiddetti "Quarantenni", alle richieste di commissariamento degli stessi, all'arrivo di Luca Volontè in qualità di supervisore e di Francesco D'Onofrio in qualità di commissario, Lombardo esce definitivamente dall'UDC e lancia il suo Movimento per l'Autonomia, prevalentemente su scala meridionale, con l'intenzione espressa di costituire una sorta di terzo polo in alternativa agli schieramenti tradizionali, come già avvenuto alle elezioni comunali di Messina del novembre 2005, dove era alleato con l'europarlamentare ex-Alleanza Nazionale Nello Musumeci e la sua Alleanza Siciliana, oggi confluita ne La Destra, causando la sconfitta del candidato di centro-destra.

Alle elezioni politiche del 2006 si allea con la Lega Nord di Umberto Bossi, sancendo il Patto per le Autonomie, che si schiera con la Casa delle libertà e Silvio Berlusconi, che nel programma di governo recepisce i punti programmatici per lo sviluppo del Sud del Paese. Ottiene sei deputati e un senatore.

Alle elezioni politiche del 2008, alleato del Popolo della Libertà, ottiene otto deputati e due senatori, doppiando i voti ricevuti.

[modifica] Presidenza della Provincia

È stato eletto presidente della provincia di Catania nel turno elettorale del 2003 (elezioni del 25 maggio), raccogliendo il 64,9% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centrodestra. Nel novembre 2006 da una rilevazione de Il Sole 24 ore è risultato il Presidente di Provincia con il più alto indice di gradimento dei cittadini in Italia. Risultato confermato da una ricerca pubblicata nel dicembre 2007 (eseguita da Ekma Monitor su un campione nazionale di 180.000 intervistati), secondo cui Lombardo si posizionerebbe primo nella classifica di presidenti di Province più apprezzati in Italia, con un gradimento pari al 63,1%.[8] Il 12 febbraio 2008 ha presentato le sue dimissioni da presidente. Lombardo è anche presidente dell'URPS, l'Unione delle Province siciliane.

[modifica] Presidenza della Regione

Il 24 febbraio 2008 ufficializza la sua candidatura alla presidenza della Regione Siciliana, sostenuto dal suo movimento, dal PDL e dall'UDC. Il 14 aprile viene eletto presidente, ottenendo oltre il 65% delle preferenze, sconfiggendo la candidata di Pd, IdV e Sinistra Arcobaleno Anna Finocchiaro, che si attesta al 30% circa. La coalizione da lui capeggiata ottiene 62 deputati regionali, e 28 il PD, unico partito che sosteneva la Finocchiaro a superare lo sbarramento del 5 per cento.

Il giorno stesso dell'insediamento a Palazzo d'Orleans, un utente della rete, utilizzando eMule, scopre casualmente una cartella in formato ZIP, contenente una sorta di data base delle richieste di raccomandazione inviate a Lombardo o ai suoi collaboratori dell'MpA.[9]

Il 3 marzo 2009 un sondaggio della Ekma assegna a Lombardo il 68,3 per cento dei consensi, primo tra tutti i presidenti delle Regioni italiane, in crescita di 5 punti rispetto al precedente sondaggio del luglio 2008.

Il primo anno del governo Lombardo è costellato da lotte e divisioni all'interno della maggioranza di centrodestra, tanto che il 25 maggio 2009 lo stesso Lombardo decide di azzerare gli incarichi di tutti gli assessori chiedendo le loro dimissioni[10]. A complicare la vita politica della giunta anche le indagini della DDA di Palermo nei confronti dell'assessore regionale ai beni Culturali dell'Udc Antonello Antinoro, indagato per voto di scambio[11].

[modifica] Parlamento europeo

Lombardo è stato dal 1999 al 2008 deputato del Parlamento europeo. Eletto nel 2004 per la lista dell'UDC nella circoscrizione isole, dopo rinuncia di Salvatore Cuffaro (per incompatibilità con la carica già ricoperta di presidente della Regione Siciliana). Lombardo ha ricevuto 124 mila preferenze. Nel giugno 1999 era stato già eletto europarlamentare per il Ccd.

Iscritto al gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo. Membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia); della Delegazione per le relazioni con il Canada. Si è dimesso dopo l'elezione a presidente della Regione.

Alle elezioni europee del 2009, il Movimento per le autonomie si presenta alleato con la Destra di Storace e il partito dei pensionati ma non raggiungono il quorum del 4% (2,2%).

MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
1999 - 2004

2004 - mag 2008

PPE-DE

PPE-DE

CCD

UDC

CCD,DE,UDC

UDC, MPA

Isole

Isole

46.604

124.631

Predecessore: Presidente della Provincia di Catania Successore:
Sebastiano Musumeci 26 maggio 2003 - 12 febbraio 2008 Giuseppe Castiglione I
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Salvatore Cuffaro {{{data}}} -


[modifica] Note

  1. ^ Concorso truccato: in cella l'assessore
  2. ^ In manette i "rinnovatori"
  3. ^ Profilo Deputato Lombardo Raffaele
  4. ^ Lombardo, la bufala al potere
  5. ^ La lega Lombardo
  6. ^ Verga, un archivio per 2 milioni
  7. ^ Catania, al Comune le carte di Verga
  8. ^ I risultati del sondaggio su clandestinoweb.com
  9. ^ L'articolo di Alfio Sciacca sul Corriere della Sera del 30 aprile 2008.
  10. ^ La Repubblica, Regione, il presidente Lombardo azzera la giunta
  11. ^ La Repubblica, Voti comprati e incontri coi boss, indagati gli udc Antinoro e Dina

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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