Giuliano Pisapia

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Giuliano Pisapia
Pisapia in Piazza della Scala a Milano nel 2012

Pisapia in Piazza della Scala a Milano nel 2012


Sindaco di Milano
In carica
Inizio mandato 1º giugno 2011
Predecessore Letizia Moratti

Dati generali
Partito politico Sinistra Ecologia e Libertà
(2010-presente)
Precedenti:
Democrazia Proletaria
(1978-1991)
Partito della Rifondazione Comunista
(1991-2010)
Tendenza politica Socialismo democratico
Professione Avvocato
on. Giuliano Pisapia
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Milano
Data nascita 20 maggio 1949
Titolo di studio laurea in Scienze Politiche e laurea in Giurisprudenza
Professione Avvocato
Partito Partito della Rifondazione Comunista (1996-2006), Indipendente, in Sinistra Ecologia Libertà (dal 2010)
Legislatura XIII e XIV Legislatura
Gruppo Partito della Rifondazione Comunista (1996-1998, 2001-2006), Gruppo Misto (1998-2001)
Coalizione Centro-sinistra
Circoscrizione Circoscrizione III - Lombardia 1
Incarichi parlamentari
  • Presidente II Commissione Giustizia
  • membro Commissione Giurisdizionale
Pagina istituzionale

Giuliano Pisapia (Milano, 20 maggio 1949) è un avvocato, scrittore e politico italiano, deputato per due legislature (1996-2006) e sindaco di Milano dal 1º giugno 2011.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Pisapia è figlio di madre milanese e padre casertano;[1] quest'ultimo, Gian Domenico Pisapia (dal quale poi il figlio Giuliano ha rilevato lo studio legale), è stato tra i redattori del Codice di procedura penale italiano del 1989. Dopo aver frequentato il Liceo classico Giovanni Berchet di Milano, Giuliano Pisapia si laurea in giurisprudenza e in scienze politiche, diventando avvocato penalista patrocinante presso la Corte di Cassazione. In età giovanile, svolge attività di volontariato nella Croce Rossa Italiana presso il comitato provinciale milanese.[2]

Fa parte del Comitato scientifico della Camera penale di Milano (di cui è stato vicepresidente), e del Comitato direttivo delle riviste Critica del Diritto, Alternative Europa e I diritti dell'Uomo, oltre che componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Vidas. Svolge l'attività di giornalista pubblicista, e suoi articoli sono apparsi sui principali quotidiani e periodici italiani. Ha scritto voci su enciclopedie giuridiche (Digesto e Novissimo Digesto Italiano), in particolare sui reati contro la famiglia.

Si è occupato, tra gli altri, della difesa di alcuni pastori e militanti di Scientology nel primo processo italiano intentato all'organizzazione,[3] di quella di Abdullah Öcalan durante la sua permanenza in Italia, ed è stato il legale della famiglia di Carlo Giuliani, costituitasi parte civile durante il processo seguìto ai fatti del G8 di Genova del 2001.[4] Inoltre è stato avvocato di parte civile della CIR di Carlo De Benedetti durante il Processo SME.[5][6]

Attività politica[modifica | modifica sorgente]

Pisapia comincia l'attività politica negli anni settanta, quando diventa membro di Democrazia Proletaria, alleanza elettorale e poi partito di estrema sinistra presente nel Parlamento della Repubblica Italiana tra il 1976 e il 1987. Pisapia opera come avvocato, difendendo in tribunale i militanti e le organizzazioni sindacali confederali.[senza fonte]

Deputato[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996 è eletto deputato in Parlamento come indipendente nelle liste del Partito della Rifondazione Comunista. Nella XIII Legislatura è Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati. Nel 1998, durante la crisi di Governo, vota per la fiducia al Governo Prodi I, in dissenso dalla linea decisa dal segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti, e seguendo invece le posizioni di Armando Cossutta.[7] Dopo la sfiducia del Parlamento al Prodi I lascia la presidenza della Commissione Giustizia e, nonostante il voto a favore del governo, non aderisce al nuovo gruppo parlamentare di Cossutta, ma entra invece nel Gruppo Misto.[8]

È rieletto deputato nel 2001, ancora per Rifondazione Comunista. Nella XIV Legislatura fa parte della II Commissione Giustizia, della Commissione Giurisdizionale, del Comitato per la legislazione, ed è Presidente del Comitato carceri istituito presso la Camera dei deputati. Non si ricandida nel 2006, ma nel luglio dello stesso anno viene nominato presidente della Commissione di studio istituita dal Ministero della Giustizia per la riforma del Codice penale italiano.[9]

Sindaco di Milano[modifica | modifica sorgente]

Festeggiamenti in Piazza Duomo a Milano la notte del 30 maggio 2011, dopo l'elezione di Pisapia a sindaco della città.

Nel giugno 2010 è il primo a proporre la sua candidatura come nuovo sindaco di Milano per le successive elezioni comunali del 2011. La candidatura viene ufficializzata con un'iniziativa al Teatro Litta, che fa seguito ad un appello di intellettuali e personaggi della scena sociale e politica della città.[10]

Il 14 novembre 2010 partecipa alle elezioni primarie della coalizione di centro-sinistra per la scelta del candidato sindaco; Pisapia, partendo dall'iniziale sostegno di Sinistra Ecologia Libertà[11] e Federazione della Sinistra, ottiene la candidatura con il 45% delle preferenze,[12] superando il candidato ufficiale del Partito Democratico, l'architetto Stefano Boeri (fermatosi al 40% dei voti), e gli altri due sfidanti, il costituzionalista Valerio Onida e l'ambientalista Michele Sacerdoti.

Alle elezioni comunali di Milano del 15 e 16 maggio 2011 si presenta come lo sfidante più accreditato nei confronti del sindaco uscente di centro-destra Letizia Moratti. Pisapia viene dato inizialmente in svantaggio, sia per la tradizione di Milano come "roccaforte" del centro-destra italiano, sia per il contributo attivo dell'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella campagna elettorale della Moratti (cosa che molti analisti, a seguito del coinvolgimento del premier in vicende controverse come il caso Ruby, hanno visto come un tentativo da parte di Berlusconi di trasformare le elezioni milanesi in una sorta di referendum sulla sua persona);[13] Pisapia sceglie invece di impostare una campagna diametralmente opposta, basata prevalentemente sull'utilizzo di Internet e dei social network.[14][15]

Nel primo turno delle elezioni Pisapia ottiene a sorpresa il 48,04% dei consensi, andando così al ballottaggio con la stessa Moratti (attestatasi invece al 41,58%).[16] Al secondo turno del 29 e 30 maggio vince il ballottaggio con il 55,11% dei voti (contro il 44,89% della Moratti),[17] e viene eletto sindaco di Milano,[18] il primo di centro-sinistra dopo diciotto anni.[19]

Pisapia chiamato a premiare Marco Pinotti, vincitore della cronometro finale di Milano del Giro d'Italia 2012.

Durante il suo mandato come primo cittadino, uno dei primi provveddimenti e il più importante è la revisione del PGT (Piano di Governo del Territorio) approvato dalla precedente giunta, promuovendo nuove linee guida improntate alla sostenibilità e alla riduzione dell'edificabilità.[senza fonte] Pisapia si distingue inoltre per l'attenzione verso i diritti civili. Il 27 luglio 2012, dopo un lungo lavoro di mediazione fra le richieste dell'ala cattolica del PD e di quella laica del PdL, il consiglio comunale milanese approva la delibera che istituisce il registro delle unioni civili del capoluogo lombardo, sia per coppie eterosessuali che omosessuali;[20] il registro viene inaugurato ufficialmente il 18 settembre 2012.[21]

In seguito alle elezioni politiche del 2013, perde alcuni assessori appena eletti in Parlamento (tra i quali Bruno Tabacci), dovendo di conseguenza operare un rimpasto di giunta.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni ottanta Giuliano Pisapia è stato coinvolto in un procedimento giudiziario conclusosi con una sentenza di assoluzione con formula piena.

Nell'ottobre del 1980, Pisapia viene arrestato in base alle indicazioni di un pentito: l'accusa era di concorso morale al furto di un veicolo e di banda armata (da quest'ultima accusa Pisapia venne prosciolto già in fase istruttoria[22]). Assieme a lui vengono arrestate altre dieci persone; Pisapia resta incarcerato per quattro mesi. Nel giugno 1982, nel contesto dell'istruttoria su Prima Linea e i Comitati Comunisti Rivoluzionari attivi a Milano (che riguardava anche Marco Barbone, assassino di Walter Tobagi, oltre a Marco Donat Cattin e al pentito Michele Viscardi), il pubblico ministero Armando Spataro chiede il rinvio a giudizio davanti alla Corte d'assise di Milano per 163 persone. Il 22 ottobre 1984 il giudizio di primo grado si conclude, per effetto di un provvedimento di amnistia ed indulto del 1978 (DPR 413/78[23]), con una sentenza di non luogo a procedere: la Corte d'assise esplicita nelle motivazioni che Pisapia sarebbe stato comunque assolto per insufficienza di prove.[24] Pisapia rinuncia all'amnistia e presenta ricorso contro la sentenza: la Corte d'assise d'appello lo assolve definitivamente, nel marzo del 1986, per non aver commesso il fatto.[24]

Tale vicenda è riemersa nel maggio 2011 nel corso della campagna elettorale per le elezioni comunali di Milano, durante un confronto televisivo nel quale il sindaco uscente Letizia Moratti ha dichiarato che «Pisapia è stato giudicato responsabile del reato di furto di un veicolo dalla Corte d'assise». Essendo quella l'ultima parola prima della chiusura del dibattito, Pisapia non ebbe modo di replicare immediatamente, ma solo a posteriori, bollando come calunniosa l'affermazione e annunciando una querela per diffamazione aggravata[25] (in seguito ritirata[26]). Dopo aver inizialmente ribadito quanto espresso,[27] prima del ballottaggio la Moratti ha presentato delle scuse private a Pisapia per la falsa accusa.[28][29]

Armando Spataro, il pubblico ministero che all'epoca aveva sostenuto l'accusa contro Pisapia, nell'occasione ha dichiarato che si trattò di un errore giudiziario.[30]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Dopo una convivenza di vent'anni, il 9 aprile 2011 si è sposato con rito civile con la giornalista Cinzia Sasso a Venezia, città d'origine della moglie.[31]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Giuliano Pisapia ha scritto, con Carlo Nordio, procuratore aggiunto a Venezia, il libro In attesa di Giustizia - dialogo sulle riforme possibili, con prefazione di Sergio Romano (Angelo Guerini e Associati Editore, 2010).

È coautore dei volumi:

  • San Vittore: voci dal carcere e sul carcere, Milano 1988;
  • Usage de stupéfiants: politiques européennes, Ginevra 1996;
  • Il Diritto e il Rovescio: i rapporti tra politica e magistratura;
  • Giustizia penale: esiste l'approdo?, 2007.

Un suo saggio è presente nel volume Legalizzare la droga. Una ragionevole proposta di sperimentazione (Feltrinelli, 1991).

È autore di scritti e saggi di carattere giuridico, sociale, nel campo del diritto penale, delle tematiche collegate alla tossicodipendenza, del rapporto tra carcere e società.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gian Domenico Pisapia nell'Enciclopedia Treccani in treccani.it.
  2. ^ Laura Guglielmi, Pisapia: «La Rotonda della Besana, le boccette sui Navigli e il caffè a letto» in milano.mentelocale.it, 6 dicembre 2012. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  3. ^ Scientology: Pisapia, sentenza Cassazione coraggiosa in Adnkronos, 24 ottobre 1997. URL consultato il 1º novembre 2012.
  4. ^ G8, la Corte di Strasburgo assolve l'Italia per la morte di Carlo Giuliani in corriere.it, 24 marzo 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  5. ^ Processo SME, radioradicale.it, 1º luglio 2002. URL consultato il 1º giugno 2011.
  6. ^ Processo Sme. Cir-De Benedetti chiede un risarcimento record: 4,5 miliardi di euro in rainews24.rai.it, 6 giugno 2003. URL consultato il 1º giugno 2011.
  7. ^ Maurizio Caprara, Sconforto di Cossutta: tutta colpa di Bertinotti in Corriere della Sera, 10 ottobre 1998, p. 8. URL consultato il 23 maggio 2011.
  8. ^ Marco Nese, Pisapia: voto la fiducia, ma lascio la presidenza della commissione Giustizia in Corriere della Sera, 9 ottobre 1998, p. 7. URL consultato il 1º giugno 2011.
  9. ^ Le Commissioni di studio degli anni 1988 - 2008, giustizia.it. URL consultato il 24 maggio 2011.
  10. ^ Elisabetta Soglio, Centrosinistra, Pisapia si candida in milano.corriere.it, 16 giugno 2010. URL consultato il 23 maggio 2011.
  11. ^ Stefano Rossi, Primarie, Vendola lancia Pisapia in milano.repubblica.it, 7 novembre 2010. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  12. ^ Teresa Monestiroli, Primarie a Milano, Pisapia batte Boeri - "Ho fatto un miracolo, adesso un altro" in milano.repubblica.it, 14 novembre 2010. URL consultato il 23 maggio 2011.
  13. ^ (EN) Elisabetta Povoledo, Berlusconi Makes Election in Milan All About Him in nytimes.com, 11 maggio 2011. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  14. ^ Massimo Pisa, Pisapia, una battaglia vinta sul web prima ancora che nei seggi elettorali in milano.repubblica.it, 31 maggio 2011. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  15. ^ Davide Casati, Ecco perché Pisapia ha vinto le elezioni in gqitalia.it, 31 maggio 2011. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  16. ^ Sorpresa, Pisapia stacca la Moratti in milano.corriere.it, 17 maggio 2011. URL consultato il 1º giugno 2011.
  17. ^ Elezioni comunali del 29 e 30 maggio 2011 - II turno - Comune: Milano, comunali.interno.it, 30 maggio 2011. URL consultato il 6 giugno 2011.
  18. ^ Cori da stadio in Duomo per Pisapia, e lui: «Sarò sindaco di tutta Milano» in corriere.it, 30 maggio 2011. URL consultato il 30 maggio 2011.
  19. ^ Pisapia: "Oggi abbiamo liberato Milano" in milano.repubblica.it, 30 maggio 2011. URL consultato il 30 maggio 2011.
  20. ^ Milano, sì a unioni civili. Pisapia: "Da oggi più diritti" in tg24.sky.it, 27 luglio 2012. URL consultato il 24 settembre 2012.
  21. ^ Milano, inaugurato il registro delle unioni civili in tg24.sky.it, 18 settembre 2012. URL consultato il 24 settembre 2012.
  22. ^ Pisapia, assolto per non aver commesso il fatto in tg24.sky.it, 11 maggio 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  23. ^ Decreto del presidente della Repubblica 4 agosto 1978, n. 413, in materia di "Concessione di amnistia e indulto. (GU n. 218 del 5-8-1978)"
  24. ^ a b Luigi Ferrarella, L'accusa, poi l'assoluzione - Ecco cosa c'è in quelle carte in corriere.it, 12 maggio 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  25. ^ Giuliano Pisapia querela Letizia Moratti per diffamazione aggravata. Ecco la sentenza che la smentisce. in pisapiaxmilano.com. URL consultato il 23 maggio 2011.
  26. ^ Oriana Liso, Palazzo Marino, è il giorno di Pisapia - La Moratti saluta in lacrime i funzionari in milano.repubblica.it, 2 giugno 2011. URL consultato il 2 giugno 2011.
  27. ^ Elezioni: Moratti; niente scuse, Pisapia frequentava violenti in finanza.tgcom.mediaset.it, 13 maggio 2011. URL consultato il 1º novembre 2012.
  28. ^ Alessandro Sala, Moratti: "A Pisapia ho inviato le scuse in privato" in corriere.it, 26 maggio 2011. URL consultato il 1º novembre 2012.
  29. ^ Sara Bianchi, E alla fine Moratti scrive le sue scuse all'avversario in ilsole24ore.com, 26 maggio 2011. URL consultato il 1º novembre 2012.
  30. ^ Il pm che accusò Pisapia - «Ha ragione, fu assolto» in milano.corriere.it, 11 maggio 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  31. ^ Giuliano Pisapia e Cinzia Sasso: il "sì" a Venezia in nuovavenezia.gelocal.it, 9 aprile 2011. URL consultato il 30 maggio 2011.

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Letizia Moratti dal 1º giugno 2011 in carica

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