Furio Colombo

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on. Furio Colombo
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Châtillon, Italia Italia
Data nascita 1 gennaio 1931
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione giornalista professionista
Partito PDS (1996-1998), PD (dal 2007)
Legislatura XIII, XVI
Gruppo L'Ulivo (1996-2001), Partito Democratico (2008-2013)
Coalizione L'Ulivo (1996-2001), PD-IdV (2008-2013)
Circoscrizione Piemonte (XIII), Lombardia (XVI)
Regione Lombardia 1 (XVI)
Collegio Torino 6 (XIII)
Incarichi parlamentari

Componente della III Commissione (Affari esteri e comunitari) dal 21 maggio 2008

Pagina istituzionale
sen. Furio Colombo
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Châtillon, Italia Italia
Data nascita 1 gennaio 1931
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione giornalista professionista
Partito Democratici di Sinistra (1998-2007), Partito Democratico (dal 2007)
Legislatura XV Legislatura
Gruppo L'Ulivo (2006-2008)
Coalizione L'Ulivo (2006-2008)
Regione Lombardia
Pagina istituzionale

Furio Colombo, anche conosciuto con lo pseudonimo di Marc Saudade[1] (Châtillon, 1º gennaio 1931), è un giornalista, scrittore e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Già alla metà degli anni cinquanta, giovanissimo, fu chiamato alla RAI dove, insieme ad un gruppo di giovani intellettuali (tra cui Emilio Garroni, Luigi Silori, Umberto Eco, Mario Carpitella, Antonio Santoni Rugiu), collaborò e diresse vari programmi culturali radiotelevisivi, realizzando decine di documentari e servizi giornalistici. Al suo attivo ha numerosi saggi.

Nei primi anni settanta fu tra i primi professori a contratto del corso di laurea in DAMS all'Università di Bologna, dove insegnò Linguaggio radiotelevisivo tra il 1970 e il 1975.

Nel 1972 è apparso come attore nella pellicola Il caso Mattei, nella quale ha interpretato la parte dell'assistente-traduttore dell'allora presidente dell'ENI tragicamente morto in circostanze non del tutto chiarite.

Fu corrispondente de La Stampa e de la Repubblica dagli Stati Uniti. Negli stessi anni scrisse per il New York Times e per New York Review of Books. Fu poi presidente della FIAT USA e, in tale veste, insegnò giornalismo alla Columbia University.

Direttore de L'Unità[modifica | modifica sorgente]

Tra il 2001 e il 2005 fu direttore de l'Unità, e tra il 2000 e il 2005 diresse la rivista L'architettura. Cronache e storia.

Secondo quanto riportato da Panorama, Marco Travaglio, allora collaboratore de l’Unità, spiegò l'abbandono di Colombo con "mesi di mobbing praticato da ben noti ambienti DS, insofferenti per la linea troppo autonoma, troppo aperta, diciamo pure troppo libera del giornale". La ragione, secondo Travaglio, stava nel fatto che l’Unità era l’unica “a dire le cose che non si possono dire e a vedere le cose che si preferisce non vedere”. In particolare a chiamare “le cose con il loro nome: guerra la guerra e non missione di pace; separatismo il separatismo e non federalismo fiscale; razzismo il razzismo e non sicurezza; inciucio l’inciucio e non riformismo”, e così via»[2].

Deputato[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'esperienza da deputato tra le file del PDS-DS (dal 1996 al 2001), è tornato in Parlamento nel 2006, questa volta come senatore, per la lista dei DS in Lombardia ed iscritto al gruppo parlamentare dell'Ulivo. Rieletto nuovamente Deputato nel 2008, è stato Componente, per il PD, della III° Commissione (Affari Esteri e Comunitari) e della Commissione esaminatrice del "Premio Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli".

Dalla morte di Mirko Tremaglia fino allo scioglimento delle Camere, è stato più anziano deputato della XVI Legislatura.

Candidatura alla segreteria del Partito Democratico[modifica | modifica sorgente]

Il 16 luglio 2007, con un articolo pubblicato su L'Unità, ha annunciato la sua candidatura alla segreteria del Partito Democratico, puntando su una critica marcata nei confronti di Silvio Berlusconi, del berlusconismo e di ciò che i suoi governi hanno rappresentato nella legislatura precedente. Tuttavia, all'atto di presentazione delle sottoscrizioni necessarie alla candidatura (il 30 luglio), presenta alcuni moduli che gli erano stati inviati via fax e quindi non in originale. L'ufficio tecnico-amministrativo del "Comitato 14 ottobre", promotore del PD, ammette la sua candidatura "con riserva", richiedendo gli originali entro 48 ore. Colombo sostiene l'impossibilità di eseguire la richiesta, vista l'assenza di strutture partitiche alle sue spalle, e lamenta la presenza di regole "vetero-burocratiche" che "soffocano" la nascita del nuovo partito. Il 1º agosto, con un intervento sull'Unità, annuncia di rinunciare alla candidatura.

Attività parlamentare[modifica | modifica sorgente]

Secondo il sito OpenParlamento, che supervisiona le attività di deputati e senatori, al 27 maggio 2011 Furio Colombo è il deputato con il più alto numero di voti ribelli, contrari cioè alle indicazioni del partito di appartenenza, pari cioè a 633.[3]

Altre iniziative[modifica | modifica sorgente]

L'8 luglio 2008 ha partecipato al No Cav Day, del quale era uno dei principali promotori, anche dichiarando la propria contrarietà per un attacco in precedenza rivolto al presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.

Collabora come editorialista con il Fatto Quotidiano dalla sua fondazione, ne cura anche la rubrica quotidiana A domanda rispondo dove generalmente affronta temi politici proposti dai lettori.[4]

È presidente nazionale di "Sinistra per Israele", associazione che si pone il compito di "contrastare i pregiudizi antiisraeliani, antisionisti e talora perfino antisemiti che albergano anche in una parte consistente della sinistra italiana".[5]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Nuovo teatro americano, a cura di, Milano, Bompiani, 1963.
  • Le donne matte, Milano, Feltrinelli, 1964.
  • L'America di Kennedy, Milano, Feltrinelli, 1964; Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2004. ISBN 88-8490-518-4.
  • Invece della violenza, Milano, Bompiani, 1967.
  • Le condizioni del conflitto, Milano, Bompiani, 1970.
  • Cinema e televisione dell'ultima America, a cura di, in "Bianco e Nero", fasc. 9/10, 1972.
  • Documenti su il nuovo Medioevo, con Umberto Eco, Francesco Alberoni e Giuseppe Sacco, Milano, Bompiani, 1973.
  • Alternative. Antologia interdisciplinare, con Benvenuto Cuminetti e Antonio Martinelli, Bergamo, Minerva italica, 1973.
  • Ultima Hanoi, Milano, Bompiani, 1973.
  • Da Kennedy a Watergate. Quindici anni di vita americana, Torino, SEI, 1974.
  • Televisione: la realtà come spettacolo, Milano, Bompiani, 1974.
  • Aspetti della comunicazione visiva nelle società industriali, Bologna, Cooperativa libraria universitaria, 1975.
  • Ipertelevision, Roma, Cooperativa scrittori, 1976.
  • I prossimi americani. "Chi è chi" nelle elezioni presidenziali USA del 1976. Intervista a tutti i protagonisti della vita politica americana, Milano, Garzanti, 1976.
  • Agenti segreti, Milano, Garzanti, 1976.
  • Carter presidente. Verso una nuova America, a cura di, Milano, Fratelli Fabbri, 1977.
  • Radio e televisione, con Roberto Grandi e Nora Rizza, Rimini-Firenze, Guaraldi, 1977.
  • Rabbia e televisione. Riflessioni sugli effetti imprevisti della TV, Milano, SugarCo, 1981.
  • Passaggio a occidente, Milano, Rizzoli, 1982.
  • Il Dio d'America. Religione, ribellione e nuova destra, Milano, A. Mondadori, 1983; Il Dio d'America. Religione e politica in USA, Milano, A. Mondadori, 1987. ISBN 88-04-30296-8.
  • Un'intuizione americana, con Ugo Nespolo, Torino, Luisella D'Alessandro, 1983.
  • Bersagli mobili, come Marc Saudade, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • L'ambasciatore di Panama, come Marc Saudade, Milano, A. Mondadori, 1985.
  • Cosa farò da grande? Quanto tempo resta per decidere?, Milano, A. Mondadori, 1986.
  • El centro, come Marc Saudade, Milano, Mondadori, 1987.
  • Trappola a Hong Kong, come Marc Saudade, in "L'Espresso", 16 agosto 1987.
  • Intervista sulla televisione, Napoli, Pironti, 1988.
  • Occhio testimone, Milano, Bompiani, 1988.
  • Mille Americhe, Torino, La Stampa, 1988. ISBN 88-7783-030-1.
  • Carriera: vale una vita?, Milano, Rizzoli, 1989. ISBN 88-17-53090-5.
  • Il destino del libro e altri destini, Torino, Bollati Boringhieri, 1990. ISBN 88-339-0528-4.
  • Il terzo dopoguerra. Conversazioni sul post-comunismo, Milano, Rizzoli, 1990. ISBN 88-17-84070-X.
  • All'America, con Maria Luisa Spaziani e Sinisca, Matera-Ferrara, La Bautta, 1990.
  • Israele. Passato e futuro. Quello che c'è da sapere prima di giudicare, Milano, Rizzoli, 1991.
  • Per Israele, Milano, Rizzoli, 1991. ISBN 88-17-84147-1.
  • Scene da una vittoria, Milano, Leonardo, 1991. ISBN 88-355-1050-3.
  • La città profonda. Saggi immaginari su New York, Milano, Feltrinelli, 1992. ISBN 88-07-12004-6.
  • Come trovare un lavoro, Milano, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-84168-4.
  • Frontiera, Milano, Gruppo editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas, 1993.
  • Larry Rivers: opere 1989-1992, con Achille Bonito Oliva, Roma, 32, 1993.
  • Fascismo/antifascismo, con Vittorio Feltri, Milano, Rizzoli, 1994. ISBN 88-17-84378-4.
  • Gli altri. Che farne, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 1994. ISBN 88-17-84278-8.
  • Confucio nel computer. Memoria accidentale del futuro, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 1995. ISBN 88-17-84433-0.
  • Il sogno di una destra normale. Dialogo con Reset di Furio Colombo e Vittorio Foa, Milano, Reset, 1995. ISBN 88-7989-080-8.
  • Il treno della Cina. Dispacci di un viaggio, Roma-Bari, Laterza, 1995. ISBN 88-420-4536-5.
  • Ultime notizie sul giornalismo. Manuale di giornalismo internazionale, Roma-Bari, Laterza, 1995. ISBN 88-420-4674-4.
  • Il candidato. La politica senza il potere, Milano, Rizzoli, 1997. ISBN 88-17-84060-2.
  • Fine del villaggio globale. Notizie di guerra, Milano, Reset, 1999. ISBN 88-87591-06-7.
  • La vita imperfetta. Cronache di cambiamento, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 1999. ISBN 88-17-86033-6.
  • La scoperta di nuovi mondi, scelta e introduzione di, Roma, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 2001.
  • Privacy, Roma-Milano, Nuova ERI-Rizzoli, 2001. ISBN 88-17-86701-2.
  • Il libro nero della democrazia. Vivere sotto il governo Berlusconi, con Antonio Padellaro, Milano, Baldini & Castoldi, 2002. ISBN 88-8490-263-0.
  • La città è altrove. Riflessioni sull'architettura, Roma, Mancosu, 2003. ISBN 88-87017-07-7.
  • America e libertà. Da Alexis de Tocqueville a George W. Bush, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005. ISBN 88-8490-721-7.
  • L'ultima intervista di Pasolini, con Gian Carlo Ferretti, Roma, Avagliano, 2005. ISBN 88-8309-186-8.
  • Ci sarà un'Italia. Dialogo sulle elezioni più importanti per la democrazia italiana, con Romano Prodi, Milano, Feltrinelli, 2006. ISBN 88-07-17115-5.
  • Architettura come difesa, Roma, Mancosu, 2006. ISBN 88-87017-39-9.
  • La fine di Israele, Milano, Il Saggiatore, 2007. ISBN 978-88-428-1456-6.
  • Post giornalismo. Notizie sulla fine delle notizie, Roma, Editori Riuniti, 2007. ISBN 978-88-359-6004-1.
  • La civiltà al potere, Lugano, ADV, 2008. ISBN 978-88-7922-042-2.
  • La paga. Il destino del lavoro e altri destini, Milano, Il Saggiatore, 2009. ISBN 978-88-428-1523-5.
  • No. Brevi interventi in Parlamento 2008-2011, Ascoli Piceno, Sigismundus, 2011. ISBN 978-88-97359-04-3.
  • Marco Alloni dialoga con Furio Colombo. Il diritto di non tacere, Reggio Emilia, Aliberti, 2011. ISBN 978-88-7424-865-0.
  • Contro la Lega, Roma-Bari, Laterza, 2012. ISBN 978-88-420-9986-4.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— 28 maggio 1990. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fabio Giovannini, Storia del noir: dai fantasmi di Edgar Allan Poe al grande cinema di oggi, Castelvecchi, Roma, 2000, pag.150
  2. ^ 200 errore
  3. ^ elenco dei deputati - OpenParlamento
  4. ^ Blog di Furio Colombo, il Fatto Quotidiano. URL consultato il 6 ottobre 2011.
  5. ^ Sito ufficiale di Sinistra per Israele
  6. ^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Colombo dott. Furio

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Direttore de l'Unità Successore
Giuseppe Caldarola 2001 - 2005 Antonio Padellaro