Marco Travaglio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Marco Travaglio nel 2010.

Marco Travaglio (Torino, 13 ottobre 1964) è un giornalista, scrittore e saggista italiano, dal 23 maggio 2014 condirettore de il Fatto Quotidiano[1].

Le sue principali aree di interesse sono la cronaca giudiziaria e l'attualità politica, occupandosi di questioni che spaziano dalla lotta alla mafia ai fenomeni di corruzione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un ingegnere torinese,[2] suo fratello Franco Travaglio è autore, regista e librettista di musical moderno.[3] Dopo la maturità classica, conseguita al Liceo salesiano Valsalice di Torino, si è laureato in Storia Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Torino all'età di 32 anni,[4] dopo esser già divenuto, nel 1992, giornalista professionista.[5] Ha cominciato la propria attività come giornalista freelance in piccole testate di area cattolica, come Il nostro tempo, dove collaborava all'epoca anche Mario Giordano.[6]

La collaborazione con Indro Montanelli[modifica | modifica wikitesto]

Il Giornale[modifica | modifica wikitesto]

A Il nostro tempo conobbe Giovanni Arpino, che lo presentò a Indro Montanelli.[7] Questi, alla vigilia di Pasqua del 1987, lo chiamò a collaborare a il Giornale come vice-corrispondente da Torino,[4] incarico che durò fino al 1992. In quell'anno rifiutò una proposta di ingaggio a la Repubblica motivando molti anni dopo tale scelta con la confessione che, considerandosi al tempo convinto anticomunista, non apprezzava del quotidiano romano la vicinanza politica all'area di sinistra.[4] Scelse allora di rimanere con Montanelli, che così lo assunse stabilmente nella sua redazione.[4]

La Voce[modifica | modifica wikitesto]

Marco Travaglio lavorò per Il Giornale fino al 1994 allorquando, insieme ad altri cinquanta redattori, lo lasciò per seguire Indro Montanelli a La Voce, il nuovo quotidiano che questi costituì dopo aver abbandonato il Giornale, da lui fondato venti anni prima. Durante l'esperienza a La Voce ebbe modo di collaborare con Enzo Biagi per il programma televisivo Il Fatto, su Rai Uno. Al tempo Travaglio curava nel quotidiano di Montanelli la rubrica Una voce poco fa, in cui dava evidenza delle contraddizioni in cui incappavano uomini politici con le loro dichiarazioni; la collaborazione con Biagi nacque dalla volontà di quest'ultimo di sceneggiare tali pezzi all'interno della sua trasmissione.[8]

Con riferimento al periodo di collaborazione con il Giornale e La Voce, Montanelli, nella prefazione a un libro di Travaglio, ebbe a scrivere di lui:

« È un Grande Inquisitore, da far impallidire Vyšinskij, il bieco strumento delle purghe di Stalin. Non uccide nessuno. Col coltello. Usa un'arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l'archivio. Immaginate il dossier che un simile segugio può aver compilato su Berlusconi, che a pranzo ha completamente dimenticato ciò che ha detto a colazione »
(Indro Montanelli, Prefazione a Il pollaio delle libertà. Detti, disdetti e contraddetti, di Marco Travaglio, Vallecchi Editore, 1995)

Il periodo con la Repubblica e l'Unità[modifica | modifica wikitesto]

Marco Travaglio (2006)

Dopo la chiusura de La Voce, nel 1995, Travaglio ebbe collaborazioni come free lance con diversi quotidiani e periodici, fra cui Sette, Cuore, Il Messaggero, Il Giorno, L'Indipendente, Il Borghese, ed ancora con Il Fatto di Enzo Biagi.[5] Nel 1997, in occasione del 25º anniversario della morte del commissario Luigi Calabresi, curò sul settimanale di destra Il Borghese la pubblicazione, in versione integrale e a puntate, delle intercettazioni telefoniche al movimento Lotta Continua (che coinvolgevano fra gli altri Gad Lerner, Giuliano Ferrara, Andrea Marcenaro e Luigi Manconi), riguardanti le telefonate avvenute il giorno seguente l'arresto di Adriano Sofri per l'accusa di essere il mandante dell'omicidio Calabresi.[9]

Nel 1998 veniva assunto a la Repubblica come redattore ordinario a Torino per la cronaca giudiziaria.[10] Nel 2001, con il quotidiano romano, concordò poi un contratto da collaboratore fisso, che proseguì fino al 2009.[5] Per la Repubblica tenne una rubrica on-line dal titolo "Carta canta", uno spazio in cui sottolineava le incoerenze dei politici italiani, dei commentatori e dei suoi colleghi, attingendo dalle fonti archivistiche giornalistiche. Sempre per il quotidiano fondato da Scalfari curò ancora, nell'edizione cartacea torinese, una rubrica di posta coi lettori intitolata Il Cittadino.

È del periodo in cui è redattore torinese a la Repubblica la sua clamorosa intervista rilasciata a Daniele Luttazzi alla trasmissione Satyricon, in onda il 14 marzo 2001 su Rai Due. Tale evento lo renderà famoso al pubblico televisivo e lo metterà al centro di aspre polemiche e dibattiti sulla libertà d'informazione e di stampa e sulla censura della satira in Italia.[11][12][13] Qui, due mesi prima delle elezioni politiche del 2001, il giornalista presenta il suo libro-inchiesta L'odore dei soldi, scritto con Elio Veltri, in cui era affrontata l'origine dell'arricchimento di Silvio Berlusconi ed erano presentati documenti su atti processuali che descrivevano possibili coinvolgimenti del Cavaliere e del suo stretto collaboratore Marcello Dell'Utri con esponenti di Cosa nostra. Dopo quell'intervista vari soggetti (Silvio Berlusconi, Forza Italia, Mediaset, Fininvest i principali) intenteranno in totale otto cause civili per danni contro gli autori e l'editore del libro, nonché contro i responsabili della trasmissione RAI; tutte le cause si concluderanno con il respingimento di tali domande.[14][15][16] Dopo quell'intervista il programma dello showman sarà rimosso dai palinsesti RAI tra mille polemiche, che rinfocoleranno ulteriormente a distanza di un anno quando il Cavaliere – ormai presidente del Consiglio – pronuncerà in conferenza stampa da Sofia il cosiddetto "editto bulgaro".

Nel settembre 2002, chiamato dai direttori Furio Colombo e Antonio Padellaro, Travaglio ha iniziato la sua collaborazione con l'Unità come editorialista e commentatore, fino al 2009.[5][17]

Per lo storico quotidiano Travaglio ha curato una rubrica satirica,[18] originariamente intitolata Bananas, in riferimento sia al film Il dittatore dello stato libero di Bananas di Woody Allen sia alla frase del 2001 di Gianni Agnelli sulle opinioni di alcuni giornali stranieri riguardo ad un'eventuale vittoria elettorale di Silvio Berlusconi: «La cosa che mi è dispiaciuta è che alcuni giornali stranieri hanno dato giudizi sul possibile Presidente del Consiglio, rivolgendosi al nostro elettorato come all'elettorato di una repubblica delle banane».[19] Con l'avvento del governo Prodi la rubrica ha poi cambiato nome in Uliwood Party, in riferimento al film Hollywood Party e alla formazione politica di centro-sinistra L'Ulivo. Nel 2007 questa rubrica ha portato il suo autore a vincere il Premio Satira Politica di Forte dei Marmi.[20] Dopo le Elezioni politiche italiane del 2008 la sua rubrica si trasformava in Ora d'Aria, e, dall'ottobre 2008, in seguito alla riduzione di formato de l'Unità susseguente alla nomina di Concita De Gregorio come nuovo direttore, ne veniva ridotta la pubblicazione al solo lunedì. Contestualmente, per gli altri giorni della settimana, ha curato una nuova rubrica più breve, in terza pagina, dal nome Zorro, in onore del programma radiofonico di Oliviero Beha Radio Zorro. Il 29 giugno 2009 Travaglio si congedava dai suoi lettori de l'Unità preannunciando il suo passaggio al nuovo giornale, il Fatto Quotidiano: per questa ragione la rubrica Zorro terminava il 30 giugno mentre Ora d'Aria chiudeva definitivamente a settembre.

Tra le sue battaglie di questo periodo si ricorda una decisa opposizione alla legge di indulto del 2006, approvata dal Parlamento con maggioranza trasversale, da lui considerata un indegno "colpo di spugna" a favore della parte corrotta della classe politica.[21] In una puntata della trasmissione Annozero di Michele Santoro, ha anche espresso il suo parere negativo nei confronti della legge Mastella – approvata dalla Camera nell'aprile 2007 da tutti i partiti (447 Sì, nessun No, 9 astenuti e assenti) e mai approvata al Senato per l'anticipata interruzione della XV Legislatura – da lui considerata una "legge bavaglio", poiché fortemente limitativa nell'utilizzo da parte dei giornalisti delle intercettazioni telefoniche. Nel dicembre 2007 si è anche espresso negativamente sull'ipotesi di concessione della grazia all'ex funzionario del Sisde Bruno Contrada, condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa.[22] A causa di questa posizione è stato duramente contestato da Giuliano Ferrara su Il Foglio.

L'8 settembre 2007 ha partecipato con un lungo intervento alla manifestazione V-Day organizzata da Beppe Grillo in Piazza Maggiore a Bologna. Il 25 aprile 2008 ha aderito al V2-Day, partecipando alla manifestazione in Piazza San Carlo a Torino.[23] Nel 10 maggio 2008, nel corso della trasmissione condotta da Fabio Fazio sulla terza rete televisiva della RAI, Travaglio ha parlato del neo Presidente del Senato Renato Schifani, eletto nelle liste del PdL, in riferimento a rapporti societari con persone a vario titolo collegate con attività mafiose. Da questo intervento è nato un "caso" molto discusso nei media con forti prese di posizione da entrambe le parti.[24] Per queste affermazioni Schifani ha querelato Travaglio.[25] L'8 luglio 2008 ha partecipato al No Cav Day, organizzato da Paolo Flores d'Arcais, Furio Colombo e Pancho Pardi per protesta contro le cosiddette "leggi canaglia" varate nei primi mesi del Governo Berlusconi. Oltre a lui e agli organizzatori, sul palco si sono alternati Antonio Di Pietro, Sabina Guzzanti, Rita Borsellino, Moni Ovadia e, in video conferenza, Beppe Grillo.

La nuova esperienza a il Fatto Quotidiano[modifica | modifica wikitesto]

Marco Travaglio a Perugia

Marco Travaglio è co-fondatore, editorialista e dal 15 ottobre 2010 vicedirettore de il Fatto Quotidiano,[26] il nuovo giornale uscito in edicola il 23 settembre 2009 diretto da Antonio Padellaro. Tale quotidiano è stato annunciato dal giornalista e dagli altri co-fondatori come risposta ad una situazione editoriale italiana da molti sentita come non completamente libera, viziata dalle ingerenze dei poteri politici, finanziari e industriali che generalmente costituiscono, finanziano e influenzano la grande informazione e la stampa nazionale.

Per queste ragioni il Fatto Quotidiano – di cui sono proprietari in piccola parte anche lo stesso Travaglio, il direttore Padellaro, ed altri giornalisti membri della redazione[27] – è stato fondato sulla base di scelte del tutto peculiari, come la rinuncia all'utilizzo di finanziamenti pubblici, un equilibrio economico basato principalmente sui ricavi dalle vendite e limitato nella pubblicità, nonché l'impiego di rigorose norme statutarie che prevedono il frazionamento della proprietà su piccoli soci, senza possibilità dunque di avere un azionista di controllo.[28] Per tutte queste ragioni Travaglio e gli altri co-fondatori hanno sempre rivendicato la piena libertà e indipendenza del loro giornale, che a differenza degli altri considerano «senza padroni», libero di «dare davvero le notizie», e di raccontare «quello che gli altri non dicono».[29][30]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

La presenza come collaboratore in trasmissioni di informazione televisiva è stata da sempre caratterizzata dalla cooperazione con il giornalista Michele Santoro, con cui è in essere un sodalizio che perdura dal 2006. Recenti frizioni e divergenze tra i due - acuitesi dopo il contestato format offerto da Santoro nella puntata di Servizio Pubblico all'ospite Silvio Berlusconi, dove Travaglio era escluso dagli intervistatori - hanno messo in discussione tale collaborazione, spingendo Michele Santoro a dichiarare sempre più probabile la rottura con Travaglio per la prossima stagione del programma, quella dell'autunno 2014. A tal proposito, richiesto di commentare, Travaglio ha dichiarato: "ogni anno, a fine annata, con Michele facciamo il punto e parliamo della stagione successiva. Lui, come si sa, vuole rinnovare il format. Se Michele mi proporrà di lavorare anche l'anno prossimo, e se il nuovo format mi convincerà, sarò ben felice di continuare".

Dal 14 settembre 2006 è stato collaboratore fisso di Santoro nella trasmissione di approfondimento giornalistico di Rai 2 Annozero, dove ogni anno ha presentato una rubrica personale, e nel 2008 e 2009 ne ha curato la copertina. I monologhi di Travaglio all'interno del programma sono stati riconosciuti tra i momenti di maggiore apprezzamento da parte del pubblico televisivo, in cui lo share mediamente accresce di 4 o 5 punti.[4]

Sempre con Santoro, nel marzo 2010, Marco Travaglio partecipa a Raiperunanotte, programma realizzato dalla FNSI e USIGRai[31] e trasmesso dal PalaDozza di Bologna in diretta streaming sul web e su diverse emittenti digitali e analogiche, realizzata da Santoro per aggirare la sospensione della messa in onda dei talk show politici della RAI imposta in occasione delle elezioni regionali del 2010. Esperienza analoga viene riproposta con l'evento Tutti in piedi realizzato da Santoro in collaborazione con FIOM in occasione della festa dei suoi 110 anni, dove Marco Travaglio è nuovamente ospite, davanti a un pubblico di 25.000 persone nel parco di Villa Angeletti a Bologna.

La collaborazione fra Travaglio e Michele Santoro si rinnova anche dal 2011 con la trasmissione Servizio pubblico. La trasmissione nasce dalle ceneri del talk-show Annozero dopo l'interruzione del rapporto di lavoro tra Santoro e la RAI, seguendo nella prima stagione ancora una volta il modello multipiattaforma di televisioni locali, Internet e il canale satellitare Sky TG24. Dall'autunno 2012 la trasmissione è mandata in onda settimanalmente da LA7. L'8 maggio 2014 è iniziata la trasmissione ANNOUNO, format giornalistico condotto da Giulia Innocenzi, alla quale Travaglio partecipa con la sua rubrica di commento ai fatti della settimana.

Periodici, settimanali e riviste[modifica | modifica wikitesto]

Nel contesto degli outlet legati al mondo della carta stampata, Marco Travaglio ha collaborato sin dagli Anni Novanta a varie pubblicazioni italiane: "SETTE", allegato del IL CORRIERE DELLA SERA, CUORE e Il Borghese.

Su l'Espresso, prestigiosa testata «settimanale di politica, cultura ed economia» arrivò nel 1997, per volere dell'allora direttore Claudio Rinaldi, con due rubriche: una sui voltagabbana e l'altra sulle sciocchezze dette dai politici. Entrambe le rubriche gli furono tolte dal successivo direttore, Giulio Anselmi. Nel 2007, alla morte di Claudio Rinaldi, ne ha ereditato la sua rubrica Signornò. Con l'attuale direttore de L'Espresso, Bruno Manfellotto, la sua rubrica occupa l'intera pagina e si chiama Carta canta. Dal secondo semestre del 2013 la sua collaborazione a l'Espresso è stata diradata: la sua non è più una rubrica fissa, viene pubblicata solo a settimane alterne.

Marco Travaglio scrive dal 1997 anche su MicroMega, rivista italiana di cultura, politica, scienza e filosofia, diretta da Paolo Flores d'Arcais.

Travaglio scrisse sul settimanale A, chiamatovi dall'ultima direttrice Maria Latella, dove tenne dal 2006 la sua rubrica fissa Il Guastafeste fino alla chiusura definitiva del periodico, avvenuta col numero dell'11 luglio 2013.

Si segnalano le sue collaborazioni passate anche sui periodici Giudizio Universale, Linus[5] e nel 2008 (assieme a Giuseppe Carlotti) sulla rivista La voce del ribelle, fondata diretta da Massimo Fini.[32]

Internet[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il mondo dell'informazione su Web il giornalista torinese si è da sempre prodigato in molteplici iniziative. Nel 2007, con Peter Gomez e Pino Corrias, ha fondato il blog Voglio Scendere, che ha curato fino a dicembre 2010, trasformatosi poi da quella data nell'attuale Cado in piedi, portale d'informazione gestito dalla casa editrice Chiarelettere. Dal 19 maggio 2008 fino al 27 settembre 2011 ha curato una videorubrica settimanale in diretta streaming sul blog di Beppe Grillo denominata Passaparola,[33][34] dove commentava generalmente fatti di attualità politica, da settembre 2010 trasmessa anche su Current TV.[35] In termini di numero di visualizzazioni su YouTube Passaparola è stata costantemente nella top 5 dei video italiani settimanali per la categoria "Notizie e politica".

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 e nel 2005 Marco Travaglio compare nei film-documentari Citizen Berlusconi di Andrea Cairola e Susan Gray e Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti.[36] Sempre nel 2005 collabora come consulente alla sceneggiatura del film Bye Bye Berlusconi!, di Jan Henrik Stahlberg.[37]

Nel 2006 compare nel film Shooting Silvio di Berardo Carboni, nel ruolo di sé stesso, ed afferma che uccidere Silvio Berlusconi non è un rimedio al berlusconismo.[36] Nell'ottobre 2007 registra un'intervista sul Partito Democratico e le relative elezioni primarie per il film Visto dal basso di Piergiorgio Bellocchio.[38] Nel 2012 partecipa al documentario sulla situazione politica italiana Girlfriend in a Coma. Nel 2013 interpreta se stesso con un cameo nel film di Marco Ponti Passione sinistra, tratto dall'omonimo libro scritto da Chiara Gamberale; nello stesso anno partecipa, per la prima volta, come attore al film lungometraggio Il venditore di medicine di Antonio Morabito, prodotto da Amedeo Pagani e presentato l'11 novembre fuoriconcorso al Festival Internazionale del Film di Roma. Dove Travaglio compare nel ruolo di un incorruttibile primario di Oncologia, il professor Malinverni, personaggio che occupa un ruolo strategico nella storia, quasi un punto di svolta nello sviluppo della trama.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 e 2010 Marco Travaglio si è esibito in numerosi teatri italiani con lo spettacolo teatrale Promemoria - Quindici anni di storia d'Italia, un monologo del quale è stato autore e protagonista.[39]

Dall'aprile 2011 è stato in scena con il suo spettacolo Anestesia totale, di cui è autore e protagonista, insieme all'attrice Isabella Ferrari. Ambientato in una Italia post Berlusconi venivano prospettate le conseguenze dei decenni appena trascorsi di progressivo sfascio dell’informazione.[40]

Da gennaio 2013, ancora insieme a Isabella Ferrari, Travaglio va in scena nei teatri italiani con il suo spettacolo È Stato la Mafia, incentrato sulle vicende della trattativa che coinvolse corleonesi e uomini dello Stato.[41]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 collabora con i Two Fingerz nella canzone Vaffancuba e con gli ATPC nel brano Sangue, a cui partecipano anche Luca Morino dei Mau Mau, Bunna degli Africa Unite e Nitto dei Linea 77.

Collocazione politica[modifica | modifica wikitesto]

Travaglio si definisce un liberale da sempre, o meglio, come lui stesso afferma, "liberal-montanelliano".[42] Nella sua ormai celebre intervista rilasciata a Daniele Luttazzi nella trasmissione Satyricon (2001), ha dichiarato di essere un liberale (precisamente «un allievo di Montanelli») che ha trovato "asilo" nell'area di sinistra, ma che non si identifica in quest'area politica. E in interviste più recenti (2010), confermando tali dichiarazioni, ha ribadito piuttosto di avere idee molto più vicine a posizioni che, in altri paesi, normalmente considera rappresentate dalla destra.[43]

In un'intervista rilasciata nel 2008 a Claudio Sabelli Fioretti, riportata nel libro Il rompiballe[44], Travaglio dichiara: «in Francia voterei a occhi chiusi per uno Chirac, un Villepin». «In Germania voterei Merkel sicuro. Mi piacevano molto Reagan e la Thatcher». Ma conclude: «la mia destra non esiste. È immaginaria. È la destra liberale. Cavour, Einaudi, De Gasperi, Montanelli. Tutti morti».[44] Durante la trasmissione Dodicesimo round ha dichiarato che nelle elezioni 2006 ha votato al Senato «senza turarsi il naso per la prima volta»: questo perché l'Italia dei Valori, afferma Travaglio, «mi ha fatto il regalo di candidare una persona che stimo e che mi onora della sua amicizia, Franca Rame».

Sul blog di Antonio Di Pietro, viene pubblicato il 29 marzo 2008 un articolo di Travaglio dove esprime pubblicamente il suo voto ancora a favore dell'Italia dei Valori per le elezioni politiche del 2008, aggiungendo però «in attesa di un nuovo Einaudi o un nuovo De Gasperi», confermando la sua ispirazione liberale.[45] Sul blog Voglioscendere, il 5 giugno 2009, alla vigilia delle elezioni europee ed amministrative 2009, dichiara l'intenzione di sostenere con il voto, ancora una volta, l'Italia dei Valori, perché soddisfatto del suo modo di fare opposizione al governo Berlusconi.[46]

Intervistato da Antonello Piroso il 22 marzo 2011, nella trasmissione Niente di personale su LA7, ha ammesso di aver votato Lega Nord – anche se solo in una delle due Camere[47] – alle Elezioni politiche del 1996. Il voto al partito leghista è stato giustificato da Travaglio come un adempimento a una promessa che aveva fatto a se stesso subito dopo aver lasciato il Giornale nel 1994: da quel momento avrebbe votato per chiunque avesse «buttato giù» Silvio Berlusconi.[48]

Per le elezioni politiche del 2013, in un articolo pubblicato su MicroMega, ha dichiarato il voto per Rivoluzione civile di Antonio Ingroia alla Camera e per il Movimento 5 Stelle al Senato.[49][50]

Inchieste[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Intervista a Marco Travaglio a Satyricon.

Numerosi suoi lavori sono stati successivamente pubblicati sotto forma di libri-inchiesta: il più noto fra questi è senz'altro L'odore dei soldi (scritto con Elio Veltri, pubblicato nel 2001 e riedito nel 2009), in cui attraverso i vari atti processuali si affronta la questione delle origini delle fortune di Silvio Berlusconi. La presentazione del libro durante l'intervista che Daniele Luttazzi fece a Travaglio nel corso della sua trasmissione Satyricon su Rai Due suscitò nel mondo della politica e nei media forti reazioni,[11][12][13] soprattutto perché con essa venivano sollevati pubblicamente alcuni dubbi sui rapporti di Berlusconi e Dell'Utri con Cosa nostra.

Tali presunte relazioni erano rappresentate dal giornalista ripercorrendo vari atti processuali, in particolare quelli delle inchieste svolte dalla Procura di Caltanissetta sui mandanti delle stragi di Capaci e via d'Amelio (in cui erano indagati Berlusconi e Dell'Utri) e quelli sul processo a Palermo a carico di Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa (dove fu poi condannato in primo grado a nove anni di reclusione e a sette anni in appello[51]).

Il suo libro-inchiesta e la sua intervista a Satyricon scateneranno in totale otto citazioni a giudizio nei confronti degli autori del libro Marco Travaglio ed Elio Veltri, del suo editore Editori Riuniti, nonché dei responsabili della trasmissione Daniele Luttazzi, Ballandi Entertainment (produttore del programma), RAI e Carlo Freccero (direttore di Rai Due). Gli attori Silvio Berlusconi, Forza Italia, Mediaset e l'ex ministro delle finanze Giulio Tremonti richiederanno un risarcimento complessivo di 62 miliardi di lire, ed un ulteriore risarcimento (di importo non precisato) sarà richiesto da Fininvest. La magistratura stabilirà che per tutti gli otto casi in giudizio non vi è stata diffamazione e condannerà pertanto gli attori al pagamento delle spese processuali.[14][15][16][52]

Riconoscimenti per l'attività di giornalista[modifica | modifica wikitesto]

Pressefreiheit Preis 2009[modifica | modifica wikitesto]

Marco Travaglio all'incontro "Ad Personam Contra Populum", Palermo, 21 maggio 2010.

L'associazione nazionale dei giornalisti tedeschi DJV (Deutscher Journalisten-Verband) gli ha conferito il prestigioso "premio per la libertà di stampa" Pressefreiheit Preis per l'anno 2009.[53] La decisione, presa dai sette membri della giuria dell'associazione, è stata accompagnata da una dichiarazione di Michael Konken, presidente dell'associazione della stampa tedesca. Konken afferma testualmente: «Onoriamo in Marco Travaglio un collega coraggioso e attento, che si impegna contro tutti gli ostacoli per difendere la libertà di stampa in Italia». Tra i vincitori che l'hanno preceduto ci sono il giornalista serbo Miroslav Filipović e la giornalista russa Ol'ga Kitova. Filipović ha ricevuto il premio per aver scoperto e denunciato pubblicamente i crimini di guerra serbi in Kosovo, Kitova è stata premiata per la sua continua battaglia contro la corruzione in Russia.[54]

Premiolino 2010[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 febbraio 2010 a giudizio insindacabile dei venti membri componenti la giuria giudicante gli viene assegnato all'unanimità il Premiolino 2010 quale riconoscimento per la sua attività professionale di giornalista,[55] il più antico[56][57] e importante[58] premio giornalistico italiano assegnato annualmente a sei giornalisti della carta stampata e della televisione come premio alla carriera e per il loro contributo nel campo della libertà di stampa.

Inviti a Conferenze Internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Nel contesto dei cicli internazionali di conferenze annuali organizzate a Parigi viene invitato quale relatore per il caso italia al dodicesimo ciclo presso il Salons de l'Aveyron sul tema La Democratie en Danger 2010 : Les récentes dépénalisations des crimes financiers et économiques en Italie, en France et leur traitement au sein des institutions européennes (Depenalizzazioni dei crimini finanziari ed economici in Italia e Francia e il loro trattamento nel contesto delle istituzioni europee).

È stato invitato dalla prestigiosa London School of Economics in qualità di relatore chiave per il ciclo di conferenze organizzato a Londra dall'Università sul tema della Libertà di informazione (The Status of Freedom of Information in Italy) ove ha illustrato lo stato della libertà di informazione e stampa in Italia con riferimento alla situazione sociale, la legislazione corrente in tema di finanziamento e disciplina dei gruppi editoriali e le concentrazioni monopolistiche nei settori della carta stampata e della televisione.[59]

È stato invitato nel 2010 dall'Associazione spagnola ItaliaES a tenere una conferenza insieme al direttore de Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro sui casi di corruzione politica in Italia e della libertà di informazione (Los casos de corrupción política en Italia) ove ha illustrato gli esempi più clamorosi di corruzione politica e lo stato della libertà di informazione in Italia. La conferenza si è tenuta nell'Aula Magna del prestigioso ordine degli Avvocati di Barcellona (Il·lustre Col·legi d'Advocats de Barcelona)[60]

Processi per diffamazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua carriera è stato più volte querelato o citato in giudizio per quanto da lui scritto o dichiarato, ma nessun procedimento penale si è concluso con una sentenza definitiva di condanna.[61] A seguito di alcune querele è stato celebrato un processo nel quale è stato assolto. In altri processi civili sono state pronunciate, in primo grado o in appello, sentenze di condanna. In un caso il procedimento si è concluso per remissione della querela e in uno per prescrizione. Di seguito sono descritti alcuni dei procedimenti più significativi che lo hanno coinvolto:

Sentenze favorevoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Dopo aver scritto assieme a Elio Veltri il libro L'odore dei soldi era stato citato in giudizio da Silvio Berlusconi per diffamazione. Nel 2005 il Tribunale civile di Roma ha stabilito che il libro non è diffamatorio ed ha condannato Berlusconi a pagare le spese processuali.[62] Nel 2013 la sentenza viene confermata in appello.[63]
  • In seguito all'intervista rilasciata al comico Daniele Luttazzi nel programma Satyricon è stata avviata un'azione civile per danni da parte di Mediaset contro Travaglio, Luttazzi, RAI, il direttore di Rai Due Carlo Freccero e il produttore del programma Bibi Ballandi. Nel 2005 la causa si risolve in primo grado con la respinta della domanda e con la condanna per Mediaset a rifondere le spese processuali.[52] Nel 2011 la sentenza viene confermata in appello.[16]
  • Nel 2005 Cesare Previti ha citato in giudizio Travaglio per una presunta diffamazione nei suoi confronti e nei confronti di Silvio Berlusconi nell'articolo comparso nella rubrica Bananas de l'Unità il 19 aprile 2005. Nel 2007 il tribunale civile di Roma ha rigettato la domanda di Previti e lo ha condannato a rifondere le spese processuali.[64]
  • Il 6 febbraio 2009 Travaglio, Lucio Caracciolo e Paolo Flores d'Arcais ottengono dal Tribunale di Roma il risarcimento dei danni per la causa per diffamazione intentatagli dal deputato Cesare De Piccoli, per via di un intervento di Marco Travaglio al convegno Proposte per un arcobaleno di pulizia morale, tenutosi a Roma il 14 gennaio 2006 e anche per l'articolo I sommersi ed i salvati, pubblicato su Micromega del marzo 2006, in cui si rivelava che De Piccoli sarebbe stato in possesso di conti in Svizzera, sui quali gli sarebbe stata accreditata una somma di duecento milioni di lire da parte della FIAT.[65]
  • Nel maggio 2009 la Cassazione conferma un proscioglimento sancito l'11 dicembre 2008 dal GIP di Roma, relativo ad un'indagine per presunta diffamazione ai danni di Fabrizio Del Noce, attraverso la pubblicazione di un articolo su l'Unità del 6 marzo 2007,[66][67] condannando il querelante al pagamento delle spese processuali e a 1500 euro di ammenda.[68]
  • Il 9 dicembre 2009 il gip di Roma ha disposto l'archiviazione della causa per diffamazione a mezzo stampa intentata da Cesare Geronzi contro Marco Travaglio,[69] accusato di aver «fornito un'immagine del querelante come persona responsabile di molteplici reati» travalicando «ogni limite nella corretta informazione» e ponendo in essere un pesante attacco «mediante la prospettazione di notizie in parte false e in parte maliziosamente rappresentative», nel suo intervento alla trasmissione Annozero del 1º novembre 2007, nella puntata Arrivano i mostri.[70]
  • Il 30 gennaio 2013 il tribunale civile di Roma condanna Mediaset e R.T.I. a risarcire la somma di 30.000 euro a Marco Travaglio e Antonio Padellaro in seguito all'ingiusto processo a loro carico riguardo ad un articolo de Il Fatto Quotidiano del 19 settembre 2010[71]
  • Il 28 aprile 2009 è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di Roma per il reato di diffamazione ai danni dell'allora direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, perpetrato mediante un articolo pubblicato su L'Unità dell'11 maggio 2007.[72][73] A fine maggio 2009 viene definitivamente prosciolto in Cassazione dall'accusa di diffamazione. La Corte, oltre aver respinto il ricorso, ha condannato Fabrizio Del Noce al pagamento delle spese processuali e a versare 1500 euro alla cassa delle ammende.[74]

Procedimenti estinti per remissione della querela[modifica | modifica wikitesto]

Procedimenti prescritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel gennaio 2010 la Corte d'Appello penale di Roma lo ha condannato a 1.000 euro di multa per il reato di diffamazione aggravato dall'uso del mezzo della stampa, ai danni di Cesare Previti[77]. Il reato, secondo il giudice monocratico, era stato commesso mediante l'articolo Patto scellerato tra mafia e Forza Italia pubblicato sull'Espresso il 3 ottobre 2002.[78] La sentenza d'appello riforma la condanna dell'ottobre 2008 in primo grado inflitta al giornalista ad 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa.[79] In sede civile, a causa del predetto reato, Travaglio era stato condannato in primo grado, in solido con l'allora direttore della rivista Daniela Hamaui, al pagamento di 20.000 euro a titolo di risarcimento del danno in favore della vittima del reato, Cesare Previti.[80] Il 23 febbraio 2011 la condanna per diffamazione confermata in appello per il processo Previti cade in prescrizione.[81]

Sentenze di condanna in sede civile[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2000 è stato condannato in sede civile,[82][83] dopo essere stato citato in giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo in cui Travaglio ha definito Previti «un indagato» su L'Indipendente, Previti era effettivamente indagato ma a causa dell'impossibilità da parte dell'avvocato del giornale di presentare le prove in difesa di Travaglio in quanto il legale non era retribuito, il giornalista fu obbligato al risarcimento del danno quantificato in 79 milioni di lire.[84][85]
  • Il 4 giugno 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a un totale di 85.000 euro (più 31.000 euro di spese processuali) per un errore contenuto nel libro «La Repubblica delle banane» scritto assieme a Peter Gomez e pubblicato nel 2001; in esso, a pagina 537, si attribuiva erroneamente all'allora neo-parlamentare di Forza Italia Giuseppe Fallica una condanna per false fatture che aveva invece colpito un omonimo funzionario di Publitalia. L'errore era poi stato trasposto anche su L'Espresso, il Venerdì di Repubblica e La Rinascita della Sinistra, per cui la condanna in solido, oltreché la Editori Riuniti, è stata estesa anche al gruppo Editoriale L'Espresso. Nel 2009, dopo il ricorso in appello, la pena è stata ridotta a 15.000 euro.[86]
  • Il 5 aprile 2005 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme all'allora direttore dell'Unità Furio Colombo, al pagamento di 12.000 euro più 4.000 di spese processuali a Fedele Confalonieri (Mediaset) dopo averne associato il nome ad alcune indagini per ricettazione e riciclaggio, reati per i quali, invece, non era risultato inquisito.[87]
  • Il 20 febbraio 2008 il Tribunale di Torino in sede civile lo ha condannato a risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset con 26 000 euro, a causa di una critica ritenuta «eccessiva» nell'articolo "Piazzale Loreto? Magari"[88] pubblicato nella rubrica Uliwood Party su l'Unità il 16 luglio 2006.[89]
  • Nel giugno 2008 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme al direttore dell'Unità Antonio Padellaro e a Nuova Iniziativa Editoriale, al pagamento di 12.000 euro più 6.000 di spese processuali per aver descritto la giornalista del TG1 Susanna Petruni come personaggio servile verso il potere e parziale nei suoi resoconti politici: «La pubblicazione», si leggeva nella sentenza, «difetta del requisito della continenza espressiva e pertanto ha contenuto diffamatorio».[87]
  • Il 21 ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione (Terza sezione civile, sentenza 22190) al risarcimento di 5.000 euro nei confronti del giudice Filippo Verde che era stato definito «più volte inquisito e condannato» nel libro Il manuale del perfetto inquisito, affermazioni giudicate diffamatorie dalla Corte in quanto riferite «in maniera incompleta e sostanzialmente alterata» visto il «mancato riferimento alla sentenza di prescrizione o, comunque, la mancata puntualizzazione del carattere non definitivo della sentenza di condanna, suscitando nel lettore l'idea che la condanna fosse definitiva (se non addirittura l'idea di una pluralità di condanne)».[90]
  • Il 18 giugno 2010 è stato condannato[91] dal Tribunale di Torino – VII sezione civile – a risarcire 16.000 € al Presidente del Senato Renato Schifani (che aveva chiesto un risarcimento di 1.750.000 €) per diffamazione avendo evocato la metafora del lombrico e della muffa a Che tempo che fa il 10 maggio 2008. Il Tribunale ha invece ritenuto che le richieste di chiarimenti, da parte di Travaglio, circa i rapporti di Schifani con esponenti della mafia siciliana rientrino nel diritto di cronaca, nel diritto di critica e nel diritto di satira.[92]
  • L'11 ottobre 2010 Travaglio è stato condannato in sede civile per diffamazione dal Tribunale di Marsala, per aver dato del figlioccio di un boss all'assessore regionale siciliano David Costa, arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente assolto in appello. Travaglio è stato condannato a pagare 15.000€[93].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

In circa 28 anni di attività (al 2011) Marco Travaglio ha pubblicato circa quindici/ventimila articoli, 30 libri, partecipato a 150 trasmissioni TV e 2 000 conferenze.[94]

Travaglio autografa un libro
Travaglio presenta Bavaglio (2008)

Prefazioni, introduzioni e postfazioni[modifica | modifica wikitesto]

Curatele[modifica | modifica wikitesto]

Interviste in volume[modifica | modifica wikitesto]

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Promemoria - Quindici anni di storia d'Italia (2009-2010)
  • Anestesia totale (2011)
  • È Stato la Mafia (2013)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • È tifoso della Juventus, anche se, dopo lo scoppio di Calciopoli, non ha mai mancato di sottolineare le pesanti responsabilità del club bianconero all'interno dello scandalo calcistico del 2006.[95][96][97]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Travaglio condirettore del Fatto Quotidiano in PrimaOnline, 23 maggio 2014. URL consultato il 28 maggio 2014.
  2. ^ Marianna Rizzini Il signor Manette, quotidiano il Foglio del 26/4/2010 [1]
  3. ^ Franco Travaglio, myspace.com. URL consultato il 4 settembre 2011.
  4. ^ a b c d e Sara Faillaci, Marco Travaglio. Indro, Ronald, gli Abba e le Veline (PDF) in Vanity Fair, 27 aprile 2011, pp. 106-114. URL consultato il 9 agosto 2011.
  5. ^ a b c d e Biografia di Marco Travaglio in L'odore dei soldi. Origini e misteri. (Nuova edizione), pp. 568-569. (Elio Veltri e Marco Travaglio, 2009, Editori Riuniti, ISBN 978-88-359-8008-7).
  6. ^ Mario Giordano, Due o tre cose sul mio ex amico Travaglio (PDF) in il Giornale, 14 maggio 2008, p. 43. URL consultato il 5 agosto 2011.
  7. ^ Luigi Mascheroni, Ma che piacevole imbarazzo riascoltare la voce stonata di quel cantastorie di Arpino, il Giornale, 29 luglio 2011. URL consultato l'8 agosto 2011.
  8. ^ Fabio FazioChe tempo che fa: La doppia intervista a Loris Mazzetti e Marco Travaglio, Rai 3, 30 dicembre 2007. URL consultato il 14 giugno 2014.
  9. ^ Marco Travaglio, democrazialegalita.it (a cura di), Documentazione tratta da "L'affare Sofri" in Blog "Panni di piombo" di Mario Ferrandi (l'Espresso Blog), 9 giugno 2007. URL consultato il 5 agosto 2011.
  10. ^ Paolo Bracalini, Travaglio, l’"impresentabile" di Repubblica, 15 maggio 2008. URL consultato l'11 agosto 2011.
  11. ^ a b Polemiche, dimissioni e nuove regole in Corriere della Sera, 24 marzo 2001, p. 2. URL consultato il 10 agosto 2011.
  12. ^ a b Paola Di Caro, Il Cavaliere contro Montanelli "l'ingrato" e i "falsi" sulla mafia in Corriere della Sera, 25 marzo 2001, p. 5. URL consultato il 10 agosto 2011.
  13. ^ a b Andrea Montanari, Berlusconi: "Da Santoro uso criminoso della tv", la Repubblica, 1º aprile 2008. URL consultato il 19 settembre 2011.
  14. ^ a b Commento in quarta di copertina de L'odore dei soldi. Origini e misteri. (Nuova edizione). (Elio Veltri e Marco Travaglio, 2009, Editori Riuniti, ISBN 978-88-359-8008-7).
  15. ^ a b Alessandra Longo, Luttazzi e Travaglio assolti. "Berlusconi non fu diffamato", la Repubblica, 20 ottobre 2005. URL consultato il 5 agosto 2011.
  16. ^ a b c Alberto Sofia, Caso Satyricon, Mediaset perde in appello. Niente diffamazione per Travaglio e Luttazzi in il Fatto Quotidiano, 18 ottobre 2011, p. 8. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  17. ^ Travaglio lascia l'Unità, al suo posto arriva Paolo Villaggio: "È un genio", Adnkronos, 25 giugno 2009. URL consultato l'11 agosto 2011.
  18. ^ Marco Travaglio, Lettera a Vittorio Feltri, direttore di Libero, voglioscendere.it, 15 giugno 2008. URL consultato il 9 agosto 2011.
  19. ^ Dal libro "Bananas" di Marco Travaglio, garzantilibri.it. URL consultato il 9 agosto 2011.
  20. ^ Motivazioni del XXXV Premio Forte Dei Marmi Satira Politica per il Giornalismo. URL consultato il 9 agosto 2011. Per avere inventato Bellachioma. Per aver consacrato Piercasinando. Per non aver mai lasciato in pace Vasa Vasa. Per la testardaggine con cui perseguita Doppio Zero nel senso di Farina. Ma anche per non aver affibbiato nessun nomignolo a Scaramella, che intanto non serve. Per non aver mai dimenticato l’imperativo marxiano di D’Alema e Fassino «fateci sognare» ora che «abbiamo una banca». Per la cura che dedica al ricordo imperituro delle gesta di Guzzanti padre, Riccucci, Previti, Dell’Utri. Per aver beccato Luciano Moggi in visita a Lourdes sotto le umili spoglie di Padre Pijo (si legge Piglio). Premio a Travaglio che con argomenti di destra ha reinventato la miglior satira antipolitica di sinistra. Come era già capitato al democristiano Mario Melloni, indimenticato Fortebraccio.
  21. ^ Marco Travaglio, Lettera contro la legge sull'indulto del 2006 in Blog di Beppe Grillo, 9 agosto 2006. URL consultato il 27 luglio 2011.
  22. ^ Marco Travaglio, Dal Sisde alla Mafia la carriera de "u Dutturi" in l'Unità, 27 dicembre 2007, p. 1. URL consultato il 10 agosto 2011.
  23. ^ Intervento di Travaglio al V2-Day, V2-Day, Torino, 25 aprile 2008. URL consultato il 5 agosto 2011.
  24. ^ Travaglio in tv contro Schifani: bufera sulla Rai, La Stampa, 11 maggio 2008. URL consultato l'11 maggio 2008.
  25. ^ Travaglio-Schifani, caos alla Rai, La Stampa, 15 maggio 2008. URL consultato il 5 agosto 2011.
  26. ^ Marco Travaglio vicedirettore de il Fatto, Quo Media, 15 ottobre 2010. URL consultato il 5 agosto 2011.
  27. ^ Claudio Plazzotta, Il Fatto fa ricchi Padellaro & Co in ItaliaOggi, 13 agosto 2011, p. 17. URL consultato il 18 settembre 2011.
  28. ^ Giorgio Poidomani, Senza padroni (tif) in il Fatto Quotidiano, 23 settembre 2009, p. 22. URL consultato il 7 settembre 2011.
  29. ^ Marco Travaglio, Dichiarazione di intenti de "il Fatto", voglioscendere.it, 28 maggio 2009. URL consultato il 7 settembre 2011.
  30. ^ Gloria Esposito, "Il Fatto": un nuovo quotidiano in stile "travagliano" doc, AgoraVox.it, 30 maggio 2009. URL consultato il 9 agosto 2011.
  31. ^ Santoro: "Con Rai per una notte romperemo il silenzio", Il Sole 24 ORE, 22 marzo 2010. URL consultato il 7 agosto 2011.
  32. ^ Redazione de Il ribelle. URL consultato il 14 marzo 2012.
  33. ^ Marco Travaglio, Passaparola in Blog di Beppe Grillo. URL consultato l'8 agosto 2011.
  34. ^ Arrivederci Marco, Blog di Beppe Grillo, 2 ottobre 2011. URL consultato il 17 ottobre 2011.
  35. ^ Debora Marighetti, Marco Travaglio da domani su Current con Passaparola, 6 settembre 2010. URL consultato il 3 ottobre 2011.
  36. ^ a b (EN) Marco Travaglio in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  37. ^ Maria Pia Fusco, Film a sorpresa a Berlino un sosia recita il Cavaliere in la Repubblica, 11 febbraio 2006, p. 10. URL consultato il 16 agosto 2011.
  38. ^ Travaglio: "Primarie alla Ceausescu", Dailymotion.com, 5 ottobre 2007. URL consultato il 16 agosto 2011.
  39. ^ Scheda Promemoria, Teatro.org. URL consultato il 16 agosto 2011.
  40. ^ Luciana Apicella, Travaglio e Isabella Ferrari portano in scena il day after dell’Italia deberlusconizzata, ilfattoquotidiano.it, 28 aprile 2011. URL consultato il 16 agosto 2011.
  41. ^ Travaglio debutta a Bologna con "È Stato la Mafia", la Repubblica. URL consultato il 10 febbraio 2013.
  42. ^ L’Italia tra politica e antipolitica: Marco Travaglio all'Auditorium della cultura friulana, connessomagazine.it
  43. ^ Luca TeleseTetris: Il personaggio: Marco Travaglio, LA7, 18 marzo 2010. URL consultato il 15 luglio 2011.
  44. ^ a b Claudio Sabelli Fioretti, Marco Travaglio, Il rompiballe, Aliberti, 1º maggio 2008, p. 180, ISBN 978-88-7424-267-2.
  45. ^ Dichiarazioni di voto: Marco Travaglio, antoniodipietro.com, 29 marzo 2008. URL consultato il 30 agosto 2011.
  46. ^ Marco Travaglio, Un voto contro ma anche per, voglioscendere.it, 5 giugno 2009. URL consultato il 9 agosto 2011.
  47. ^ L'altro voto lo diede all'Ulivo di Romano Prodi.
  48. ^ Antonello PirosoNiente di personale: Tarak Ben Ammar e Marco Travaglio, LA7, 22 marzo 2011. URL consultato il 14 luglio 2011.
  49. ^ Lilli GruberOtto e mezzo: Il Travaglio del voto, LA7, 8 febbraio 2013. URL consultato il 22 febbraio 2012.
  50. ^ AA.VV, Un voto stanco in MicroMega, 2/2013.
  51. ^ Mafia, sette anni a Dell'Utri. Il senatore: "Sentenza pilatesca", Corriere della Sera, 29 giugno 2010. URL consultato il 19 settembre 2011.
  52. ^ a b Sentenza n. 27061 del 6/12/2005 del Tribunale civile di Roma sez. I (Mediaset vs Satyricon). URL consultato il 22 settembre 2011.
  53. ^ DJV prize for Marco Travaglio
  54. ^ comunicato stampa dal sito ufficiale della DJV, 24 febbraio 2008
  55. ^ Ultime Notizie Online | Agenzia Giornalistica Italia | AGI
  56. ^ Sito ufficiale
  57. ^ «Premiolino» ai giornalisti più sinceri (Il Giornale, 18 ottobre 2006)
  58. ^ Il Premiolino a Ferrarella (Corriere della Sera, 15 novembre 2007)
  59. ^ Luca Russo, LONDRA – Marco Travaglio. "Lo stato della libertà d'informazione in Italia", 6 maggio 2010. URL consultato il 9 agosto 2011..
  60. ^ "Conferencia de Marco Travaglio y Antonio Padellaro en Barcelona", 17 giugno 2010. URL consultato il 24 aprile 2013..
  61. ^ Casellario giudiziale generale di Marco Travaglio, 25 luglio 2008. URL consultato il 13 luglio 2009.
  62. ^ Sentenza 2525/05 del Tribunale civile di Roma
  63. ^ Sentenza della Corte d'Appello di Roma
  64. ^ Sentenza 14363/07 del tribunale civile di Roma
  65. ^ http://ia331424.us.archive.org/1/items/SentenzaDePiccoli/Ele_dePiccoli24831_08.pdf
  66. ^ Cassazione, respinto ricorso Del Noce contro Travaglio: fatti riportati veritieri, Il Messaggero, 29 maggio 2009
  67. ^ Marco Travaglio non diffamò Del Noce: lo ha deciso la Cassazione, Giornalismoblog.it, 1 giugno 2009
  68. ^ Sentenza 22659/09 della Cassazione
  69. ^ Geronzi vs Travaglio: procedimento archiviato
  70. ^ Profondo rosso – Travaglio
  71. ^ L'ordinanza che condanna Mediaset a risarcire il fatto
  72. ^ Tv: Travaglio condannato per diffamazione Del Noce, Adnkronos, 28 aprile 2009
  73. ^ Travaglio gioie e dolori, a Berlino premiato a Roma condannato, Giornalismoblog.it, 29 aprile 2009
  74. ^ Cassazione, respinto ricorso Del Noce contro Travaglio: fatti riportati veritieri
  75. ^ Della estinzione del reato e della pena
  76. ^ Lettera a Socci: Nel 2004 ho dedicato due rubriche "Bananas" ad Antonio Socci: "M'illumino d'incenso" e "Zitti e Vespa" (rispettivamente sull'Unità del 12.03.2004 e del 06.05.2004). Antonio Socci ne ha giudicato il contenuto lesivo della sua onorabilità e reputazione professionale e personale, tanto da querelarmi per diffamazione all'Autorità Giudiziaria penale competente. Oggi riconosco di aver ecceduto, in quegli articoli, quanto a vis polemica nei confronti di Socci, usando toni e affermazioni ingiuste rispetto alla sua serietà e competenza professionale. E di ciò mi scuso anche pubblicamente con lui, come ho già fatto in una conversazione privata. E gli rinnovo, al di là di ogni divergenza d'opinione, la mia piena stima umana e professionale. Tratto da: http://vivamarcotravaglio.splinder.com/post/15857343
  77. ^ Giornalisti: Corte Appello Annulla Condanna Travaglio-Hamaui | Prima Comunicazione
  78. ^ Patto scellerato tra mafia e Forza Italia, L'Espresso, 3 ottobre 2002
  79. ^ Diffamazione ai danni di Previti otto mesi per Marco Travaglio, Quotidiano.net, 15 ottobre 2008
  80. ^ Marco Travaglio, Marco Travaglio risponde su alcune polemiche, voglioscendere.it, 9 gennaio 2010. URL consultato il 4 settembre 2011.
  81. ^ Il giudice lumaca salva Travaglio: cade la condanna per diffamazione - Interni - ilGiornale.it
  82. ^ Previti fa pignorare lo stipendio di un giornalista, la Repubblica, 4 gennaio 2000, pag. 18
  83. ^ Nuovo match tra Previti e Travaglio, la Repubblica, 24 dicembre 1999, pag. 9
  84. ^ Per un articolo Previti: sì a metà risarcimento ma con scuse, Corriere della Sera, 24 dicembre 1999, pag. 19
  85. ^ Un oscuro impiegato e le banconote di Previti, la Repubblica, 12 gennaio 2000, pag. 15
  86. ^ Il diritto dell'informazione e dell'informatica, http://www.giur.uniroma3.it/materiale/docenti/zeno/materiale/Zeno-Zencovich-2.pdf
  87. ^ a b Fonte: Il diritto dell'informazione e dell'informatica, http://www.giur.uniroma3.it/materiale/docenti/zeno/materiale/Zeno-Zencovich-2.pdf
  88. ^ Piazzale Loreto? Magari, l'Unità, 16 luglio 2006
  89. ^ Sentenza 1125/08 del tribunale civile di Torino
  90. ^ [2], Adnkronos, 22 ottobre 2009
  91. ^ [3] Sentenza di I Grado del Tribunale, 1 giugno 2010
  92. ^ Fonte: Corriere della Sera, 19.06.2010, "Travaglio dovrà risarcire Schifani: 16mila euro su 2 milioni richiesti"
  93. ^ Arriva l’ennesima condanna per l’«incensurato» Travaglio
  94. ^ Marco Travaglio, E io pago in il Fatto Quotidiano, 12 luglio 2011, p. 1.
  95. ^ Marco Travaglio, Qualche risposta e una proposta, il Fatto Quotidiano, 17 dicembre 2012. URL consultato il 19 dicembre 2012.
  96. ^ Fabio FazioChe tempo che fa: Intervista a Marco Travaglio, Rai 3, 14 maggio 2006. URL consultato il 15 luglio 2011.
  97. ^ Marco Travaglio, Berlusconi offshore in Passaparola, 18 ottobre 2010. URL consultato il 4 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]

Documentazione e approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 42020764