Autotutela

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Nell'ordinamento giuridico italiano, l'autotutela è la possibilità del titolare di un diritto soggettivo di ottenere la tutela di tale diritto in maniera autonoma[1].

L'autotutela costituisce una eccezione al principio enunciato dall'articolo 2907 del codice civile secondo cui la tutela dei diritti è affidata all'attività giurisdizionale[1].

Tale eccezione interviene in determinati casi[1]:

  • Diritto di ritenzione;
  • Eccezione di inadempimento;
  • Diffida ad adempiere;
  • Difesa del possesso fino al perdurare della violenza dell'aggressore;
  • Legittima difesa;

Fuori da tali casi, l'autotutela non è consentita. Se attuata con violenza, costituisce il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza contro le cose o contro le persone (articoli 392-393 del codice penale)[1].

Altri casi[modifica | modifica sorgente]

Il potere di autotutela (ius poenitendi) è garantito a ogni Ente pubblico, o altro organo stabilito dalla legge, in ordine alla possibilità di risolvere autonomamente (ovvero senza il ricorso al potere giurisdizionale) un conflitto di interessi attuale o potenziale con i destinatari dei provvedimenti e, in particolare, di sindacare la validità dei propri atti producendo effetti incidenti sugli stessi, nell'ambito di tutela dell'interesse pubblico.

Viene solitamente distinta in

  • autotutela decisoria o provvedimentale,con la quale l'amministrazione può intervenire con un atto cosiddetto di secondo grado su dei precedenti provvedimenti adottati;
  • autotutela esecutiva, con la quale l'amministrazione dà effettiva attuazione a provvedimenti già emanati.

Sono esempi di questa capacità il potere di revoca, sospensione, proroga, rimozione degli "effetti dell'atto", di annullamento o convalida dell'atto e dei suoi effetti ex tunc, o ancora di riforma, sanatoria, ratifica e rinnovazione dell'atto e dei suoi effetti ex nunc.

Autotutela tributaria[modifica | modifica sorgente]

L'autotutela nel settore tributario è il potere che ha l'Amministrazione finanziaria di intervenire quando la stessa Amministrazione si rende conto di aver commesso un errore che può danneggiare illegittimamente un contribuente; in sostanza, quando l'Amministrazione rileva che in un atto da essa emanato è contenuto un errore, in presenza del quale lo stesso atto non sarebbe stato emanato o avrebbe assunto un contenuto diverso, ha la possibilità non solo di emendarlo ma anche di ritirarlo, evitando in tal modo di danneggiare ingiustamente il contribuente nei cui confronti è stato emesso.

Il potere di autotutela spetta all'Ufficio che ha emanato l'atto illegittimo o che è competente per gli accertamenti d'ufficio; può essere esperita d'ufficio o su istanza del contribuente, prima e dopo che l'atto sia divenuto definitivo, fatto salvo il limite del giudicato favorevole all'Amministrazione finanziaria (in ragione del dovere costituzionale di buon andamento).

Il fondamento normativo dell'autotutela tributaria è l'art. 2-quater del d.l. 30 settembre 1994, n. 564, convertito, con modificazioni, nella l. 30 novembre 1994, n. 656; questa disposizione prevede che l'autotutela fiscale possa esplicarsi in due diverse forme: l'annullamento (per vizi formali) o la revoca (per vizi sostanziali).

Campo di applicazione[modifica | modifica sorgente]

L'Amministrazione finanziaria può procedere con un'attività di autotutela quando:

  • sussista un errore di persona;
  • sussiste un evidente errore logico o di calcolo;
  • sussiste un errore sul presupposto dell'imposta:
  • vi è doppia imposizione;
  • omette di considerare pagamenti di imposta già effettuati;
  • omette di considerare documentazione sanata nei termini;
  • sussiste un errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile da parte del'Amministrazione.

Istanza di autotutela[modifica | modifica sorgente]

Qualsiasi atto dell'Amministrazione finanziaria può venire annullato sia per iniziativa dell'autorità stessa, sia a seguito di una espressa richiesta del contribuente, denominata istanza di autotutela.

Per essere valida l'istanza deve obbligatoriamente contenere due elementi:

  • Indicazione dell'atto di cui si richiede l'annullamento totale o parziale
  • Motivazioni della richiesta di annullamento

La presentazione dell'istanza non origina l'automatica sospensione dei termini per la presentazione di un eventuale ricorso alla Commissione tributaria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Torrente, Schlezinger, 2009, op. cit., pag.223-224

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Torrente, Schlezinger Piero, La tutela giurisdizionale dei diritti in Manuale di diritto privato, Giuffrè Editore, 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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