Cuore (periodico)

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Cuore
Stato Italia Italia
Periodicità settimanale
Genere satira
Fondazione 16 gennaio 1989
Chiusura 2 novembre 1996
Record vendite 160.000
Direttore Michele Serra, Claudio Sabelli Fioretti, Andrea Aloi
 

Cuore. Settimanale di resistenza umana è stato un periodico satirico italiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nasce il 16 gennaio 1989 come inserto satirico del quotidiano l'Unità, dopo la cessazione delle pubblicazioni di Tango, precedente inserto satirico diretto da Sergio Staino, chiuso tre mesi prima[1]. I tre fondatori furono Michele Serra (fino ad allora giornalista de l'Unità specializzato in sport, spettacolo e cultura), che lo dirigerà fino al giugno 1994, il caporedattore delle pagine culturali Andrea Aloi e lo scrittore-giornalista Piergiorgio Paterlini. Al loro fianco, l'ex caporedattore de l'Unità Sergio Banali[2].

Tra i tanti collaboratori si ricordano Sergio Staino, Vauro, Vincino, Altan, Lia Celi, Ellekappa, Roberto Perini, Disegni e Caviglia, Gialappa's Band, Beppe Grillo, Stefano Benni, Domenico Starnone, Gino e Michele, Enzo Costa, Majid Valcarenghi, Daria Bignardi, Fabio Fazio, Patrizio Roversi, Gianni Allegra, Frago, Renato Calligaro e Mazza. Il progetto grafico del nuovo settimanale era curato da Mauro Luccarini e Fabio Bolognini. Il 21 gennaio 1991 esce in edicola l'ultimo numero gratuito (n. 104) allegato a l'Unità. Poco dopo, quasi contemporaneamente allo scioglimento del Partito Comunista Italiano, Cuore diventa un settimanale indipendente (4 febbraio 1991) e, a sorpresa, vende 140.000 copie a settimana.

Diventano importanti luoghi d'incontro della sinistra le feste della rivista: esse si tengono ogni estate, generalmente a luglio, presso Montecchio Emilia (Reggio Emilia)[3]. Si arriverà fino all'undicesima edizione, conteggiando anche le prime tre (tra il 1986 e il 1988) come feste di Tango[4]. Raggiunge il massimo fulgore nel 1992, in contemporanea con l'ascesa delle inchieste giudiziarie di "Mani pulite": si sdoppia, inserendo un "inserto politicamente corretto" (Garrone) e tocca le 160.000 copie di vendita alla fine del 1992 con il primo avviso di garanzia spedito a Bettino Craxi.

Di questo periodo si ricordano copertine fulminanti ("Scatta l'ora legale, panico tra i socialisti", "Salvo Lima come John Lennon, ucciso da un fan impazzito", "Fanno i comunisti, e poi vanno a fare la settimana bianca", "Aiuta lo Stato: uccidi un pensionato") e una serie interminabile di querele, provenienti in gran parte dal mondo cattolico. Nel momento di maggiore successo, affiancano Michele Serra in redazione giovani di bottega che faranno carriera: da Lia Celi, oggi apprezzata autrice umoristica, al corsivista del Manifesto Alessandro Robecchi, a Luca Bottura (autore TV e autore di rubriche per il Corriere della Sera).

Dal 1992 al 1995 si tiene ogni estate la "Festa di Cuore" prima a Montecchio Emilia (fino al 1994), e in un'unica edizione a Imola.

Nel 1994 Michele Serra passa la direzione a Claudio Sabelli Fioretti, allora direttore di Sette, il magazine del Corriere della Sera. Sabelli Fioretti imposta la propria linea editoriale a imitazione di quella del settimanale francese Le Canard enchaîné[5][6], ma l'operazione non pare riscuotere il consenso sperato, e così le vendite stazionano a 60.000 copie nel 1995, per declinare a 45.000 l'anno dopo. Né ha maggiore fortuna nel 1996 la direzione di Andrea Aloi[7], che accompagna il giornale fino alla chiusura, avvenuta il 2 novembre 1996 con la pubblicazione del numero 297[8]. Uno speciale 298° numero uscirà nel gennaio 1997 con le prime pagine di tutti i 396 numeri pubblicati e con un'introduzione di Michele Serra.

Nel 1999 riprende come periodico quindicinale diretto da Paolo Aleandri con nuovi autori e con la proprietà del management del gruppo musicale Elio e le Storie Tese. Anche stavolta, tuttavia, le vendite si rivelano deludenti. Saranno solo 25 numeri nel 1999 e 2 nel 2000 come Cuore cult. Michele Serra, il giorno della chiusura, commenta: "I giornali satirici sono come lo yogurt. Hanno la scadenza sull'etichetta già quando nascono"[9]. Sempre nel 1999 oltre alla pubblicazione cartacea venne creato un sito con le stesse tematiche, che come la rivista ebbe vita breve. Successivamente lo stesso insuccesso riguarderà il periodico mensile Cuore presenta Il cacchio uscito nel dicembre 2001 e pubblicato per pochi numeri.

Dalle ceneri di Cuore nascerà nel 1997 Clarence, portale satirico fondato da Roberto Grassilli (grafico e disegnatore di Cuore, nonché musicista nel gruppo Lino e i Mistoterital) e Gianluca Neri, che di Cuore realizzò la versione Internet ed attualmente, tra l'altro, gestisce il sito Macchianera[10]. Clarence, che nel periodo di massimo splendore arrivò ad avere una versione gay (Terence), è ora di proprietà di Dada.net.

Il 16 aprile 2007 è uscito allegato a l'Unità un nuovo giornale satirico che ingloba contributi di alcuni degli autori che hanno segnato il successo di Cuore: Emme.

Direttori[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Aloi, Chiara Belliti, Mauro Luccarini, Piermaria Romani (a cura di), Non avrai altro «Cuore» all'infuori di me. Vita e miracoli di un settimanale di resistenza umana, Rizzoli, Milano 2008, ISBN 9788817023603.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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