Furio Colombo
| on. Furio Colombo | |||
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| Luogo nascita | Châtillon, |
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| Data nascita | 1 gennaio 1931 | ||
| Titolo di studio | laurea in giurisprudenza | ||
| Professione | giornalista professionista | ||
| Partito | Partito Democratico | ||
| Legislatura | XIII, XVI | ||
| Gruppo | Partito Democratico | ||
| Circoscrizione | III | ||
| Regione | Lombardia 1 | ||
| Incarichi parlamentari | |||
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Componente della III Commissione (Affari esteri e comunitari) dal 21 maggio 2008 |
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| Pagina istituzionale | |||
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| Legislatura | XV Legislatura | ||
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| Gruppo | L'Ulivo | ||
| Pagina istituzionale | |||
Furio Colombo, anche conosciuto con lo pseudonimo di Marc Saudade[1] (Châtillon, 1º gennaio 1931), è un giornalista, scrittore e politico italiano.
Indice |
Biografia[modifica]
Già alla metà degli anni '50, giovanissimo, fu chiamato alla RAI dove, insieme ad un gruppo di giovani intellettuali (tra cui Emilio Garroni, Luigi Silori, Umberto Eco, Mario Carpitella, Antonio Santoni Rugiu), collaborò e diresse vari programmi culturali radiotelevisivi, realizzando decine di documentari e servizi giornalistici. Al suo attivo ha numerosi saggi.
Nei primi anni settanta fu tra i primi professori a contratto del corso di laurea in DAMS all'Università di Bologna, dove insegnò Linguaggio radiotelevisivo tra il 1970 e il 1975.
Nel 1972 è apparso come attore nella pellicola Il caso Mattei, nella quale ha interpretato la parte dell'assistente-traduttore dell'allora presidente dell'ENI tragicamente morto in circostanze non del tutto chiarite.
Fu corrispondente de La Stampa e de la Repubblica dagli Stati Uniti. Negli stessi anni scrisse per il New York Times e per New York Review of Books. Fu poi presidente della FIAT USA e, in tale veste, insegnò giornalismo alla Columbia University.
Direttore de L'Unità[modifica]
Tra il 2001 e il 2005 fu direttore de l'Unità, e tra il 2000 e il 2005 diresse la rivista L'architettura. Cronache e storia.
Secondo quanto riportato da Panorama, Marco Travaglio, allora collaboratore de l’Unità, spiegò l'abbandono di Colombo con "mesi di mobbing praticato da ben noti ambienti Ds, insofferenti per la linea troppo autonoma, troppo aperta, diciamo pure troppo libera del giornale". La ragione, secondo Travaglio, stava nel fatto che l’Unità era l’unica “a dire le cose che non si possono dire e a vedere le cose che si preferisce non vedere”. In particolare a chiamare “le cose con il loro nome: guerra la guerra e non missione di pace; separatismo il separatismo e non federalismo fiscale; razzismo il razzismo e non sicurezza; inciucio l’inciucio e non riformismo”, e così via»[2].
Deputato[modifica]
Dopo l'esperienza da deputato tra le file del PDS-DS (dal 1996 al 2001), è tornato in Parlamento nel 2006, questa volta come senatore, per la lista dei DS in Lombardia ed iscritto al gruppo parlamentare dell'Ulivo. Rieletto nuovamente Deputato nel 2008, è stato Componente, per il PD, della III° Commissione (Affari Esteri e Comunitari) e della Commissione esaminatrice del "Premio Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli".
Dalla morte di Mirko Tremaglia fino allo scioglimento delle Camere, è stato più anziano deputato della XVI Legislatura.
Candidatura alla segreteria del Partito Democratico[modifica]
Il 16 luglio 2007, con un articolo pubblicato su L'Unità, ha annunciato la sua candidatura alla segreteria del Partito Democratico, puntando su una critica marcata nei confronti di Silvio Berlusconi, del berlusconismo e di ciò che i suoi governi hanno rappresentato nella legislatura precedente. Tuttavia, all'atto di presentazione delle sottoscrizioni necessarie alla candidatura (il 30 luglio), presenta alcuni moduli che gli erano stati inviati via fax e quindi non in originale. L'ufficio tecnico-amministrativo del "Comitato 14 ottobre", promotore del PD, ammette la sua candidatura "con riserva", richiedendo gli originali entro 48 ore. Colombo sostiene l'impossibilità di eseguire la richiesta, vista l'assenza di strutture partitiche alle sue spalle, e lamenta la presenza di regole "vetero-burocratiche" che "soffocano" la nascita del nuovo partito. Il 1º agosto, con un intervento sull'Unità, annuncia di rinunciare alla candidatura.
Attività parlamentare[modifica]
Secondo il sito OpenParlamento, che supervisiona le attività di deputati e senatori, al 27 maggio 2011 Furio Colombo è il deputato con il più alto numero di voti ribelli, contrari cioè alle indicazioni del partito di appartenenza, pari cioè a 633.[3]
Altre iniziative[modifica]
L'8 luglio 2008 ha partecipato al No Cav Day, del quale era uno dei principali promotori, anche dichiarando la propria contrarietà per un attacco in precedenza rivolto al presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.
Collabora come editorialista con il Fatto Quotidiano dalla sua fondazione, ne cura anche la rubrica quotidiana A domanda rispondo dove generalmente affronta temi politici proposti dai lettori.[4]
È presidente nazionale di "Sinistra per Israele", associazione che si pone il compito di "contrastare i pregiudizi antiisraeliani, antisionisti e talora perfino antisemiti che albergano anche in una parte consistente della sinistra italiana".[5]
Opere[modifica]
- Gruppo di bambini, Monografia, 1951-1966.
- Guatemala: vendita di pane, Monografia, 1951-1966.
- Messico: Indios pregano per la siccita, Il mondo, 1951-1962.
- Puebla: teenagers, Monografia, 1951-1966.
- Le donne matte, Feltrinelli, 1964.
- Invece della violenza, Bompiani, 1967.
- Tano Festa, Il punto, 1968.
- Le condizioni del conflitto, Bompiani, 1970.
- (a cura di) Cinema e televisione dell'ultima America, Soc. Gestioni Editoriali, 1972.
- Il nuovo medioevo, Milano: Bompiani, 1972 (con Umberto Eco, Francesco Alberoni e Giuseppe Sacco)
- (con Benvenuto Cuminetti, Antonio Martinelli) Alternative: antologia interdisciplinare, Minerva italica, 1973.
- Ultima Hanoi, Bompiani, 1973.
- Da Kennedy al Watergate, SEI - Società Editrice Internazionale Editore, 1974.
- Televisione: la realtà come spettacolo, Bompiani, 1974.
- Ipertelevision, Cooperativa scrittori, 1976.
- I prossimi americani: "chi e chi" nelle elezioni presidenziali USA del 1976: intervista a tutti i protagonisti della vita politica americana: chi e chi nelle elezioni presidenziali USA del 1976. Intervista con tutti i protagonisti della vita politica americana, Garzanti, 1976.
- (con Roberto Grandi, Nora Rizza) Radio e televisione, Guaraldi, 1977.
- Rabbia e televisione: riflessioni sugli effetti imprevisti della TV, SugarCo, 1981.
- Nespolo, Vanessa, 1982.
- Passaggio a occidente, Rizzoli, 1982.
- Il Dio d'America: religione, ribellione e nuova destra, Mondadori, 1983.
- (con Ugo Nespolo) Un'intuizione americana, Luisella D'Alessandro, 1983.
- Bersagli Mobili, Mondadori, Milano, 1984 (con lo pseudonimo Marc Saudade)
- L'ambasciatore di Panama, Mondadori, Milano, 1985 (con lo pseudonimo Marc Saudade)
- Cosa farò da grande?, Mondadori, 1986.
- El centro, Mondadori, Milano, 1987 (con lo pseudonimo Marc Saudade)
- Trappola a Hong Kong, Racconto pubblicato su L'Espresso, 16 agosto 1987 (con lo pseudonimo Marc Saudade)
- Intervista sulla televisione, Pironti, 1988.
- Occhio testimone, Bompiani, 1988.
- Terza pagina. Mille americhe, La Stampa, 1988.
- Carriera vale una vita?, Rizzoli, 1989.
- Il destino del libro e altri destini, Bollati Boringhieri, 1990.
- Il terzo dopoguerra. Conversazioni sul postcomunismo, Rizzoli, 1990.
- La città profonda. Saggi immaginari su New York, Feltrinelli, 1992.
- Come trovare un lavoro. Chi sono. Cosa voglio essere, Rizzoli, 1992.
- Frontiera, la Rivista dei libri, 1993.
- (con Achille Bonito Oliva) Larry Rivers: opere 1989-1992, Trentadue, 1993.
- (con Vittorio Feltri), Fascismo/antifascismo, Rizzoli, 1994.
- Gli altri che farne, Rizzoli, 1994.
- Confucio nel computer. Memoria accidentale del futuro, ISBN 88-17-84433-0, Rizzoli, 1995.
- (con Vittorio Foa) Il sogno di una Destra normale, Donzelli, 1995.
- Il treno della Cina. Dispacci di un viaggio, Laterza, 1995.
- Ultime notizie sul giornalismo. Manuale di giornalismo internazionale, Laterza, 1995.
- Gli altri che farne, Rizzoli, 1997.
- Fine del villaggio globale: notizie di guerra, Reset, 1999.
- La vita imperfetta. Cronaca di cambiamento, Rizzoli, 1999.
- Manuale di giornalismo internazionale. Ultime notizie sul giornalismo, Laterza, 1999.
- La scoperta di nuovi mondi, Ist. Poligrafico dello Stato, 2001.
- Privacy, Rizzoli ERI, 2001.
- (con Antonio Padellaro) 'Il libro nero della democrazia. Vivere sotto il governo Berlusconi, Baldini Castoldi Dalai, 2002.
- Scene da una vittoria, l'Unità, 2002.
- L'America di Kennedy, Baldini Castoldi Dalai, 2004.
- America e libertà. Da Alexis de Tocqueville a George W. Bush, Baldini Castoldi Dalai, 2005.
- (con Carlo G. Ferretti) L'ultima intervista di Pasolini, Avagliano, 2005.
- La fine di Israele, Il Saggiatore, 2007.
- Post giornalismo. Notizie sulla fine delle notizie, Editori Riuniti, 2007.
- Architettura come difesa-Architecture as defense, Mancosu, 2008.
- (con Marco Alloni) La civiltà al potere, ADV Advertising Company, 2008.
- (con Santi Visalli, Danilo Checchi) Icons, Vianello Libri, 2009.
- La paga. Il destino del lavoro e altri destini, Il Saggiatore, 2009.
- No. Brevi interventi in Parlamento 2008-2011, Sigismundus Editrice, 2011.
Onorificenze[modifica]
| Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana | |
| — 28 maggio 1990. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[6] |
Note[modifica]
- ^ Fabio Giovannini, Storia del noir: dai fantasmi di Edgar Allan Poe al grande cinema di oggi, Castelvecchi, Roma, 2000, pag.150
- ^ 200 errore
- ^ elenco dei deputati - OpenParlamento
- ^ Blog di Furio Colombo. il Fatto Quotidiano. URL consultato in data 6 ottobre 2011.
- ^ Sito ufficiale di Sinistra per Israele
- ^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Colombo dott. Furio
Altri progetti[modifica]
Wikiquote contiene citazioni di o su Furio Colombo
Collegamenti esterni[modifica]
- Gli altri verranno dopo. Incontro con Furio Colombo
- Intervista con Furio Colombo (in inglese)
- Scheda su Openpolis
- Furio Colombo e il conflitto di interessi, intervista, arcoiris.tv
| Predecessore | Direttore de l'Unità | Successore |
|---|---|---|
| Giuseppe Caldarola | 2001 - 2005 | Antonio Padellaro |
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